Officials of the host country: USA

Prima di partire con i miei discorsi un avviso preliminare: se volete ripubblicare sul vostro blog o in un qualsiasi altro spazio i testi di questo blog in cui parlo di come vengono giudicate le gare (sono i post con il tag ISU), in italiano o in qualsiasi altra lingua, per intero o in parte, riutilizzando le mie immagini, con o senza il link al mio blog, vi autorizzo a farlo. Io vorrei che le gare fossero giudicate con onestà, e se ne parliamo in più lingue, evidenziando dati concreti, forse qualcosa cambierà. Ne dubito, ma dopo aver visto un certo pattinatore fare cose che per chiunque altro sono impossibili sto rivedendo il mio concetto di impossibile, che in alcuni casi si è trasformato in terribilmente improbabile. Ma se una cosa è improbabile significa che bisogna rinunciare in partenza? Un’altra cosa che si può fare è firmare questa petizione, con la quale viene richiesta l’introduzione delle moderne tecnologie in modo da limitare il più possibile la soggettività di giudizio: https://www.gopetition.com/petitions/figure-skating-to-improve-judging-system.html. Limitare la soggettività di giudizio. Non è un discorso fatto a favore di un pattinatore piuttosto che di un altro, tutti meritano di essere giudicati in modo equo.

Torniamo a noi, alla trovata dell’ISU di trasformare le gare di Grand Prix in eventi domestici con officials of the host country. Alcune gare sarebbero sbilanciate, non dappertutto esistono pattinatori davvero competitivi in tutte le discipline, ma più che il livello degli atleti mi preoccupa il livello dei giudici. Cominciamo con Skate America: tutti giudici statunitensi.

Qualcuno lo abbiamo visto all’opera in competizioni internazionali, ma mai più di uno per volta. C’è una regola precisa in questo senso, che risale a parecchio tempo fa. Se facciamo un salto indietro nel tempo scopriamo che già nel 1908 il russo Nikolai Panin, campione Olimpico nelle figure speciali nell’unica edizione in cui questo titolo è stato assegnato, si è ritirato dall’altra competizione senza eseguire il programma libero dopo che il suo rivale, lo svedese Ulrich Salchow, lo aveva preceduto nelle figure obbligatorie. Panin riteneva che la giuria, i cui membri comprendevano un solo russo e ben due svedesi, non lo avesse giudicato in modo onesto. Salchow è un mito e nessuno lo discute, ma chissà come sarebbe finita la gara se ci fosse stato un solo giudice svedese. Nemmeno troppe edizioni dopo (ricordo che fra il 1915 e il 1921 il Campionato del mondo non è stato disputato), nel 1927, la giovanissima norvegese Sonja Henie ha vinto il primo dei suoi dieci titoli mondiali consecutivi battendo per tre preferenze a due l’austriaca Herma Szabo, campionessa mondiale delle precedenti cinque edizioni e vincitrice dell’oro olimpico nel 1924. Ad assegnare il primo posto a Szabo sono stati i giudici austriaco e tedesco, i tre che hanno preferito Henie erano tutti norvegesi, con la Norvegia che era anche la nazione ospite della competizione. Dopo quest’episodio è stato modificato il regolamento: ogni nazione può essere presente con un solo giudice, mentre in precedenza era sufficiente che i giudici fossero tesserati per tre diversi circoli di pattinaggio. Certo, la modifica non può escludere le combine fra giudici, e nel tempo ne abbiamo viste parecchie. Prima o poi magari parlerò dei casi più clamorosi, ma non ora. Ora mi concentro sulle gare giudicate da giudici di un’unica nazione. Quali sono? I campionati nazionali.

C’è un motivo per cui i record stabiliti ai campionati nazionali non sono record ufficiali: perché i giudici potrebbero dare voti troppo generosi per aiutare i loro connazionali a stabilire record del mondo. A volte capita, a volte vediamo programmi straordinari, a volte vediamo punteggi ancor più straordinari dei programmi. La teoria è che i voti ottenuti nel campionato nazionale contano solo a livello nazionale, per le gerarchie interne, così ogni singola federazione stabilisce quali atleti mandare alle singole gare, e questa seconda affermazione è abbastanza vera, le federazioni decidono chi mandare alle competizioni anche (ma non solo) in base ai risultati del campionato nazionale. Ma che i punteggi interni non contino nulla quando si va all’estero è assolutamente falso. I giudici internazionali i punteggi delle gare nazionali li vedono, quei punteggi rimangono nella loro memoria e magari inconsapevolmente se ne fanno influenzare.

Volete vedere un esempio di giudice che si è fatto influenzare da circostanze esterne? In questo caso a influenzare il giudizio del giudice non sono stati i voti assegnati da altri giudici ma le polemiche scoppiate su internet. Skate Canada 2019.

Il giudice australiano Lisa Jelinek è stata la più severa con Hanyu, tutti 9,00 nei components – e lei è stata l’unica a scendere sotto il 9,50 – tranne che in interpretation, in cui comunque il suo è stato il voto più basso insieme a quello della canadese Lynne Dey. Soprattutto quel +4 su un triplo Axel perfetto ha destato molte perplessità: cosa mancava per il +5? Nessuno lo ha capito, e per un giorno ho letto su internet un bel po’ di critiche rivolte a Jelinek. Il risultato lo abbiamo avuto con il protocollo del programma libero:

Nei components i voti sono saliti al 9,75 fisso, stesso voto per tutte le voci per non sbagliare, tanto mica c’è differenza fra una voce e l’altra, vero? La perla però è quel +3 sul quadruplo loop, un salto che nella migliore delle ipotesi si sarebbe potuto meritare un +1, ma a essere proprio generosi con Hanyu, perché uno 0 sarebbe stato più corretto. Direi che in questo caso Jelinek non si è dimostrata scorretta ma semplicemente incapace di giudicare correttamente e facilmente influenzabile dai commenti di internet, per lei proporrei un bel seminario di formazione prima di rimetterla a giudicare una gara.

I giudici quindi si fanno influenzare, dai commenti su internet come dai risultati delle gare precedenti, campionati nazionali compresi. Sui components ho intenzione di tornare in futuro, al momento mi limito a guardare quelli di Nathan Chen da quando ha iniziato a disputare le competizioni senior. L’unica gara che non ho considerato è il Japan Open.

Ho suddiviso i punteggi per stagione, indicati gara per gara, e con il campionato nazionale evidenziato nella riga in grassetto. Nella colonna classifica indico il risultato finale della gara e, fra parentesi, la posizione di Chen nella classifica del programma corto e in quella del libero. La seconda e la quarta colonna indicano il voto nei components ottenuto da Chen rispettivamente nel programma corto e in quello libero. L’ultima stagione è stata monca, Chen ha scelto di non andare al Four Continents Championship e il Campionato del mondo è stato annullato, perciò la sua stagione si è conclusa con il campionato nazionale. Nelle stagioni 2016-2017 e 2018-2019, però, notiamo un dettaglio curioso: i punteggi ottenuti prima del campionato nazionale sono notevolmente più bassi di quelli ottenuti dopo il campionato nazionale. Non è che il campionato nazionale, con i suoi voti alti, ha spinto i giudici internazionali ad alzare i voti di Chen sui components? Qualcuno potrebbe dire che è un caso, in fondo nella stagione 2017-2018 non è successo, eppure secondo me anche quella stagione conferma la tendenza.

Nel 2018 la prima gara dopo il campionato nazionale per Chen è stato il programma corto della gara olimpica a squadre. Cos’ha fatto? 4F+2T, atterraggio sul flip davvero in punta, è stato bravo a salvare il salto e ad attaccare comunque la combinazione, con il toe loop che gli è venuto solo doppio, ma il GOE inevitabilmente è stato negativo. Il salto preceduto da passi da un ipotetico quadruplo toe loop è diventato un doppio toe loop, elemento non valido, che quindi è uscito dal punteggio. Sul triplo Axel è caduto. Chen può ringraziare di aver ricevuto i voti che ha ricevuto nei components, con il giudice americano, la nostra amica Lorrie Parker, il giudice kazako Yuriy Guskov, quello austriaco Thomas Biegler e quello canadese Janice Hunter che sono pure riusciti a piazzarlo secondo in performance, dietro, fra l’altro, all’israeliano Alexei Bychenko, che ha ricevuto solo due -1 su una trottola e tutti GOE positivi in un programma che comprendeva triplo Axel, quadruplo toe loop e, in area bonus, la combinazione triplo Lutz-triplo toe loop. Non ho intenzione di guardare il dettaglio di tutti i voti, ma davvero Chen meritava più di lui in performance?

Con un pessimo biglietto da visita nella gara a squadre, nella competizione individuale Chen ha disputato un altro programma corto pessimo, e infatti si è piazzato al diciassettesimo posto provvisorio. Caduta sul quadruplo Lutz iniziale, e quindi impossibilità di eseguire la combinazione, uno step out sul quadruplo toe loop gli ha impedito di provare a recuperare la combinazione, e ovviamente è arrivato un altro GOE negativo, e infine c’è stato un secondo step out, con due mani sul ghiaccio, sul triplo Axel. Con tutti gli elementi di salto sbagliati in due programmi di fila i components sono scesi. Nel libero si sono attestati su un valore appena inferiore rispetto alla media della prima parte della stagione. Vero, nel libero Chen ha proposto sei quadrupli, ma sul flip ha avuto un GOE negativo e la giuria aveva bisogno di riprendersi dopo i due programmi pessimi appena eseguiti da Chen, doveva capire di potergli dare voti alti. Quindi c’è stato il Campionato del mondo.

Facciamo l’appello: Yuzuru Hanyu, medaglia d’oro a PyeongChang, assente perché ancora infortunato. Javer Fernandez, medaglia di bronzo, assente perché ha deciso di fermarsi, con l’unica eccezione di un’ultima partecipazione al Campionato europeo. Shoma Uno, medaglia d’argento, presente ma infortunato a una gamba. Se le circostanze volevano spianare la strada a Chen, ci sono riuscite alla perfezione. Chen, pur sporcando un po’ i due quadrupli, che ricevono un GOE lievemente negativo, esegue il miglior programma corto e va in testa davanti a Kolyada, due volte medaglia di bronzo europea ma mai sul podio mondiale, al giovanissimo Vincent Zhou, vincitore del bronzo all’ultimo Four Continents Championship, a Boyang Jin, staccato di quasi sei punti, ed è Jin il primo fra gli atleti che in passato erano già saliti sul podio di un Campionato del mondo (per lui due bronzi), quindi Uno, staccato di oltre sette punti e mezzo. Dopo il programma corto era evidente che, salvo disastri, l’oro lo avrebbe vinto Chen. Il GOE negativo su due dei sei quadrupli non gli ha impedito di ottenere un punteggio tecnico altissimo, ma anche nei components per la prima volta ha superato i 90 punti in una gara internazionale. Sapevano tutti che avrebbe vinto lui, vuoi non dargli voti alti per premiarlo?

Secondo me c’è un’altra situazione ancora più interessante, per vederla dobbiamo tornare indietro di un’altra stagione, alla 2016-2017. Al Campionato nazionale di gennaio Chen riceve quelli che, al momento, sono i suoi voti più alti. In febbraio c’è il Four Continents Championship. Ne ho parlato un po’ qui, ma in futuro tornerò ancora su questa gara. Quello di Chen è il miglior programma corto, Hanyu recupera qualcosa vincendo il libero ma non basta: il titolo va a Chen davanti a Hanyu In marzo c’è il Campionato del mondo. Chen si presenta come uno dei favoriti, in fondo ha vinto il campionato continentale davanti a Hanyu, vicecampione del mondo delle ultime due stagioni, e a Uno. Quanto a Fernandez, due volte campione del mondo nelle ultime due stagioni, all’ultima finale di Grand Prix è arrivato quarto dietro a Hanyu, Chen e Uno. Anche Boyang Jin e Patrick Chan gli sono arrivati alle spalle in entrambe le competizioni. Pur essendo giovane Chen è senza dubbio uno dei favoriti. In gara però le cose non vanno nel modo migliore. Sesto dopo il programma corto, esegue il quarto libero e si ferma comunque in sesta posizione.

Nel programma corto c’è un triplo Axel con caduta , 43,11 nei components, appena al di sotto del punteggio del Four Continents Championship, dove aveva ricevuto tre -1 ma nel complesso tutti i suoi GOE erano stati positivi. Ma aveva appena battuto Hanyu, vuoi non dargli voti alti? Nel libero le cadute sono state due, ma altri salti non sono stati esattamente perfetti. Un sesto posto finale, per uno che puntava al podio, non è esattamente un risultato tanto soddisfacente, e le quotazioni di Chen nella mente dei giudici sono crollate. Sono io che lavoro troppo di fantasia? La stagione si è conclusa con il World Team Trophy.

Stavolta errori non ce ne sono stati, ma i components sono scesi. Sarà perché nell’ultima gara, lungi dall’ottenere un risultato prestigioso, Chen aveva proposto due prestazioni deludenti?

Questo sull’influenzabilità dei giudici. Se i giudici possono essere influenzati dalle gare del recente passato, allora perché non influenzarli? Se guardiamo il punteggio, al campionato nazionale del 2019 Chen ha proposto due programmi strepitosi. Io ho guardato il punteggio, ma anche il protocollo di gara e la gara stessa. Questo è il libero:

Chen inizia a muoversi a 0:40. All’inizio non è nulla di particolarmente difficile, qualche movimento sul posto per entrare nell’atmosfera del programma, e io non ho nulla contro un inizio di questo tipo. In Chopin Hanyu sta fermo per 15 secondi, e per quel programma è l’inizio perfetto. Nel loro Bolero tutti i movimenti fatti all’inizio da Jane Torvill-Christopher Dean non contano niente per il punteggio perché sono sulle ginocchia e non sui pattini, ma fanno entrare lo spettatore nell’atmosfera, e va bene così. A metà della terza riga Chen inizia a muoversi sul serio, c’è un choctaw, che è comunque un passo semplice, una mini Ina Bauer, qualche altro passo fra incrociati e choctaw, quindi a 0:53 inizia la rincorsa per il quadruplo Lutz. Di mezzo ci sono un chochtaw, che è quello che Chen piazza li per far vedere che fa qualcosa, e un cambio di filo mentre è lì che corre in linea retta, e solo a 1:03 fa la puntata del Lutz. Sono 10 secondi. Non è un po’ lunga come rincorsa?

 

 

Subito dopo l’atterraggio mette giù il secondo piede, gli atterraggi scivolati non sa cosa siano, quindi fa un incrociato, un tre di valzer, un choctaw, a 1:12, è il terzo screenshot della terza riga, si vede che si prende tutta la pista per la nuova rincorsa. Anzi, inizia a correre mentre è ancora in curva. Certo, fa alcuni incrociati, un choctaw, a 1:23 inizia la preparazione, a 1:25 fa la puntata. Due dettagli. Il primo è la lunga preparazione, detrazione compresa fra -1 e -3, il secondo… l’abbiamo guardato quel filo? Sono gli ultimi due screenshot. Quello è un filo piatto, detrazione fra -1 e -3 se compare il segno !, detrazione -1 se non c’è nessun segno, che in totale fa, vediamo…

Ah, ecco. A vederlo il salto mi è parso anche piccolino, non meritorio del bullet per le ampie dimensioni, ma l’inquadratura non era delle migliori, quindi lasciamo stare. A questo punto qualche passo Chen lo fa, e giuro che qui non sono ironica. La sequenza di screenshot è più lunga, ci sono anche un twizzle e una rapida luna, qualche altro passo un po’ più impegnativo del choctaw, del chasse o dell’incrociato, quindi veramente qui Chen si è calato nella parte. Passo al salto, il quadruplo toe loop.

A 1:47 inizia la rincorsa. Sì, piazza qualche choctaw, non si limita a correre e basta. a 1:55 c’è lo stacco, un secondo più tardi l’atterraggio. Il bello è la prima immagine della terza riga: in quel momento il pattino gratta sul ghiaccio. In teoria per scratching c’è una deduction che va da -1 a -3, ma anche senza la deduction il salto non è effortless, non può prendere più di +3. Vero?

Passato il toe loop si può pensare al triplo Axel, stavolta la rincorsa con contorno di (pochi) choctaw e tre di valzer dura solo 7 secondi, da 2:07 a 2:14, e ve la risparmio. Quindi ci sono la prima trottola, la sequenza di passi e la prima combinazione, questa, incredibilmente, preceduta da una luna. Ma un salto preceduto da luna Chen tende a inserirlo sempre nel programma libero, non è che non faccia mai niente prima dei salti.

Quarta immagine della prima riga: non è una bella prerotazione quella? All’atterraggio del quadruplo toe loop Chen, come spesso gli capita, è un filo storto di lato, nulla di troppo grosso, ma io fatico a definire i suoi salti effortless. Poi c’è il triplo toe loop, davvero piccino, praticamente salta e atterra nello stesso punto, altro che bullet 1, quello legato all’ampiezza. Il dettaglio più significativo però è la rotazione. Manca un pezzo, quel salto è un sottoruotato, essendo una combinazione nella seconda metà del programma il valore base scende da 15,07 a 14,15, nel GOE entra una detrazione che va da -1 a -2, quindi questa combinazione, dal valore base ridotto, al massimo può prendere +1.

Passiamo alla seconda combinazione.

Gli screenshot sono parecchi, ma in realtà è tutto incrociati, un paio di cambi filo, choctaw e tre di valzer, da 3:26 a 3:40 se non mi sono persa nulla non ha fatto un solo passo difficile. Quindi punta e fa la combinazione triplo Lutz-triplo toe loop. Il triplo toe loop ha una prerotazione notevole, e anche così salta sul posto, non ce la fa a spostarsi più di pochi centimetri. La mancanza del primo bullet impedisce di partire da più di +3, il poor take off meriterebbe una detrazione da -2 a -3, l’uscita è la solita fuga, anche qui oltre il +1 non si può andare.

Prima di andare oltre riguardiamo la sequenza degli screenshot. Ultima riga, immagine in centro. In quel punto Chen inciampa sui suoi piedi. Andate a vedere il video se non mi credete, Chen inciampa. Potrei sbagliarmi, ma non è la cosa migliore da fare se si vuole ottenere un voto alto in skating skills.

Va bene, andiamo avanti con choctaw, tre di valzer e combinazione a tre aperta dal triplo flip.

Ultima immagine della prima riga: a me quel filo sembra tanto piatto, anche se sarebbe stato bello avere immagini migliori. Poi c’è la sequenza coreografica, quindi la trottola.

Qui non sono del tutto sicura di cosa dica il regolamento, quindi chiedo lumi: non ci sta il -1,00 per costume failure? Non mi interessa se sono bei ragazzi, io la pancia dei pattinatori non la voglio vedere. Posso sopportarla (sopportarla, non gradirla) in qualche gala, se proprio richiesto da un programma particolare, ma in gara? No, grazie.

Va bene, guardiamo la posizione bassa. Seconda trottola:

Terza trottola:

Siamo davvero sicuri che tenga correttamente la posizione bassa, con le natiche sotto del ginocchio, per due giri di fila?

Capitolo components. Se escludiamo la sequenza di passi e la sequenza coreografica, che hanno un loro valore base, un loro GOE, e quindi fanno parte degli elementi tecnici e non entrano nel discorso, c’è stato un solo salto preceduto da un passo, una sola fase in cui ha fatto qualche passo particolare per interpretare il programma, per il resto ha corso da una parte all’altra della pista alternando i passi più semplici, incrociati, chasse, choctaw, e in un’occasione ha pure inciampato. Che requisiti servono per i voti dei components?

Outstanding non se ne parla neppure, Excellent non mi sembra il caso di scherzare, Very good è comunque eccessivo. Io starei sul Good, voti compresi fra 7,00 e 7,75. Dopo tante immagini dal protocollo ufficiale mi sposto su quello di SkatingScores perché mi fornisce le somme:

Jessica Bussgang, il giudice 3, si starà ancora disperando perché sulla prima trottola il dito le è scivolato e si è spostato dal tasto del 5 a quello del 3, credo che non se lo perdonerà mai. Il giudice 9 è una nostra vecchia conoscenza, Lorrie Parker. Nei GOE si è un po’ contenuta, tre giudici hanno dato un voto più alto del suo, ma con i components si è ampiamente rifatta, attestandosi complessivamente al secondo posto. Mettiamoci nei suoi panni, poverina: nel programma corto ben quattro giudici avevano assegnato un voto più alto del suo, ma come si fa? Metti che poi alle prossime Olimpiadi la federazione americana manda uno degli altri a giudicare invece che lei? No, meglio mettere le cose in chiaro e far capire da subito di cosa si è capaci. Faccio notare che se nell’ultima stagione Parker non ha giudicato competizioni internazionali, il suo nome (come anche quelli di Sacha Martinez e Walter Toigo), compare nella comunicazione dell’ISU 2337: List of Referees, Judges, Technical Controllers, Technical Specialists, Data & Replay Operators season 2020/21 for Single & Pair Skating, Ice Dance and Synchronized Skating.

Usiamo pure questi pannelli di giuria per competizioni internazionali, poi però non sorprendiamoci se i voti diventano molto fantasiosi. Per inciso dopo questo campionato nazionale Chen si è presentato al Campionato del mondo di Saitama forte di un programma che è stato ritenuto perfetto, e come abbiamo visto i giudici si lasciano influenzare molto facilmente da questo tipo di voti.

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Walter Toigo (e la finale di Grand Prix 2019)

Con il coronavirus il mondo è cambiato e tutti ci siamo dovuti adattare, sport compreso. I drammi non sono i piccoli disagi che abbiamo tutti o alcune manifestazioni che sono state annullate, ma visto che qui parlo di sport rimango nell’ambito sportivo. Anche lasciando al di fuori del discorso chi si è effettivamente ammalato i problemi ci sono per tutti, per chi ha perso il lavoro come per chi non si può allenare. L’ISU ne è consapevole, e pensa prima di tutto alla salute delle persone coinvolte. Come?

Cominciamo a guardare il Campionato del mondo di pattinaggio artistico 2020. Non è stato disputato a causa della pandemia. Certo, ad annullare l’evento è stato il governatore del Quebec, non l’ISU, che fino a quando non sono arrivate decisioni di altri ha continuato a fare finta di nulla. La loro politica era far compilare un questionario e misurare la temperatura, ma una pandemia, ufficialmente dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per l’ISU non era un motivo sufficiente per cancellare una gara, né il red carpet, nel quale avrebbero voluto stipare gomito a gomito non so quante persone. È dall’11 marzo che è ufficialmente in corso una pandemia, ma fra il 13 e il 14 aprile a Nottingham il Campionato del mondo di pattinaggio sincronizzato junior si è svolto regolarmente. Se fra il 7 e l’8 marzo in Olanda si era svolta una gara di pattinaggio di velocità, che differenza poteva esserci in pochi giorni? Perciò dove ha potuto l’ISU è andato avanti con le gare senza preoccuparsi di nulla.

Con la pandemia c’è stato prima il balletto del regolamento, norme tecniche nuove prima sì poi no quindi nì, con l’applicazione solo di quelle sbagliate. Ma non si può mica sempre fare tutto giusto, vero? Quindi pubblicazione del calendario di Junior Grand Prix, tanto il virus non c’è più, e al limite non colpisce i giovani. Solo con le federazioni nazionali che hanno iniziato a cancellare le gare il circuito è saltato. Quanto ai Challenger Series, quelli si possono disputare, ma come gare autonome, che non fanno parte di una serie, non danno diritto ai punti e quindi neppure al montepremi finale. Se siamo bravi nella ginnastica mentale una qualche logica c’è: se per contrastare la diffusione del virus è necessario fare distanziamento sociale, allora noi distanziamo le gare, facciamo in modo che non si parlino, e i singoli eventi si possono svolgere regolarmente. Tanto è noto che la cosa più infettiva sono i soldi, se non ne vengono dati nessuno si ammala. Stessa lungimiranza e generosità degli organizzatori di Wimbledon che si erano assicurati contro il rischio pandemia e che, dopo l’annullamento del torneo, hanno incassato il premio dall’assicurazione e lo hanno suddiviso fra tutti i tennisti iscritti al torneo, e tutti i giudici e coloro che avrebbero dovuto lavorare per far sì che il torneo stesso si svolgesse.

Il circuito Grand Prix junior è stato annullato, ma è stato solo dopo che gli stati organizzatori hanno iniziato a cancellare le tappe, e che la federazione giapponese ha dichiarato che non avrebbe inviato pattinatori junior alle gare, che l’ISU ha molto liberamente optato per la prudenza. La federazione giapponese ha anche detto che non avrebbe inviato i senior alle gare internazionali almeno fino a tutto settembre compreso, quindi tanti saluti alla presenza di Yuzuru Hanyu all’Autumn Classic International, e lo scorso anno era stato lui a riempire il palazzo del ghiaccio di Oakville, per la gioia degli organizzatori. Altre federazioni nazionali hanno messo veti? Non ricordo i dettagli, ma qualcuna sì. Di fatto l’ISU si è trovata impossibilitata a procedere come al solito perché i suoi affiliati hanno manifestato una certa preoccupazione per atleti, addetti alla pista, giudici e spettatori. Ora è arrivata la decisione per il circuito senior Grand Prix:

Questa è la comunicazione 2339 datata 4 agosto. Devo imparare a scaricare tutto, ogni tanto le comunicazioni spariscono, comunque il dettaglio finale, che le informazioni tecniche arriveranno il prima possibile, ci avvisa che in realtà ancora non hanno deciso niente. Vero, siamo in una situazione d’incertezza, le cose possono cambiare nel giro di pochissimo tempo, loro comunque con una pandemia dichiarata in marzo, e con i contagi che continuano ad aumentare, dicono che andranno avanti regolarmente ma non sanno come, prima o poi lo decideranno. Quasi regolarmente, come ho sottolineato le gare diventano un evento domestico, e mi chiedo che senso abbia fare gare di questo tipo. Il campionato nazionale esiste già ed è un’altra cosa, non ci serve il bis. Sì, certo, possono partecipare i pattinatori della nazione ospite, quelli che si allenano lì regolarmente e quelli delle rispettive aree geografiche, ammesso che abbiano il permesso per viaggiare. Quanto ai giudici… ecco uno dei drammi nascosti della pandemia, perché con l’obbligo di avere giudici del paese ospite ci perdiamo il povero Walter Toigo. Nella scorsa stagione avevamo avuto la finale di Grand Prix, si sarebbe potuto rimediare, infatti Toigo a Torino c’era, ma l’Italia non ha una tappa di Grand Prix, perciò Toigo non potrà giudicarne nessuna. Vediamo quali gare ha giudicato negli ultimi anni:

Olimpiade, Campionato del mondo o continentale, gare di Grand Prix, sia senior che junior, finale compresa, nelle tre discipline di artistico. Non si è fatto mancare nulla Toigo, e mi chiedo come farà a sopravvivere a un’intera stagione senza nulla di tutto ciò. Abbiamo il Lombardia Trophy, ma non è la stessa cosa. Comunque lui è una persona forte, convinta delle sue idee e che non si lascia influenzare da nessuno, non chiede nemmeno l’aiuto da casa quando deve assegnare i voti, gli basta sbirciare quelli dei suoi colleghi giudici, quindi ho fiducia che in qualche modo ce la farà e appena possibile lo rivedremo a bordo pista. Io preferirei di no, ma non sono io a fare le assegnazioni dei giudici.

Guardiamo l’immagine. Il blocco di destra sono le gare da quando conosciamo i voti dei singoli giudici, quello di sinistra le gare in cui il giudizio era anonimo. Peccato che non sia possibile controllare i voti anche di quel periodo, a me piacerebbe che l’ISU pubblicasse tutti i dati ma dubito che, a distanza di tempo, ci sia ancora conservato da qualche parte quello che all’epoca era segreto. E poi più che diffondere le informazioni l’ISU ha la tendenza a nasconderle, più volte ho cercato documenti che so che sono esistiti in passato senza però riuscire a trovarne traccia.

Nel blocco di sinistra c’è una riga grigia, e un periodo piuttosto lungo in cui Toigo non ha giudicato gare. Cos’è successo? È stato sospeso. Oh, guarda, sul sito dell’ISU non c’è più, si tratta della comunicazione 1669, ma il sito passa dalla 1628 alla 1834, chissà cosa dicevano le altre comunicazioni mancanti. Questa, però, a suo tempo l’avevo scaricata.

Due anni di sospensione per misconduct and of violation of the duties of Judges and the ISU Code of Ethics. Cercando il nome di Toigo con Google qualcosa ancora si trova: https://www.isu.org/inside-isu/legal/disciplinary-decisions/292-case-no-2010-01-walter-toigo/file. Rimetto il link anche a un articolo che avevo già segnalato qualche giorno fa: https://www.nbcnews.com/storyline/winter-olympics-2018/figure-skating-lets-judges-who-break-rules-return-judge-another-n845441. Io in questi casi sarei per la squalifica a vita, altro che due anni di sospensione, perché se uno non ha idea di cosa sia l’etica sportiva non è che la scopre all’improvviso, ma l’ISU è propensa a perdonare tutti, indipendentemente da quanto sia clamoroso quello che hanno fatto.

Prendiamo lo scandalo dell’Olimpiade del 2002, in cui un giudice ha confessato di avere deliberatamente falsato il risultato di una gara – il suo voto è stato determinante per l’assegnazione dell’oro, mica nella lotta fra il diciassettesimo e il diciottesimo posto, e anche a quel livello sarebbe stato grave – su pressione del presidente della sua federazione. Nessuno dei due è stato squalificato a vita. Un simpatico riassunto del dopo si trova in quest’articolo: https://www.latimes.com/archives/la-xpm-2002-may-04-sp-olycol04-story.html.

Dubito che un articolo del Los Angeles Times sparirà, ma in caso ho fatto lo screenshot:

L’evidenziatura in rosso è mia. L’anonimo articolista reputa la sospensione troppo blanda e auspica una squalifica a vita, mentre per Ottavio Cinquanta, allora presidente dell’ISU, era una squalifica giusta, non troppo corta né troppo lunga. Poco più in basso Doug Williams l’ha definita “un buon primo passo“. Un buon primo passo per cosa? Vuoi far vedere che non accetti la corruzione? Butti fuori a calci nel sedere i corrotti, non gli dai una pacca in testa dicendogli “bambino monello, prometti di non farlo più”. Possibile che solo chi è al di fuori veda quanto sia sbagliato il sistema? Per inciso, diversi anni più tardi lo stesso Doug Williams sarebbe stato sospeso e in seguito reintegrato, e anche quest’episodio, chissà come mai, è sparito dal sito dell’ISU. Sì, anche lui è uno dei miei osservati speciali.

Torniamo a Toigo che, al rientro da due anni di squalifica, come prima cosa ha giudicato una gara da nulla. Un Campionato del mondo. Ma davvero non abbiamo giudici onesti da mandare alle gare? Vergognarmi dei miei connazionali, di chi rappresenta la mia nazione, non è una cosa che mi entusiasmi. E la presenza di Toigo è un insulto a tutti quei giudici onesti che sono stati lasciati indietro per fare posto a lui.

Andiamo vedere a quello che è effettivamente verificabile. Tutte le gare giudicate da Toigo sono indicate qui, con anche alcune statistiche: https://skatingscores.com/official/ita_walter_toigo/. Io mi sono concentrata su alcune. Cominciamo con il capitolo national bias. Ho tralasciato il Campionato del mondo junior di coppie 2017 (presenti Irma Caldara/Edoardo Caputo, quindicesimi sia nel complesso che per Toigo), la Riga Cup, gara di Grand Prix junior, del 2019 (presente Nikolaj Memola, Toigo ha giudicato solo il libero, assegnando a Memola il 18° posto, a fronte del  19° che ha realmente ottenuto, dimostrandosi il giudice più severo dal punto di vista tecnico nei confronti del pattinatore che nella realtà ha preceduto Memola) e la Cup of China 2019 (presenti Nicole Della Monica/Matteo Guarise, quarti nella realtà e per Toigo), così come ho tralasciato gare in cui non c’erano italiani come l’NHK trophy 2016 (coppie di artistico), la Cup of China 2017 (uomini), l’NHK Trophy 2017 (coppie di artistico), l’NHK Trophy 2018 (coppie di artistico) e la finale di Grand Prix 2019 (coppie di artistico, sia junior che senior). La tabella delle altre gare:

Fosse stato per lui alla Cup of China 2017 i canadesi Kirsten Moore-Towers/Michael Marinaro, che hanno vinto il bronzo, si sarebbero presi una bella mazzata e si sarebbero classificati quinti, scavalcati da Della Monica/Guarise, novelli medaglia di bronzo, e da Valentina Marchei/Ondrej Hotarek.

Il risultato dell’NHK Trophy 2017 non sarebbe cambiato, non nelle prime quattro posizioni, ma Evgenia Medvedeva avrebbe visto ridursi notevolmente il suo vantaggio su Karolina Kostner.

All’Olimpiade Toigo ha giudicato solo il programma corto delle coppie di artistico, da un programma all’altro sono stati sostituiti diversi giudici con l’ingresso nel pannello del libero, fra l’altro, di un giudice russo, un francese e uno statunitense, assenti nel programma corto (con l’Assistant Technical Specialist che, in entrambi i casi, è stato uno statunitense). Nel gioco di chi prende di più e chi prende di meno, Toigo avrebbe assegnato a Marchei/Hotarek quel settimo posto che hanno effettivamente preso, ma per lui Della Monica/Guarise, che si sono piazzati al nono posto, sarebbero stati quinti.

Il World Team Trophy 2019 merita un discorso più lungo. In questa gara non conta il punteggio assoluto, quanto il piazzamento di ciascun atleta in ogni segmento di gara, per questo ho riportato tutti i punteggi. Malgrado qualche piccola variazione nel punteggio, nel programma corto maschile sia Matteo Rizzo che Daniel Grassl avrebbero mantenuto le loro posizioni. Nel libero Rizzo ancora stabile, Grassl avrebbe guadagnato due posizioni, con un regalo di 10,00 punti netti che è stato superato solo dai 10,75 punti regalati a Della Monica/Guarise alla Cup of China 2017. Nel programma corto Marina Piredda avrebbe guadagnato una posizione, Roberta Rodeghiero sarebbe rimasta stabile, nel libero la situazione si sarebbe invertita, con Piredda stabile e Rodeghiero più in alto di due posizioni. Nelle coppie di artistico Della Monica/Guarise avrebbero guadagnato una posizione sia nel programma corto che in quello libero. Facendo le somme e considerando anche gli spostamenti ipotetici degli atleti delle altre nazioni, se nella gara la Francia si è classificata quarta con 75 punti, il Canada quinto con 73 e l’Italia sesta con 69, per Toigo l’Italia sarebbe arrivata quarta con 76 punti davanti a Francia (73) e Canada (72).

Nell’ultima gara, la Cup of China 2019, Toigo ha piazzato Matteo Rizzo al terzo posto, così come ha fatto l’insieme dei giudici, anche se nelle posizioni più arretrate tre pattinatori si sarebbero presi una bella mazzata. Di fatto, se guardiamo la tabella di SkatingScores, nel libero è stato Toigo il giudice più di parte: https://skatingscores.com/1920/gpchn/men/bias/.

L’ultima parte della mia analisi riguarda le occasioni in cui Toigo ha giudicato gare a cui ha partecipato Yuzuru Hanyu.

Nella prima occasione, l’NHK Trophy 2016, Toigo si è attestato sugli stessi voti degli altri giudici con Hanyu ed è stato stretto con Nathan Chen (e per la verità con molti altri).

Di fatto in entrambi i programmi Toigo con Hanyu è rimasto in linea con gli altri giudici per tutti gli elementi tecnici, è stato lievemente al di sotto della media per tutte le voci dei components, con la sola eccezione delle transitions del libero. Con Chen nel programma corto ha assegnato GOE lievemente inferiori rispetto alla media, nel libero è rimasto in linea, in entrambi i casi è stato molto severo nei components, e questo ha fatto la differenza.

All’Autumn Classic International 2019, spiccano i voti dell’israeliano Mark Gorodnitsky, trattato malissimo nei components. Quanto a Hanyu, nel programma corto ha stabilito il suo dodicesimo record del mondo, l’ultimo con il vecchio codice di punteggi, quindi ha fatto un disastro nel libero. Il perché ora non mi interessa, quello che conta è ciò che gli atleti hanno fatto in pista. La gara è stata meritatamente vinta da Javier Fernandez, Hanyu, che ha realizzato il quinto libero, ha vinto l’argento grazie al vantaggio che aveva accumulato nel programma corto. Per tutti Hanyu è stato il sesto dal punto di vista tecnico (ma con Toigo che in severità di voti è stato superato solo dalla canadese Nicole Leblanc-Richard), da quello artistico è stato il secondo per tutti dietro a Fernandez tranne che per Toigo, che gli ha preferito anche Misha Ge, autore del secondo libero.

La gara più bella è l’ultima finale di Grand Prix.

Nel programma corto Hanyu ha fatto un errore gravissimo, ha sbagliato il quadruplo toe loop della combinazione, non ha controllato l’atterraggio, non è riuscito ad attaccare il secondo salto e l’elemento ha giustamente preso un -5 unanime. Capisco il voto più basso del solito in performance, ma 8,75 non è un filo troppo basso? Il resto era perfetto. E l’8,75 in interpretation? Davvero? Ma davvero davvero? E non sono solo i voti di Hanyu nei components a essere strani. Un giudizio errato si ha non solo quando un pattinatore riceve voti troppo bassi, ma anche quando il giudizio di quel pattinatore è abbastanza corretto ma il suo avversario riceve voti troppo alti.

+4 al triplo Axel di Chen.

Lasciamo stare il tempo necessario alla preparazione e guardiamo l’atterraggio. Meno di un secondo fra quando tocca il ghiaccio e quando poggia il secondo piede e scappa via con un passo tutt’altro che elegante. Questo non è un atterraggio ben scivolato, il che significa che il salto non è effortless, manca il bullet 3 perciò anche a essere generosi non avrebbe dovuto prendere un voto superiore a +3, come avrebbero dovuto sapere anche Anthony Leroy, il giudice francese, e Olga Kozhemyakina, il giudice russo. Ma Chen per Toigo merita solo +4 e +5, anche se pure nella combinazione scappa via. Lì usa un saltino, ma è comunque una fuga, non un elemento coreografico, basta un minimo di attenzione e di abitudine a guardare le gare, non c’è bisogno di essere un tecnico, per capirlo. I +4 e +5 sono gli unici voti che Toigo ha assegnato a Chen anche nel libero, mentre il libero di Hanyu da lui ha ricevuto tre soli +4 e nessun +5.

Della sequenza coreografica di Chen con inciampo ho già parlato. Non che sia una giustificazione, ma su quell’elemento la cecità è stata collettiva. Vogliamo parlare di qualità dai salti? Non ce n’è uno che abbia un’uscita ben scivolata o che sia immediatamente seguita da un passo difficile, dopo ogni atterraggio Chen mette giù il piede sinistro per stabilizzarsi e scappa, nessun salto meriterebbe un voto superiore al +3. Invece ne sono arrivati sei (e ricordo che gli elementi di salto sono sette) dal giudice francese Anthony Leroy, sette dal giudice cinese Wei Shi (compreso un +5 sul quadruplo Salchow e uno sul triplo Axel, mentre il giorno prima Shi era riuscito a dare un +4 agli stessi salti eseguiti da Hanyu, facendo venire il sospetto che Hanyu per avere un +5 debba soddisfare sette bullet diversi e non cinque come da regolamento per tutti gli altri, o quattro o tre come avviene con qualcuno evidentemente premiato perché si allena tanto, perché sei erano soddisfatti. Qual è il settimo? Nessuno lo sa, forse portare un caffè ai giudici durante il salto senza versarne nemmeno una goccia), uno dal giudice austriaco Elisabeth Binder (più severa degli altri, vero, ma con Hanyu è stata ancora più severa che con Chen), due dal giudice giapponese Mami Maeda, ovviamente sette da Toigo, quattro dal giudice statunitense Wendy Enzmann (e il +4 sul triplo Axel è lo stesso voto che aveva assegnato a Hanyu sul triplo Axel il giorno prima, solo che Hanyu fa un salto enorme preceduto e seguito da twizzle, Chen prende la rincorsa, salta meno e scappa all’atterraggio), due dal giudice georgiano Salome Chigogidze (che il giorno prima aveva dato un +3 al quadruplo Salchow di Hanyu, lo stesso voto che ha dato al quadruplo Salchow di Chen, come se Hanyu non avesse fatto un’intera sequenza coreografica prima di un salto eseguito con facilità e Chen non avesse preso la rincorsa e poi fosse fuggito), due dal canadese Deborah Islam (idem come sopra per il quadruplo Salchow, +4 per entrambi i salti). Guardiamo il punteggio tecnico, Toigo è stato il più generoso, superando di gran lunga il giudice americano.

Questa è la preparazione della combinazione quadruplo flip-triplo flip. Parto da quando Chen si gira all’indietro, all’estremità sinistra della pista rispetto alla telecamera, quindi fa alcuni incrociati, scivola, fa un passo semplice – correggetemi se sbaglio, dovrebbe essere un choctaw, nulla di che – si gira di nuovo e fa la preparazione del flip. Non passi particolari, la preparazione standard. La terza immagine lo mostra al’estremità destra della pista, quando sta per fare la puntata.

Fra la prima e la terza immagine trascorrono 8 secondi, che si traducono in almeno 40 metri di rincorsa – ricordo che una pista è lunga 60 metri, e la sua traiettoria è diagonale, quindi la distanza che percorre è maggiore – senza nulla di mezzo. Non ci sono gli estremi per long preparation? La deduzione va da -1 a -3. Ora parliamo di filo. Dovrebbe guardarlo il pannello tecnico, il Technical Controller, la giapponese Yukiko Okabe, e il Technical Specialist, lo sloveno Jan Cejvan, ma probabilmente in quel momento avevano altre cose da guardare.

Gli screenshot provengono dal replay, che mostra meglio i dettagli del salto. Anche senza la chiamata del pannello tecnico i giudici dovrebbero essere in grado di vedere il filo piatto e applicare una rotazione che va da -1 a -2. I voti sono +4 e +5 (compreso Toigo) per tutti, tranne che per Binder. Ricordo che il valore base indica la difficoltà dell’elemento, e nessuno nega che Chen esegua elementi difficili, ma che il GOE indica come l’elemento è stato eseguito, perciò se l’elemento non rispetta i requisiti per un voto alto il GOE non deve essere alto.

Questo invece è il quadruplo Lutz. La prima riga è la preparazione, anche qui un semplice choctaw è l’unica cosa che si trova in una rincorsa di cinque secondi che si estende per l’intera pista. La seconda riga è l’atterraggio, nella seconda immagine è chiaramente sbilanciato, e anche se Chen se la cava benissimo con una luna quel che ha fatto non è effortless:

Queste sono le dimensioni misurate in pista, purtroppo di misurazioni ne esistono poche.

Il confronto è fra il quadruplo Lutz di Chen, un salto puntato, e il quadruplo Salchow di Hanyu nel programma corto, un salto staccato dal filo, e come ben sappiamo i salti puntati, che hanno l’assistenza della seconda gamba, sono più ampi dei salti staccati dal filo. Siamo sicuri che quel quadruplo Lutz meriti il bullet 1, quello per very good heigth and very good lenght? Mancando quel bullet, il voto non può essere più alto di +3 (e già non lo poteva essere per il discorso dell’effortless). Non ci sono neppure i passi, cosa ci fanno nel protocollo tutti quei voti dal +3 in su? Ma il bello viene sulla rotazione.

Il salto è sottoruotato, il valore base avrebbe dovuto passare da 11,50 punti a 9,20 punti, e  ricevere una detrazione compresa fra -1 e -2 nel GOE, ma come detto il pannello tecnico guardava altro e i giudici pure. Forse è meglio che la smetta di guardare i salti, anche se questo Lutz non è l’unico sottoruotato non chiamato del programma, in fondo io volevo parlare di Toigo, non dell’ultima finale di Grand Prix, anche se alla finale di Grand Prix Toigo è stato uno dei giudici più entusiasti per il programma di Chen. Potremmo guardare anche le trottole, siamo sicuri che nella trottola combinata finale Chen mantenga correttamente la posizione bassa per due giri?

Gli screenshot riguardano solo la posizione bassa, da quando Chen fa il salto a quando si rialza e passa in angelo. Con una posizione non bassa di questo tipo la trottola avrebbe meritato il segno V, un valore base di 2,63 punti invece che di 3,50 e avrebbe perso il bullet 2, che prevede good controlled, clear position(s) (inc. height and air/landing position in flying spin), e quindi la possibilità di ricevere voti superiori al +3.

Lasciamo stare gli aspetti tecnici e guardiamo i components. Niente salti, trottole, sequenza di passi e sequenza coreografica, e neppure incrociati o lunghe scivolate sul ghiaccio in cui il pattinatore non fa nulla. Cosa hanno fatto i pattinatori fra un elemento e l’altro? Fase per me noiosissima di screenshot, ma il colpo d’occhio è interessante. Comincio da quando sono fermi, prima dell’inizio della musica, per far vedere la posizione iniziale.

Una manciata di passi semplici, incrociati esclusi, quindi c’è la combinazione 4F+3T.

Hanyu:

Notato che gli screenshot sono di più? Il motivo è semplice, i passi sono di più. Anche il corpo è più inclinato: Hanyu sposta di più il baricentro, lavora di più sui fili, il che significa che ha skating skills migliori e meriterebbe un voto più alto, e non va dimenticato che spostare il baricentro è una cosa che stanca.

Fra la combinazione e il 4Lz Chen non fa praticamente nulla, si limita a spostarsi sulla pista.

Gli screenshot non sono tanti nemmeno per Hanyu, ma lui di mezzo fa una sequenza di lune con cambio filo.

Stavolta fra i pochi passi c’è anche una luna, quindi Chen inizia la preparazione della combinazione con il quadruplo toe loop.

I passi fatti da Hanyu fra il quadruplo Lutz e la trottola saltata sono davvero pochi, oltre a questi c’è un incrociato, ma va notato che trascorrono solo quattro secondi, e piazzare una trottola così vicina a un salto difficile è un rischio pazzesco: se sbagliasse il salto non riuscirebbe a preparare bene la trottola, e il livello del secondo elemento scenderebbe. È già successo in passato, al Campionato del mondo 2016, quando ha sbagliato l’ultimo salto, il triplo Lutz. Non è caduto, ha semplicemente messo una mano sul ghiaccio e ha perso velocità, e la trottola è passata dal livello 4 che aveva avuto durante tutta la stagione al livello 3. Lì davvero la trottola era attaccata al salto, ma a creare problemi era stato un errore più piccolo di una caduta.

Molto più prudente, Chen ha fatto trascorrere 13 secondi fra la fine della combinazione e la trottola, comunque dopo il primo passo che è, letteralmente, un passo come quelli che facciamo noi quando camminiamo, qui un po’ di coreografia l’ha messa, con anche un twizzle e un paio di movimenti che chiaramente sono stati inseriti per interpretare al meglio la musica.

Dopo la trottola Hanyu ha eseguito la sequenza di passi, su cui sorvolo. Riprendo da quando sullo schermo compare l’indicazione del punteggio per i passi, segno che ha completato tutti gli elementi richiesti e che tutto quello che fa in più è, appunto, un di più.

Di fatto non è molto, nell’ultima immagine si gira e inizia la preparazione del triplo Lutz, che comunque arriva al termine delle sequenza di passi e non dopo una lunga rincorsa.

Qui siamo fra la trottola e il triplo Axel. Credo ci siano un paio di passi difficili, il resto di ciò che fa Chen non è nulla di che. A 2’10” inizia con gli incrociati per prendere la rincorsa per il triplo Axel, a 2’14” si gira all’indietro, la classica posizione per preparare il salto, a 2’18”, dopo aver percorso l’intera pista, si gira mettendo giù il piede sinistro e stacca. Siamo sicuri che non ci sia long preparation?

Dal triplo Lutz al quadruplo Salchow. Hanyu torna a eseguire passi che non fanno parte della sequenza, magari anche con filo profondo come nell’immagine al centro.

Chen esegue la sequenza di passi, che ignoro, come già ho fatto con Hanyu.

Per Chen una manciata di passi semplici e preparazione del quadruplo Salchow.

Mini sequenza coreografica fra il quadruplo Salchow e il primo quadruplo toe loop in combinazione. Mi sono fermata prima che Hanyu esegua il tre di preparazione al toe loop, che considero parte del salto stesso e non un passo.

Dopo l’atterraggio del Salchow Chen si deve affrettare a mettere giù il piede perché l’atterraggio non è perfetto, maschera il tutto con una luna che dura forse mezzo secondo, è più un modo che mascherare che doveva ritrovare l’equilibrio che una posizione cercata deliberatamente, altrimenti l’avrebbe tenuta di più. Qualche passo, quindi 7 secondi di preparazione per il quadruplo toe loop, guardando il video si vede che di rincorsa si prende uno spazio maggiore rispetto a quello che passa fra un logo dell’ISU e l’altro. Ma non è una preparazione lunga, vero?

Qui andiamo dal primo al secondo quadruplo toe loop in combinazione. Ormai Hanyu sta esaurendo le energie, il layout di questo programma lo ha deciso sul momento, dopo l’infortunio preolimpico non si era più allenato su un programma con cinque quadrupli, e infatti dalla combinazione 4T+Eu+3F, con l’ultimo salto sottoruotato, è uscito con uno step out. Questo non gli ha impedito di fare un’altra mini sequenza coreografica, con tanto di saltino in mezzo, perché mica bisogna risparmiare le energie fra una combinazione e l’altra.

Solita uscita con fuga per Chen. Nulla di che fra il quadruplo toe loop e il triplo Lutz.

Stavolta anche l’uscita di Hanyu non è molto scivolata, anche se non è sbilanciato. Se ne va con un saltino, un altro lo fa più avanti e almeno un altro, che non avevo commentato, lo ha fatto prima. Ma non si stanca con tutti questi saltini? Ah già… Per lui semplificare il programma è un’eresia. Ennesima mini sequenza coreografica, che per gradire comprende pure un angelo all’indietro. Mi fermo alla controvenda prima dell’Axel, e la controvenda va considerata quando si parla di skating skills, perché quanti sono capaci di fare una controvenda prima di un Axel? Ok, stavolta ha sbagliato e l’Axel è diventato singolo invece della prevista sequenza triplo-triplo, che sarebbe stata epica, ma davvero, a iniziare a fare controvenda+triplo Axel è stato lui, e chi sta provando a imitarlo è ben lontano dalla sua consueta qualità.

Devo ripeterlo? Chen atterra, in questo caso dalla combinazione 3Lz+3T, e scappa, quindi fa due passi ed entra nella trottola.

Hanyu esegue la sequenza coreografica, e una layback Ina Bauer maestosa come la sua non ce l’ha nessuno, poi c’è l’hydroblade, e siccome le cose facili non gli piacciono, appena si rialza dall’hydroblade entra nella trottola saltata, con un movimento basso-alto che nessun altro fa.

Praticamente il tempo di uscire dalla seconda trottola e Hanyu è già nella terza.

Chen esegue la seconda trottola, poi la sequenza coreografica, quindi la terza trottola, e mi astengo dal fare commenti su quest’ultimo elemento.

Fine.

Fine.

Come detto, ho tralasciato incrociati e scivolate, al di là di un paio di occasioni in cui c’è stato un cambio di filo molto profondo. Potrei essermi persa qualcosa, ma sono 89 screenshot per Chen, 111 per Hanyu, ben 22 in più, segno che Hanyu ha fatto molte più cose, e tendenzialmente i suoi passi erano più difficili. Ha semplificato un po’ la coreografia rispetto a Skate Canada, vero, fra le altre cose ci siamo persi un lunge, ma la sua coreografia era comunque molto più ricca di quella di Chen e per quanto ci siano state un paio di imprecisioni non erano cose così gravi da disturbare l’aspetto artistico. Aggiungo un dettaglio che dagli screenshot, e pure dai video, non si può vedere. Io quel giorno ero a Torino. Hanyu riempiva la pista, era dappertutto, Chen no. Chen pattinava in un’area molto più ristretta. Capirlo dallo schermo non è facile, si può intuire in parte guardando i loghi presenti sul ghiaccio, guardando quanto i pattinatori si spostano dall’uno all’altro, e se rimangono all’interno o vanno anche all’esterno. La copertura della pista dovrebbe essere uno degli elementi valutati in composition.

Adesso vorrei capire come abbia fatto Chen a prendere voti nei components più alti di quelli di Hanyu. Guardiamoli quei voti, per tutti i giudici Chen è stato il migliore, solo il giudice austriaco in performance ha preferito Hanyu, mentre il giudice canadese in skating skills ha preferito Hanyu e in transitions Aymoz. Poi ci sono stati alcuni Ponzio Pilato che se ne sono lavate le mani, il francese ha dato lo stesso voto a Chen e Hanyu in transitions, composition e interpretation, il cinese in composition, l’austriaco in skating skills, performance e interpretation, il russo in skating skills, transitions e composition, lo statunitense in skating skills, composition e interpretation, il georgiano in skating skills e composition e il canadese in skating skills e composition, ma come detto ha pure preferito Aymoz in interpretation. Mancano all’appello due giudici, la giapponese Mami Maeda, che ha piazzato Hanyu al secondo posto su tutto, altro che national bias, lei è stata uno dei giudici più severi con Hanyu, e Walter Toigo.

Toigo ha piazzato Hanyu secondo in tutte le voci dei components, assegnandogli lo stesso voto che ha assegnato ad Aymoz tranne che in composition, dove gli ha assegnato il terzo voto. Risultato? Per Toigo i secondi components sono quelli di Aymoz, Hanyu è stato solo il terzo. Tre 8,75, compreso uno in performance, in un programma che comprende cinque quadrupli, cosa che nella storia hanno fatto solo lui e Chen, e se ci sono stati una chiamata di sottoruotato e uno step out, e un Axel solo singolo, Aymoz, che ha ricevuto lo stesso voto, ha eseguito due soli quadrupli, e sul secondo non ha completato la rotazione ed è caduto, mentre su un triplo di una combinazione ha ricevuto la chiamata di sottoruotato. Quei voti gridano ancora vendetta, e non sono gli unici. Toigo non è stato l’unico ad assegnare voti assurdi, ma in una giuria pessima è riuscito a trovare il modo per farsi notare, e non in senso positivo.

 

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Sasha Martinez

Sasha Martinez negli ultimi anni ha giudicato un bel po’ di gare. Le statistiche le ho fatte per tutte, ma visto che sono tre screenshot e che se scrivo troppi nomi rischio di mandare in confusione chi mi legge posto solo un riassunto e quel che interessa a me.

Il riassunto riguarda il national bias, il favoritismo nei confronti dei suoi connazionali. Questo è un problema generale, un articolo di un paio di anni fa ha fatto alcune interessanti statistiche: https://www.nbcnews.com/storyline/winter-olympics-2018/think-olympic-figure-skating-judges-are-biased-data-says-they-n844886. Le nazioni indicate nel grafico sono tante, compresi, oltre agli Stati Uniti, Italia e Giappone. Lo sottolineo perché io sono italiana, e non intendo porre la mia nazione come modello di rettitudine, le persone oneste, così come quelle corrotte, si trovano in ogni parte del mondo (e di fatto quando avrò il tempo mi occuperò anche di un giudice italiano) e perché Yuzuru Hanyu è giapponese, e prima o poi guarderò anche cosa avviene Giappone.

Un altro articolo interessante si trova qui: https://www.buzzfeednews.com/article/johntemplon/the-edge. Qui ci sono anche alcuni nomi, Lorrie Parker viene indicata come giudice non proprio imparziale prima dell’Olimpiade, insieme ai cinesi Weiguang Chen e Feng Huang, all’italiano Walter Toigo, in passato già sospeso e poi reintegrato, e a qualcun altro.

Il national bias però non è l’unico problema. ricordate lo scandalo dell’Olimpiade del 2002? L’accordo era che il giudice francese aiutasse la coppia di artistico russa a vincere l’oro davanti alla coppia canadese (non c’era un giudice russo in quel pannello di giuria, e nessuna coppia francese ha partecipato alla gara) in cambio di un aiuto del giudice russo alla coppia francese nella lotta per l’oro contro la coppia italiana (non c’erano giudici francesi, e italiani e francesi si erano divisi l’oro e l’argento a Mondiali ed Europei nelle ultime due stagioni, lasciando alle altre coppie, compresa una russa, i posti dal terzo in giù). Poi la gara è andata come è andata, nelle coppie di artistico la giudice francese ha rispettato il patto ma poi ha confessato la combine, nella danza gli italiani (e anche una coppia canadese che lottava per le medaglie) sono caduti, e l’argento è andato alla coppia russa, ma questo era chiaramente un voto di scambio. Io aiuto te, tu aiuti me.

Gli articoli che ho linkato non segnalano questo problema, perché è più difficile da rilevare. Possono esserci diversi motivi per cui un giudice di una nazione può aiutare gli atleti di un’altra nazione, di fatto alcuni giudici assegnano voti strani anche ad atleti che non sono della loro nazione, o ai lori diretti rivali. E qui arrivo a quel che interessa a me. Da quando sappiamo quali giudici hanno assegnato un determinato voto, Sasha Martinez ha giudicato Hanyu in tre diverse competizioni internazionali, il Four Continents Championship 2017, l’Autumn Classic International 2019 e il Four Continents Championship 2020.

Il primo screenshot contiene quattro tabelle. Quella in alto riguarda i soli pattinatori messicani. Nelle 19 volte in cui Martinez ha giudicato una competizione internazionale dalla stagione 2016-2017 in poi, per dieci volte ha valutato suoi connazionali. Con loro è stata sempre al di spora della media con cui ha valutato la gara.

Per evitare fraintendimenti spiego cosa intendo con questa frase.

Nel Grand Prix junior di Germania del 2016 Martinez ha giudicato il solo programma corto. Il sudcoreano Jun-hwan Cha, il migliore nell’occasione, ha ricevuto dal pannello di giuria 76,82 punti. Martinez però gliene ha assegnati 78,11, quindi è rimasta al di sopra della media degli altri giudici di 1,29 punti. Lo statunitense Andrew Torgashew ha ricevuto dalla giuria 72,48 punti e si è piazzato provvisoriamente secondo. Martinez però gli ha assegnato 80,24 punti, ben 6,76 sopra la media. Per Martinez (e per altri due giudici, ma loro al momento non mi interessano) il migliore è stato Torgashew, non Cha. Io ho preso tutte queste variazioni, il +1,29 a Cha, il +6,76 a Torgashew, le variazioni in positivo o in negativo ricevute dagli altri partecipanti alla gara, le ho sommate e ho fatto la media. Ecco, in media in questa gara Martinez ha assegnato 1,27 punti in più rispetto agli altri giudici. Se volete guardare tutte le variazioni le potete trovare facilmente su SkatingScores: https://skatingscores.com/1617/jgpger/men/short/j3/.

Torniamo al mio riassunto. Points sono i punti ricevuti dal pattinatore messicano nella gara in questione, in due casi nel solo programma corto, negli altri nella somma dei due programmi. La colonna Martinez indica, ovviamente, il voto assegnato da Martinez. Media M. indica di quanto la media di Martinez si discosta dal voto medio dei giudici. Di solito tende a essere generosa, ma per un paio di gare femminili è stata lievemente sul severo. Ma fino a quando il giudizio è coerente per tutti non è davvero un problema. Differenza indica di quanto, per quel singolo pattinatore, Martinez si discosta dalla sua stessa media. In giallo sono evidenziate le differenze significative, superiori a 1,50 punti per il solo programma corto, superiori a 4,50 punti per la somma dei due programmi. In tutti e dieci i casi verificabili, Martinez ha assegnato un voto alto ai suoi connazionali, in sette di questi casi ha assegnato in voto molto alto. Questo per il national bias, anche se io ho notato Martinez per le altre tre gare, quelle che compaiono nella parte inferiore dello screenshot.

Mi sono limitata a riportare il gruppo dei sei migliori in ciascuna delle tre competizioni, ma la media è calcolata su tutti i partecipanti alla gara. Con Hanyu Martinez è sempre rimasta al di sotto della sua stessa media. In un solo caso è stata molto al di sotto, negli altri due casi si è contenuta, ma se sommiamo i punti in meno che Martinez ha assegnato a Hanyu, e i punti in più che ha assegnato ai suoi diretti rivali, la differenza cresce. Questa differenza si vede nell’ultima colonna, dove tiro le somme fra i punti tolti a Hanyu e quelli aggiunti (o, in qualche caso, tolti) agli altri. Perché con Hanyu è stata così più severa rispetto agli altri? Sarebbe bello poterglielo chiedere. Non potendolo fare guardo le singole gare.

Four Continents Championship 2017, l’unica gara in cui c’è stata una lotta per l’oro, nelle altre due gare il discorso non si è mai aperto. Nel programma corto Yuzuru si è giocato la combinazione. Certo, doppio Salchow-triplo toe loop è una combinazione valida, ma non dà molti punti, e infatti gliene sono arrivati solo 6,30. Alla finale di Grand Prix, con il quadruplo, i punti erano stati 17,37. Comunque ha fatto un errore ed è giusto che il punteggio ne risenta. Terzo provvisorio, con variazioni che possiamo considerare accettabili. Poi c’è stato il libero, il migliore della giornata per un secondo posto complessivo. Questi i voti assegnati dai giudici:

Il più generoso è stato il giudice di Taiwan Ko-Man Ting, che gli ha assegnato 310,55 punti, regalandogliene 6,84, ma con Nathan Chen Ting è stato molto più generoso visto che gliene ha regalati ben 12,42. Subito dietro di lui c’è la giapponese  Masako Kubota, che gli ha assegnato 310,45 punti, 6,74 sopra la media, mentre con Chen è stata al di sotto della media di 0,28 punti. È stata di parte? I numeri dicono di sì, e con Shoma Uno Kubota è stata ancora più generosa, con un regalo di 7,73 punti, per una differenza da Chen di 8,01 punti. Differenze grandi, non le più grandi. Lasciamo stare il giudice cinese (capace anche di un +12,70 a Han Yan che, combinato con le altre differenze, lo avrebbe fatto salire dal decimo al sesto posto), che meriterebbe di essere indagato ma io non ho il tempo necessario a parlare di tutti.

La giudice americana, Lorrie Parker, ha regalato 4,02 punti a Chen e ne ha sottratti 6,71 a Hanyu, per una differenza complessiva di 10,73 punti. La messicana Sasha Martinez ha regalato poco a Chen, solo 1,52 punti, ma sommati agli 8,56 punti non assegnati a Hanyu costituiscono una differenza di ben 10,08 punti, decisamente superiore rispetto al regalo che Hanyu ha ricevuto da Kubota. Con due giudici (oltretutto più generosi) a uno, Chen ha battuto Hanyu per 3,75 punti e vinto l’oro. Siccome però i soli totali non mi sono sembrati abbastanza eloquenti, per il libero ho montato insieme i protocolli dei primi sei pattinatori:

Il protocollo ufficiale si trova qui: http://www.isuresults.com/results/season1617/fc2017/.

Cosa ha fatto Yuzuru nell’occasione? Dopo tre ottimi salti iniziali, quadruplo loop, quadruplo Salchow e triplo flip, si è giocato per l’ennesima volta la combinazione. Avrebbe dovuto essere quadruplo Salchow-triplo toe loop, ha sbagliato il Salchow e lo ha eseguito solo doppio, ha cambiato al volo eseguendo un euler (in quel momento la codifica ufficiale era di single loop, 1Lo) per attaccare come terzo salto un quadruplo Salchow, cosa che chi ha assistito alle prove ufficiali della finale di Grand Prix gli aveva visto fare, poi ha rinunciato, probabilmente perché ha ritenuto di aver perso troppa velocità. È stato l’unico errore del programma, che ha risollevato eseguendo, come ultimi due elementi di salto, quadruplo toe loop-doppio toe loop al posto del previsto triplo Axel-doppio toe loop, e un triplo Axel da solo al posto del previsto triplo Lutz. Ora guardiamo i voti.

La giudice australiana Lisa Jelinek è stata la più bassa insieme a Martinez, ma va rilevato che se nel programma corto una manciata di +3 li ha dati (pochi, ai soli Uno, Hanyu e Chan), nel libero non ne ha assegnato nessuno, suppongo le si fosse rotto il pulsante…

Quattro giudici nel complesso hanno preferito Chen a Hanyu, l’australiana Jelinek, la statunitense Parker, la messicana Martinez e la neozelandese Sandra Williamson-Leadley. A livello di GOE sono tre i giudici che non hanno dato neppure un +3 a Hanyu: Jelinek, che si è astenuta con tutti, Parker e Martinez. Ma a fare impressione nei voti di Martinez, più che l’assenza dei +3, è la presenza di un solo +2 nei salti (e per un triplo, GOE massimo +2,10, per i quadrupli e il triplo Axel nel 2017 era +3,00) a fronte di una sfilza di +1 e di due 0. Lo 0, noto, lo hanno preso il secondo salto, il quadruplo Salchov, e l’ultimo, il triplo Axel. Davvero erano salti senza infamia e senza lode?

Magari è solo lo standard di Martinez a essere molto stretto, con GOE positivi assegnati solo a salti davvero belli. Vediamo allora, nell’intera competizione maschile, a quali salti Martinez ha assegnato un voto compreso fra +1 e +3:

La prima colonna si riferisce al programma corto, la seconda al libero. Tutti questi salti hanno ricevuto da Martinez un GOE che va dal +1 in su, quindi sono stati giudicati migliori del quadruplo Salchow (GOE complessivo 1,43, quello di Martinez è l’unico 0, e c’è un +3) e del triplo Axel (GOE complessivo 2,43, quello di Martinez è l’unico 0, in compenso ci sono cinque +3). Fra i salti migliori di quelli eseguiti da Hanyu a quanto pare ci sono un triplo loop di Leslie Man Cheuk Ip (GOE complessivo -0,40, ci sono cinque -1) nel programma corto e, nel libero, il triplo loop di Kai Xiang Chew (GOE complessivo -0,30, con quattro -1) e il doppio Axel di Michael Christian Martinez (GOE -0,21, con quattro -1). Peccato che di video ne esistano pochi e che non sia possibile vedere tutti questi salti. Ci sono i programmi di Shoma Uno, e questo triplo Lutz per Martinez ha meritato +1:

Fare gli screenshot dei salti è noioso, magari prima o poi mi applico e imparo a lavorare sui video. Nella terza immagine della prima fila notiamo la prerotazione, termine sconosciuto alla maggior parte dei membri dell’ISU. L’altezza è difficile da valutare, mi sembra media. Nella seconda fila, dalla seconda immagine in poi, Uno è di nuovo sul ghiaccio. Da notare il movimento del braccio destro, che si sposta per trovare l’equilibrio dopo un atterraggio non perfetto. Niente di terribile, ma comunque Uno ha dovuto lavorare per tenere l’atterraggio, e appena ha potuto ha messo giù il secondo piede, senza scivolare come si fa con i salti eseguiti in sicurezza.

Questo è il triplo Axel di Hanyu, che arriva da una layback Ina Bauer, si gira e salta:

Anche dagli screenshot si vede che altezza e ampiezza sono ottimi, basta guardare com’è posizionato il suo corpo rispetto alla pubblicità sullo sfondo. Atterraggio molleggiato sul ginocchio senza problemi, anche se un filo basso, la testa è sempre il alto e né la testa né le braccia denotano il minimo sforzo. Dopo essere atterrato, nell’ultima fila, c’è l’uscita. Cosa fa, mette giù il piede e scappa via? Neanche per sogno, si gira con un saltino, perché è già di nuovo nella coreografia.

Questo invece è il terzo salto di Chen del libero, il quadruplo toe loop, meritorio, per Martinez, di uno 0, quindi allo stesso livello del triplo Axel di Hanyu:

Ingresso da una luna, molto bene. Puntata. Prerotazione, un po’ meno bene. Il salto mi dà l’impressione di essere alto ma corto. Il bello però arriva all’atterraggio, che Chen non controlla. Lo vediamo mentre esegue un tre per ritrovare l’equilibrio perduto quindi, subito dopo esserci riuscito, mette giù il piede e se ne va con un paio di incrociati. Davvero meritorio dello stesso voto del triplo Axel di Hanyu questo salto.

Se i voti dei salti sono belli, anche quelli dei components non scherzano, con Parker che è riuscita a giudicare il programma di Chen migliore anche sotto quest’aspetto, ed è stata l’unica a dare i migliori voti per i components a Chen (al pari con Shoma Uno e Patrick Chan, caduti entrambi due volte), mentre per lei Hanyu è stato il quarto. Per Martinez Hanyu è stato il secondo dietro a Uno, ma sui components mi concentrerò in un’altra occasione.

La gara successiva in cui Martinez ha giudicato Hanyu è stato l’ultimo Autumn Classic International. Per ora lasciamo stare le rotazioni del libero, quelle rientrano nell’ambito di competenza del Technical Controller, lo statunitense Robert Rosenbluth, e della Technical Specialist, la messicana Nancy Garcia. In realtà il libero di questa gara è un perfetto esempio di come servirebbero tecnologie migliori, e una formazione migliore ai giudici, ma ne parlerò in un’altra occasione. I primi due salti del libero di Hanyu erano decisamente brutti, con step out di dimensioni notevoli.

La detrazione per uno step out va da -3 a -4, e per un errore di questo tipo ci sta la detrazione massima. Siamo sicuri però che non ci fosse il bullet positivo dell’ampiezza? Guardiamo di quanto si è spostato rispetto allo sfondo o ai disegni che si vedono sul ghiaccio. E poi c’è quello relativo alla musica, il salto, che avrebbe meritato un -2, da Martinez ha ricevuto un -4. In compenso a Kevin Aymoz è stato degradato il triplo toe loop della combinazione triplo Axel-triplo toe loop, sul protocollo di gara c’è il segno <<, e per una cosa di questo tipo la detrazione va da -3 a -4. Ci può stare un +1 per l’ingresso creativo, però fra la perdita di ritmo fra il primo e il secondo salto della combinazione (da -2 a -3) e l’atterraggio faticoso (da -1 a -2) vorrei sapere come si arrivi a un voto finale di -3.

Le differenze sono piccole, non hanno cambiato il risultato della gara, Martinez è stata attenta a non assegnare voti clamorosamente sbagliati, ma nei suoi voti è riscontrabile l’abitudine a giudicare in un certo modo, sempre lo stesso. Anche nei components per Martinez Aymoz ha meritato un 93,00, è stata nettamente la più alta, Hanyu ha meritato 89,50, un voto lievemente al di sotto della media.

L’ultima gara è stata il Four Continents Championship 2020.

Hanyu ha vinto, il risultato non è mai stato in discussione. Ma che il risultato sia quello giusto non significa che è tutto pacifico.

Il protocollo:

Domanda al giudice coreano, a quello cinese e a quello giapponese: cosa manca per un +5 al quadruplo Salchow?

Domanda al giudice messicano, a quello coreano, a quello australiano, a quello kazako e a quello giapponese: cosa manca per un +5 alla combinazione?

Domanda al giudice messicano, a quello statunitense e a quello australiano: cosa manca per un +5 al triplo Axel?

Ricordo i bullet:

1) very good height and very good length (of all jumps in a combo or sequence)
2) good take-off and landing
3) effortless throughout (including rhythm in Jump combination)
4) steps before the jump, unexpected or creative entry
5) very good body position from take-off to landing
6) element matches the music

Per un +4 devono essere presenti tutti i primi tre e mancarne due fra il 4, il 5 e il 6. Passi prima dello stacco, ottima posizione del corpo dallo stacco all’atterraggio, elemento eseguito sulla musica. A quali di questi elementi di salto mancano due di questi tre bullet?

Davvero, vorrei una risposta.

Passiamo alle trottole. Il giudice cinese è riuscito a dare un +2 alla seconda trottola, quello messicano, quello australiano e quello giapponese hanno dato un +3. Nella seconda trottola il +4 è arrivato solo dal giudice messicano e da quello australiano. Nella terza ancora dal giudice messicano (quando vuole Martinez è capace di assegnare voti più alti sulle trottole, nel programma corto lo ha fatto con due trottole di Jason Brown, una di Jun-hwan Cha, una di Han Yan e una di Roman Sadovsky) e da quello inglese. Ricordo i bullet delle trottole:

1) good speed and/or acceleration during spin
2) good controlled, clear position(s) (inc. height and air/landing position in flying
spin)
3) effortless throughout
4) maintaining a centered spin
5) creativity and/or originality
6) element matches the music

Continuo a essere perplessa. Lo stesso Hanyu si è dichiarato soddisfatto delle trottole, e quando riguarda le sue prestazioni lui non è mai soddisfatto di qualcosa che sia al di sotto della perfezione. Passiamo alla sequenza di passi. Hanno dato tutti +4 tranne il canadese che ha dato +5.

1) deep edges, clean steps and turns
2) element matches the music
3) effortless throughout with good energy, flow and execution
4) creativity and/or originality
5) excellent commitment and control of the whole body
6) good acceleration and deceleration

Anche qui, evidentemente mancavano due caratteristiche fra creatività, controllo del corpo e capacità di variare la velocità.

Capitolo components, qui arriva un’altra tabella.

Questi sono tutti i punteggi delle gare internazionali in cui Hanyu ha interpretato Chopin. In giallo ho evidenziato i record del mondo, la doppia riga di separazione prima dell’ultimo Four Contients Championship è per ricordare che è cambiato il codice dei punteggi e che quindi i punteggi tecnici non sono direttamente confrontabili. Nessun problema, ora io sto confrontando i components. In grassetto ho evidenziato tutti i voti più alti rispetto al Four Continents Championship 2020. Nella Rostelecom Cup del 2017 è caduto, che i voti siano più bassi è normale. Guardiamo gli altri. Dalla finale di Grand Prix 2015, quando ha detto chiaramente a tutti “il più forte sono io”, i suoi voti sono costantemente scesi. Davvero la sua interpretazione è peggiorata? Tutti i giudici, nessuno escluso, hanno assegnato voti troppo bassi a questo programma, che a questo punto se la gioca con il libero di Helsinki 2017 per il record del mondo più sottostimato della storia.

E poi c’è il libero, che purtroppo non vederemo mai nella sua forma migliore. Quadruplo Salchow, triplo Axel e triplo flip nell’arco di venti secondi? Vorrei vedere chi altri è in grado di permettersi una cosa del genere, e oltretutto con tutti quei passi in mezzo. Comincio con lo sguardo d’insieme.

La tendenza ad assegnare voti più alti ai connazionali è presente, con l’eccezione del giudice canadese, Veronique Gosselin, che è stata più severa con due dei tre suoi connazionali rispetto ai voti che ha assegnato agli altri pattinatori, e che con il terzo è stata più generosa in misura davvero minima. Posso fare una mozione per averla a tutte le  gare? Nonostante il voto sul quadruplo Lutz. Se guardiamo la sua colonna, è la meno colorata.

A parte lei c’è che rimane entro limiti ragionevoli e chi no, e per capire l’importanza delle variazioni bisogna guardare l’ipotetico spostamenti in classifica dato dal punteggio assegnato al connazionale in rapporto ai punteggi che si sono piazzati nelle posizioni precedenti o successive. Il coreano avrebbe fatto salire di una posizione Cha, di due June Hyoung Lee, avrebbe mantenuto stabile Sihyeong Lee. L’australiana avrebbe fatto guadagnare un posto una a Jordan Dodds, ne avrebbe fatto perdere uno a James Min, avrebbe lasciato stabile Brendand Kerry. Sasha Martinez avrebbe fatto salire di due posizioni Donovan Carrillo. L’americano Roger Glenn per chissà quale motivo si è scoperto un’improvvisa passione per Yuma Kagiyama, e avrebbe dato a lui l’argento invece che al connazionale Jason Brown. Il libero di Kagiyama gli è piaciuto così tanto che per Glenn è stato il migliore della giornata, anche se Kagiyama ha eseguito solo due quadrupli e Hanyu quattro. Vero, in un caso Hanyu ha messo una mano a terra e in un altro è caduto, ma aveva comunque un valore base superiore di 8 punti e mezzo. La giudice giapponese, pur essendo più generosa con i suoi connazionali che con la media degli altri – ma il solo valore di Kagiyama è anomalo – avrebbe fatto salire di una posizione il solo Kazuki Tomono. Infine il giudice cinese avrebbe fatto salire di una posizione ciascuno Boyang Jin e He Zhang, di due Han Yan.

Torniamo a Martinez. Vero, con Hanyu è stata severa ma non troppo, in fondo quel -2,55 è su sfondo bianco, non rosso. Con lei ho colorato di rosso solo i voti che sono stati più bassi rispetto alla media di 4,06 punti. Però se guardiamo bene i dettagli, mentre con Hanyu è stata al di sotto della media, con i sei pattinatori che si sono piazzati alle sue spalle è stata al di sopra. Possibile che Hanyu sia stato l’unico, fra i più forti, a essere poco convincente?

Notato il dettaglio? Per Martinez quello di Hanyu è stato il quarto libero dietro a quelli di Jason Brown (niente errori, ma anche niente quadrupli, e una differenza sul TES di quasi venti punti, miracoli dei GOE e dei PCS), Jun-hwan Cha e Yuma Kagiyama. L’unico altro giudice che non ha visto Hanyu al primo posto lo ha visto al secondo e, come detto e non sorprendentemente, è stato il giudice americano.

Nel libero ci sono stati due errori gravi e due più piccoli. Filo del flip piatto, peccato, usare un triplo Axel come preparazione per un altro salto è pura fantascienza, ed è qualcosa che temo non vedremo più, ma se l’errore c’è il punteggio si deve abbassare. Vorrei solo che tutti i fili errati o piatti venissero chiamati. Atterraggio del primo quadruplo toe loop faticoso e perdita di ritmo nella combinazione, ok, è già incredibile che sia riuscito a salvare la combinazione attaccando euler-triplo Salchow. Caduta su un quadruplo toe loop sottoruotato. Non si è fatto male, va bene così. I sottoruotati sono pericolosissimi per la sua caviglia. Un errore… peccato per SEIMEI ma sbagliare è umano, oltretutto il ghiaccio in quel momenti faceva schifo, Hanyu lo sapeva, perché prima di pattinare aveva trovato un buco profondissimo in una zona della pista, e ha pattinato con la paura di farsi male.

Quadruplo Lutz. Step out e mano a terra, per due giudici -5. Lo so, nessuno dei due è Martinez, lei ha dato un -4, ma come avrete notato ho la tendenza ad allargare un po’ lo sguardo e a scrivere testi lunghissimi. Ci sono salti con caduta che non ricevono il -5, chiedere al giudice coreano per la caduta di Keegan Messing e a quello australiano per la caduta di Camden Pulkinen per una conferma. Guardiamolo bene quel salto, guardiamo quanto è grande, ascoltiamo le battute musicali, e chiediamoci se un -3 non sarebbe stato più corretto. Certo, poi il giudice coreano ha dato -1, quello giapponese -2, e anche questi sono voti errati, nel complesso il voto è lievemente più basso del dovuto. Uno dei tanti voti più bassi del dovuto.

Sotto l’aspetto tecnico Martinez ha comunque valutato che Hanyu sia stato il migliore, è dal punto di vista components che gli ha preferito, nell’ordine, Jason Brown, Boyang Jin, e Nam Nguyen, appaiati al secondo posto, Yuma Kagiyama, Jun-hwan Cha e infine, sesto, Hanyu, che tutti gli altri giudici hanno piazzato in una posizione variabile fra la prima e la terza.

Tre gare, tre occasioni in cui Martinez è stata particolarmente severa con Hanyu. Una semplice coincidenza?

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La sequenza coreografica

La sequenza coreografica è probabilmente l’elemento in cui la soggettività di giudizio raggiunge il suo massimo. Questo è quanto dice il regolamento della stagione 2018-2019:

Doveva essere creativa e originale, essere in sintonia con la musica, essere eseguita senza sforzo e con una buona energia, avere una buona copertura del ghiaccio e i movimenti devono essere eseguiti con precisione, e con un buon controllo del corpo. Frasi che dicono tutto e niente, perché come si può controbattere a un giudice che reputa una sequenza coreografica creativa, o non creativa? In passato, anche se non posso postare le parole precise perché purtroppo non ho tutti i regolamenti, la sequenza coreografica doveva coprire l’intera pista. Non per nulla nel 2012 a Skate America, uno dei peggiori liberi eseguiti da Hanyu, la sequenza coreografica gli è stata annullata. Dopo una brutta caduta sul triplo flip, la terza caduta del programma, ha faticato molto a rialzarsi, ha perso tempo a rientrare nel programma, non ha coperto l’intera pista con la sequenza coreografica e l’elemento è giustamente andato a 0. Il protocollo di gara si trova qui: http://www.isuresults.com/results/gpusa2012/index.htm. Ora no, basta “good ice coverage”, perciò se per un giudice va bene che il pattinatore rimanga in un angolo della pista, può assegnare il bullet. Siccome però anche queste richieste sembravano troppo specifiche, il regolamento per la stagione 2019-2020 è ancora più vago:

In quest’immagine ho montato insieme due estratti della Communication No. 2254 – SINGLE & PAIR SKATING –  Levels of Difficulty and Guidelines for making Grade of Execution, season 2019/2020. Di fatto ora la sequenza coreografica non deve più essere creativa e originale, basta che contenga uno solo dei due aspetti, e della buona copertura della pista ce ne possiamo pure dimenticare, purché ci sia un interesting pattern. Su quest’immagine tornerò, ma prima facciamo un salto indietro nel tempo.

Già con il vecchio codice dei punteggi la sequenza coreografica a volte riceveva valutazioni davvero assurde. L’esempio deriva da una gara poco nota, in cui Hanyu ha eseguito un programma discreto ma non eccezionale, almeno se andiamo a vedere i voti che ha ricevuto, nessun +3 unanime quando in precedenza ne aveva ricevuti 20 (ok, se voglio so fare statistiche su tutto). I +3 unanimi di Hanyu prima della gara in questione sono questi:

3A, SP, Cup of China 2014

3A, SP, Autumn Classic International 2015

StSq2, FS, Autumn Classic International 2015

3A, SP, Skate Canada 2015

3A+2T, FS, NHK Trophy 2015

ChSq1, FS, NHK Trophy 2015

4S, SP, Grand Prix Final 2015

4T+3T, SP, Grand Prix Final 2015

StSq3, SP, Grand Prix Final 2015

4S, FS, FS, Grand Prix Final 2015

4T, FS, FS, Grand Prix Final 2015

3A+2T, FS, Grand Prix Final 2015

ChSq1, FS, Grand Prix Final 2015

4S, SP, World Championship 2016

3A, SP, World Championship 2016

StSq3, SP, World Championship 2016

StSq4, SP, Autumn Classic International 2016

3A, SP, NHK Trophy 2016

StSq4, SP, Grand Prix Final 2016

3A, SP, Four Continents Championship 2017.

Con precedenti di questo tipo, devo supporre che al Campionato del Mondo 2017 il libero di Hanyu sia stato scarsotto per i suoi standard, non ha ottenuto il +3 unanime su nulla. E in seguito, con il codice di punteggi +3/-3, quindi in sole quattro gare, un World Team Trophy, un Autumn Classic International, una Rostelecom Cup e un’Olimpiade avrebbe ricevuto altri dieci +3 unanimi, uno per la sequenza coreografica, due per passi di livello 4, uno per una trottola sempre di livello 4, tre per il triplo Axel, due per il quadruplo Salchow e uno per il quadruplo toe loop.

Nel libero del Mondiale 2017 dei 117 voti disponibili a Hanyu sono stati assegnati 30 +3, 70 +2, 16 +1 e uno 0, quindi sì, è stato bravino ma non esageriamo. Questo il protocollo di gara, nella versione con le informazioni aggiuntive di SkatingScores:

Se vi interessa il protocollo ufficiale si trova qui: http://www.isuresults.com/results/season1617/wc2017/.

C’è un motivo per cui ho lasciato nell’immagine anche il protocollo di Uno, ma ci arriverò a breve. Prima noto i voti nei components assegnati a Hanyu da due giudici – per la verità in quattro gli hanno preferito un altro pattinatore, ma non so se avrò mai il tempo di andare a guardare anche il comportamento dell’ucraino Igor Fedchenko (che a livello tecnico ha preferito Jin) e dell’inglese Margaret Worsfold.

Guardiamo la classifica dopo il programma corto – e non entro nel merito di come si sia arrivati a questa classifica – e teniamo presente che Hanyu è stato il primo a scendere in pista nell’ultimo gruppo del libero, quindi tutti i suoi avversari dovevano ancora pattinare e non si sapeva cosa avrebbero fatto.

1 Javier Fernandez ESP 109,05 -10,66
2 Shoma Uno JPN 104,86 -6,47
3 Patrick Chan CAN 102,13 -3,74
4 Boyang Jin CHN 98,64 -0,25
5 Yuzuru Hanyu JPN 98,39
6 Nathan Chen USA 97,33 1,06

Ovviamente la penultima colonna indica il punteggio dei pattinatori, l’ultima indica il distacco che separava Hanyu dal pattinatore in questione. Un recupero su Fernandez, vincitore delle ultime due edizioni del Campionato del mondo, sembrava molto difficile. Non impossibile, ma il distacco era tanto, la differenza tecnica non così grande, e per essere superato Javi avrebbe dovuto commettere almeno un errore grave, o diversi più piccoli. Non per nulla Daniel Delfa – sì, lo stesso giudice presente all’Olimpiade e che nel programma corto, il solo che ha giudicato, è stato molto generoso con Fernandez e severo con i suoi diretti rivali, Uno e Jin, come potete vedere nello schema presente nell’articolo dedicato a Lorrie Parker – con i voti di Hanyu (TES o PCS non fa differenza) è stato uno dei più severi.

Chi è stato l’unico più severo di Delfa? Il canadese Josef Lukasik, e forse non è un caso che fra coloro che lottavano con Hanyu per una medaglia ci fosse il canadese Patrick Chan. Nonostante Chan fosse in vantaggio di quasi quattro punti grazie a un migliore programma corto, la differenza tecnica ormai esistente fra i due poneva Hanyu nel ruolo di favorito. Magari prima o poi guarderò davvero questo protocollo, ma se ancora non lo avete visto e volete capire di quanto è stato sottostimato il programma di Hanyu guardate questo video. Guardatelo su youtube, non sul mio blog, in modo da ringraziare chi ha fatto questo lavoro straordinario alzando il numero delle visioni del video:

Va bene, torniamo alla sequenza coreografica. Chi sono stati i migliori? Per i giudici la classifica sul singolo elemento è questa:

Misha Ge 2,10

Javier Fernandez 1,70

Patrick Chan; Jason Brown 1,60

Shoma Uno, Deniss Vasiljevs 1,50

Yuzuru Hanyu 1,40

Insomma, sei pattinatori hanno eseguito sequenze migliori di quella di Hanyu. Non le ho guardate tutte, mi sono limitata a quella di Shoma Uno. Fra l’altro Uno ha ottenuto un +3 unanime (quasi, c’è un +1, ma il voto più alto e quello più basso non si contano, e nelle statistiche sul GOE massimo considero il GOE finale, non guardo se c’è un solo voto inferiore, altrimenti non esco più dai numeri) sulla combinazione triplo Axel-triplo toe loop, e vorrei davvero capire da quando il triplo Axel di Uno è migliore di quello di Hanyu. Non dico che Hanyu sia sempre perfetto, ero sugli spalti quando la stanchezza gli ha fatto trasformare una prevista sequenza triplo Axel-triplo Axel in un Axel singolo, ma quando non ci sono problemi, come a Helsinki, nessuno ha un triplo Axel paragonabile al suo.

Questa è la sequenza coreografica di Uno:

Ho fatto uno screenshot ogni volta che Uno ha fatto qualche movimento, partendo da quando esce dal triplo flip, a 4:27 del video, a 4:50, quando entra nella trottola. Sono 23 secondi di una sequenza che comprende un cantilever di due secondi, una luna (che poi è l’ingresso del cantilever), due twizzle, un saltino e, se non mi sono persa nulla, cinque passi fra choctaw e incrociati. Una precisazione: sto ancora imparando a distinguere i passi, io faccio del mio meglio ma se voi notate errori segnalatemeli in modo che io possa correggere il testo rendendolo più preciso e imparare qualcosa.  Non è mai troppo tardi per imparare cose nuove. Per Hanyu il lavoro sugli screenshot è stato molto più lungo, un po’ perché la sua sequenza è più lunga, 29 secondi, ma soprattutto perché era sempre lì a fare qualcosa, e io dovevo fare più screenshot per un solo secondo di programma. A 4:18 abbiamo l’uscita dalla trottola, a 4:47 inizia la preparazione del triplo Lutz.

In questo tempo abbiamo un hydroblade di 3 secondi, una layback Ina Bauer di tre secondi, un twizzle, una luna, tre mohawk, una strisciata (lunge), tre saltini,  due cross roll, 12 passi semplici fra chochtaw, chasse, tre di valzer (three), cambi filo e quattro incrociati (tre per prendere velocità prima della Ina Bauer, uno per prendere velocità prima del Lutz). Rispetto a Uno c’è una maggiore lunghezza, raddoppiano i “moves in the field” (ma la differenza di tempo è ancora maggiore, 2 secondi per il cantilever di Uno, tre secondi ciascuno per hydroblade e layback Ina Baer, con quest’ultima che è complicata anche da movimenti delle mani a tempo con la musica), ci sono più passi, sia semplici che difficili, e sono più ravvicinati, però certo, la sequenza coreografica di Uno meritava un voto più alto.

Con premesse di questo tipo, che voti possiamo aspettarci per le sequenze coreografiche? Io direi voti molto fantasiosi, come quello che ha ricevuto Nathan Chen nell’ultima finale di Grand Prix. Con lui non riprendo l’intera sequenza, mi limito a un singolo momento.

Dagli screenshot non si capisce, sarebbe stato meglio inserire alcuni secondi di video, ma io non so tagliare i video. So scrivere, me la cavo con i numeri, ma io e la tecnologia non ci conosciamo, il montaggio degli screenshot è il massimo che riesco a fare. E non ho voglia di inserire un video di Chen, ma voi andate a cercare il suo programma, se non lo avete ancora guardato. In questo punto Chen inciampa. Nulla di troppo grave, non cade, non mette mani a terra, ma l’inciampo c’è. Ora pensiamo ai requisiti della sequenza coreografica, la seconda immagine di questo post.

1) creativity and/or originality
2) element matches the music and reflects the concept/character of the program
3) effortless throughout with good energy, flow and execution
4) good ice coverage or interesting pattern
5) good clarity and precision
6) excellent commitment and control of the whole body

L’1 diciamo che è soddisfatto. Io per la verità sono irritata quando vedo uno che fa determinati movimenti, e non dico a cosa mi fanno pensare altrimenti qualcuno potrebbe accusarmi di essermi messa a insultare l’atleta, invece è un pensiero spontaneo, legato ai gesti e non alla consapevolezza dell’identità dell’atleta. Insieme ai gesti assurdi ci sono smorfie che peggiorano il tutto, ma lasciamo stare e diciamo che sono gusti personali. A me non piace, ad altri può piacere.

Il 2 non può esserci, nel momento in cui inciampa non c’è più connessione con la musica. Il 3 non c’è, se uno inciampa ciò che fa non è effortless. Il 4 può essere soddisfatto grazie a quell’or, se per il giudice il percorso è interessante, che importanza ha quanta pista copre? Il 5 non c’è, torniamo al discorso dell’inciampo, non è preciso. Il sei è assente, sempre per l’inciampo manca il controllo del corpo. Due requisiti presenti, +2.

Ora guardiamo gli aspetti negativi. Niente cadute, ok. Per la musica non toglierei nulla, l’inciampo c’è stato ma non così grande da dire che meritasse ulteriori deduzioni per aver perso il contatto con la musica, basta non dare bullet positivi. I movimenti coreografici non mancano, che a me non piacciano conta poco, qualche movimento lo fa. Stumble, cioè inciampo, da -1 a -3. L’inciampo c’è stato, ma visto che non è stato troppo grande mi limito al -1. Per perdita di controllo o mancanza di energia nulla da ridire, per il controllo vale lo stesso discorso della musica, e l’energia c’era. Scarsa qualità dei movimenti è un altro problema che non c’è, ciò che ha fatto Chen è sufficiente a non fargli ricevere bullet positivi ma non così grave da fargliene ricevere di negativi. Mancanza di creatività è un altro problema che non c’è. Tiriamo le somme, +2 come aspetti positivi, -1 come aspetti negativi, la sequenza coreografica di Chen è da +1. Ecco il protocollo:

Tutti molto bravi ad applicare il regolamento. Secondo me se l’ISU volesse avrebbe gli estremi per convocare i giudici uno per uno e chiedere una spiegazione. Ricordiamo chi sono:

Come potete immaginare, alcuni di questi nomi sono nel mio elenco di giudici da controllare. Nel mio, non in quello dell’ISU, che non fa controlli neppure sulle anomalie più evidenti. Un esempio? Campionato del mondo Junior dello scorso marzo, questo è il protocollo di gara del libero di Yuma Kagiyama:

Bello il voto in skating skills del giudice 2, il canadese Jerome Poulin, vero? In questo caso sono convinta che non ci sia malafede, credo che il giudice abbia semplicemente sbagliato a schiacciare il tasto, e per fortuna, vista la differenza nei punteggi, questo singolo voto non è stato determinante per il risultato finale. La mia domanda è: come mai non se n’è accorto nessuno? Non è stata chiesta una correzione al giudice durante la gara, non è stato fatto niente dall’ISU dopo la gara. Se l’interesse ad avere voti corretti è questo, allora non c’è speranza.

Torniamo alla sequenza coreografica. Nella stagione 2017-2018 il GOE massimo ottenibile era di 2,10, nella stagione 2018-2019 il GOE massimo ottenibile era 2,50. Cosa ci possiamo aspettare da un cambiamento di questo tipo? Una crescita generale nei punteggi. Per verificare se la teoria corrisponde alla realtà, sono andata a prendere i 24 atleti che hanno partecipato al Campionato del mondo 2019 e ho confrontato il punteggio medio dell’intera stagione fra la stagione 2017-2018 e la stagione 2018-2019. Ho potuto confrontare i dati solo per 23 di loro, visto che Vladimir Litvintsev non ha disputato competizioni internazionali senior nella stagione 2017-2018. Per tutti ho inserito i dati, per i primi 12, i due gruppi migliori, ho fatto anche il grafico, perché il colpo d’occhio è carino. Questo è quello che è emerso:

Hanno tutti valori in crescita, tutti tranne due, Julian Zhi Jie Yee, il pattinatore che può ringraziare il pannello tecnico olimpico per la sua straordinaria abilità nel notare i sottoruotati, e Hanyu. Ma il nuovo codice di punteggi non avrebbe dovuto premiare la qualità e quindi favorirlo? A me sembra che uno degli effetti di questo punteggio sia stata una maggiore difficoltà nel confrontare i voti fra una stagione e l’altra, cosa fattibile solo se si ha tempo, voglia, e abbastanza fantasia per capire come ragionare su numeri così diversi, e che ha favorito la nascita di certi giochetti poco simpatici.

La tabella non è aggiornata all’ultima stagione, l’avevo realizzata qualche tempo fa e mi serviva per un discorso legato alla prima stagione post olimpica, ora l’ho semplicemente riutilizzata. Nell’ultima stagione il voto di Hanyu è tornato a crescere, ma è rimasto comunque inferiore a quello di Chen, capace di prendere una valanga di +5 anche quando inciampa. Misteri dei voti ISU…

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Lorrie Parker

Io davvero dovrei fare altro, ho un paio di scadenze abbastanza vicine… e invece mi sono persa fra i numeri. Ho in mente qualche altro giudice, su qualcuno ho già iniziato a lavorare, ma il tempo è quello che è. Spero di non aver sbagliato nulla, ma quando si lavora con così tante cifre il rischio di schiacciare un tasto invece di un altro è sempre presente, se qualcuno dovesse notare errori gli chiedo di segnalarmelo, in modo da poter correggere il file originario e sostituire l’immagine.

Piccolo salto indietro nel tempo: Olimpiade di PyeongChang. Successi per Yuzuru Hanyu nella gara maschile, Alina Zagitova nella gara femminile, Aljona Savchenko e Bruno Massot nelle coppie di artistico e Tessa Virtue e Scott Moir nella danza su ghiaccio. Tutto pacifico? Non proprio, due giudici cinesi sono stati squalificati per National bias, cioè per aver dato ai loro connazionali voti troppo alti rispetto a quelli degli altri giudici, e voti troppo bassi ai loro diretti rivali.

Questo è il documento ufficiale che riguarda Weiguang Chen, che ha giudicato la gara maschile: https://www.isu.org/figure-skating/rules/fsk-communications/17361-case-2018-06-isu-vs-chen/file.

Questo è il documento ufficiale che riguarda Feng Huang, che ha giudicato la gara delle coppie di artistico: https://www.isu.org/figure-skating/rules/fsk-communications/17359-case-2018-02-isu-vs-huang/file.

Che io sappia sono stati gli unici giudici i cui voti hanno destato perplessità e contro i quali sono stati presi provvedimenti disciplinari. Non che i provvedimenti disciplinari dell’ISU siano seri, se pensiamo a Didier Gailhaguet, nel 2002 era implicato in pieno nello scandalo dei voti falsati, nel 2016 ha rischiato di essere eletto presidente dell’ISU, quindi di cosa stiamo parlando? Ok, i giudici cinesi hanno favorito i loro connazionali. Sono stati gli unici? Sono di parte, lo riconosco, perciò non avendo il tempo di controllare tutto controllo quel che interessa a me. In questo caso ho controllato i voti dei giudici cinesi, guardato di quanto si discostavano dalla media, e fatto un confronto fra i loro voti anomali e i voti della statunitense Lorrie Parker, per vedere se anche i suoi voti potevano essere considerati anomali. Questo è quello che è venuto fuori:

Per chi non conosce l’italiano, in quelle righe ripeto sostanzialmente l’anomalia dei voti dei giudici cinesi, ricordo la loro squalifica e noto che al contrario Parker non è stata squalificata. Nella gara maschile il giudice cinese è stato decisamente spudorato, il numero che indico è la differenza fra il voto del singolo giudice e il punteggio effettivamente ottenuto dall’atleta nella gara. Un +32,68 a Boyang Jin è notevole, e unito ai punti tolti a Javier Fernandez o Shoma Uno costituiscono il punteggio tecnico di uno short program dei migliori uomini. Il giudice delle coppie di artistico non è stato altrettanto spudorato, ma un bell’aiuto a Sui/Han lo ha dato, fosse stato per lui con 226,90 punti Savchenko/Massot si sarebbero dovuti accontentare della medaglia di bronzo.

Nella tabella in basso oltre ai voti di Weiguang Chen ho guardato anche quelli di Lorrie Parker, e se lei non ha esagerato come Chen, è stata comunque molto più partigiana di Huang. E consideriamo che i giudici cinesi hanno valutato sia il programma corto che quello libero, Parker solo il libero. Perché lei non è stata squalificata? Il protocollo ufficiale di gara lo potete trovare qui: http://www.isuresults.com/results/season1718/owg2018/.

Io uso SkatingScores per comodità, perché inserisce la nazionalità dei giudici invece di nasconderla sotto la generica, e ridicola, dicitura ISU, perché mi dà le somme e perché fa alcuni interessanti confronti:

Alcuni dati interessanti: per Parker quello di Hanyu è stato il quinto libero della giornata dopo quelli di Chen, Uno, Zhou e Fernandez. Lei è stata l’unica a vedere Zhou su un ipotetico podio (le small medal vengono assegnate solo ai campionati mondiale e continentale), chissà come mai. Il giudice cinese ha piazzato Hanyu al terzo posto, cosa non sorprendente visto quando appena detto, mi sa che dovrò controllare il giudice lettone Agita Abele, quando ne avrò il tempo.

Abele ha preferito Uno, che non è andato in ripetizione con una combinazione ma che è caduto sul quadruplo iniziale. A un rapido sguardo Abele è stato il giudice più severo con Hanyu all’ultimo Skate Canada, e uno dei più severi – solo lo statunitense Doug Williams, su cui ho già iniziato a lavorare, è stato più severo di lei  – alla Rostelecom Cup del 2017. Sì, devo davvero controllarla.

Sotto il solo aspetto tecnico per Parker Hanyu (quattro quadrupli, ma uno andato in ripetizione, un triplo Axel) è stato superato da Chen (sei quadrupli, uno dal GOE negativo, un triplo Axel), Zhou (cinque quadrupli, uno dal filo errato, uno sottoruotato, un triplo Axel dal GOE negativo), Uno (quattro quadrupli, uno con caduta e uno dal GOE negativo, due tripli Axel), Jin (quattro quadrupli, uno con caduta, due tripli Axel) e Fernandez (due quadrupli, due tripli Axel).

Per quanto riguarda i components Hanyu è stato il migliore per sei giudici, tre, Parker, Abele e l’israeliano Albert Zaydman, gli hanno preferito Fernandez. Però i voti sono affascinanti, Hanyu ha ricevuto 96,62 per i components, Chen 87,44, la differenza è di 9,18 punti. Non per tutti, però: per Parker, che ha assegnato 94,50 punti a Hanyu e 93,50 a Chen, la differenza è di un solo punto.

Ho detto che ho giocato con i numeri, giusto? Quand’è che la differenza di voti rientra nelle normali oscillazioni, nella soggettività del singolo giudice, e quando invece si sposta in aperto favoritismo? Per Parker possiamo parlare di favoritismo, le sue variazioni sono superiori rispetto a quelle di un giudice squalificato dall’ISU. Io ho stabilito di considerare variazioni eccessive quando, rispetto alla media, balla un punto e mezzo nel programma corto e ne ballano tre nel programma libero, per un totale di quattro punti e mezzo. Non credo di aver lasciato poco spazio ai giudici, se guardiamo i risultati delle gare di artistico – ho ignorato la danza, è troppo diversa, anche se con i numeri potrei comunque giocare un po’ – dal 2011 in poi, gli ultimi cicli olimpici, possiamo vedere quante medaglie avrebbero cambiato colore se chi le ha vinte avrebbe ottenuto 4,5 punti in meno. Se poi togliamo 4,5 punti a chi ha vinto la medaglia, e li aggiungiamo a chi si è piazzato alle sue spalle, il numero cresce notevolmente:

La tabella riguarda solo il Campionato del mondo e l’Olimpiade. Il primo numero indica il punteggio ottenuto dai singoli atleti, il secondo la differenza fra il punteggio ottenuto da quell’atleta e quello che lo precede in classifica. Con una differenza di 4,5 punti 38 medaglie su 99, il 38%, avrebbe cambiato colore, o chi non ha vinto una medaglia sarebbe riuscito a vincerla. Con una forbice di 9 punti il numero sale a 65, il 66%. Ci sono anche diversi casi in cui, se dovessimo togliere 4,5 punti a chi ha vinto l’argento, e ne dovessimo aggiungere 4,5 a chi ha vinto il bronzo e a chi è arrivato quarto, il pattinatore che nella realtà ha vinto l’argento con un punteggio diverso sarebbe sceso dal podio.

Ho guardato anche i punteggi della gara maschile di PyeongChang, evidenziando in giallo i punteggi particolarmente generosi e in rosso quelli particolarmente severi. Una precisazione: per chi ha giudicato solo il programma corto l’oscillazione che ho considerato accettabile è quella che ho già indicato, 1,5 punti, per chi ha giudicato solo il libero è di 3,00 punti, per chi ha giudicato entrambi i programmi è di 4,5 punti. Ho lasciato spazio alla soggettività di giudizio: lo 0,18 che il giudice francese ha assegnato a Hanyu per me è un voto severo perché nel complesso Philippe Meriguet è rimasto 1,93 punti al di sopra della media, perciò per lui sono severi tutti i voti inferiori a 0,43. D’altra parte lo spagnolo Daniel Delfa è rimasto di 0,96 punti al di sotto della media, perciò per lui un voto severo è inferiore a 0,54 punti. In grassetto ho evidenziato gli atleti connazionali del singolo giudice. Per semplicità di calcolo non ho considerato i voti dei sei atleti che non hanno preso parte al programma libero. Li ho riportati nella tabella, ma non sono entrati nella media, già così ho perso con questi numeri davvero tanto tempo.

Di voti evidenziati ce ne sono parecchi, e visto che gli atleti si giocano la loro carriera sui numeri dati dai giudici, una certa precisione sarebbe auspicabile. Magari potenziare le tecnologie a disposizione dei giudici, e squalificare quelli che esagerano, potrebbe essere un buon punti di partenza. Le stranezze sono presenti a tutti i livelli, non riguardano solo le medaglie. Prendiamo il programma corto. In questo caso ho accostato i dettagli di due diversi screenshot.

Con il 23° posto nel programma corto, Matteo Rizzo si è qualificato per il programma libero. I voti oscillano un po’, per qualcuno è stato un po’ più bravo, per qualcuno un po’ meno bravo, ma per otto giudici su nove Rizzo ha meritato la qualificazione al libero. Fa eccezione il giudice francese, che lo ha piazzato al venticinquesimo posto, alle spalle del francese Chafik Besseghier. Da notare che per otto giudici Besseghier, che complessivamente si è piazzato 26°, non è stato uno dei migliori 24 pattinatori. Suppongo che sia solo una coincidenza, vero?

Bisognerebbe davvero guardare tutti i giudici, peccato che io abbia anche una vita, due figlie, un lavoro e un bel po’ di impegni. Però qualcosa ho guardato, per esempio tutte le gare giudicate da Lorrie Parker dalla stagione 2016-2017 in poi, cioè da quando sappiamo quale voto ha assegnato ciascun giudice. Parker non ha più giudicato gare internazionali dopo l’Olimpiade, solo gare regionali statunitensi, e spero davvero di non vedere più il suo nome comparire in un pannello di giudici. Questi i voti che ha assegnato in due stagioni, con la solita evidenziatura dei voti più strani e dei connazionali:

In 21 occasioni ha giudicato un connazionale, e, con la sola eccezione di Vincent Zhou alla Cup of China del 2017, è sempre rimasta al di sopra della sua stessa media, in 17 occasioni con voti davvero molto generosi. Per contro è quasi sempre stata particolarmente severa con i diretti avversari degli statunitensi. Partiamo dalla finale di Grand Prix 2016, con oltre 10 punti di differenza finale fra Hanyu e Chen per i giudici nel loro complesso ma meno di uno per lei. Passiamo alla gara junior, con un regalo di oltre 16 punti Alexei Krasnozhon avrebbe guadagnato un posto, scavalcando il russo Roman Savosin.

Al Four Continents Championship 2017 la differenza di 3,76 punti fra Hanyu e Chen sarebbe cresciuta fino a 14,48 punti. Jason Brown, nonostante l’aiutino, sarebbe rimasto sesto, Grant Hochstein sarebbe salito dal nono all’ottavo posto.

Rostelecom Cup 2017. La differenza fra Chen e Hanyu, sempre trattato malissimo, chissà come mai, sarebbe salita da 3,02 a 10,52 punti, Hochstein avrebbe guadagnato due posizioni scavalcando il russo Andrei Lazukin e il kazako Denis Ten. Fra le donne i voti strani sono diversi, mi limito a rilevare che la statunitense Mirai Nagasu avrebbe superato la russa Valeriia Mikhailova e la kazaka Elizabet Tursynbaeva. Nelle coppie di artistico Castelli/Tran avrebbero superato gli austriaci Ziegler/Kiefer.

Nella Cup od China 2017 per Parker l’argento sarebbe dovuto andare allo statunitense Max Aaron, non al cinese Boyang Jin, che con lei ha rischiato di essere superato pure da Vincent Zhou. Chissà perché con i voti di Vincent si è contenuta. Gli altri americani rimangono stabili.

Nel programma corto della gara a squadre dell’Olimpiade Parker ha preferito Chen al canadese Patrick Chan, mentre nel libero per lei il migliore è stato Adam Rippon, preferito rispetto a Chan e al russo Mikhail Kolyada, e ricordo che le medaglie se le sono giocate Canada, Russia, anche se non la possiamo chiamare così, e Stati Uniti, e lo sapevamo fin dall’inizio che sarebbe stata una lotta a tre.

(Edit: SkatingScores ha iniziato a pubblicare interessanti tabelle che mostrano quanto i giudici siano influenzati dal national bias. Quella della gara a squadre maschile di PyeongChang si trova qui: https://skatingscores.com/1718/olyt/men/bias/).

Infine, il libero maschile: primo Chen, e su questo siamo tutti d’accordo, ma con questo distacco? Sul singolo programma sono quasi 23 punti sul secondo, che è Uno, terzo Zhou (tre posizioni guadagnate guardando la classifica del solo programma libero, non quella totale), quarto Fernandez, quinto Hanyu, sesto Jin e settimo Adam Rippon, che secondo la totalità dei giudici ha eseguito il decimo libero.

(Edit: aggiungo la tabella del national bias: https://skatingscores.com/1718/oly/men/bias/).

Per oggi mi fermo, pensavo di caricare un paio di foto già pronte e scrivere una manciata di frasi, e come al solito ho esagerato.

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GOE

Avere le figlie al mare può avere conseguenze pericolose, tipo fornirmi qualche ora libera, una volta che ho smesso di lavorare, per perdermi in mezzo ai numeri.

Dalla stagione 2018-2019 l’ISU ha cambiato il valore base degli elementi e i GOE, passando dalla scala +3/-3 alla scala +5/-5. Questo rende i confronti fra le stagioni molto più complicate, ma se si ha abbastanza pazienza si possono trovare dati interessanti. Ho fatto un controllo sui GOE, al momento solo quelli di Hanyu e di Chen. Non escludo di farne altri in futuro, ma per realizzare questa tabella ho dovuto confrontare una quantità notevole di dati, cosa che mi ha impegnata per tutta la mattina e metà del pomeriggio. Questo per dire che forse prenderò in considerazione qualche altro pattinatore, ma devo avere il tempo per farlo, e già sto trascurando alcune cose che dovrei davvero fare.

Ho preso in mano i protocolli di tutte le gare internazionali senior disputate da Hanyu, il che significa che sono partita dalla stagione 2010-2011, e di tutte le gare internazionali sia junior che senior disputate da Chen, partendo dalla stagione 2012/2013. Oltre ad aver ignorato i campionati nazionali ho escluso dalla mia analisi anche il Japan Open, che non mi sembra la gara più seria del mondo. Per la verità anche nelle cosiddette gare serie molti giudizi mi sembrano tutt’altro che seri ma lasciamo stare.

Per tutti i programmi che hanno disputato ho guardato ogni singolo elemento. Innanzitutto ho considerato il Goe massimo possibile, con il codice attuale di punteggi parliamo di +4,00 per il triplo Axel, +4,75 per il quadruplo toe loop (e per le combinazioni del quadruplo toe loop) e così via. Ho citato due salti, ma il mio controllo comprende anche trottole, passi e sequenza coreografica. La somma di tutti i GOE massimi teorici che Hanyu o Chen avrebbero potuto ottenere in ogni singola stagione, eseguendo gli elementi che hanno effettivamente eseguito, non proprio casualmente è andata a finire nella colonna “GOE max”. Nella colonna successiva, “GOE reale”, ho indicato la somma dei GOE che gli sono stati effettivamente assegnati. I numeri variano molto e non sono realmente confrontabili fra loro perché sono legati anche al numero di gare che i pattinatori hanno disputato nella singola stagione, ed è ovvio che se nella stagione 2016-2017 Hanyu ha preso parte a 7 gare e nella stagione 2017-2018 ha preso parte a sole tre gare, le somme sono molto diverse. Ciò che è confrontabile è il rapporto fra i numeri, con la terza colonna che tira le fila.

Il numero indica la percentuale del GOE che hanno effettivamente ricevuto rispetto a quello che avrebbero potuto ricevere. Hanyu parte con percentuali relativamente basse, cresce gradualmente, fa un passo indietro nella stagione 2014-2015 (ma dobbiamo ricordarci che quell’anno alla Cup of China c’è stato l’incidente con Han Yan, se escludiamo dal calcolo quel libero, e anche entrambi i programmi del successivo NHK Trophy, in cui fisicamente parlando era ancora a pezzi, la percentuale sale al 42%), ha un picco incredibile nella stagione 2015-2016, quando ha distrutto il sistema di punteggio, ed è rimasto abbastanza stabile su percentuali alte. Tranne in quest’ultima stagione. Davvero quest’anno i suoi elementi sono peggiorati così tanto? A vederli, non ho avuto quest’impressione.

Chen ha faticato un po’ all’inizio, aveva seri problemi di stabilità nei quadrupli. Che ora siano molto più solidi non c’è dubbio, ma davvero la crescita dei valori degli ultimi due anni è giustificata da come li ha eseguiti? Il GOE alto non va assegnato ai salti su cui il pattinatore è semplicemente rimasto in piedi, ma a precisi bullet che vanno soddisfatti. Questi numeri, con le loro variazioni strane,  rispecchiano davvero quanto hanno fatto gli atleti in pista?

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Yuzuru Hanyu: Hope & Legacy al Campionato del mondo 2017

Dopo il programma corto di Helsinki 2017 Hanyu si trovava in quinta posizione. Dati alla mano, nessuno è mai stato capace di vincere un Campionato del Mondo partendo da così in basso. Vero, nel 2006 Kimmie Meissner aveva eseguito il quinto programma corto, ma quell’anno al Campionato del mondo si erano iscritte ben 44 atlete, perciò l’ISU le ha divise in due gruppi e ha fatto disputare loro il programma libero. Solo le migliori 30, 15 per gruppo, hanno disputato il programma corto, e anche il punteggio della fase di qualificazione è entrato nel calcolo finale. Dopo due fasi di gara, con il secondo posto nel suo gruppo di qualificazione e il quinto short program, Meissner si trovava in terza posizione.

Certo, da quando l’ISU Judging System ha sostituito il 6.0 la posizione di partenza conta relativamente poco, è molto più importante il distacco fra gli atleti.  Javier Fernandez, vincitore delle ultime due edizioni del Campionato del mondo, aveva 10.66 punti di vantaggio, Shoma Uno ne aveva 6.47, Patrick Chan 3.74, Boyang Jin 0.25 e Nathan Chen si trovava alle sue spalle di 1.06 punti. Sono loro che hanno dato vita all’ultimo gruppo della gara. L’ordine di discesa in pista era Hanyu, Chen, Jin, Chan, Uno e Fernandez, perciò Yuzuru sapeva di dover aspettare fino alla fine della gara per conoscere il risultato finale. Intanto lui ha fatto la sua parte.

Quello che scende in pista per presentare un libero difficile, così poco apprezzato dalle giurie che a metà stagione Orser gli aveva suggerito di cambiarlo e che lui ha deciso di tenere perché a livello personale è importantissimo, infastidito da un punteggio troppo basso per i suoi gusti e da una quinta posizione provvisoria che non rende giustizia al suo talento, non è solo il miglior pattinatore in attività. È il miglior pattinatore di sempre. Non ci sono parole adeguate per descrivere quello che esegue, il suo programma va semplicemente ammirato. “I believe that his name will be engraved in history, and leave behind a legend”, aveva detto Shae-Lynn Bourne parlando del significato di Hope and Legacy. Hanyu è una leggenda, che continua a scrivere pagine di storia. È la speranza di riuscire a fare sempre qualcosa di più, e il suo operato è un lascito per tutti coloro che possono ammirarlo e trarne ispirazione per andare avanti. Non solo per i pattinatori, che ammirano un campione impossibile da imitare, ma per tutti, visto che la sua tenacia, il suo non arrendersi mai di fronte alle difficoltà, la sua forte etica del lavoro che lo porta a concentrarsi sul miglioramento senza cercare scuse, ma anche la sua gentilezza, la sua disponibilità, l’empatia nei confronti degli altri e la gioia che manifesta in tutto ciò che fa sono esempi importanti anche al di fuori dell’ambito sportivo.

È Yuzuru ad aprire l’ultimo gruppo di gara con un programma che, come dirà Massimiliano Ambesi, “è la sintesi perfetta fra onnipotenza tecnica ed eccellenza artistica”. Si mette in posizione e un paio di secondi dopo l’inizio della musica esegue una strisciata, avanti e indietro muovendo le braccia, quindi si gira e inizia con i passi. Chasse, tre di valzer, mohawk, chasse, strisciata mentre curva, altro tre di valzer… I cambi di filo, e l’alternanza di movimenti in avanti o all’indietro, su un piede o sull’altro, si susseguono per quasi venti secondi, al ritmo di oltre uno al secondo, con tre soli incrociati prima di metà sequenza per aumentare la velocità, poi arriva il quadruplo loop, eseguito con la stessa facilità con cui ha appena eseguito i passi.

No, non trascrivo tutto, e comunque quello che scrivo io ha poca importanza. Guardate il programma, è l’unica cosa che conta.

Giusto per capire qualcosa di più di quello che Yuzuru è riuscito a fare, e anche per capire perché il punteggio che gli è stato assegnato è troppo basso, inserisco il link a un altro video interessantissimo:

Ovviamente ha vinto lui. È il suo secondo oro al Campionato del mondo.

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ISU e storytelling, una storia d’amore

A qualcuno importa degli ISU Skating Award? Seriamente, al di là dell’organizzatore, interessato a fare soldi, a chi interessano? Gli ISU Skating Award sono nati male e stanno proseguendo peggio. L’annuncio che ci sarebbe stato quest’evento, non un evento in più nel pattinaggio, ma in sostituzione del consueto gala del mondiale, è arrivato parecchio tempo dopo che i biglietti erano stati messi in vendita, ed è la prima scorrettezza. Se io compro il biglietto per vedere uno spettacolo, poi voglio vedere quello spettacolo. Mi può andare male, nel senso che il pattinatore che vorrei vedere si infortuna e non partecipa, o che lo spettacolo è di qualità inferiore alle aspettative, perché tutti o quasi combinano disastri, o possono esserci altri problemi. Nel pattinaggio non può accadere, il tempo è fisso, ma ricordo quando, nel 1988, Steffi Graf si è scusata con gli spettatori dopo aver sconfitto Natalia Zvereva per 6-0, 6-0 nella finale del Roland Garros in soli 34 minuti, perché aveva offerto uno spettacolo davvero breve. Ma un conto è quando c’è un imprevisto, un conto è quando gli organizzatori cambiano le carte in tavola dopo aver già fatto cassa. No, grazie, io non ho mai guardato un red carpet in vita mia e non intendo iniziare ora, per me il pattinaggio artistico è costituito dalle gare e, al termine delle gare, dai gala. Ho visto programmi bellissimi nei gala. Uno dei miei primi ricordi di pattinaggio è Petr Barna con il suo Charlie Chaplin. Io sono diventata una fan di Barna per il gala, solo dopo l’ho apprezzato anche nelle gare. A livello europeo fra gli uomini era per lui che tifavo. Ma se non avessi visto quel gala avrei mai tifato per lui? E programmi divertenti, o memorabili per un altro motivo, ne ho visti tanti.

Poi c’è stato il problema del costume di Anton Shulepov. Fin dalla sua prima apparizione quel costume, con la stella di Davide in bella evidenza, è stato criticato dalle varie comunità ebraiche nel mondo. Il programma vuole ricordare la Shoah, ok, ma di programmi dedicati alla Shoah nel corso degli anni ce ne sono stati tanti. Penso a Jason Brown quest’anno, o, visto che siamo in Italia, a Charlene Guignard-Marco Fabbri alcuni anni fa, ma ne potrei citare parecchi. Non ricordo analoghe polemiche per i costumi degli altri atleti. Visto che sei milioni di persone sono state ammazzate – ok, non erano proprio tutti ebrei, ma la maggior parte sì – forse sarebbe stato il caso di ascoltare le proteste di una comunità che si è sentita ferita. Shulepov ha proseguito con il suo costume, l’ISU dopo le polemiche per la nomination ha detto di aver sbagliato a inserire la foto spiegando che avrebbe voluto inserire quella del programma corto. Un normale dolcevita nero abbinato a pantaloni neri. Chi sta prendendo in giro l’ISU, tutti gli stilisti che lavorano nel pattinaggio? Probabilmente, insieme a tutto il pubblico. Non che poi la foto sia stata davvero sostituita, in questo caso per l’ISU è bastata la dichiarazione d’intenti.

I sistemi di votazione lasciano perplessi, ma non ho voglia di approfondire. L’assurdo è che, parecchio tempo dopo che le votazioni sono state aperte, sono stati aggiunti diversi nomi. Ma come si fa a considerare seria una votazione quando alcuni candidati vengono aggiunti più tardi rispetto agli altri? È stato bello anche scoprire che le coppie di artistico non esistono, visto che non c’è un solo finalista per questa disciplina in nessuna delle categorie.

Poi ci sarebbe tutto il discorso sulla piccolissima  porzione di pista lasciato a quei pochi pattinatori scelti per fare davvero il gala, con il resto della pista, circa 2/3, occupato dal palco. Non lo faccio, mi limito a citare il problema, perché dovrei cercare le piantine ufficiali e non ne ho il tempo. Comunque mentre i pochi pattinatori prescelti si sarebbero esibiti su un fazzoletto di pista, una buona parte del pubblico pagante si sarebbe ritrovata impossibilitata a guardare le esibizioni dei pattinatori per colpa del palco che avrebbe ostruito la loro visuale. Dettagli, da quando chi compre il biglietto ha il diritto di assistere davvero allo spettacolo per cui ha pagato?

La ciliegina sulla torta è arrivata oggi, con le schede dedicate dall’ISU ai tre finalisti nella categoria Most valuable Skater. La definizione ufficiale del premio specifica “Honors the Single Skater or Pair or Ice Dance Couple who best managed to increase the level of popularity of Figure Skating with their fan base, media attention and sponsor appreciation“. Ok, vediamo le schede dei finalisti. Gli screenshot provengono dal sito ufficiale dell’ISU. Sul sito sotto la scheda è possibile cliccare sul video e guardare la performance degli atleti. Visto che l’intera immagine non entrava nello screenshot l’ho tagliata, lasciando solo quanto basta per far capire a quale video è stato inserito il link. Gli atleti sono presentati in ordine alfabetico.

Nathan Chen

Gabriella Papadakis-Guillaume Cizeron

Yuzuru Hanyu

Se mai avessimo avuto dubbi sul fatto che lo storytelling sia potente nel mondo del pattinaggio, ora abbiamo avuto la certezza. Prima era solo questione di voti dati in maniera molto fantasiosa – ma ovviamente sono solo i tossici Fanyu che si lamentano senza ragione – e di media americani che facevano propaganda, ma quando la propaganda viene fatta dall’ISU, che dovrebbe essere neutrale e promuovere l’intero sport e non un singolo atleta, allora ci dobbiamo davvero preoccupare.

Ok per la scheda di Papadakis-Cizeron, coppia che adoro e che ha effettivamente fatto ciò che viene riportato nella scheda, anche se ad aiutarli a rompere la barriera dei 200 punti è stata una modifica nel codice dei punteggi. La modifica però c’era per tutti, almeno se manteniamo il nostro sguardo limitato agli atleti in attività e non guardiamo un po’ più indietro, quindi con loro non ci sono particolari problemi.

Vediamo le altre due schede.

L’affermazione che Chen sia stato il primo a eseguire quattro quadrupli nello stesso programma va presa con cautela. Chen lo ha fatto al campionato nazionale 2016, e mi chiedo da quando ciò che viene fatto in un campionato nazionale abbia rilevanza a livello internazionale. Se escludiamo la finale di Grand Prix 2015, dove ha ricevuto un GOE negativo per un quadruplo Salchow con step out, a livello internazionale il primo a riuscirci è stato Boyang Jin al Four Continents Championship 2016. Sto cavillando? I record valgono se vengono stabiliti nelle competizioni internazionali, e nemmeno in tutte, solo in quelle che rispettano determinati criteri, e non sono io a dirlo ma l’ISU. Non discuto invece sui cinque quadrupli, su quelli non c’è dubbio che Chen sia stato il primo, e l’ISU si è pure dimenticata di scrivere che, a tutt’oggi, Chen è stato l’unico pattinatore a completare cinque tipi diversi di quadrupli. Il loop lo ha eseguito una volta sola e in una gara minore, ma lo ha fatto ed è giusto che gli venga riconosciuto. Ho problemi grossi con il seguito però.

Chen ha vinto la medaglia di bronzo al team event di PyeongChang, vero. Ora voglio sapere quante nazioni, al di là di Canada, che ha vinto l’oro, Russia (anche se a PyeongChang gli atleti non potevano essere definiti russi perché invece di squalificare chi si dopa e lasciare in pace gli altri, è meglio usare soluzioni raffazzonate), che ha vinto l’argento, e Stati Uniti, che ha vinto il bronzo, sono competitive in tutte e quattro le discipline. Fuori i nomi se qualcuno li conosce, perché a me non ne vengono in mente. Guardiamo la classifica del Team event.

Totale Men Ladies Pairs Ice Dance
1 Canada 73 8 10 8 8 9 10 10 10
2 O.A.f.Russia 66 3 9 10 10 10 8 8 8
3 USA 62 7 8 6 9 7 7 9 9
4 Italia 56 6 7 9 7 4 9 7 7
5 Giappone 50 10 6 7 6 3 6 6 6
6 Cina 4 4 6 6
7 Germania 2 3 8 3
8 Israele 9 1 2 1
9 Repubblica di Corea 5 5 1 2
10 Francia 1 2 5 5

Per l’Italia Matteo Rizzo è stato bravissimo, ma a partire proprio dalla stagione olimpica si è reso protagonista di una crescita notevole che lo ha reso uno dei più forti pattinatori italiani di sempre, prima i nostri uomini, con rarissime eccezioni, erano molto meno competitivi, e anche Marchei-Hotarek a PyeongChang si sono esaltati. Eppure il distacco fra il terzo e il quarto posto è notevole. Il Giappone è fortissimo nelle discipline individuali, stenta molto a trovare coppie valide, ed è ancora più in giù. Il difficile, per i pattinatori delle tre nazioni che sono salite sul podio, era entrare in squadra, non vincere una medaglia. Quella era automatica (e non sto dicendo che i giudizi sono stati falsati, ma solo che sapevamo in anticipo chi erano i più forti), la gara ha solo stabilito il colore. Chen ha disputato il solo programma corto. Quanto è stato importante il suo contributo?

Programma Atleta Rank USA CAN RUS ITA JPN
Men SP Chen 4 7 8 3 6 10
Men FS Rippon 3 8 10 9 7 6
Ladies Sp Tennell 5 6 8 10 9 7
Ladies FS Nagasu 2 9 8 10 7 6
Pairs SP Knierim-Knierim 4 7 9 10 4 3
Pairs FS Knierim-Knierim 4 7 10 8 9 6
Ice Dance SP Shibutani-Shibutani 2 9 10 8 7 6
Ice Dance FS Shibutani-Shibutani 2 9 10 8 7 6

La prima colonna, ovviamente, indica la disciplina e il programma, corto o libero. Nella seconda ho indicato i nomi degli atleti. Nella terza la posizione di classifica raggiunta dall’atleta in questione. Nella quarta quanti punti sono stati ottenuti dagli Stati Uniti per la prestazione di quel particolare atleta. Le successive quattro colonne indicano quanti punti hanno ottenuto, in quella particolare fase di gara, gli atleti di ciascuna delle nazioni che hanno partecipato a tutte le fasi della gara. In rosso sono evidenziati i punteggi inferiori rispetto a quelli degli atleti americani. Il contributo di Nathan Chen a quella medaglia è stato uno dei meno significativi. Solo Bradie Tennell ha fatto peggio di lui, ma Tennell era chiusa in una competizione che comprendeva alcune pattinatrici straordinarie quali Evgenia Medvedeva (argento nell’individuale e due volte campionessa del mondo), Carolina Kostner (che nella stagione ha quasi sempre presentato programmi corti meravigliosi, campionessa del mondo 2012 e medaglia di bronzo olimpica quattro anni prima), Kaetlyn Osmond (bronzo nell’individuale, campionessa del mondo un mese più tardi) e Satoko Miyahara (che un mese più tardi avrebbe vinto la sua seconda medaglia mondiale, un bronzo). Chen ha sì affrontato atleti forti come Shoma Uno e Patrick Chan, che gli sono finiti davanti, ma è anche arrivato alle spalle di Alexei Bychenko, che a livello mondiale non ha mai fatto più di un quarto posto, e dei diretti rivali ha superato il solo Mikhail Kolyada, che è riuscito a sbagliare tutti gli elementi di salto con una caduta sul quadruplo Lutz iniziale, una seconda caduta sul quadruplo toe loop della combinazione, a cui ovviamente non è riuscito ad attaccare il secondo salto, e un Axel solo singolo ed escluso dal punteggio, e un Matteo Rizzo in crescita ma meno forte di come è ora. Certo, Chen ha vinto il bronzo a squadre, ma deve ringraziare i compagni, perché se fosse stato per lui la medaglia sarebbe andata a un’altra nazione. Va bene, smetto di andare a guardare i dettagli, indipendentemente da come l’ha vinta, quella medaglia l’ha vinta davvero.

Due volte campione del mondo, vero, e non sto a commentare su come sono arrivate le due vittorie, vincitore della finale di Grand Prix, e il numero di volte non viene indicato, vincitore del Four Continents Championship e quattro volte campione nazionale. Il bello viene ora: “Chen sets an example by combining high-level studies and skating“.

Yale vale punti per il ranking ISU? No, davvero, il dubbio è lecito. Fino a quando sono i media americani a fare propaganda è un conto, dà fastidio ma i media vogliono attirare pubblico e molti di loro hanno dimenticato cosa sia scrivere la verità senza provare a influenzare l’opinione pubblica. L’ISU però dovrebbe essere al di sopra delle parti. Guardiamo i partecipanti all’ultima Universiade. Riporto solo i nomi di chi ha vinto almeno una medaglia a livello continentale: Matteo Rizzo, Maxim Kovtun, Morisi Kvitelashvili, Alexander Samarin, Mai Mihara ed Elisabet Tursynbayeva. Se mi sposto alla precedente edizione trovo i nomi di Denis Ten, Michal Brezina, Elena Radionova, Elizaveta Tuktamysheva e Alena Leonova. E poi ci sono tutti quelli che frequentano l’Università, all’Universiade non ci vanno, ma partecipano ugualmente al Campionato del mondo, atleti come Vincent Zhou, Jason Brown, Shoma Uno, Boyang Jin, Mikhail Kolyada (lui però non è più uno studente, si è laureato), Nam Nguyen, Kaori Sakamoto, Evgenia Medvedeva, Satoko Miyahara… potremmo davvero andare avanti a lungo, mi sono limitata a controllare i migliori classificati all’ultimo Campionato del mondo (e nemmeno tutti quelli che hanno preso parte al libero) in due sole discipline, uomini e donne, e se le donne sono di meno è solo perché sono più giovani e molte studiano ancora alle scuole superiori e non all’Università. E poi c’è tal Yuzuru Hanyu, che studia alla Waseda. Ma suppongo che Waseda, una delle più prestigiose Università giapponesi, non conti nulla rispetto a Yale, vero? Citare Yale a ogni occasione possibile per Chen e non citare il fatto che anche gli altri studiano è una mancanza di rispetto per tutti gli altri. Certo, le schede riguardano solo due atleti fra gli uomini e una coppia di danza, ma quando si ascoltano le telecronache o si leggono gli articoli c’è una sola università che viene citata in continuazione.

C’è un’ultima frase a chiudere la scheda: “He contributes to the popularization of men’s skating in the Usa and worldwide“. Visto che quando mi ci metto vado a guardare i minimi dettagli, ho fatto una ricerca su Google Trends:

Il punto in cui i dati di Hanyu e Chen si toccano (in realtà il dato è 29 Hanyu, 28 Chen) è la settimana che va dal 20 al 26 ottobre. Per inserire nel contesto, fra il 18 e il 20 ottobre Chen ha vinto Skate America, quindi ovviamente si è parlato di lui, e l’interesse per lui ha sfiorato l’interesse per Hanyu, fra il 25 e il 27 Hanyu ha vinto Skate Canada, e immediatamente dopo il suo successo c’è stata un’impennata di ricerche. Il picco più alto (Hanyu 100, Chen 45) è la settimana successiva alla finale di Grand Prix (8-14 dicembre) a cui hanno partecipato entrambi. L’unico momento in cui Chen supera Hanyu (37 a 75) è nella settimana che va dal 26 gennaio al 1 febbraio, immediatamente dopo il campionato nazionale statunitense. Hanyu interessa solo ai giapponesi o al massimo agli asiatici? Non esattamente. I cinesi non entrano nel discorso perché il loro principale motore di ricerca non è Google. Vediamo da dove vengono fatte le ricerche.

Per questo screenshot ho dovuto fare un montaggio e impostare l’interesse per Chen per vedere dove è più ricercato. A quanto pare Chen è molto ricercato in Giamaica (100% di ricerche), Kazakistan (64%Chen, 36% Hanyu), Stati Uniti (50% a testa, nella patria di Chen!), Bulgaria (60% Hanyu, 40% Chen, cioè il quarto stato in cui Chen è molto ricercato è uno stato in cui cercano di più il suo avversario) e Russia (61%Hanyu, 39% Chen). Per quanto riguarda Hanyu, totalizza il 100% delle ricerche in Brunei, Mongolia, Cambogia, Georgia, Lettonia, Bolivia, Paraguay, Guatemala, Venezuela, Portogallo, Bielorussia, Marocco, Colombia, Egitto e Iran. Sono quasi tutte nazioni in cui il pattinaggio è inesistente, ma questo prova che quando una disciplina è sconosciuta arriva davvero solo la fama di chi quella disciplina la rappresenta. Vediamo le nazioni fino al 90%, quindi con una maggioranza di ricerche schiacciante: Messico, Vietnam, Cile, Filippine, Perù, Ungheria, Thailandia, Romania, Indonesia, India, Argentina, Svezia, Singapore, Malaysia, Polonia, Emirati Arabi Uniti, Spagna, Germania, Norvegia e Brasile. Aggiungo un ultimo gruppo di nazioni, quelle in cui il nome di Hanyu viene ricercato fino al 75% delle volte, i 3/4, comunque una notevole differenza: Irlanda, Paesi Bassi, Arabia Saudita, Ecuador, Turchia, Hong Kong, Slovenia, Italia (87% contro 13%), Croazia, Austria, Francia, Australia, Finlandia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Repubblica Ceca, Taiwan Giappone (80% contro 20%), Israele, Ucraina, Panama e Svizzera.

Ho fatto anche un altro controllo, senza numeri, approssimativo, ma che mostra quanto i rispettivi fan seguano gli atleti. Sono alcuni screenshot presi subito dopo che gli atleti hanno terminato la loro prestazione. L’idea era vedere la quantità di omaggi che ricevono. Ho cercato di prendere l’istante in cui la pista si vede meglio, ma è ovvio che mi sono dovuta affidare alle telecamere, e in qualche caso il regista non ha mostrato belle inquadrature della pista. Comincio con Nathan Chen.

Finale di Grand Prix 2018. La gara è stata disputata in Canada. Chen aveva già vinto la competizione l’anno prima ed era il Campione del mondo in carica. Short program:

A volte gli omaggi sono quasi invisibili, ma qui la pista sembra davvero pulita. Ci sono un paio di flower sul fondo, suppongo che qualcosa abbiano raccolto. Free Skate:

Stavolta è arrivato qualcosa di più. Salto il Campionato del mondo di Saitama perché si è svolto in Giappone e il pubblico poteva essere di parte. Non mi faccio problemi però ad andare a una competizione in cui se il pubblico era di parte, lo era a favore di Chen. Questo è Skate America 2019, con Chen che ha già vinto due finali di Grand Prix e due Campionati del mondo. Short Program:

Effettivamente il pubblico lo ha apprezzato. Free Skate:

Mi sposto in Francia per l’Internationaux de France. Short Program:

Free Skate:

Ultima gara, finale di Grand Prix a Torino, Italia, quindi terreno neutrale, e a Torino c’erano entrambi. Lo Short Program di Chen:

Ribadisco, il fatto che siano stati lanciati omaggi è percepibile solo dalla presenza di qualche flower. Free Skate:

Prima di passare a Hanyu mi sposto su Papadakis-Cizeron, visto che anche loro concorrono per lo stesso inutile riconoscimento. Ricordo che loro hanno vinto un argento olimpico (nella danza, mica a squadre), quattro ori e un argento mondiali e cinque ori e un argento europei.

Per prima cosa vado a casa loro, all’ultimo Internationaux de France. Rhythm Dance:

Si vedono giusto un paio di omaggi vicino alla balaustra, all’inizio della curva, e un altro un po’ spostato, sotto la O di Seiko. Free Dance:

Quindi passo alla finale di Grand Prix. Rhythm Dance:

Anche qui intuiamo la presenza di omaggi dalla presenza di un paio di flower. Free Dance:

A onor del vero ricordo che a Torino Alina Zagitova ha ricevuto più omaggi di Chen e Papadakis-Cizeron messi insieme, ma visto che lei non concorre per questo stupido premio non inserisco screenshot suoi. Se volete fare un controllo i video su youtube si trovano.

Per Hanyu inizio da lontano, da prima del secondo oro, sia quello olimpico che quello mondiale, giusto per notare che è da anni che ha un gran numero di fan. Semplicemente con il tempo sono aumentati. Questa è la finale di Grand Prix 2016, a Marsiglia, quindi non a casa di Hanyu, che all’epoca aveva vinto un solo titolo olimpico e un solo titolo mondiale.

Lo riconosco, la borsetta azzurra che si vede abbastanza in centro è uno sbaglio, la signora voleva lanciare un peluche e ha lanciato la prima cosa che si è ritrovata in mano. Gli altri però sono omaggi veri, e se ora con lui siamo abituati a ben altro, vorrei sapere quanti pattinatori ricevono questo numero di omaggi. Mi è capitato di vederne tanti in passato, per Michelle Kwan a un campionato nazionale, o per Mao Asada al Campionato del mondo 2014, in Giappone. Per loro sono stati episodi più occasionali, ma che dimostrano quanto avevano colpito il pubblico. Per Hanyu ormai è un’abitudine. Il Free Skate:

Complimenti agli organizzatori che hanno dotato le flower di sacchetti, così la raccolta è stata molto più rapida. Potrebbero pensarci anche altri organizzatori, invece di proibire il lancio di omaggi, come ogni tanto succede, perché per raccoglierli serve tempo.

Questo è il Campionato del mondo di Hensinki 2017. Short Program:

Free Skate:

Pessima inquadratura, ma non ne ho trovate di migliori. Con questa ripresa così dal basso si vede ben poco. Vado all’Olimpiade, in Corea, e non è che Giappone e Corea si amino. Short Program:

Free Skate:

Qui di omaggi se ne vedono pochi, ma il numero di flower presenti in pista fa capire perché il ghiaccio è così pulito, cosa che in realtà vale anche per lo Short Program. I video fanno capire molto meglio delle immagini, se siete curiosi andate a cercarli. Io ho fatto il riassunto per chi ha poco tempo. La pista di PyeongChang non è diventata gialla solo per il numero e la rapidità dei flower, se mi imbatto di nuovo nelle foto dei sacchi di peluche le aggiungo.

Grand Prix di Helsinki 2018, ora Hanyu ha già vinto due Olimpiadi e due Mondiali. Short Program:

Free Skate:

Rostelecon Cup 2018. Short Program:

Free Skate:

Skate Canada 2019, Short Program:

Free Skate:

Salto l’NHK Trophy, come già avevo saltato il Mondiale del 2019, perché si è svolto a casa di Hanyu (ricordo, però, che non ho saltato Skate America).

Finale di Grand Prix, la stessa gara a cui hanno preso parte anche Chen e Papadakis-Cizeron. Short program:

L’immagine, per quanto impressionante, non può rendere l’idea del video, con una pioggia di peluche fitta e che sembra non volersi fermare mai. Free Skate:

Ultima gara, Four Continents Championship 2020. Short Program:

Qui si è sentito in colpa per la pista invasa dai peluche e ha aiutato i flower. Free Skate:

Siamo in piena fase pioggia, ancora non è venuto giù tutto, e ricordo che molti fan hanno rinunciato ad andare a vedere la gara perché l’emergenza Coronavirus era già iniziata, anche se in quel momento in molti pensavano che fosse solo un problema asiatico. Se l’interrogativo riguarda chi abbia contribuito maggiormente a popolarizzare il pattinaggio, credo che la risposta sia evidente. Aggiungo, tanto per gradire, un’immagine della seconda parata che gli è stata dedicata, parata a cui hanno assistito 108.000 persone.

La parte più bella però è la scheda di Hanyu compilata dall’ISU. “Yuzuru Hanyu is the first Japanese male skater to win Olympic gold and the first skater to perform a clean quadruple loop in competition and surpass a total score of 300 points. He is a two-time ISU World Figure Skating Champion, ISU Four Continents Figure Skating Champion, four-time ISU Grand Prix of Figure Skating Final medalist and four-time Japanese national champion. He even won ISU World Junior Figure Skating Championship and ISU Junior Grand Prix of Figure Skating Final titles, making him one of the most decorated skaters in the world“.

E questo dice tutto. Siamo noi i noi poveri Fanyu ossessionati che non sappiamo perdere, non l’ISU che a ogni occasione, senza alcuna vergogna, sminuisce quanto fatto da Hanyu. Elogiamo Chen per un bronzo di squadra vinto perché i suoi compagni sono stati bravi, dimentichiamo che Hanyu di ori olimpici nell’individuale non ne ha vinti uno ma due. Due, il primo a 19 anni, nel dopoguerra solo Dick Button era più giovane di Hanyu all’epoca del primo successo. A proposito di Button… quanti pattinatori hanno vinto più di un oro olimpico? Parlo di individuale maschile, non di squadra. Faccio l’elenco:

Gillis Grafstrom, tre (1920, 1924, 1928)

Karl Schafer, due (1932, 1936)

Dick Button, due (1948, 1952)

Yuzuru Hanyu, due (2014, 2018).

Quanti pluricampioni mondiali non sono riusciti a vincere un oro olimpico? Metto il limite a tre campionati del mondo, altrimenti la lista diventa lunga.

Kurt Browning (quattro ori mondiali, primo pattinatore a eseguire un quadruplo, ma in tre partecipazioni olimpiche il meglio che è riuscito a fare è un quinto posto)

Willy Bockl (quattro ori mondiali, due argenti olimpici)

Elvis Stojko (tre ori mondiali, due argenti olimpici, primo pattinatore capace di eseguire un quadruplo in combinazione)

Patrick Chan (tre ori mondiali, un argento olimpico)

Emmerich Danzer (tre ori mondiali, nessuna medaglia olimpica)

Anche per grandissimi campioni vincere l’oro olimpico non è facile. Abbiamo in attività un pattinatore che ha compiuto una delle imprese più difficili, vincendo l’oro non una ma due volte, doppietta che non si verificava da 66 anni, e dimentichiamo di segnalarlo? Preseguendo, se allarghiamo lo sguardo Hanyu non è stato solo il primo giapponese, ma il primo asiatico a vincere l’oro olimpico nella categoria maschile. Potremmo definirlo un dettaglio se non fosse che quando sei il primo di un intero continente a riuscire a fare qualcosa significa che stai davvero spostando i limiti della disciplina.

Che si siano dimenticati di segnalare che Hanyu è stato il primo a superare anche la barriera dei 100 punti nel programma corto e dei 200 in quello libero, oltre che quello dei 300 nel totale, al confronto conta poco. Al confronto, non in senso assoluto, certo questo risultato conta, o dovrebbe contare, più di Yale (non parliamo di Waseda, non pervenuta). Avrebbe meritato una menzione anche il fatto che ha stabilito 19 record del mondo. Quello che ne ha fatti di più, dopo di lui, è stato Evgeni Plushenko, fermo a quota 13, e più in basso ancora troviamo Patrick Chan a quota sette.

Proseguendo nella biografia c’è un errore gravissimo, la menzione della conquista di quattro medaglie nella finale di Grand Prix. Sbagliato, sono quattro titoli, 2013, 2014, 2015 e 2016, solo lui e Plushenko ne hanno vinti così tanti, e lui è stato l’unico che ha ottenuto quattro successi consecutivi, diventano sei medaglie in tutto contando l’argento del 2012 e quello del 2019. Hanyu è anche il pattinatore che ha concluso il maggior numero di stagioni al primo posto del World Standings, sei, contro le quattro di Plushenko, le tre di Takahashi, le due di Patrick Chan e l’unica di Jeffrey Buttle, Tomas Verner, Evan Lysacek e Nathan Chen, ma che importanza ha il World Standings? Mica è Yale! Si, il riferimento è a quello pseudo giornalista che si lamentava per la bassa posizione di Chen perché ha saltato il Four Continents Championship, ma che non aveva nulla da ridire sull’alta posizione di Bradie Tennell o su quella bassa di Alena Kostornaia. Le ingiustizie si vedono solo dove le si vuole vedere.

Il quadro è completato dalle vittorie Junior, con un piccolo sforzo in più si poteva dire una cosa vera, che Hanyu è stato l’unico pattinatore nella categoria maschile a completare il Super Slam, ma perché dire che ha fatto qualcosa di unico quando si può andare cauti e dire che è fra i migliori? E se anche chi ha compilato la scheda può non sapere che Junichi Kawanishi per ideare il design delle medaglie dell’Olimpiade che si sarebbe dovuta disputare a Tokyo ha spiegato che a guidarlo era stata l’idea di voler accostare parti luminose ad altre più scure per rimarcare l’idea che anche gli atleti più forti attraversano momenti difficili, ma che proprio il superare i momenti più oscuri rende ancora più luminosa la gioia per la vittoria, così “come aveva fatto Hanyu superando un gravissimo infortunio per conquistare il secondo oro olimpico consecutivo”, dovrebbe almeno aver vagamente sentito parlare dell’impegno sociale di Hanyu e di quanto ha fatto per le vittime di diverse calamità naturali, non solo del terremoto in cui è stato coinvolto direttamente. Nel 2018 il Primo Ministro Shinzō Abe gli ha conferito il People Honor’s Award, un riconoscimento assegnato a personaggi dello sport, dello spettacolo e della cultura nato nel 1977. Hanyu è stato la ventiseiesima persona, e la più giovane, a ricevere il premio, che gli è stato assegnato non solo per essere riuscito a difendere l’oro olimpico, ma anche per la sua capacità di donare speranza e coraggio alle persone. Ma questo per l’ISU non conta nulla.

Se prima erano i protocolli di gara a dirci che le gare di pattinaggio sono diventate una pagliacciata, ora è lo stesso ISU a riconoscerlo, scrivendo testi talmente di parte da essere un insulto.

Edit: aggiungo alcuni tweet, io ho già scritto fin troppo (anche se avrei molte altre cose da dire, ma il tempo è quello che è)…

 

 

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Yuzuru Hanyu: Let’s Go Crazy al Campionato del mondo 2017

Lezioni di tecnica: come si atterra un quadruplo loop alto come la balaustra

Un minuto di silenzio in memoria di Let’s Go Grazy, probabilmente il programma corto più difficile mai portato in pista da chiunque ma che, sfortunatamente, non ha mai avuto il riconoscimento di un record del mondo. Non che Yuzuru Hanyu non abbia ricevuto punteggi alti per la sua interpretazione di Prince, sia all’NHK Trophy che alla finale di Grand Prix ha superato i 100 punti, ma l’anno prima con Chopin aveva fatto di meglio per ben tre volte. Colpa sua che si fissa standard altissimi, che poi diventano difficili da superare perché, in un programma intricato come quello che Jeffrey Buttle ha coreografato per lui, e pattinato a una velocità pazzesca, anche il minimo errore può avere conseguenze disastrose sul resto della prestazione. Pensiamo a quel triplo Axel: ingresso dalla controvenda – solo lui farà qualcosa di ancora più folle quando opterà per i twizzle – salto enorme, uscita con sgambata altissima, quindi lunge e trottola con ingresso difficile. Se perde il tempo anche solo di un decimo di secondo è finita. Però per tre giudici quel salto era sì piuttosto bello, ma tutto sommato non così straordinario, visto che hanno assegnato solo un +2. Il GOE complessivo è stato di 2.17, meno di quando ha preso Javier Fernandez per tutti i suoi elementi di salto (2.86 sulla combinazione e sul quadruplo Salchow, 3.00 sul triplo Axel).

La detrazione è per late start, colpa di Yuzuru che ha perso troppo tempo a salutare Winnie the Pooh, o colpa di Pooh che si era allontanato dalla balaustra. In un altro video, che inizia prima, si vede come Achira Kikuchi avesse già tolto Pooh dalla balaustra, convinto che Yuzuru dovesse solo scambiarsi la stretta di mano finale con Brian Orser prima di pattinare, e che lo abbia riportato sul posto dietro richiesta precisa di Yuzuru, ma il tutto ha richiesto qualche secondo, e Yuzuru ha impiegato tre secondi di troppo per mettersi nella posizione di partenza. Quanto alla combinazione, il piede striscia sul ghiaccio, ma il ginocchio no. Il movimento è fluido, anche se decisamente strano, e non si può dire con certezza che Hanyu abbia spostato il peso su quel piede. Davvero il secondo salto doveva essere invalidato? Anche perché il regolamento prevede che nel dubbio la giuria debba andare in favore dell’atleta.

Lezioni di tecnica 2: come si atterra un triplo Axel staccato da una controvenda

 

Se il doppio toe loop – con mani alzate – fosse entrato nel punteggio sarebbero stati 1.30 punti in più di valore base, i voti invece di essere una sfilza di -3 probabilmente sarebbero stati -2, il che significa che il GOE finale per l’elemento sarebbe stato -2.00 e non -4.00. Unita questa differenza a ciò che Yuzuru avrebbe meritato davvero per l’Axel e per il quadruplo loop iniziale, stupendo e inserito fra due lune, e a components che, per quando visto in pista, avrebbero dovuto essere più alti, Yuzuru non avrebbe comunque eseguito il miglior programma corto, ma si sarebbe piazzato certamente davanti a Boyang Jin e forse anche a Patrick Chan. Senza togliere nessuno dei due errori che ha commesso, late start e strisciata, con voti corretti il distacco che Hanyu avrebbe dovuto recuperare da Fernandez sarebbe stato molto più piccolo. Invece i voti sono stati quelli che sono stati. Due giorni più tardi si è disputato il programma libero, ma quella è un’altra storia.

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Yuzuru Hanyu: Four Continents Championship 2017

Dopo la finale di Grand Prix Yuzuru Hanyu avrebbe dovuto disputare il campionato nazionale, solo che si è ammalato e ha rinunciato alla gara. È tornato in pista per il Four Continents Championship, gara in cui era arrivato secondo nel 2011, a sedici anni, nella stagione d’esordio fra i senior, e ancora nel 2013. In tutte le altre stagioni non aveva partecipato, vuoi perché non convocato (nel 2012 era arrivato terzo al campionato nazionale, perciò la federazione ha mandato lui al più importante Campionato del mondo e Tatsuchi Machida e Takahito Mura, rispettivamente quarto e quinto classificato, al Four Continents Championship insieme al campione nazionale Daisuke Takahashi, così come l’anno prima aveva mandato lui, quarto classificato al campionato nazionale, al Four Continents, e Nobunari Oda, secondo al campionato nazionale, al Campionato del mondo), vuoi perché era stagione olimpica (nel 2014, le gare sono davvero troppo vicine), vuoi perché era infortunato (2015, postumi dell’operazione della rimozione dell’uraco e slogatura alla caviglia, 2016, lesione di Lisfranc). Con la gara aveva decisamente un conto aperto, e nel 2017 non è riuscito a chiuderlo. Il palazzetto era lo stesso di PyeongChang dove di lì a un anno si sarebbe disputata l’Olimpiade.

Nel programma corto ha lievemente semplificato la combinazione. Doppio Salchow-triplo toe loop è un elemento valido, non ci sono deduzioni, ma non è esattamente una combinazione che dà tanti punti. Dai 14.80 punti di valore base della finale di Grand Prix, 17.37 totali considerando il GOE, è sceso a 5.60 punti di valore base, 6.30 totali. Sono 11.07 punti in meno, e se consideriamo che Chen si è piazzato in testa alla classifica con 6.08 punti di vantaggio su di lui, è evidente che l’errore gli è costato parecchio.

Anche nel libero la combinazione del quadruplo Salchow ha tradito, trasformandosi in una bellissima combinazione doppio Salchow-euler. Nelle prove ufficiali dell’ultima finale di Grand Prix in un’occasione aveva trasformato il previsto quadruplo Salchow in doppio e, come se nulla fosse, gli aveva attaccato euler-quadruplo Salchow. Qui per un attimo ha pensato di fare la stessa cosa, dopo il Salchow era previsto il triplo toe loop, ha cambiato la combinazione in corsa ma nel momento in cui ha eseguito l’euler ha capito di avere perso troppa velocità e ha rinunciato.

Una combinazione è sparita, ciò che resta sono 1.92 punti. Quando, un mese più tardi, eseguirà alla perfezione la combinazione con il Salchow, aggiungerà al già alto valore base un GOE molto positivo, per un punteggio complessivo di 18.71 punti. La differenza è enorme e non può essere colmata. Cosa si fa dopo un errore di questo tipo? Si può andare avanti con quanto programmato, cercando di eseguire tutto al meglio, o si può improvvisare un nuovo layout, cosa non facile, e non solo perché bisogna superare abitudini consolidate in infiniti allenamenti. Cambiare tipo di salto significa anche cambiare la sua traiettoria d’ingresso e il suo timing, e in un programma intricato come quello di Hanyu, nel quale ogni elemento è preceduto da passi complicati e non da semplici incrociati, quello che viene modificato è molto più del salto. Il rischio di avere effetti negativi dal punto di vista coreografico si aggiunge alla consapevolezza che eseguire salti difficili nella seconda metà del programma, quando la stanchezza è maggiore, fa aumentare a dismisura il rischio di sbagliare, e che se non si fanno bene i calcoli si può incappare in una ripetizione di troppo e vedersi escludere un elemento. Contenere la perdita di punti data da quell’unico errore può essere ridotta, a patto di conservare la giusta lucidità, correre rischi enormi e non sbagliare più.

Mi è sembrato di notare che qualcuno odia perdere. Non è che non accetti la sconfitta, partecipare a una gara significa accettare il rischio di perdere, e Hanyu è sempre stato molto rispettoso nei confronti degli avversari e critico verso se stesso. Può perdere, quello che non può fare è rinunciare.

Hanyu decide di sostituire il triplo Axel dell’ultima combinazione con un quadruplo toe loop, aumentando il valore base di 1.98 punti. Questo dopo tre minuti e mezzo di gara, quando ormai le energie si stanno esaurendo. […] Il fatto che il secondo Salchow sia diventato un doppio significa che non crea problemi con la Zayak rule, e visto che l’ottimo quadruplo appena aggiunto ha fatto uscire dal programma il secondo Axel, Hanyu lo rimette, al posto del Lutz, a trenta secondi dalla fine.

Hanyu non ha vinto il Four Continents del 2017, si è classificato secondo a 3.75 punti di distacco da Nathan Chen e con 15.66 punti di vantaggio su Shoma Uno, che aveva realizzato il secondo programma corto. Ma quello che ha fatto, la capacità di recuperare dall’errore, ha dell’incredibile. Tanto incredibile quanto i voti assegnati da alcuni giudici come quelli nei components della statunitense Lorrie Parker, che ritroveremo all’olimpiade, o quelli nei GOE della messicana Sasha Martinez. Il suo 0 sul triplo Axel mi è piaciuto così tanto che l’ho evidenziato due volte.

Il protocollo di gara con il confronto fra i voti dei giudici si trova su SkatingScores: https://skatingscores.com/1617/4cc/men/long/. Poco fa mi sono imbattuta in un tweet secondo me bellissimo dedicato alla green room:

 

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