Yuzuru Hanyu: Requiem of Heaven and Earth

Domenica, giorno di red carpet gala. Quest’anno il Campionato del mondo è saltato (anche se il red carpet non manca a nessuno), ma questo non significa che si debba restare senza pattinaggio. Per quanto spesso come esibizione Yuzuru Hanyu abbia proposto vecchi programmi di gara, in diverse occasioni ha realizzato programmi appositamente per gli show.

Uno dei più importanti è quello della stagione 2015-2016, per il quale ha chiesto aiuto a Kenji Miyamoto, spiegandogli il messaggio che voleva trasmettere. Dopo una lunga ricerca Miyamoto gli ha proposto Requiem for the Great East Japan Earthquake 3.11, un brano di dieci minuti composto da Yasunobu Matsuo, compositore specializzato in healing music, dopo la visione di alcuni video girati nelle aree colpite dal terremoto. Si tratta di un pezzo per solo pianoforte, caratteristica che lo rende più difficile da interpretare, ma Hanyu se ne è innamorato all’istante e, dopo aver incontrato Matsuo e discusso con lui del significato della musica, ne ha estrapolato un brano che ha chiamato Requiem of Heaven and Earth. La scelta di un nuovo titolo è fatta con la precisa intenzione di slegare il programma da un singolo evento, per quanto catastrofico, e abbracciare con la sua interpretazione anche coloro che hanno vissuto tragedie diverse da quella in cui è stato coinvolto lui. Ogni movimento è potente come un tuono, affilato come una lama, e allo stesso tempo fluido e armonioso. Shock, rabbia, disperazione, impotenza, al pari con l’incedere della musica i sentimenti dei primi istanti vengono sostituiti dal desiderio di lottare e dalla speranza, perché è dal dolore che emerge la forza per andare avanti. Se negli altri programmi cerca la connessione con il pubblico, la comunicazione con chi assiste alla prestazione, qui si immerge totalmente in se stesso, al punto non solo da non riuscire a sorridere alla fine dell’esibizione, ma di ritrovarsi a piangere per la commozione. La prima volta che presenta il programma è in uno spettacolo a Kobe. Nelle aree colpite dal terremoto del 2011 c’è ancora molto lavoro da fare, ma la ricostruzione, anzi, la rinascita, come preferisce chiamarla, sta andando avanti come è accaduto a Kobe dopo il terremoto del 1995.

La maggior parte delle righe precedenti sono breve un estratto di un testo più lungo su cui sto lavorando. Questa è l’interpretazione del brano al Campionato del mondo nel marzo 2016. In quel momento il piede sinistro era in condizioni disastrose e lui temeva che sarebbe stato costretto a ritirarsi e che quella che stava eseguendo potesse essere la sua ultima esibizione davanti a un pubblico.

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Yuzuru Hanyu: SEIMEI

Oggi avremmo dovuto rivedere SEIMEI. Nonostante quel che dicono alcune persone, il cui divertimento sembra criticare tanto per criticare, la maggior parte degli appassionati era entusiasta all’idea di rivedere questo programma. Non lo potremo fare, la nuova versione è stata portata in pista, imperfetta anche perché la pista stessa era tutt’altro che perfetta, una sola volta. Salutiamo il programma (che comunque riguarderò chissà quante volte ancora in futuro) e andiamo avanti, sperando che questo difficile periodo finisca il prima possibile e che il prossimo anno potremo avere una stagione in cui parlare solo del pattinaggio nei suoi aspetti più belli.

Yuzuru Hanyu, reduce da una stagione complicatissima dal punto di vista fisico, ha presentato per la prima volta SEIMEI negli spettacoli estivi, con l’idea di calarsi meglio nel programma e abituarsi a un layout impegnativo, nel quale intendeva inserire tre quadrupli. Da notare il gesto iniziale, con la mano che si alza chiusa a pugno. Verrà aperta, a sostenere il cielo, solo dopo un bellissimo incontro con l’attore Mansai Nomura, colui che ha interpretato Abe no Seimei nel film Onmyoji (grazie ancora a chi ha tradotto il video). La musica è di Shigeru Umebayashi, la coreografia di Shae-Lynn Bourne.

Prima uscita ufficiale all’Autumn Classic International. Non certo impeccabile, ma è l’inizio della stagione. Primo nel corto, nel libero e a fine gara.

A Skate Canada, dopo un corto disastroso in cui si è giocato due dei tre elementi di salto, quelli che valevano più punti, e un sesto posto provvisorio, con il secondo libero è risalito fino alla seconda posizione. Ancora diverse cose da sistemare, ma è stata la prima volta che ha presentato tre quadrupli in un programma.

NHK Trophy 2015. Devo davvero dire altro? La perfezione, sia nel corto che nel libero, e tre record del mondo nell’arco di due giorni.

Il dubbio, a questo punto, anche per Yuzuru, è diventato se sarebbe riuscito a ripetere quelle due incredibili performance. Questa è la finale di Grand Prix di Barcellona, e ogni mio commento è superfluo:

Quello che nessuno di noi sapeva è che il piede sinistro faceva già male. La prestazione al campionato giapponese, pur con i suoi errori, è stata eroica:

L’infortunio era bello serio, anche se ancora neppure lui aveva la diagnosi. Lesione di Lisfranc al piede sinistro, causata dall’impatto del piede sul ghiaccio al momento della puntata del toe loop, se non sapete cosa sia la lesione cercatela su internet. A seguire la carriera di Hanyu ci si fa una cultura su un bel po’ di argomenti diversi… Fatto sta che per un certo periodo non è riuscito a eseguire neppure salti singoli, tanto era intenso il dolore. Al Campionato del mondo 2016 si è presentato con una preparazione insufficiente e soprattutto con il timore che potesse essere la sua ultima gara. Dopo il corto era primo, questo è il libero:

Javier Fernandez, autore del miglior libero della sua carriera, lo ha scavalcato, e Yuzuru si è dovuto accontentare dell’argento. Messo da parte il programma per una stagione, in cui si è esibito su Hope and Legacy, Hanyu ha riproposto SEIMEI nella stagione olimpica. Nel programma corto dell’Autumn Classic International ha stabilito l’ennesimo record del mondo, il libero è stato un disastro. Era lievemente infortunato (che sorpresa…), ha scelto di proporre un programma non troppo difficile, le minori difficoltà gli hanno fatto perdere la concentrazione, e questo è stato il risultato:

Quinto libero della giornata, secondo posto complessivo dietro a Javier Fernandez. Mi è capitato di vedere una foto della premiazione in cui guarda la medaglia d’oro al collo di Javi con un’espressione per me indescrivibile: lui voleva quella medaglia ed è deluso, frustrato, arrabbiato (con se stesso, non nei confronti di Javi), per non essere riuscito a ottenerla, e il fatto che sia così chiaramente deluso di non aver vinto una competizione B, dopo tutte le gare più importanti che ha vinto, la dice lunga sul suo spirito agonistico.

Alla Rostelecom Cup ha atterrato per la prima volta il quadruplo Lutz in gara. Secondo dopo il programma corto, il miglior libero non gli ha comunque consentito di salire sul gradino più alto del podio.

Nelle prove ufficiali dell’NHK Trophy si è distrutto la caviglia. Quello che ha fatto dopo, il suo recupero, ha dell’incredibile, se vi imbattete nei documentari che ne parlano guardateli perché meritano davvero. La terza e ultima gara della stagione è stata l’Olimpiade. Il programma corto è stato perfetto, il libero no, almeno non da un punto di vista tecnico, ma a livello emotivo è stato straordinario.

Archiviato SEIMEI, Yuzuro è passato a rendere omaggio a Johnny Weir (programma corto) ed Evgeni Plushenko (programma libero). Dopo il secondo posto al campionato nazionale nel 2019, nell’esibizione ha presentato SEIMEI, inserendo nuovamente i cross roll all’indietro che aveva tagliato dopo la prima gara perché alla sequenza di passi era stato assegnato solo il livello 2. Ne abbiamo parlato tutti di quei cross roll, ci erano davvero mancati.

Tempo pochi giorni a Toronto e si è reso conto che, al diavolo tutto, lui amava questi programmi, Chopin e SEIMEI, se li sentiva addosso come una seconda pelle, e voleva proporli di nuovo. Per la verità ha valutato se presentare programmi nuovi ma che gli dessero le stesse sensazioni, poi ha stabilito di non avere il tempo necessario a prepararli – fra il campionato giapponese 2019 e il Four Continents 2020 è trascorso poco più di un mese, e si è affidato ancora una volta ai programmi con cui aveva stabilito sei record del mondo nell’arco di due gare e vinto un’Olimpiade. Nessun problema per il corto, nel libero però sono stati tolti 30 secondi. Cos’ha fatto lui allora? Ha compattato il programma, piazzando tre salti – quadruplo Salchow, triplo Axel e triplo flip – vicinissimi fra loro, al punto che il triplo Axel funge praticamente da transition per il salto successivo, e velocizzando la musica, in modo da tagliare il meno possibile a livello coreografico. Ci sono anche altre modifiche, ed è un peccato che non vedremo mai il programma nella sua forma migliore. Al Four Continents Championship il ghiaccio faceva schifo, lui ha pattinato con la paura di farsi male, e ha commesso alcuni errori. Ha però eseguito un altro quadruplo Lutz, anche se imperfetto: il salto è tornato. Primo nel programma corto, con tanto di diciannovesimo record del mondo, primo nel libero, e Super Slam completato.

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Yuzuru Hanyu: Haru Yo Koi

Da calendario per comodità la primavera inizia sempre il 21 marzo, a livello astronomico dipende dalla posizione della Terra rispetto al sole. Visto che per domani ho altro in programma, lasciamo spazio al sole e non al calendario. È arrivata la primavera, anche se al momento non siamo esattamente nei parchi a festeggiare l’arrivo della bella stagione. Ma la bella stagione arriva sempre, anche se nei momenti più bui può essere difficile guardare avanti.

Fra i numerosi programmi proposti da Yuzuru Hanyu nel corso degli anni, in questo caso solo per esibizioni, c’è anche Haru yo, Koi (Primavera, vieni), un brano per pianoforte composto da Yumi Matsutoya nel 1994 e interpretato da Shinya Kiyozuka. Il fatto che sua madre Yumi, mentre era incinta, ne ascoltasse spesso la versione cantata, lo ha reso speciale per Yuzuru. In Giappone il brano è molto noto anche perché è stato il tema dell’omonima serie televisiva trasmessa l’anno successivo da NHK, e fra il 2005 e il 2011 il suo testo è comparso all’interno di un’antologia per il secondo anno della Junior High School. Ancora una volta il terremoto entra nel suo pattinaggio. White Legend (già programma corto della stagione 2010-2011 poi trasformato in esibizione), Étude in D-sharp minor, Op. 8, No. 12 (programma corto della stagione 2011-2012) e Requiem of Heaven and Earth (esibizione della stagione 2015-2016) esprimono la confusione e il dolore legati alla catastrofe, Hana Ni Nare (esibizione della stagione 2012-2013) e Hana wa Saku (esibizione della stagione 2014-2015) la ricerca di una ragione per andare avanti, The final Time Traveler (esibizione della stagione 2014-2015) e Notte stellata (esibizione delle stagioni 2016-2017 e 2017-2018) parlano del compito di recuperare i frammenti di ciò che si è rotto, mentre Haru yo, koy, coreografato da David Wilson, è la speranza per il futuro.

Questa è la versione cantata per lo spettacolo di beneficenza realizzato da 24TV a cui Yuzuru partecipa da un bel po’ di anni:

Il testo: https://lyricstranslate.com/it/haru-yo-koi-%E6%98%A5%E3%82%88%E3%80%81%E3%81%93%E3%81%84-may-spring-come.html.

L’interpretazione nel gala del campionato del mondo 2019:

È primavera, le difficoltà ci sono, e sono enormi, ma c’è sempre la possibilità di andare avanti.

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Yuzuru Hanyu: Chopin Ballade No. 1

Ok, oggi si sarebbe dovuto svolgere il programma corto maschile del Campionato del mondo. Vista la situazione la gara è stata giustamente cancellata, dal governatore del Quebec, non dall’ISU, perché la politica dell’ISU è sperare che vada tutto bene e basta. Non si spiega diversamente il fatto che, nonostante una dichiarazione di pandemia, il Campionato del mondo junior di pattinaggio sincronizzato si sia svolto regolarmente. Eppure in passato, in una situazione drammatica ma tutto sommato limitata come l’incidente del Sabena Flight 548, il Campionato del mondo del 1961 è stato cancellato. In quell’occasione è morta l’intera squadra americana, ma gli altri non correvano alcun pericolo. Sono d’accordo con la decisione di rendere un omaggio ai morti, non capisco come la situazione possa essere cambiata così tanto da far prevalere gli interessi economici alla sicurezza.

La gara non si può svolgere, questo non significa che si debba restare senza pattinaggio. Oggi avremmo visto la Ballata numero 1 di Chopin, già presentata da Yuzuru Hanyu in diverse occasioni.

Cup of China 2014:

Il giorno dopo c’è stato l’incidente con Han Yan. Secondo nel programma corto, secondo nel libero, secondo nella gara. Per l’NHK Trophy era ancora in condizioni fisiche disastrose:

Quinto nel programma corto, terzo nel libero, quarto nella gara, ed è l’ultima volta che non sale sul podio, si qualifica per la finale di Grand Prix per soli 15 centesimi di punto.

Primo nel programma corto, in quello libero, e ovviamente nella classifica finale. Un paio di settimane più tardi partecipa al campionato nazionale, con il problema all’uraco che è già emerso in tutta la sua dolorosità.

Nonostante tutto vince entrambi i segmenti di gara, uscito dalla pista va direttamente in ospedale e due giorni dopo si opera. La salute per lui sembra essere la cosa più difficile da trovare. Ovviamente salta il Four Continents Championship, anche se prima della finale di Grand Prix aveva detto di volervi andare, e si prepara per il Campionato del mondo, nonostante allergie e slogature varie.

Primo nel programma corto, terzo il quello libero, vince il primo dei suoi argenti mondiali. Qualche tempo dopo torna in pista per il World Team Trophy:

Lui vince entrambi i segmenti di gara, il Giappone arriva terzo. Per la stagione successiva decide di mantenere il programma, perfezionandolo insieme a Jeffrey Buttle. Run trough all’Autumn Classic International 2015:

In gara:

Primo nel corto, nel libero e nella classifica finale. I pasticci veri arrivano a Skate Canada:

Sesto nel programma corto, non si era ritrovato così indietro dai tempi del programma corto del Campionato del mondo 2013. Con il secondo libero risale fino alla seconda posizione. Dopo di che decide di dire: io sono di un altro pianeta, gli altri, per quanto bravi, possono lottare per l’argento. Questo è l’NHK Trophy 2015:

Ovviamente è record del mondo, il quinto personale, ma altri due arriveranno il giorno dopo. Quindi c’è la finale di Grand Prix:

Ho inserito il link alla versione commentata da Angelo Dolfini e Massimiliano Ambesi perché adoro i loro commenti, ma la qualità dell’immagine non è altissima, quindi inserisco un secondo link. Tanto non è che riguardare questo programma, anche svariate volte al giorno, sia un problema, vero?

Record dal mondo nel corto, nel libero e nel totale, nonostante la lesione di Lisfranc al piede sinistro. Se non sapete cosa sia provate a fare una ricerca, anch’io l’ho fatta. Le cose che si scoprono seguendo la carriera di Hanyu sono notevoli. Al momento comunque non c’è una diagnosi, solo il dolore al piede, la diagnosi arriverà molto più avanti, e le cure solo nell’intervallo fra una stagione e l’altra.

Campionato nazionale giapponese:

Ovviamente primo in tutte le fasi di gara, ma nel giro di pochi giorni diventerà doloroso eseguire anche i salti singoli, altro che i quadrupli. E, nonostante tutto, al Campionato del mondo 2016 si ferma a 39 centesimi dal suo record del mondo:

Primo nel corto, secondo nel libero, secondo nella classifica finale. Credevamo che non avremmo più rivisto Chopin se non, forse, come esibizione. L’anno successivo presenterà un altro programma corto straordinario, Let’s Go Crazy, ma per la stagione olimpica Chopin è tornato a farsi vedere. Autumn Classic International 2017:

È il suo dodicesimo record del mondo, l’ultimo che ottiene con il vecchio codice di punteggi. Primo nel programma corto, quinto in un libero disastroso, conclude la gara al secondo posto. Rostelecom Cup 2017:

Secondo nel programma corto, primo nel libero, finisce la gara al secondo posto. Il mese successivo, negli allenamenti dell’NHK Trophy, si distrugge la caviglia ed è costretto a fermarsi fino all’Olimpiade. Lo dirà dopo, a PyeongChang gareggia sotto l’effetto degli antidolorifici, e questo è quello che propone:

Primo in un programma corto che avrebbe meritato di stabilire un altro  record, secondo nel libero, per lui la combinazione dei due programmi significa secondo oro olimpico e ingresso nella leggenda, se già non c’era. Ancora una volta, credevamo che non avremmo più rivisto Chopin. Otonal è un programma meraviglioso, per chiunque altro sarebbe un capolavoro se riuscisse a interpretarlo come lui, ma non gli sta addosso come Chopin e così, all’ultimo Four Continents Championship, Yuzuru lo ha riproposto.

Diciannovesimo, e per ora ultimo, record del mondo. Stavolta, con l’annullamento del Mondiale, direi che Chopin va davvero in pensione, salvo che per le esibizioni, ma è stato davvero un programma storico, capace di fissare 4 record del mondo (e di contribuire ad altri due per la somma dei punteggi) e di valere un oro olimpico. Al Four Continents Championship Chopin è valso il primo posto e, con il primo posto nel libero, gli ha consentito di completare il Super Slam. In attesa di scoprire cosa ci riserverà il futuro, quali programmi ammirare, Chopin è sempre un buon modo per non essere tristi per l’assenza del Mondiale e per far passare piacevolmente il tempo anche senza uscire di casa.

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Chris Reed

Chris Reed è stato il più importante danzatore giapponese. Se nelle competizioni individuali il Giappone vanta numerosi atleti fortissimi (complessivamente tre ori, due argenti e un bronzo olimpico, e 11 ori, 14 argenti e 11 bronzi mondiali con 18 atleti diversi), in quelle di coppia ha sempre faticato: un solo bronzo mondiale nelle coppie di artistico, al massimo un undicesimo posto in quelle di danza, ottenuto proprio da Chris Reed insieme a Kana Muramoto.

Chris è nato il 7 luglio 1989 da madre giapponese e padre statunitense, e, come le sue sorelle, si è dedicato alla danza su ghiaccio. Allison Reed, più giovane di lui, ha cambiato diverse nazionalità e diversi partner, attualmente pattina con Saulius Ambrulevičius per la Lituania. Cathy Reed, più grande di lui di due anni, è stata la sua partner per dodici stagioni, le prime tre per gli Stati Uniti, le altre per il Giappone. Insieme hanno partecipato a due Olimpiadi (diciassettesimi nel 2010 e ventunesimi nel 2014) e a otto Campionati del mondo, con il tredicesimo posto del 2011 – due mesi dopo il terremoto – come miglior risultato.

La danza originale di Torino 2010:

La free dance di Skate America 2013:

La loro free dance al Campionato giapponese del 2013:

L’esibizione di Medalist on Ice, lo spettacolo a cui partecipano i vincitori di una medaglia al Campionato giapponese. Da notare la musica:

La loro esibizione al Campionato del mondo 2014:

Alla fine della stagione 2014-2015 Cathy si è ritirata e Chris ha proseguito il suo percorso con Kana Muramoto. Con lei nella stagione 2017-2018 ha vinto il bronzo al Four Continents Championship e si è classificato quindicesimo all’Olimpiade e undicesimo al Campionato del mondo, poi la loro coppia si è sciolta.

Un’esibizione a Dreams on Ice nel 2016:

La loro short dance al Four Continents Championship:

La free dance:

L’11 marzo Chris ha pubblicato un commento sul suo blog nel quale affermava di essere a Detroit ma di prepararsi per il ritorno in Giappone, dove avrebbe insegnato danza insieme a Cathy, per sviluppare la disciplina nel suo paese. Non potrà mai farlo: Chris è morto il 14 marzo, a trent’anni, per arresto cardiaco.

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11 marzo: l’oscurità e le stelle

11 marzo. Per un giapponese questa data ha un significato preciso: è stato l’11 marzo del 2011 che si è verificato il terremoto del Tohoku. Io lo ricordo, ricordo le preoccupazioni dell’epoca, e il dispiacere, ma come qualcosa di lontano. Il Giappone è dall’altra parte del mondo, all’epoca non avevo neppure mai parlato con un giapponese, ed è umano guardare con un certo distacco le catastrofi lontane, altrimenti non riusciremmo più a vivere. In passato avrei potuto parlare in modo molto vago di un evento che ha spazzato via la vita di circa 18.000 persone e che ha creato, e in troppi casi sta ancora creando, enormi difficoltà a un numero molto più alto di persone. Ad attirare la mia attenzione su quel terremoto nello specifico, come chiunque mi legge può facilmente immaginare, è stato il coinvolgimento di Yuzuru Hanyu. Nel 2010, e l’ho scoperto solo ora perché non avevo guardato le date ed è stato uno dei miei contatti a farmele notare, l’11 marzo il quindicenne Hanyu, pattinando il miglior programma libero (il suo miglior libero di sempre nella categoria junior, e il miglior libero quello specifico giorno) è risalito dal terzo posto che occupava dopo il programma corto e ha vinto il Campionato del mondo junior. Le stelle, il momento di gioia. Questo è il libero:

L’anno successivo è arrivata l’oscurità, con un terremoto di magnitudo 9.0 e un’onda di tsunami capace di raggiungere, con l’onda più alta, i 40 metri. Per un certo periodo ho visto diversi video incentrati su Hanyu, con alcune immagini del terremoto e i suoi commenti su come questa terribile esperienza abbia modificato la sua vita. Questo è un breve frammento di uno dei video, con il mio ringraziamento a tutti coloro che inseriscono i sottotitoli per far capire le sue parole anche a chi non conosce il giapponese:

Dell’esibizione di Kobe, quella in cui si è esibito in pubblico per la prima volta dopo il terremoto, ho sempre visto solo alcuni frammenti. Il programma che ha portato in pista era il corto della stagione appena conclusa, White Legend. Un programma che parte da una sensazione di sofferenza, di lotta, e che apre le ali alla speranza. Lo ha riproposto, fra l’altro, come gala all’Olimpiade del 2014. Non ho trovato un video che contenga solo quell’esibizione, perciò il link è a un video ufficiale di Olympic Channel dedicato a tutti i programmi eseguiti da Hanyu nelle due edizioni dell’Olimpiade a cui ha partecipato. White Legend inizia a 19:26:

Yuzuru ha donato le royalties delle due autobiografie alle opere di ricostruzione, oltre a non so quanti soldi. Da qualche parte ho trovato un elenco notevole di donazioni. Io, fra le altre cose, sto cliccando tutti i giorni su questo link:

https://www.webbellmark.jp/

Cliccando sul pulsante rosso e ritwittando il link il sito dona uno yen per la ricostruzione delle scuole in tre prefetture danneggiate dal terremoto. È un piccolo gesto, ma è qualcosa che posso fare facilmente, e che mi sono presa l’impegno di fare. Mi sto anche documentando, e un paio di giorni fa ho visto un video che mi colpita profondamente. Sapere, a livello intellettuale, e vedere, possono essere due cose ben diverse.

All’inizio siamo impressionati dalla forza dell’acqua, ma non abbiamo una sensazione di pericolo imminente. Ci sono anche due ciclisti che, protetti da quell’alto muro, stanno andando chissà dove. E poi…

E poi. Due giorni fa, l’11 marzo, l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che il coronavirus è una pandemia. Sembrava qualcosa di pericoloso ma tutto sommato controllabile, fino a quando all’improvviso non si sono rotti gli argini e tutto quello che si trovava sul percorso dell’onda è stato travolto, fino a quando l’onda stessa non ha esaurito la sua forza. È quello che avverrà, di nuovo, anche se non possiamo prevedere quanto sarà forte l’onda e cosa travolgerà. Ma ci sarà un dopo.

Nel 2011 un ragazzo di 16 anni ha perso la sua casa, anche se solo per quattro giorni, la sua pista per diversi mesi e le sue certezze. Ma la sera, quando è uscito dalla scuola che ha ospitato lui e la sua famiglia, insieme ad altre 400 persone, ha visto il cielo trapunto di stelle. When is dark enough, you can see the stars. Per quanto possa essere buio, oltre l’oscurità ci sono le stelle. E nel 2018, senza lasciarsi fermare da una serie di difficoltà notevoli, quel ragazzo, ormai diventato uomo, ha vinto il suo secondo titolo olimpico e nel gala ha proposto Notte stellata.

Edit: questa stagione agonistica è finita, guardiamo avanti e pensiamo alla prossima, perché anche le difficoltà attuali passeranno. Da Jason Brown, Jun-hwan Cha, Ekaterina Kurakova e Yuzuru Hanyu:

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Yuzuru Hanyu: campionato giapponese 2015

Con la cancellazione del Campionato del mondo che si sarebbe dovuto svolgere la settimana prossima Chopin e SEIMEI sono definitivamente diventati due programmi del passato. Dopo due gare straordinarie, nel 2015 Yuzuru Hanyu li ha riproposti per vincere il suo quarto, e per ora ultimo, titolo nazionale. Non lo sapevamo, ma ha gareggiato sotto l’effetto degli antidolorifici per colpa della lesione di Lisfranc che non solo gli ha impedito di esprimersi al meglio qui, al successivo Campionato del mondo, e che lo ha costretto a saltare il Four Continents Championship – ho letto interviste risalenti a prima della finale di Grand Prix, lui aveva intenzione di andare, ha cambiato idea nel periodo del campionato nazionale, senza specificare di averlo fatto perché il piede faceva davvero male – ma che ha seriamente rischiato di fargli interrompere precocemente la carriera agonistica. Per fortuna non è successo, Yuzury ha più risorse, intelligenza e determinazione di qualsiasi persona che io conosca, ma prima di superare il periodo difficile ha passato momenti davvero brutti. Lo short program:

Da notare il momento in cui lui e Brian Orser stanno andando via, e qualcuno gli lancia un asciugamano in testa. È il gesto di un hater, compiuto perché in Giappone si ritiene che porti sfortuna a chi ne è vittima. Il libero:

Il titolo è suo davanti a Shoma Uno e Takahito Mura.

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