Kenji Miyamoto

L’unica volta che Kenji Myamoto ha preso parte a un Campionato del Mondo di pattinaggio è stato nel 2002, quando si è classificato ventiquattresimo nella danza insieme a Rie Arikawa. Se nelle discipline individuali il Giappone ha avuto e sta continuando ad avere pattinatori straordinari, in quelle di coppia ha faticato molto di più, con un solo bronzo nelle coppie di artistico (2012, Narumi Takahashi-Mervin Tran) e piazzamenti quasi sempre al di fuori delle prime 10 posizioni e spesso anche delle prime 20.

Inevitabile quindi che io abbia visto per la prima volta Myamoto guardando video di Yuzuru Hanyu. Myamoto ha condotto con Yuzuru una bellissima intervista, che qualcuno ha sottotitolato in inglese (grazie!). Solo dopo mi sono resa conto che è Myamoto la persona che compare alle spalle di Yuzuru in una famosissima foto che lo ritrae, mentre guarda in altro, subito prima di scendere in pista per presentare White legend nello show di Kobe nell’aprile del 2011.

A livello agonistico Myamoto è arrivato due volte primo (1995 e 1997) e una volta secondo (1996) nel campionato giapponese junior e due volte primo, una secondo e due terzo in quello senior fra il 1998 e il 2002 insieme ad Arikawa. La coppia ha partecipato a otto gare di Grand Prix, classificandosi quasi sempre al nono posto, ha vinto un argento (1999) e un bronzo (2003) agli Asian Games, e ha partecipato a quattro edizioni del Four Continents Championship, classificandosi ottava nel 2002 e nel 2003).

Questa è la loro free dance del 2003:

 

Al termine della stagione Arikawa si è ritirata e Miyamoto ha iniziato a pattinare con Nakako Tsuzuki. La coppia ha gareggiato per tre stagioni, conquistando tre argenti al campionato nazionale, disputando sei gare di Grand Prix (anche con lei il miglior risultato per Miyamoto è stato un nono posto) e tre Four Continents Championship, con due piazzamenti all’ottavo posto e uno al nono.

La free dance del 2006:

 

Dopo il ritiro dall’agonismo Myamoto è diventato un coreografo ideando programmi per (fra gli altri) Shizuka Arakawa, Daisuke Takahashi, Akiko Suzuki, Yuzuru Anyu e per l’anime Yuri on Ice. Per Hanyu ha coreografato diverse esibizioni a partire da Hana ni Nare, qui nell’interpretazione dell’NHK Trophy del 2012:

Questa è Story (finale di Grand Prix 2013):

The Final Time Traveler alla finale di Grand Prix 2014 (con un’introduzione di Javi che lo prende in giro…):

Requiem of Heaven and Earth al Campionato del Mondo del 2016:

Ok, Miyamoto è stato un atleta, ma per me sarà sempre un coreografo, e pure uno bravo. Oggi è il suo compleanno. Tanti auguri Kenji!

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Charlene Guignard e Marco Fabbri: Internationaux de France 2019

Lo scorso anno Charlène Guignard e Marco Fabbri hanno avuto la loro stagione migliore con il bronzo al Campionato europeo, il bronzo alla finale di Grand Prix, due argenti nelle gare di Grand Prix, due successi in gare del circuito Challenger Series, il titolo italiano e l’ottavo posto – loro miglior risultato di sempre – al Campionato del Mondo. Quest’anno dopo un inizio positivo con la conferma del titolo al Lombardia Trophy hanno subito un grave incidente in allenamento. Marco ha dovuto farsi operare alla mano destra a causa di un taglio infertogli dalla lama di un pattino di Charlène durante una caduta.

Il sorteggio di quest’anno alle gare di Grand Prix era stato particolarmente sfortunato, sarà difficile rivederli alla finale di Torino e mi spiace, perché sono una coppia che mi piace molto. E all’ultima gara sono stati straordinari, con due programmi rivoluzionati in pochissimo tempo per consentire a Marco di pattinare pur non potendo usare la mano destra.

La rhytm dance:

La free dance:

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Yuzuru Hanyu: NHK Trophy 2015, Free Skate

Yuzuru Hanyu, NHK Tropy 2015. Free Skate: Seimei. Serve dire altro?

Vale la pena seguire il programma anche con il commento italiano di Angelo Dolfini e Massimiliano Ambesi:

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Yuzuru Hanyu: NHK Trophy 2015, Short Program

Skate Canada è terminato, quindi posso tornare sulla terra. Alzarmi in piena notte per cercare streaming in russo o in cinese è stata un’esperienza… insolita. E guardare un intero programma pregando intensamente, con uno dei Winnie the Pooh di mia figlia stretto fra le mani… non so neanch’io come definire certe cose. Va bene, è passato, per ora l’ansia si è un po’ placata, in attesa del prossimo NHK Trophy. Quest’anno, noto, Yuzuru Hanyu è iscritto alle stesse tappe di Grand Prix del 2015. L’inizio è stato migliore, finalmente una vittoria a Skate Canada, e con due signori programmi, vedremo come proseguirà. Ora torno al passato.

Tappe per diventare una fanyu.

Dopo la nascita delle figlie ho fatto molta fatica a seguire il pattinaggio, e non solo perché la programmazione della Rai è fantasiosa e io non ho Sky. Semplicemente avere qualche minuto in santa pace era impossibile, e visto che non ha senso guardare il primo minuto di un programma di pattinaggio, perdere il minuto successivo e poi tornare davanti allo schermo, fino a quando non ho avuto la speranza di riuscire a vedere qualcosa – non tutto – senza essere disturbata ho quasi smesso di seguire le gare, il che significa che mi sono persa tutta la prima parte della carriera di Hanyu e ho dovuto recuperarla in seguito. Ho scoperto della sua esistenza in una gara di Grand Prix dell’autunno 2013, non ricordo se Skate Canada o il Trophée Bompard, ma certo non era stata una delle sue prove migliori, perciò ho sentito dire che era un pattinatore promettente ma non ne sono rimasta colpita. Poi so di aver visto il Campionato Europeo, tanto è vero che all’Olimpiade tifavo per Javier Fernandez e anche per Daisuke Takahashi, che mi era capitato di vedere chissà quando in passato. Però la gara maschile non era quella che mi interessava di più, il tifo vero era per Yuna Kim, di cui mi ero innamorata al suo primo Campionato del Mondo senior, per Tessa Virtue-Scott Moir e, in misura minore, per Carolina Kostner. Degli uomini ho visto il libero, non proprio la gara migliore per farmi innamorare di Hanyu. Stesso discorso per il libero del Campionato del mondo 2015. Di mezzo l’ho visto qualche volta? Non credo. Però nell’autunno del 2015 ho sentito che Hanyu aveva stabilito il nuovo record del mondo nel programma libero dell’NHK Trophy così ho cercato il video e quel che ho visto mi è piaciuto tantissimo. Tendenzialmente io non sono per i programmi classici, preferisco quelli più originali, con musiche moderne, ma quel che aveva portato in pista Hanyu era magico e mi ha incantata. Tappa 1.

Il giorno dopo ho sentito che Hanyu aveva stabilito un altro record del mondo. Il mio pensiero è stato “di nuovo?”. Ho cercato anche questo video. Quello che mi sono trovata davanti è stato Seimei. In quel momento ho capito una cosa: Hanyu era il più forte. Punto. Non c’erano discussioni. Avrebbe potuto perdere gare – avrebbe perso gare – ma se pattinava al meglio la vittoria era sua. Javi è diventato il mio secondo pattinatore preferito del momento, il primo posto è stato preso da Yuzu. Tappa 2.

Gennaio 2019. Ho visto un video sulla vittoria olimpica di Hanyu. Stavolta l’Olimpiade l’ho vista, ho visto quasi tutte le gare in diretta, ho tifato e sono stata quasi completamente soddisfatta del risultato. Avrei preferito vedere Fernandez sul secondo gradino del podio e Uno sul terzo, ma pazienza. Altre olimpiadi sono state molto più deludenti di questa. Voglio dire… sono da sempre tifosa di Kurt Browning. Vogliamo parlare dei suoi risultati olimpici? Però, per quanto i risultati possano essere importanti, per me conta di più ciò che fanno gli atleti. Quello che è successo a PyeongChang è stato meraviglioso, a colpirmi è stato scoprire come Yuzuru sia arrivato a quella gara, e qui torniamo al video che avrei visto alcuni mesi più tardi, in gennaio appunto. Sapevo dell’infortunio, ma umanamente parlando com’è possibile allenarsi come ha fatto Hanyu e arrivare a vincere? Quel ragazzo non è umano, è qualcosa di più. Se i kami possono prendere forma umana, lui è uno di loro. Tappa 3.

Ho iniziato a guardare video su di lui, le gare ma anche le interviste e i documentari sottotitolati in inglese (le persone che fanno a me e a tutte le altre persone che non conoscono il giapponese questo regalo avranno per sempre la mia riconoscenza) e pure i video scemi, quelli in cui scherza con chiunque gli capita a tiro e dimostra che accanto alla belva feroce che vuole vincere tutte le gare e che non è soddisfatta di qualsiasi cosa che non sia la perfezione (e la sua idea di perfezione è un po’ più complicata della mia) coesiste un ragazzo, ora un giovane uomo, che ha voglia di scherzare, che ha un’enorme attenzione nei confronti degli altri, che è intelligente, generoso, sensibile e non so quante altre definizioni potrei usare. Semplicemente è lui. Tappa 4, che mi ha portata a cercare dirette notturne stringendo un peluche fra le mani alla tenera età di cinquant’anni.

L’NHK Trophy del 2015 per me è una gara troppo importante per racchiuderla in un solo post. È l’inizio di un percorso che mi ha trasformata in una fanyu. Questo è il programma corto, da ammirare in religioso silenzio:

Lo stesso programma nella versione con commento di Angelo Dolfini e Massimiliano Ambesi. Qui la qualità dell’immagine è peggiore, ma come si fa a non seguire un commento che si conclude con “Benvenuti sul pianeta Hanyu”?

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Yuzuru Hanyu: Skate Canada 2015

Seconda gara della stagione 2015-2016 per Yuzuru Hanyu: Skate Canada.

Il programma corto:

Decisamente non uno dei programmi migliori con due elementi di salto sbagliati e una sesta posizione complessiva.

Il libero:

Secondo posto nel segmento di gara e nella classifica finale. Il risultato non gli è piaciuto tanto, tanto è vero che al momento della premiazione nel fare i complimenti a Patrick Chan, che lo aveva battuto, gli ha detto qualcosa tipo “stavolta hai vinto tu, ma la prossima volta sarò io a vincere”. E, appena ha potuto, ha iniziato ad allenarsi. Quando un risultato non gli piace per lui l’urgenza è allenarsi, ogni volta che ha il ghiaccio a disposizione. Anche nelle prove del gala, mentre tutti sono concentrati sul numero d’insieme.

“Esibizione? Sì, va bene, è divertente pattinare insieme, ma io voglio vincere e devo provare i salti. Ci sono solo alcuni aggiustamenti da fare…” Era questo che pensava? La gara successiva sarebbe stata l’NHK Trophy.

Il gala:

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. #UnfairJudgingISU #ShameOnISU ##JudgeYuzuruFairly @ISU_Figure @olympicchannel

I know, the photos are little.

The first jump, the 4T:

The second jump, the combination 4T+1Eu+3S:

The tird jump, the combination 3A+3T:

The same Tecnical Specialist don’t think that Kevin Aymoz jump is underrotated:

I don’t have anything against Aymoz, and I can see that the angle in the last picture is smaller than the angle in the second pictures, one of the two people who created the image for the combination 4T+1Eu+3S was wrong to draw one of the lines, but in both cases we are far below 90 °. The toe loop are not underrotated, as anyone can see in the video of the performance:

A last photo, also very important, from Cambridge Dictionary:

 

If there aren’t honesty, there can’t be a proprer competition. This isn’t the first time that we see biased judging from Nancy Garcia. She no longer has to judge international competitions.

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Yuzuru Hanyu: Autumn Classic International 2015

Per la stagione 2015-2016 Yuzuru Hanyu ha deciso di mantenere il programmm corto che già stava usando, su musiche di Chopin:

Il programma lungo è Seimei:

Diverse cose da sistemare, ma con il primo programma corto e il primo programma libero Hanyu ha vinto la gara davanti a Nam Nguyen e Sean Rabbitt. La premiazione da una fancam:

 

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