Yuzuru Hanyu: Cup of China 2014

Yuzuru Hanyu era il campione olimpico e mondiale in carica. Qualcuno si aspettava che la stagione successiva sarebbe stata una passeggiata? Niente di più sbagliato.  Un piccolo infortunio lo ha costretto a rinunciare alla prima gara e a spostare l’esordio stagionale alla Cup of China. È in questa gara che ha presentato per la prima volta Ballade N. 1 di Chopin, il bellissimo programma coreografato da Jeffrey Buttle che, con le modifiche del caso, gli avrebbe dato tante soddisfazioni. In quest’occasione non è stato perfetto, si è perso la combinazione per colpa di un atterraggio impreciso sul Lutz, e si è piazzato al secondo posto alle spalle di Maxim Kvotun:

Il dramma è arrivato nel riscaldamento prima del programma libero. In video è impressionante, la prima volta che l’ho visto ne sono rimasta sconvolta e ancora adesso sento dolore quando lo guardo. Per chi preferisce saltarlo mi limito a dire che mentre si stavano scaldando lui e Han Yan, che provenivano a gran velocità da direzioni opposte, si sono accorti solo all’ultimo istante della presenza dell’altro e si sono scontrati. Si sono fatti male entrambi. Hanyu è rimasto sul ghiaccio per un intero minuto prima di riuscire a rialzarsi, sanguinante, solo dopo essere stato aiutato dallo staff della pista:

Hanyu è stato soccorso in ritardo. Chi si trovava a bordo pista ha aspettato un po’ troppo, pensando che si sarebbe rialzato da solo, prima di entrare. Comunque entrare, con altri quattro pattinatori che si muovono, va fatto con cautela, direi che due infortunati sono più che sufficienti. Gli altri pattinatori non intervengono perché non sono medici, e piuttosto che rischiare di fare danni lasciano che sia chi è competente a intervenire. Yan, che in questo filmato dopo l’impatto si vede ben poco, si allontana perché anche lui ha bisogno di un medico. In seguito Hanyu e Yan parleranno dell’incidente, nessuno dei due ha mai fatto una colpa all’altro per quanto è successo. Sono cose che capitano, anche se personalmente questo è lo scontro più brutto che mi sia capitato di vedere. Ma perché Hanyu è rimasto sul ghiaccio così a lungo?

Io ricordo ancora perfettamente una caduta che ho fatto… quanti?Ventisei, ventisette anni fa credo. Il mio ginocchio sinistro ne porta ancora la cicatrice. Stavo camminando. Va bene, io ho un passo molto rapido, all’epoca ancora più di adesso, ma non stavo pattinando. La mia velocità non era neppure paragonabile a quella di due pattinatori, e non mi sono scontrata con nessuno. Ho semplicemente inciampato in rami di albero che cafoni locali (ero in vacanza in Calabria) avevano tagliato dalle piante che avevano in giardino e allegramente scaraventato sul marciapiede e lungo la strada, dove sono rimasti a marcire per il successivo periodo. Un attimo prima di inciampare io ho capito che il mio piede sarebbe andato a sbattere contro quei rami, che non lo avevo spostato abbastanza, ma ormai non ero più in tempo per rimediare. Credevo, avendo la consapevolezza dell’impatto, che sarei comunque riuscita a rimanere in piedi. Sbagliato. Mi sono ritrovata lunga distesa per terra in un attimo. Mio fratello, che era accanto a me, in seguito mi ha detto di avermi vista inciampare e di aver allungato le braccia per sostenermi, ma quando lo ha fatto io ero già caduta.

Ho picchiato per terra e sono rimasta lì. Ero perfettamente lucida, solo che ero senza fiato. Continuavo a pensare “Ok, adesso riprendo a respirare e mi alzo. Ora ricomincio a respirare e mi alzo. Non è successo niente, devo solo ricominciare a respirare e alzarmi…” La mia mente era tutta lì, sulla respirazione. La botta sul petto, che aveva impattato il terreno per tutta la sua estensione, mi aveva fatto perdere il fiato e io mi ero trovata distesa a boccheggiare. Camminando, non pattinando, e io non ho l’asma. Hanyu non si è rialzato perché è rimasto senza fiato, e posso solo immaginare quanto lui debba aver sofferto più di me. Mio fratello, in piedi lì vicino, mi guardava chiedendosi perché io non mi rialzassi. Non ho idea di quanto tempo abbia impiegato a farlo, so che solo dopo essere riuscita a rialzarmi mi sono resa conto del sasso che mi era entrato nel ginocchio e del pezzo di carne, profondo un paio di millimetri ed esteso quanto un confetto, che avevo perso dalla mano sinistra. L’incapacità di respirare era stata talmente forte da avermi impedito di percepire il dolore a mano e gamba. Solo quando sono tornata a casa e mi sono fatta medicare mi sono resa conto di essermi sbucciata in modo meno grave anche l’altra mano, l’altro ginocchio ed entrambi i gomiti. i dolori maggiori avevano nascosto tutti gli altri, anche se pure loro hanno impiegato parecchi giorni a guarire.

Il sangue che macchia il volto e il collo di Hanyu, e che vediamo gocciolare sul ghiaccio, proviene da un taglio sotto il mento per il quale, dopo la gara, riceverà sette punti di sutura.

Vedere Hanyu sul ghiaccio è più doloroso di quanto riesca a esprimere. Se avessi assistito la cena all’epoca avrei detto che pattinare era un rischio eccessivo e che avrebbe dovuto rinunciare alla gara. Ora sappiamo che, nonostante le sofferenze, è andata bene perché non ha avuto conseguenze permanenti dall’incidente ed è anche riuscito a vincere la finale di Grand Prix, ma in quel momento lui, Brian Orser, tutti gli altri, non potevano sapere cosa sarebbe successo in seguito. Hanyu voleva pattinare, i medici hanno escluso la commozione cerebrale e Orser, pur preoccupatissimo, ha accettato la volontà del suo allievo. Hanyu è entrato nella storia del pattinaggio per le medaglie olimpiche, per i record del mondo, per il quadruplo loop, per una serie di prestazioni straordinarie. È questo libero però, pattinato in condizioni fisiche che definire precarie è riduttivo, che mostra le sue straordinarie doti di combattente e che mi ha portato ad ammirarlo come nessun altro. Ci sono tanti pattinatori, anche tanti campioni, ma esiste un solo Yuzuru Hanyu.

Prima del suo libero però mi sembra giusto dedicare un po’ di spazio all’altra vittima dell’incidente, Han Yan. Anche lui è sceso in pista pur essendo in condizioni fisiche precarie, e serve un coraggio notevole per farlo, anche se l’aver aperto in volo alcuni salti lo ha portato a realizzare solo il settimo libero e a scivolare dalla terza alla sesta posizione:

Nonostante tutto Hanyu ha la forza di entrare in tutti i suoi salti e, anche se cade, completa le rotazioni. Questo significa che il punteggio tecnico rimane alto e che lui riesce a realizzare il secondo libero e a classificarsi secondo dietro a Kvotun:

Advertisements
Posted in pattinaggio | Tagged , | Leave a comment

Yuzuru Hanyu: Campionato del Mondo 2014

Yuzuru Hanyu si è presentato al Campionato del Mondo 2014 da campione olimpico in carica. Patrick Chan e Daisuke Takahashi si erano temporaneamente fermati, perciò in teoria la competizione doveva essere più semplice, eppure Hanyu ha seriamente rischiato di non conquistare il titolo. Colpa di una caduta sul quadruplo toe loop nel programma corto, ma anche di un Tatsuki Machida al meglio della condizione.

Lo short program:

Terzo dopo Machida e Javier Fernandez, sa di dover pattinare uno dei suoi migliori liberi della stagione se vuole conquistare il titolo. E lo fa, solo nella finale di Grand Prix ha ottenuto un punteggio più alto:

Sul kiss & cry è da solo perché Orser è andato da Fernandez, che deve ancora pattinare. Quando sente il punteggio chiede conferma dei risultato perché non è sicuro di aver superato Machida, la differenza finale fra i due è di soli 33 centesimi in favore di Hanyu. In quel momento però lui sa solo di aver superato il connazionale, non di aver vinto il titolo, per quello deve aspettare di vedere cosa farà Fernandez che dopo lo short lo precedeva di oltre cinque punti. Il libero di Javi però è il terzo e gli vale la terza posizione complessiva. Hanyu vince il suo primo campionato del mondo completando nella stagione una prestigiosa tripletta: finale di Grand Prix, Olimpiade e Mondiale, con tanto di campionato nazionale come ciliegina sulla torta.

Quello che mi lascia perplessa è la mano sulla schiena. Sono una tifosa di Stefan Edberg, e dopo averlo visto infortunarsi alla schiena all’Australian Open del 1989 e a quello del 1990 quando qualcuno si tocca la schiena io inizio subito a preoccuparmi. Va bene che ha finito senza fiato, considerando l’asma e quel che fa in pista sono più stupita dal fatto che riesca ancora a respirare che dal fatto che fatichi a farlo, ma perché la mano sulla schiena e quel breve zoppicare quando si rialza? Perché quelle piccole smorfie di dolore? E perché ancora la mano sulla schiena più tardi, quando sale le scale? So che qualche volta ha avuto problemi alla schiena, la Biellman non è esattamente una posizione facile da tenere, chiedere a Evgeni Plushenko che ha smesso di farla proprio per problemi alla schiena e a tutti gli altri pattinatori che non l’hanno mai fatta perché la loro schiena non è abbastanza flessibile, ma non so nulla di questa gara. Ma una stagione senza farsi male l’ha mai fatta?

La premiazione:

Il galà:

Posted in pattinaggio | Tagged | Leave a comment

Yuzuru Hanyu: prestazioni olimpiche

È di ieri la notizia che Milano ospiterà le Olimpiadi del 2026. L’attesa è tanta, la maggior parte dei pattinatori che sta gareggiando ora probabilmente non ci sarà, e visto che in passato ho avuto una disciplina preferita diversa a seconda degli atleti presenti, non ho idea di quale sarà il mio interesse. So di aver visto in passato performance straordinarie, come quelle di Kim Yuna a Vancouver. Prima o poi dovrò postare i suoi video, intanto approfitto del fatto che Olympic Channel ha riunito insieme tutte le performance olimpiche di Yuzuru Hanyu e inserisco qui sotto il video. Di qualcuno di questi programmi in passato ho già postato video, ma non è importante. Qualsiasi momento è buono per riguardare Hanyu:

Posted in pattinaggio | Tagged | Leave a comment

Yuzuru Hanyu: Sochi, Olimpiadi 2014

Il programma corto di Yuzuru Hanyu alle Olimpiadi del 2014. Non ci sono parole per descriverlo, va semplicemente ammirato:

Peccato che Brian Orser non abbia potuto accompagnare Yuzuru sul kiss & cry, mi sarebbe piaciuta vedere anche la sua espressione al momento dell’annuncio del punteggio, ma Javier Fernandez stava per pattinare e ovviamente Orser è andato da lui. Solo il povero Jason Brown è stato dimenticato da Orser prima del libero dei Mondiali del 2019, una scena che mi fa troppo ridere.

Il libero non è stato altrettanto brillante, e se in genere io voglio vedere belle gare in questo caso non ho nulla da ridire sul fatto che, dopo un falloso Hanyu, Patrick Chan ha fatto di peggio. Il libero:

Hanyu era convinto di essersi giocato il titolo, anche se Orser gli aveva detto di non disperarsi prima del tempo. Questo è il momento in cui viene annunciato il punteggio di Chan:

La premiazione:

Il galà:

 

Posted in pattinaggio | Tagged | Leave a comment

Yuzuru Hanyu: Olimpiadi 2014, Team Event

Fino a quando il Giappone non riuscirà ad avere coppie davvero forti non potrà vincere medaglie in competizioni come il Team Event olimpico. Con un atleta/coppia per disciplina i rappresentanti delle categorie Men (in questo caso Yuzuru Hanyu, primo nello short program, e Tatsuki Machida, terzo nel free program) e Ladies (Mao Asada, terza nello short program, e Akiko Suzuki, quarta nel free program) sono riusciti a ottenere un comunque ottimo quinto posto insieme a Narumi Takahashi e Ryuichi Kihara (coppie di artistico, ottavi nello short, quinti e ultimi nel free) e Cathy Reed e Chris Reed (danza su ghiaccio, ottavi nello short, quinti nel free). Considerando che fra lo short e il free sono scesi dal quarto al quinto posto superati dall’Italia, non sarò io a lamentarmene, ma senza dubbio la formula del World Team Trophy, con due rappresentanti per ciascuna delle discipline individuali e solo una coppia per ciascuna di quelle di coppia, è molto più favorevole al Giappone, che infatti va regolarmente a medaglia.

Per Hanyu è l’esordio olimpico, e considerando che tutti i suoi rivali più importanti avevano già una notevole esperienza iniziare a entrare nell’atmosfera prima della gara più importante è certamente stato utile. Il programma è Parisienne Walkways, con cui ha già ottenuto tre record del Mondo, compreso uno nell’ultima gara internazionale, la finale di Grand Prix. Qui il record non arriva, ma è un dettaglio. Quello che conta è l’esecuzione impeccabile di un programma bellissimo, che ovviamente lo porta al primo posto con oltre 6 punti di vantaggio su uno dei suoi idoli, Evgeni Plushenko. Visto che Hanyu non disputerà il libero della competizione a quadre, e che Plushenko si ritirerà da quella individuale per un gravissimo problema alla schiena, questa è rimasta l’unica occasione in cui i due si sono affrontati in pista.

Posted in pattinaggio | Tagged | Leave a comment

Yuzuru Hanyu: Campionati giapponesi 2013

A volte anche avere a disposizione tre posti per il Campionato del Mondo o per l’Olimpiade è poco per una nazione. Quanti giapponesi avrebbero meritato di andare a Sochi nella categoria maschile? Con premesse così il campionato nazionale è stato molto combattuto. Yuzuru Hanyu, ormai in una categoria a parte, non ha avuto problemi a vincere entrambi i segmenti di gara, a vincere il titolo e a ottenere la qualificazione. Lo short program:

Il free skate:

La classifica:

Rank Name Total points SP FS
1 Yuzuru Hanyu 297.80 1 103.10 1 194.70
2 Tatsuki Machida 277.04 2 93.22 2 183.82
3 Takahiko Kozuka 264.81 3 90.70 4 174.11
4 Nobunari Oda 256.47 5 77.72 3 178.75
5 Daisuke Takahashi 252.81 4 82.57 5 170.24
6 Takahito Mura 216.72 8 71.25 6 145.47
7 Shoma Uno 216.49 6 72.15 7 144.34
8 Keiji Tanaka 211.52 7 71.78 10 139.74
9 Yoji Tsuboi 208.58 10 67.22 8 141.36
10 Daisuke Murakami 205.86 13 65.71 9 140.15

Lasciamo stare Shoma Uno, ancora troppo giovane. Quanti nomi noti ci sono qui dentro? A Sochi andranno Hanyu, Machida e Takahashi, con Kozuka – uno che nel 2011 aveva vinto l’argento mondiale, non un atleta di secondo piano – che è rimasto a casa a fare la riserva e che poi ha partecipato al Campionato del Mondo solo perché Takahashi, che qui gli era arrivato alle spalle, ha deciso di fermarsi.

Posted in pattinaggio | Tagged | Leave a comment

Yuzuru Hanyu: Grand Prix Final 2013

Patrick Chan assoluto dominatore? Per tre anni di fila ha vinto i Campionati del Mondo, anche se non sempre i successi sono stati passeggiate. Alla finale di Grand Prix del 2013 Yuzuru Hanyu, che in precedenza gli era sempre rimasto alle spalle, deve aver iniziato a preoccuparlo sul serio. Nuovo record del Mondo nello short program, giusto per non perdere l’abitudine:

Se in passato nelle gare importanti aveva eseguito bene solo uno dei due programmi, stavolta il libero è all’altezza:

Ok, Chan è avvisato: le Olimpiadi non saranno una passeggiata. La premiazione:

 

Posted in pattinaggio | Tagged | Leave a comment