Jana Novotna: il 1994 da San Diego a fine stagione

Praga, torneo a inviti, terra.

1T battuta da Helena Sukova 6-3, 6-4.

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Non partecipa alla Fed Cup. La squadra, composta da Petra Langrova, Ludmila Richterova, Radka Bobkova ed Eva Martinkova, viene sconfitta al primo turno dagli Stati Uniti 2-0. In assenza della cartelletta con i ritagli del 1994 l’ultima classifica che ho risale alla fine del 2013. Anche se ci possono essere state numerose variazioni un’idea dei valori delle giocatrici c’è. Nella squadra della Repubblica Ceca non ci sono Jana Novotna (WTA 6, 4 nel doppio), Helena Sukova (17, 4 nel doppio), Andrea Strnadova (34 nel doppio, nel singolare non l’ho trovata ma due anni prima si era spinta fino al 33° posto, mi sembra più facile che sia saltata da quella classifica per una svista piuttosto che sia scesa così tanto da non esserci) Katerina Kroupova (100) ed Eva Sviglerova (133), mentre sono presenti Radka Bobkova (58), Petra Langrova (118, 89 nel doppio), Ludmila Richterova ed Eva Martinkova (entrambe fuori dall’elenco delle prime 150, la prima al massimo al 62° posto nel 1996, la seconda al massimo al 94° nel 1997), che certo non erano le più forti. C’è stata qualche tensione fra le giocatrici e la federazione?

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San Diego, cemento, 1-7 agosto, tier II, 400.000 dollari.

È la testa di serie numero 5.

1T bye.

2T batte Rachel McQuillan 6-4, 6-2. Confronti diretti 5-0.

3T batte Iva Majoli (tds 9) 6-0, 6-1. Confronti diretti 2-0.

Q battuta da Conchita Martinez (tds 3) 6-1, 6-2. Confronti diretti 2-1.

Gioca il doppio con Arantxa Sanchez. Sono la testa di serie numero 1.

1T bye.

2T battono Audra Keller/Rene Simpson 6-2, 6-4.

Q battono Conchita Martinez/Patricia Tarabini (tds 5) 6-3, 7-6.

S battono Alexia Dechaume/Laura Golarsa 6-4, 7-5.

F battono Ginger Helgeson/Rachel McQuillan (tds 8) 6-3, 6-3.

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Manhattan Beach, cemento, 8-14 agosto, tier II, 400.000 dollari.

È la testa di serie numero 4.

1T bye.

2T batte Karin Kschwendt 6-3, 6-2.

3T batte Patty Fendick (tds 12) 6-3, 6-3. Confronti diretti 5-3.

Q battuta da Sabine Appelmans (tds 8) 6-4, 4-6, 6-4. Confronti diretti 2-1.

Gioca il doppio con Lisa Raymond. Sono la testa di serie numero 3.

1T bye.

2T battono Ann Wunderlich/Debbie Graham 7-6, 6-3.

Q battono Katrina Adams/Zina Garrison (tds 5) 6-1, 6-2.

S battono Laura Golarsa/Mercedes Paz (tds 8) 7-5, 6-2.

F battute da Julie Halard/ Nathalie Tauziat (tds 6) 6-1, 0-6, 6-1.

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WTA 8, media 119,95.

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US Open, cemento, 29 agosto-18 settembre, 3.900.000 dollari.

È la testa di serie numero 7.

1T batte Elena Makarova 7-5, 7-5.

2T batte Karina Habsudova 6-2, 6-3. Confronti diretti 1-0.

3T batte Patricia Hy 6-1, 6-2. Confronti diretti 6-1.

4T batte Magdalena Maleeva (tds 15) 6-0, 6-4. Confronti diretti 2-0.

Q batte Mary Pierce (tds 4) 6-4, 6-0. Confronti diretti 2-0.

S battuta da Steffi Graf 6-3, 7-5 in 1h50’. Confronti diretti 3-21. Il mio quaderno mi ricorda che nel secondo set ha avuto 3 setpoint sul 5-2, e che sul 5-5 ha fatto 3 doppi falli. Perché quando leggo questi appunti mi prende sempre un certo sconforto?

Gioca il doppio con Arantxa Sanchez. Sono la testa di serie numero 2.

1T battono Cristina Moros/Stephanie Nickitas (WC) 6-3, 6-3.

2T battono Karina Habsudova/Radka Zrubakova 6-2, 6-0.

3T battono Nicole Arendt/Kristine Kunce (tds 13) 7-6, 6-1.

Q battono Lindsay Davenport/Lisa Raymond (tds 5) 6-2, 6-4.

S battono Larisa Neiland/Gabriela Sabatini (tds 10) 7-6, 6-2.

F battono Katerina Maleeva/Robin White 6-3, 6-3.

Gioca il doppio misto con Todd Woodbridge. Sono la testa di serie numero 1.

1T battono Mercedes Paz/Piet Norval 6-3, 6-2.

2T battono Shaun Stafford/Scott Melville 6-2, 6-2.

Q battono Rachel McQuillan/David Macpherson 6-3, 7-5.

S battono Gigi Fernandez/Cyril Suk (tds 3) 7-5, 6-4.

F battuti da Elna Reinach/Patrick Galbraith (tds 8) 6-2, 6-4.

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WTA 6, media 140,59.

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Un appunto sul mio quaderno m’informa che ha partecipato al Masters misto europeo di Sarrebruk, qualunque cosa sia. Io non ne ho memoria. Suo compagno di doppio era Martin Damm. In finale sono stati sconfitti da Mary Pierce/Michael Stich 7-6 (7-3), 7-2.

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Lipsia, indoor, 26 settembre-2 ottobre, tier II, 400.000 dollari.

È la testa di serie numero 2.

1T batte Meredith McGrath 3-6, 6-0, 7-5. Confronti diretti 3-1.

2T batte Asa Carlsson 6-2, 7-5. Confronti diretti 1-0.

Q batte Sandra Cecchini 6-3, 6-2. Confronti diretti 2-1.

S batte Anke Huber (tds 3) 1-6, 6-1, 7-5. Confronti diretti 4-2.

F batte Mary Pierce (tds 1) 7-5, 6-1. Confronti diretti 3-0. Nel primo set ha recuperato da 2-5.

Gioca il doppio con Laura Golarsa. Sono la testa di serie numero 3.

1T battono Kristie Boogert/Nicole Jagerman 6-4, 7-6.

Q battono Sandra Cecchini/Ruxandra Dragomir 6-2, 6-2.

S battute da Manon Bollegraf/Larisa Neiland (tds 2) 6-3, 7-5.

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WTA 4, media 155,40.

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Brighton, indoor, 17-23 ottobre, tier II, 400.000 dollari.

È la testa di serie numero 2.

1T batte Joannette Kruger 2-6, 6-0, 6-4. Confronti diretti 1-0.

2T batte Patricia Hy 6-2, 6-2. Confronti diretti 7-1.

Q batte Katerina Maleeva 6-4, 6-2. Confronti diretti 3-3.

S batte Julie Halard (tds 7) 6-3, 7-5. Confronti diretti 5-0.

F batte Helena Sukova 6-7 (4-7), 6-3, 6-4. Confronti diretti 3-4.

Gioca il doppio con Mary Joe Fernandez. Sono la testa di serie numero 2.

1T battono Eva Likhovtseva/Caroline Schneider 6-2, 6-1.

Q battono Yayuk Basuki/Nana Miyagi 6-1, 3-6, 6-4.

S battono Katrina Adams/Debbie Graham 6-4, 5-7, 6-4.

F battute da Manon Bollegraf/Larisa Neiland (tds 1) 4-6, 6-2, 6-3.

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WTA 4, media 154,00.

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Essen, indoor, 24-31 ottobre, tier II, 400.000 dollari.

È la testa di serie numero 2.

1T batte Barbara Rittner 7-5, 6-4. Confronti diretti 2-0.

2T batte Marketa Kochta 6-1, 6-1.

Q batte Sabine Appelmans (tds 6) 6-4, 6-3. Confronti diretti 3-1.

S batte Karina Habsudova 6-1, 7-5. Confronti diretti 2-0.

F batte Iva Majoli (tds 5) 6-2, 6-4. Confronti diretti 3-0.

Una manciata di punti:

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WTA 4, media 162,59.

 

Masters, indoor, 14-20 novembre, 3.708.500 dollari.

È la testa di serie numero 4.

1T batte Iva Majoli 6-2, 3-6, 6-1. Confronti diretti 4-0.

Q battuta da Lindsay Davenport (tds 7) 6-2, 6-2 in 1h10’. Confronti diretti 0-1.

Gioca il doppio con Arantxa Sanchez. Sono la testa di serie numero 2.

1T battono Lindsay Davenport/Lisa Raymond 6-2, 6-2.

S battono Manon Bollegraf/Martina Navratilova (tds 3) 6-2, 6-4.

F battute da Gigi Fernandez/Natasha Zvereva (tds 1) 6-3, 6-7 (4-7), 6-3.

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WTA 4, media 164,09.

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In attesa di rintracciare la cartelletta con tutti i dati del 1994 mi limito a segnare quel che è deducibile dagli incontro della stagione e quel che ho segnato sul mio quaderno.

La posizione di classifica è la migliore di sempre, la quarta:

Punti 1993 Variazione
1  Steffi Graf 353.2966 1 =
2  Arantxa Sanchez 311.7073 2 =
3  Conchita Martínez 180.2141 4 +1
4  Jana Novotna 164.0995 6 +2
5  Mary Pierce 155.7375 12 +7
6  Lindsay Davenport 141.9000 20 +14
7  Gabriela Sabatini 138.4333 5 -2
8  Martina Navratilova 134.6079 3 -5
9  Kimiko Date 124.7929 13 +4
10  Natasha Zvereva 123.9882 19 +9

Sesto posto invece nella classifica a punti con 2554 punti.

Ha giocato meno ma ha migliorato la percentuale di vittorie:

1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994
vittorie 24 48 43 47 36 47 43
sconfitte 19 17 16 16 19 17 11
55,81% 73,85% 72,88% 74,60% 65,46% 73,44% 79,63%

Negativo il bilancio con le migliori, solo 2 vittorie contro la Pierce e una contro la Sabatini, a fronte di tre sconfitte dalla Graf, una dalla Martinez, una dalla davenport, una dalla Sabatini, una dalla Navratilova e una dalla Zvereva. Totale 3 vittorie e 8 sconfitte.

Lievemente peggiore il bilancio nelle prove del Grande Slam, 13 incontri vinti contro  15 dell’anno precedente, ma la differenza significativa è che quest’anno non ha giocato nessuna semifinale. Con la semifinale di New York comunque migliora il suo risultato in quel torneo, riuscendo ad arrivare una volta almeno in semifinale il tutte le prove dello Slam:

Torneot 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994
Australian Open / a 1T 3T 3T F 4T 2T Q
Roland Garros 1T 3T 1T Q S Q 4T Q 1T
Wimbledon 1T 4T 2T 4T Q 2T 3T F Q
US Open nq 4T 1T 2T Q 4T 1T 4T ST

Per la prima volta ha vinto tutte le finali che ha disputato, conquistando tre tornei:

86 87 88 89 90 91 92 93 94
W 1 1 1 2 2 3
F 1 1 2 2 3 2
S 3 3 2 1 5 3
Q 1 2 6 6 7 5 3 6
4T 2 1 1 1 2 1
3T 3 2 1 5 1 4 1
2T 1 3 6 1 2 1 2 1
1T 3 7 8 3 1 2 1 1

Nel doppio ha confermato la quarta posizione:

Punti 1993 Variazione
1  Natasha Zvereva 494.6247 3 +2
2  Gigi Fernandez 465.0201 1 -1
3  Arantxa Sanchez 431.3038 6 +3
4  Jana Novotna 364.3657 4 =
5  Martina Navratilova 277.7750 11 +6
6  Meredith McGrath 262.4556 23 +17
7  Patty Fendick 229.3761 14 +7
8  Lindsay Davenport 210.8846 49 +41
9  Manon Bollegraf 209.9600 18 +9
10  Lisa Raymond 206.4583 32 +22

Stessa posizione, la quarta, nella classifica di doppio a punti con 4760 punti, mentre in quella di doppio a squadre occupa la seconda posizione insieme ad Arantxa Sanchez con 4065 punti.

Come l’anno prima ha vinto cinque tornei, tutti con la Sanchez, ma in questo caso uno è dello Slam, e perso sei finali, quattro con la Sanchez, una con Lisa Raymond e una con Mary Joe Fernandez.

87 88 89 90 91 92 93 94
W 3 5 6 9 9 7 5 5
F 3 4 4 2 6 5 7 6
S 3 2 5 3 3 2 2 3
Q 5 3 2 1 4 1 2
3T 2 2 1
2T 3 1 1 1
1T 5 2 1

Le prove dello Slam:

Torneo 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994
Australian Open / a Q S W F Q Q S
French Open 2T 3T a S W W S F a
Wimbledon a 2T 3T W W F F F F
US Open a 3T 3T 3T F F F 2T W
Vittorie/sconfitte 1–1 5–3 7–3 16–3 23–1 21–3 17–4 14–4 15–2

Dopo una stagione in cui aveva totalmente ignorato la specialità ha disputato l’ultimo torneo di doppio misto della sua carriera, in questo caso insieme a Todd Woodbridge. La coppia ha perso la finale.

Torneo 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 Vittorie-

Sconfitte

Australian Open W

Pugh

W

Pugh

a a A a a 10–0
Roland Garros a a a a 2T

Fitzgerald

a a 0–1
Wimbledon 2T

Pugh

W

Pugh

S

Pugh

a Q

Woodbridge

a a 11–2
US Open W

Pugh

2T

Pugh

a a a a F

Woodbridge

10–2

È quarta nella classifica guadagni con 876.119 dollari (576.049 in singolare, 289.070 in doppio, 11.000 in doppio misto):

1 Sanchez 2.943.665
2 Martinez 1.540.167
3 Graf 1.487.980
4 Novotna 876.119
5 Zvereva 874.592
6 Sabatini 874.470
7 Navratilova 851.082
8 Pierce 768.614
9 G. Fernandez 742.650
10 Davenport 600.745

Questa la tabella anno per anno:

Anno Vittorie

in singolare

Vittorie

in doppio

Guadagni ($) Classifica
1986–88 1 8 439,958 n/a
1989 1 6 360,896 7
1990 1 9 645,500 5
1991 2 9 766,369 6
1992 0 7 511,184 8
1993 2 5 926,646 6
1994 3 5 876,119 4

La classifica guadagni in carriera:

1 Navratilova 20.108.727
2 Graf 15.181.990
3 Evert 8.896.195
4 Sanchez 7.763.016
5 Sabatini 7.514.822
6 Seles 7.408.981
7 Shriver 5.285.732
8 Sukova 5.264.586
9 Novotna 4.380.422
10 Garrison 4.229.006
11 Martinez 3.477.692
12 Mandlikova 3.340.959
13 Man. Maleeva 3.102.849
14 M.J. Fernandez 3.058.613
15 Zvereva 2.895.448
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Jana Novotna: il 1994 da Tokyo a Wimbledon

Tokyo, indoor, 31 gennaio-6 febbraio, tier I, 750.000 dollari.

È la testa di serie numero 4.

1T batte Ai Sugiyama (q) 6-3, 6-4. Confronti diretti 1-0.

2T battuta da Kristie Boogert 4-6, 6-4, 6-1. Confronti diretti 0-1.

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WTA 6, media 147,10.

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Parigi, indoor, 15-20 febbraio, tier II, 400.000 dollari.

Si ritira per problemi al ginocchio sinistro rendendo vacante la seconda testa di serie.

Gioca il doppio (anche se forse nell’occasione la parola gioca non è molto precisa) con Laura Golarsa. Sono la testa di serie numero 1.

1T battono Radka Bobkova/Petra Langrova per ritiro.

Q battute da Sabine Appelmans/Laurence Courtois per ritiro.

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WTA 6, media 144,75.

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Delrey Beach, cemento, 28 febbraio-6 marzo, tier II, 400.000 dollari.

Gioca il doppio con Arantxa Sanchez. Sono la testa di serie numero 2.

1T bye.

2T battono Catalina Cristea e Stephanie Reece 6-0, 6-1.

Q battono Jill Hetherington/Shaun Stafford (tds 7) 6-4, 6-2.

S battono Lori McNeil/Rennae Stubbs (tds 3) 6-4, 6-7, 6-1.

F battono Manon Bollegraf/Helena Sukova (tds 2) 6-2, 6-0.

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Lipton, 11-21 marzo, cemento, tier I, 1.000.000 dollari.

È la testa di serie numero 4.

1T bye.

2T batte Janet Lee (WC) 6-2, 6-2.

3T batte Meredith McGrath (tds 31) 6-2, 6-1. Confronti diretti 2-1.

4T batte Florencia Labat (tds 29) 6-4, 6-2.

Q battuta da Natasha Zvereva (tds 9) 7-6 (7-5), 7-6 (7-4). Confronti diretti 4-3.

Gioca il doppio con Arantxa Sanchez. Sono la testa di serie numero 2.

1T bye.

2T battono Michelle Jaggard-Lai/Rene Simpson 7-5, 6-3.

3T battono Jill Hetherington/Shaun Stafford (tds 12) 6-4, 7-5.

Q battono Larisa Neiland/Elizabeth Smylie (tds 6) 7-5, 6-1.

S battute da Patty Fendick/Meredith McGrath (tds 4) 7-5, 7-5.

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Wesley Chapel, 24-27 marzo, terra, 175.000 dollari.

Gioca con Arantxa Sanchez. Sono la testa di serie numero 2.

1T battono Jill Hetherington/Shaun Stafford 6-2, 6-3

S battono Tracy Austin/Pam Shriver (WC) 6-2, 6-2.

F battono Gigi Fernandez/Natasha Zvereva (tds 1) 6-2, 7-5.

.

WTA 5, media 145,91.

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Amburgo, terra, 25 aprile-1 maggio, tier II, 400.000 dollari.

È la testa di serie numero 3.

1T batte Elena Likhovtseva 6-3, 6-3. Confronti diretti 1-0.

2T batte Elena Makarova 6-1, 6-1.

Q batte Barbara Rittner 6-2, 6-2. Confronti diretti 1-0.

S battuta da Steffi Graf (tds 1) 6-3, 6-3. Confronti diretti 3-19.

Gioca il doppio con Arantxa Sanchez. Sono la testa di serie numero 1.

1T battono Wiltrud Probst/Christina Singer 6-0, 6-2.

Q battono Kveta Peschke/Seda Noorlander 6-0, 6-1.

S battono Laura Golarsa/Mercedes Paz (tds 3) 6-4, 6-4.

F battono Evgenia Manjukova/Leila Meskhi 6-3, 6-2.

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WTA 5, media 154,56.

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Berlino, terra, 9-15 maggio, tier I, 750.000 dollari.

È la testa di serie numero 3.

1T bye.

2T batte Shaun Stafford 6-3, 6-1.

3T batte Tatiana Ignatieva 4-6, 6-1, 6-2.

Q batte Ines Gorrochategui 6-2, 6-2. Confronti diretti 2-0.

S battuta da Steffi Graf (tds 1) 6-2, 6-3. Confronti diretti 3-20.

Gioca il doppio con Arantxa Sanchez. Sono la testa di serie numero 2.

1T bye.

2T battono Ines Gorrochategui/Gabriela Sabatini 6-4, 6-2.

Q battono Sandra Cecchini/Patricia Tarabini (tds 5) 6-1, 7-5.

S battono Larisa Neiland/Rennae Stubbs (tds 3) 6-2, 6-4.

F battute da Gigi Fernandez/Natasha Zvereva (tds 1) 6-3, 7-6.

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WTA 6, media 158,25.

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Roland Garros, terra. 23 maggio-5 giugno, 3.536.650 dollari.

È la testa di serie numero 5.

1T battuta da Anna Smashnova 6-4, 6-2. Confronti diretti 0-1.

Si ritira dal doppio, che avrebbe dovuto giocare con Arantxa Sanchez, rendendo vacante la seconda testa di serie.

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. WTA 6, media 146,40.

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Eastbourne, erba, 13-19 giugno, tier II, 400.000 dollari.

Si ritira dal singolare rendendo vacante la seconda testa di serie.

Gioca il doppio con Mary Pierce. Sono la testa di serie numero 8.

1T battono Stephanie Reece/Marianne Werdel 6-2, 6-3.

2T battono Nicole Arendt/Kristine Kunce 3-6, 7-6, 6-2.

Q battute da Gigi Fernandez/Natasha Zvereva (tds 1) 6-4, 7-5.

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Wimbledon, erba, 20 giugno-4 luglio, 2-705.332 dollari.

È la testa di serie numero 5.

1T batte Miriam Oremans 6-4, 4-6, 6-4. Confronti diretti 3-0.

2T batte Wiltrud Probst 6-2, 6-1.

3T batte Dominique Monami 6-0, 4-6, 6-0. Confronti diretti 3-0. Sul mio quaderno ho segnato che nel secondo set è stata in svantaggio 0-5, informazione probabilmente proveniente da un commento fatto da Rino Tommasi mentre commentava un altro incontro, o forse dal servizio televisivo serale sul torneo. Ma che razza di partita è? Ha fatto 6 game consecutivi, poi ne ha persi cinque di fila, ne ha fatti 4 uno dietro l’altro recuperando quasi tutto lo svantaggio, ne ha perso uno (capita, peccato che all’altra ne bastasse giusto uno per vincere il set) e poi ha fatto gli ultimi sei. Ha giocato a corrente alternata? Sospetto di sì, anche se non l’ho vista (fra le altre cose nel quaderno ho segnato anche quali incontri ho visto), e non sarebbe stata la prima né l’ultima volta.

4T batte Naoko Sawamatsu 6-3, 6-3. Confronti diretti 1-0.

Q battuta da Martina Navratilova (tds 4) 5-7, 6-0, 6-1. Confronti diretti 1-6.

Un paio di punti:

Questo è un incontro che ho visto, nei miei appunti c’è segnato un setpoint a favore della Navratilova nel primo set. Ha avuto 10 (12) palle break e fatto 2 (6) break. Ho segnato anche una statistica piuttosto curiosa, che ricorda come Jana abbia avuto 13 (1) palle game in 6 (1) game che ha finito con il perdere il che, tradotto in termini più semplici, significa che l’incontro è stato molto più combattuto di quel che dice il punteggio, e che Martina ha giocato le palle importanti molto meglio di Jana. C’è anche un episodio che non ho segnato, ma che ricordo distintamente e riguarda una contestazione arbitrale. In linea di massima sono dell’idea che i giocatori dovrebbero accettare il giudizio degli arbitri e non pensarci più perché, con l’eccezione della terra battuta dove è possibile controllare il segno lasciato dalla palla, cambiare un giudizio non è facile. Il giudice di linea è la persona che occupa la posizione migliore per vedere se una pallina è dentro o fuori, e tranne rarissimi casi in cui il giudice di sedia è certo che il giudice di linea abbia fatto un errore è quel che vede lui ciò che conta. Però queste sono considerazioni che si fanno a freddo, fuori dal campo. Quando si è convinti di aver subito un torto come si reagisce? Jana probabilmente ha subito un torto su palla break all’inizio del secondo set. Lei era molto vicina, poteva vedere bene il punto d’impatto di una palla giocata da Martina, una palla neppure tanto veloce. La chiamata è stata a favore di Martina. Giusta? Sbagliata? Io credo che sia stata una chiamata sbagliata, ma non ne ho la certezza. Quello che so è che da quel momento Jana, convinta (forse a ragione) di essere stata vittima di un errore arbitrale, ha smesso di giocare. Ha letteralmente buttato via in secondo set, e quando ha ripreso a giocare meglio non ha comunque giocato come giocava all’inizio. Una giocatrice più solida mentalmente avrebbe superato il momento di difficoltà e sarebbe andata avanti, Jana ha perso.

Gioca il doppio con Arantxa Sanchez. Sono la testa di serie numero 2.

1T battono Valda Lake/Clare Wood 6-1, 6-1.

2T battono Debbie Graham/Brenda Schultz 6-4, 3-6, 6-1.

3T battono Lori McNeil/Rennae Stubbs (tds 11) 6-7, 6-4, 6-3.

Q battono Pam Shriver/Elizabeth Smylie (tds 5) 6-3, 6-4.

S battono Nicole Arendt/Kristine Kunce 4-6, 7-5, 6-3.

F battute da Gigi Fernandez/Natasha Zvereva (tds 1) 6-4, 6-1.

Un punto della finale:

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WTA 8, media 121,33.

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Jana Novotna: il 1994 dalla Hopman Cup all’Australian Open

Da qui, e per un po’, vado avanti senza articoli. Io ho continuato a raccogliere i miei ritagli fino alla fine della carriera di Jana, anche se Matchball nel 1996 ha chiuso i battenti e ho dovuto accontentarmi di riviste meno complete. Solo che la mia cartelletta a un certo punto è arrivata al limite della capienza, e ho iniziato a raccogliere i ritagli in una seconda cartelletta, e poi in una terza. Però, con la sequenza di traslochi che ho fatto alcuni anni fa la seconda cartelletta è finita dispersa. Probabilmente è in solaio, quando avrò il tempo andrò a fare un controllo e, se riuscirò a trovarla, integrerò gli articoli. Tanto li ho modificati tutti man mano che ho trovato nuove informazioni o mi sono resa conto di aver fatto un errore in quel che avevo scritto, inserire parti nuove in articoli vecchi per me non è certo una novità. Quello che mi rimane è il mio quaderno degli appunti, con l’indicazione di qualche esibizione, qualche infortunio o dell’andamento di alcune partite che su internet non credo sia possibile trovare.

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WTA 6, media 145,11

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Hopman Cup, Perth, cemento, 1.000.000 dollari.

La Repubblica Ceca è la testa di serie numero 1.

1T bye.

Q battuta da Manuela Maleeva 6-4, 7-5.

Con Petr Korda batte Jakob Hlasek/Manuela Maleeva 6-4, 6-4.

La Repubblica ceca batte la Svizzera (tds 7) 2-1 (vittoria di Petr Korda su Jakob Hlasek).

S Batte Nicole Provis 6-2, 6-2.

Con Petr Korda viene battuta da Nicole Provis/Wally Masur 8-5.

La Repubblica Ceca batte l’Australia (tds 5) 2-1 (vittoria di Petr Korda su Wally Masur).

F batte Anke Huber 1-6, 6-4, 6-3.

Con Petr Korda viene battuta da Anke Huber/Bernd Karbacher 3-8.

La Repubblica Caca batte la Germania 2-1 (vittoria di Petr Korda su Bernd Karbacher).

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Sydney, cemento, 10-16 gennaio, tier II, 300.000 dollari.

Gioca il doppio con Arantxa Sanchez. Sono la testa di serie numero 1.

1T battono Julie Halard/Anke Huber 6-2, 6-2.

Q battono Kimberly Po/Julie Richardson 6-2, 7-5.

S battono Jill Hetherington/Shaun Stafford 6-0, 6-3.

F battute da Patty Fendick/Meredith McGrath 6-2, 6-3.

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WTA 7, media 145,11

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Australian Open, cemento, 17-30 gennaio, 2.425.858 dollari.

È la testa di serie numero 5.

1T batte Li Fang 6-1, 6-3.

2T batte Helen Kelesi 6-3, 6-1. Confronti diretti 1-2.

3T batte Jane Taylor (WC) 6-4, 6-2.

4T batte Emanuela Zardo 6-2, 7-5. Confronti diretti 2-0.

Q battuta da Gabriela Sabatini (tds 4) 6-3, 6-4 in 1h26’. Confronti diretti 3-10.

L’incontro con commento italiano di Rino Tommasi e Roberto Lombardi:

Purtroppo da un certo momento in poi c’è uno sfasamento fra video e audio e si perde un punto.

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Non si può certo dire che questa partita abbia rischiato di vincerla, ma nemmeno che abbia giocato bene. Due doppi falli per quel break che ha fatto la differenza nel primo set (anche se nel secondo set la Sabatini l’ha imitata, ma quando era già in vantaggio 3-0), un altro doppio fallo su palla break l’ha mandata sotto di due break nel secondo set (e c’erano stati altri errori nel game), una quantità di errori gratuiti impressionante. Qualche bel punto c’è stato da parte di entrambe, troppo pochi comunque per un match di quarti di finale fra due giocatrici forti, con Jana che, al di là di un paio di game, non ha mai dato l’impressione di essere nella partita. Ma se io riguardando questi match quando vedo palle buttate via senza senso mi sento cadere le braccia e mi ritrovo a dire “non ce la posso fare” pur conoscendo il punteggio e non essendo realmente coinvolta, cosa doveva provare Hana Mandlikova dagli spalti?

Solo dopo aver visto questa partita mi sono imbattuta nel video della finale che Jana ha perso a Brighton nel 1992 contro Steffi Graf. Sono entrambe sconfitte, ma la giocatrice dell’incontro con la Sabatini non è neanche lontana parente della giocatrice che ha tenuto testa per tre set alla Graf. Quella Novotna questa partita l’avrebbe vinta, questa Novotna con la Graf avrebbe fatto ben pochi game.

Gioca il doppio con Arantxa Sanchez. Sono la testa di serie numero 2.

1T battono Christina Papadaki/Emanuela Zardo 6-2, 6-1.

2T battono Yone Kamio/Kyoko Nagatsuka 6-2, 6-3.

3T battono Elna Reinach/Jana Strnadova (tds 11) 6-0, 5-7, 6-2.

Q battono Mary Joe Fernandez/Zina Garrison (tds 6) 6-4, 6-4.

S battute da Patty Fendick/Meredith McGrath 6-3, 7-5.

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WTA 6, media 152,81.

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Jana Novotna: il Masters 1993 e il bilancio della stagione

Masters, New York, indoor, 15-21 novembre, 3.708.500 dollari.

È la testa di serie numero 7.

1T batte Zina Garrison 6-4, 6-7, 6-3. Confronti diretti 3-1.

Q battuta da Arantxa Sanchez (tds 2) 6-7 (2-7), 7-6 (7-2), 6-4 in 2h57’. Confronti diretti 6-4.

Gioca il doppio con Larisa Neiland. Sono la testa di serie numero 3.

1T battono Lori McNeil/Rennae Stubbs 6-4, 3-6, 6-2.

S battono Arantxa Sanchez/Helena Sukova (tds 2) 7-6, 3-6, 6-3.

F battute da Gigi Fernandez/Natasha Zvereva (tds 1) 6-3, 7-5.

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A trascrivere qui i risultati, a rivedere i vecchi articoli, mi rendo conto di quanto ancora io sia tifosa. Impreco fra me e me per partite buttate via, esulto per risultati importanti… e poi mi ricordo che è tutto passato. Passato, già. Rimangono le emozioni per me, per tutti gli altri che hanno seguito quegli incontri, non per Jana che non c’è più.

Com’è stata la stagione 1993? Verrebbe da dire straordinaria, anche se io continuo a rimpiangere quell’incontro buttato via. Lo so, a livello di storia è molto bello raccontare che ha buttato via la partita, ha pianto sulla spalla della Duchessa, che l’ha incoraggiata, non si è arresa, è tornata a quattro anni di distanza, ha perso ancora, la Duchessa le ha detto che la terza volta avrebbe vinto lei, ed effettivamente la terza volta ha vinto lei. Una bella favola… ma il palmares di Jana avrebbe potuto essere molto più ricco, avrebbe dovuto essere molto più ricco, con diversi tornei dello Slam vinti, non uno solo. Ho anche citato quella finale in uno dei miei pochi tentativi di racconto, testo che ho invitato alla rivista Il tennis italiano e che mi è stato pubblicato parecchio tempo più tardi: https://sportlandiamartina.wordpress.com/2013/12/03/i-colpi-dei-campioni/.

Quindi com’è andato il 1993? Complessivamente molto bene, pur con un rimpianto enorme. Nel suo articolo riepilogativo di fine stagione per Matchball Enrico Schiavina si è soffermato su ciascuna delle top 10. La parte intitolata alla Novotna si chiama Jana la sprecona: “Il pianto sulla spalla della Duchessa di Kent passerà alla storia di Wimbledon, e d’altra parte la finale che ha buttato via contro la Graf è stato probabilmente il più clamoroso caso di nikefobia di ogni epoca. Ingiusto fin che si vuole, il coniglio-Jana da quel giorno maledetto si è trovata cucita addosso una etichetta di perdente difficilissima da portare, anche per chi come lei abbonda di talento tennistico. Il suo ’93 rimane comunque buono, con due vittorie (Osaka e Brighton) e molti piazzamenti. Ma quell’occasione a Wimbledon, chi se la scorda…” In classifica si è piazzata al sesto posto, sua migliore posizione fino a quel momento.

media punti tornei
1 Graf 409,17 6137,61 15
2 Sanchez 243,56 4384,00 18
3 Navratilova 221,50 2879,48 13
4 Martinez 192,33 3461,96 18
5 Sabatini 146,40 109,81 18
6 Novotna 145,12 2467,00 17
7 M.J. Fernandez 138,22 1935,02 14
8 Seles 133,52 1602,21 4
9 Capriati 126,38 1516,50 12
10 Huber 124,56 1993,00 16

La media della Seles è così bassa perché il numero minimo di tornei da disputare in un anno era 12, e ovviamente dopo la coltellata lei non ha più giocato. La classifica a punti:

1 Graf 7560
2 Sanchez 5005
3 Martinez 3980
4 Navratilova 3105
5 Sabatini 3075
6 Novotna 2763
7 Huber 2258
8 M.J. Fernandez 2241
9 Man. Maleeva 2131
10 Garrison 1886

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Torna a crescere il numero di partite vinte:

1988 1989 1990 1991 1992 1993
24 48 43 47 36 47
19 17 16 16 19 17
55,81% 73,85% 72,88% 74,60% 65,46% 73,44%

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Soprattutto sono aumentate le vittorie nei tornei dello Slam, attestandosi sulla stessa cifra del 1991. Guarda caso anche quell’anno aveva raggiunto una finale:

1986* 1987 1988 1098 1990 1991 1992 1993
vittorie 0 9 1 10 15 14 8 15
sconfitte 2 3 3 4 4 4 4 4

Per la precisione il bilancio del 1986 è 7/3 considerando anche i tabelloni di qualificazione, superati a Parigi e Londra ma non a New York.

Il bilancio con le più forti è in negativo, ma tutto sommato non è disastroso. Di quelle che le sono rimaste alle spalle ha affrontato solo la Huber, due volte, e l’ha sempre sconfitta, e ha battuto una volta ciascuno Navratilova, Martinez e Sabatini, che invece in classifica la sono arrivate davanti. Però quella sconfitta con la Grafi chi la scorda? Lo stesso Enrico Schiavina nel suo articolo parlando di Steffi Graf ha scritto che “le avversarie che di volta in volta si è trovata davanti si sono squagliate, liquefatte, spesso mentalmente più che tennisticamente. È successo nella finale di Parigi a Mary Joe Fernandez, poi in modo molto più clamoroso in quella di Wimbledon a Jana Novotna.”

Graf Sanchez Navratilova Martinez Sabatini Novotna M.J. Fernandez Seles Capriati Huber Totale
Graf x 5-2 0-1 2-1 4-0 3-0 2-0 0-1 4-0 3-0 23-5
Sanchez 2-5 x 0-1 1-0 1-1 2-0 1-1 nd 2-1 2-1 11-10
Navratilova 1-0 1-0 x 0-1 1-0 1-1 nd 1-1 nd nd 5-3
Martinez 1-2 0-1 1-0 x 2-1 0-1 1-0 0-1 nd 0-2 5-8
Sabatini 0-4 1-1 0-1 1-2 x 1-1 0-1 0-1 0-1 2-0 5-12
Novotna 0-3 0-2 1-1 1-0 1-1 x nd nd nd 2-0 5-7
M.J. Fernandez 0-2 1-1 nd 0-1 1-0 nd x 0-1 nd 1-1 3-6
Seles 1-0 nd 1-1 1-0 1-0 nd 1-0 x nd nd 5-1
Capriati 0-4 1-2 nd nd 1-0 nd nd nd x 1-0 3-6
Huber 0-3 1-2 nd 2-0 0-2 0-2 1-1 nd 0-1 x 4-11

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I risultati sono migliori, per il secondo anno ha vinto due tornei e in due occasioni è arrivata in finale. C’è ancora un buon numero di sconfitte precoci, ma stanno diminuendo e per la prima volta è arrivata almeno in semifinale in metà dei tornei a cui ha preso parte.

86 87 88 89 90 91 92 93
W 1 1 1 2 2
F 1 1 2 2 3 2
S 3 3 2 1 5
Q 1 2 6 6 7 5 3
4T 2 1 1 1 2 1
3T 3 2 1 5 1 4 1
2T 1 3 6 1 2 1 2
1T 3 7 8 3 1 2 1

Nei tornei del Grande Slam il bilancio è esattamente quello del 1991, che fino a questo momento era stato il suo anno migliore:

Torneo 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993
Australian Open ND 1T 3T 3T F 4T 2T
Roland Garros 1T 3T 1T Q S Q 4T Q
Wimbledon 1T 4T 2T 4T Q 2T 3T F
US Open nq 4T 1T 2T Q 4T 1T 4T

In doppio le cose sono andate ancora peggio, probabilmente con i progressi in singolare era difficile per Jana rimanere concentrata su tutto. Bisogna però riconoscere a Natasha Zvereva e Gigi Fernandez di essere state quasi ingiocabili nel corso della stagione. Lello Cirillo nel suo articolo riepilogativo giustamente dedica grande spazio alla coppia capace di conquistare tre quarti Slam, quindi passa alle altre. “Metà dei traguardi finali conquistati rispetto al ’92 anche per la cecoslovacca Jana Novotna e l’ucraina Larisa Savchenko, oggi signora Neiland, che si sono piazzate prime a Key Biscayne, Toronto ed Osaka. Ma le ragazze dell’Est hanno raggiunto anche altre 7 finali, di cui 6 perse contro Zvereva e Fernandez: tra queste i big match di Parigi e Wimbledon.”

La classifica:

media punti tornei
1 G. Fernandez 390,49 7809,73 20
2 Sukova 372,88 4474,61 12
3 Zvereva 367,90 7357,39 20
4 Novotna 306,95 4911,12 16
5 Neiland 266,04 5592,43 21
6 Sanchez 264,78 4501,20 17
7 Shriver 196,83 2952,47 15
8 Stubbs 196,80 3936,04 20
9 Smylie 181,97 3639,47 20
10 Martinez 174,50 1745,00 9

Quarto posto anche nella classifica a punti, in questo caso preceduta dalla Neiland ma a sua volta davanti a Sukova, seconda nella classifica per coppie:

1 G. Fernandez/Zvereva 6885
2 Neiland/Novotna 3935
3 McNeil/Stubbs 2705
4 Shriver/Smylie 2560
5 K. Adams/Bollegraf 2530
6 Hetherington/Rinaldi 2472
7 Sanchez/Sukova 2100
8 Coetzer/Gorrochategui 1925
9 Graham/Schultz 1535
10 Cecchini/Tarabini 1523

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Il bilancio vittorie/sconfitte è deludente, per trovare un anno peggiore bisogna tornare indietro fino al 1988.

1988 1989 1990 1991 1992 1993
49 58 58 69 60 52
15 11 7 11 12 11
76,56% 84,06% 89,23% 86,25% 83,33% 82,54%

I tornei vinti continuano a diminuire, ai tre successi con Larisa Neiland se ne affiancano uno con Andrea Strnadova e uno con Arantxa Sanchez.

86 87 88 89 90 91 92 93
W 3 5 6 9 9 7 5
F 3 4 4 2 6 5 7
S 3 2 5 3 3 2 2
Q 5 3 2 1 4 1
3T 2 2 1
2T 1 3 1 1 1
1T 5 2 1

Questi i risultati nelle prove del Grande Slam:

Torneo 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993
Australian Open ND Q S W F Q Q
Roland Garros 2T 3T ND S W W S F
Wimbledon ND 2T 3T W W F F F
US Open ND 3T 3T 3T F F F 2T
Vittorie/Sconfitte 1–1 5–3 7–3 16–3 23–1 21–3 17–4 14–4
Classifica di fine anno 137 24 13 5 2 1 4 4

Ancora un quarto di finale in Federation Cup, con stavolta un contributo non proprio brillante: una vittoria e due sconfitte in singolare, una vittoria in doppio, match giocato con Helena Sukova: era dalla fine del 1990 che le due giocatrici non scendevano più sul campo insieme.

La classifica guadagni:

1 Graf 2.821.337
2 Sanchez 1.383.239
3 Martinez 973.795
4 Novotna 876.646
5 Navratilova 861.119
6 Zvereva 825.160
7 Sukova 645.573
8 G. Fernandez 618.563
9 M.J. Fernandez 611.681
10 Sabatini 583.680

La classifica guadagni in carriera:

1 Navratilova 19.257.645
2 Graf 13.694.010
3 Evert 8.896.195
4 Seles 7.408.981
5 Sabatini 6.640.352
6 Shriver 5.071.475
7 Sukova 4.988.606
8 Sanchez 4.819.351
9 Garrison 3.993.373
10 Novotna 3.504.303
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Jana Novotna: il 1993 dalla Fed Cup a Brighton

Fed Cup, Francoforte, terra, 19-25 luglio

1T batte Amanda Coetzer 6-1, 6-4. Confronti diretti 1-0.

La Repubblica Ceca batte il Sud Africa 2-1 (vittorie di Helena Sukova su Rosalyn Fairbank e di Amanda Coetzer/Elna Reinach su Andrea Strnadova/Radka Zrubakova).

2T battuta da Sandra Cecchini 0-6, 6-2, 6-3. Confronti diretti 1-1.

Insieme a Helena Sukova batte Sandra Cecchini/Francesca Bentivoglio 6-2, 6-2.

La Repubblica Ceca batte l’Italia 2-1 (vittoria di Helena Sukova su Francesca Bentivoglio).

Q battuta da Nathalie Tauziat 6-1, 0-6, 6-3. Confronti diretti 3-2.

La Francia batte la Repubblica Ceca 3-0 (vittorie di Julie Halard su Helena Sukova e di Isabelle Demongeot/Pascale Paradis su Andrea Strnadova/Radka Zrubakova).

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Toronto, cemento, 16-23 agosto, tier I, 750.000 dollari.

È la testa di serie numero 5.

1T bye.

2T batte Marianne Werdel 6-1, 6-2. Confronti diretti 3-0.

3T battuta da Nathalie Tauziat (tds 12) 2-6, 6-4, 6-3. Confronti diretti 3-3.

Gioca il doppio con Larisa Neiland. sono la testa di serie numero 1.

1T bye.

2T battono Manuela Maleeva/Lisa Raymond 6-3, 6-4.

Q battono Rika Hiraki/Mercedes Paz 3-6, 6-2, 6-3.

S battono Rosalyn Fairbank/Chanda Rubin 7-6, 7-6.

F battono Arantxa Sanchez/Helena Sukova (tds 2) 6-1, 6-2.

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WTA 8, media 133,21.

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New York. Con Arantxa Sanchez disputa un’esibizione in favore dell’associazione Arthur Ashe. Il tennista americano era morto il 6 febbraio 1993 di AIDS, malattia contratta a seguito di una trasfusione di sangue effettuatagli nel corso di un’operazione cardiaca.

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US Open, cemento, 30 agosto-12 settembre, 3.967.250 dollari.

È la testa di serie numero 8.

1T batte Angelica Gavaldon 6-2, 6-4.

2T batte Iva Majoli 6-3, 6-0.

3T batte Laura Golarsa 6-4, 6-3.

Di questo incontro ha parlato Massimo Lopes Pegna in un articolo per La gazzetta dello sport: “Laura  Golarsa però ha fatto una buona figura contro la più forte avversaria, finalista quest’anno a Wimbledon. E ha avuto anche l’onore di giocare nel mitico stadio Armstrong: «Pensavo fosse più difficile giocare sul centrale – dice Laura – Quando si è abituati a giocare in campi minori, trovarsi nello stadio dà la sensazione che le misure siano diverse. Ma ho superato in fretta lo smarrimento».

Dopo una brutta partenza (si è trovata subito sotto 0-4), la Golarsa ha saputo recuperare e sul 4-5 si è trovata sulla racchetta una palla per il 5 pari, che la potente avversaria ha però annullato con tre servizi vincenti consecutivi. Nel 2° set le occasioni sono state ancora più ghiotte: la Golarsa è salita 2-1 e ha avuto a disposizione quattro palle per il 3-1. Ma ancora una volta le ha gettate al vento: «È questo il rimpianto più grosso – spiega –. Contro di lei ho giocato due match a Wimbledon: abbiamo vinto una volta a testa. Ogni tanto in passato regalava qualche punto, oggi non lo fa più». Anche ieri, però, la Novotna qualche regalo l’ha fatto. Dopo il mancato 3-1, le due giocatrici si sono scambiate due volte il servizio. Poi, sul 3 pari, la ceca ha ripreso il comando delle operazioni e ha concluso 6-3.”

Jana non ha smesso di fare regali, semplicemente dal 1989, anno della vittoria della Golarsa, è cresciuta parecchio, il che significa che per perdere da una giocatrice del livello della Golarsa di regali ne doveva fare davvero tanti. Comunque Laura dice che in passato Jana regalava qualche punto, e io mi domando quanti ne abbia regalati in quel lontano incontro di terzo turno conclusosi con il punteggio di 7-6, 2-6, 6-4. Non l’ho indicato come uno dei match buttati via da Jana perché non ne ho un resoconto e ricordo ben poco di quel che ha detto Rino Tommasi nel commentarlo, oltretutto all’epoca io tifavo vagamente per la Golarsa e non avevo idea di chi fosse la Novotna. Però il primo set lo ha perso al tiebreak, e il terzo 6-4, e l’ho vista più volte dominare un set fino a quando non è arrivata a 4, magari con qualche palla per il 5 (3 in due game diversi all’ultimo Wimbledon, giusto per citare il caso più famoso) e poi buttare tutto alle ortiche.

4T battuta da Kimiko Date 6-4, 6-4. Confronti diretti 1-1.

Gioca il doppio con Larisa Neiland. Sono la testa di serie numero 2.

1T battono Linda Harvey Wild/Judith Wiesner 6-2, 6-2.

2T battute da Sandy Collins/Marianne de Swardt 4-6, 6-2, 6-1.

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La classifica aggiornata al 13 settembre:

media punti
1 Graf 376,43 6399,27
2 Sanchez 238,06 4285,02
3 Navratilova 226,79 9248,30
4 Seles 212,36 2548,27
5 Martinez 163,23 2447,87
6 Sabatini 159,80 3036,14
7 M.J. Fernandez 146,03 2190,37
8 Novotna 138,56 2355,57
9 Capriati 123,67 1731,44
10 Huber 109,35 1859,00

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Lipsia, indoor, 27 settembre-3 ottobre, tier II, 375.000 dollari.

È la testa di serie numero 3.

1T batte Miriam Oremans 6-7, 6-1, 6-1. Confronti diretti 2-0.

2T batte Christina Singer (WC) 6-2, 6-4.

Q batte Magdalena Maleeva (tds 6) 6-3, 6-2. Confronti diretti 1-0.

S batte Conchita Martinez (tds 2) 6-1, 6-1. Confronti diretti 2-0.

F battuta da Steffi Graf (tds 1) 6-2, 6-0. Confronti diretti 3/18.

Gioca il doppio con Larisa Neiland. Sono la testa di serie numero 2.

1T battono Sabine Lohmann/Beate Reinstadler (q) 7-6, 6-1.

Q battono Renata Kochta/Caroline Schneider 6-2, 6-0.

S battono Anke Huber/Barbara Rittner 3-6, 7-6, 6-3.

F battute da Gigi Fernandez/Natasha Zvereva (tds 1) 6-3, 6-2.

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WTA 8, media 143,10

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Zurigo, indoor, 4-11 ottobre, tier I, 750,000 dollari.

È la testa di serie numero 2.

1T battuta da Sandra Cacic (q) 2-6, 7-5, 6-1.

Gioca il doppio con Larisa Neiland. Sono la testa di serie numero 2.

1T battono Natalia Medvedeva/Barbara Rittner 6-3, 6-4.

Q battono Kristie Boogert/Emanuela Zardo 6-2, 6-2.

S battute da Zina Garrison/Martina Navratilova 7-5, 7-6.

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WTA 8, media 136,85.

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Un articolo di Simon O’Hagan datato 16 ottobre 1993 e intitolato Profile: Serious intent of a ‘choker’ – Jana Novotna. Al suo interno il giornalista presenta il torneo di Brighton e di Jana, con ovviamente ampio spazio dedicato all’ultimo Wimbledon (http://www.independent.co.uk/sport/profile-serious-intent-of-a-choker-jana-novotna-1511203.html):

IT IS already one of the enduring images of 1993. A tearful young blonde-haired woman, her face a picture of anguish, is given a royal shoulder to cry on. ‘One day you will do it,’ the distressed woman’s comforter is saying. ‘I know you will.’ The hearts of 14,000 onlookers and millions watching on television go out to her.

Jana Novotna says she doesn’t remember very much about the Wimbledon final she lost to Steffi Graf on 3 July. Which is probably just as well. As defeats snatched from the jaws of victory go, this was a collector’s item. Novotna led 4-1 and 40-30 in the final set, the championship a mere five points away. Graf, the hottest favourite for many years in a tournament deprived of Monica Seles, was surely going to be beaten by the No 8 seed. And it would have been no fluke. Edged out of the first set 7-6, Novotna had stormed her way through the second 6-1 and kept up her remarkable form well into the third.

As she prepared to serve for the point that would have given her a 5-1 lead, there was no indication of catastrophe. In a kiss- of-death line of commentary like no other, John Barrett told viewers, ‘I think the belief is here. At moments like this in the past she has tended to choke on her leads. But I don’t think it’s going to happen today. We’ll see.’

We did indeed. Novotna blasted her second serve three feet out. Deuce. Then a simple volley that landed about six feet out. Advantage Graf. Finally, a smash that wasn’t even close to getting over the net. Game Graf. 2-4. Within 15 minutes it was 6-4 to Graf, and one of the great ‘bottle jobs’ was complete.

At least, that is how it looked. But not to Novotna. After the match she refused to accept that she had ‘choked’, and she maintains that view three months on. ‘All I was doing was going for my shots,’ she says. ‘That’s the way I play. It had worked in the semi- finals and quarter-finals. OK, I gave her a chance with the second serve and the easy volley. But I’ve looked at the tape of the final and I would play it like that again. I only have positive memories of Wimbledon. I’m very proud of what I achieved there.’

Sue Barker, the former British Wightman Cup player and Wimbledon semi-finalist, says there is a fine line between losing your rhythm and caving in. ‘No player wants to be thought of as a bottler, and if you’d asked me on the morning of the final whether I thought Jana was one, I wouldn’t have said so,’ Barker says. ‘But she does rather have that label now, and she’ll have to work twice as hard to lose it.’

This week Novotna is back in Britain for the first time since Wimbledon to compete in the Autoglass Classic in Brighton. Graf was due to be there, too, but has pulled out injured. And with the organisers’ attempt to lure Martina Navratilova or Arantxa Sanchez Vicario looking a forlorn one, the field is there for Novotna’s taking. She had ‘flu last week, so may not be at the top of her game, but is looking forward to playing in front of a British crowd again. She seems genuinely not to have suffered from the kind of experience that lesser characters might have had a great deal of trouble recovering from.

Perhaps the key is that the emotional Novotna is happyto be emotional. Breaking down in front of the Duchess of Kent wasn’t embarrassing. ‘It was a very beautiful moment for me and I think for everybody,’ she says. ‘I think it’s good to show your emotions. It can lift you up.’ Novotna’s tears can be seen as a mark not so much of instability as of stability; as evidence of a healthy capacity for self-expression.

That comes from a secure upbringing in Brno inher native Czechoslovakia, where Novotna was born 25 years ago. Her father is an engineer, her mother a schoolteacher, both sporty but not particularly tennis-minded. Novotna, who as a child enjoyed playing football, first picked up a racket when she was eight. She joined a local club and knew by the time she was 14 she wanted to make a living out of tennis.

Since 1987 she has been doing exactly that, and proving with seven titles to be among the very best of the group which has always struggled to bridge the gap to Navratilova, Seles and Graf. But Sue Barker thinks she is getting closer all the time, and could even be ‘on the brink of greatness’.

Novotna’s tennis has manyvirtues, according to Barker, including ‘one of the best second serves in the game’, which is something of an irony. ‘She likes to serve-volley both points, so she does sacrifice a few double faults,’ Barker says. ‘But she’s got a great return of serve, which she takes really early. Her volleying is sharp. She’s a very aggressive player and she has to accept that she’s going to lose a few matches because that’s the way she plays the game.’

Novotna’s development has beenoverseen by arguably the second best woman player to come out of Czechoslovakia after Navratilova – Hana Mandlikova. ‘She’s the person I can trust and count on,’ Novotna says of her coach. It’s a close relationship, and between tournaments Novotna will often base herself at Mandlikova’s home near Antwerp in Belgium, ‘where the facilities are so much better than in Czechoslovakia’.

Home is just for holidays. It was there, where her old school friends ‘admire me for what I’ve achieved but still treat me just like they always did’, that Novotna headed for a week after her Wimbledon exploits. Then she had to prepare to represent her country in the Federation Cup in Frankfurt. Her performance there was moderate – one win and two defeats. She followed that by reaching the last 16 of both the Canadian and US Opens and then, a fortnight ago, she came good again to reach the final of the Leipzig tournament. The only trouble was, it was against Graf. Graf won 6-2, 6-0.

Despite that defeat, and in an era when burn-out is affecting more andmore women players before they are even out of their teens, what is noticeable about Novotna is the sheer enthusiasm she still has for the game. To that extent she has benefited enormously from not turning professional until she was grown up, and reckons she still has four more years of good tennis inside her. ‘There are moments when I’m really tired and you travel so much that you’re living out of a suitcase, but I never really dislike it,’ she says.

She hasn’t made any particular friends on the tour, but that, she says, is true of all the leading players. ‘It’s not really possible to be friends with the girls in the top 10 when it matters so much how you play against each other.’ But there is plenty to enjoy. ‘There is always excitement and the feeling you get when you are rewarded for all your hard work.’

Hard work and giving 100 per cent, whatever the cost – these are things Novotna admires inher great heroine Madonna. And it’s not difficult to see them as defining characteristics in a woman who could yet go from being one of the most famous Wimbledon losers of all to one of its most popular winners.

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Nell’autunno Matchball ha pubblicato un’intervista alla Novotna firmata da Daria Ruggeri e intitolata Jana contro Jana:

“Accade spesso di farsi trarre in inganno dalle apparenze. Questa, probabilmente, è la ragione per cui la vera Jana Novotna è conosciuta da pochi.

Indossare una «maschera» per Jana è una forma di difesa nei confronti degli altri. Molti sono convinti che la ceka non sia una persona gentile né simpatica perché ha un aspetto sempre corrucciato quand’è in campo. Un luogo comune, che è circolato per anni nel tour accompagnato dalla chiacchiera che per parlare con lei bisognasse ascoltare anche Hana Mandlikova, la sua coach dal 1990.

La verità è che la 25enne di Brno è così dotata tennisticamente da essere stata classificata numero uno del mondo in doppio con tre differenti compagne – Helena Sukova, Gigi Fernandez e Larisa Savchenko-Neiland – così talentuosa che potrebbe stare tra le prime 5 del mondo anche in singolare – ma che non sempre il suo gioco funziona alla perfezione.

Non è facile trovare il modo di controllare le emozioni e i timori che si agitano nella mente e nell’anima: un problema, questo, che sembra essere il leit-motiv delle grandi giocatrici d’attacco ceke. Ricordate la Navratilova da giovane, o la stessa Mandlikova? Forse perché i loro schemi sono collegati alla fantasia, e solo nel momento in cui riescono ad essere fredde e concentrate diventano imbattibili.

Jana, ad esempio, ha battuto quasi tutte le prime giocatrici del mondo: Graf, Sanchez, Sabatini, Seles, Navratilova, Mary Joe Fernandez e Garrison, Ha vinto il titolo di doppio agli Australian Open, Roland Garros e Wimbledon con la Sukova, e solo la sconfitta nella finale degli US Open ’90 per mano di Gigi Fernandez e Martina Navratilova le ha impedito di realizzare lo Slam della specialità. Per scoprire le sue vere qualità – Jana è dotata di un forte temperamento, è sensibile ed è fornita di una grande senso dell’umorismo – occorre però saper andare oltre le apparenze.

«Può fare quasi tutto – dice di lei il suo ex-coach Jan Kruz – può giocare da tutti i lati del campo. Può colpire in slice, in spin e di piatto. Forse non è troppo rapida ma ha un grande anticipo ed è una grande combattente!»

Eppure, spesso limiti psicologici e fisici le impediscono di rendere al meglio, come è successo clamorosamente durante l’ultima finale di Wimbledon, ceduta in maniera rocambolesca – e amarissima, per Jana – a Steffi Graf.

«I miei problemi? Penso dipendano da tutto – risponde Jana quando affrontiamo il problema – Ma la parte mentale, la psicologia, è una parte molto importante nel tennis. La risposta va forse cercata anche nel fatto che io sono una giocatrice a tutto campo. Posso giocare da fondo, a rete, fare servizio e volée… Il punto è che così diventa molto difficile, perché ho troppe cose su cui lavorare. Se volessi essere una regolarista lavorerei sul mio dritto, sul rovescio e basta. Ma proprio perché devo lavorare su così tanti aspetti può accadere che in un torneo o in un singolo match uno di questi elementi non funzioni a dovere. Ho una grande varietà do colpi a cui evo pensare. E così, a volte capita che perda anche da giocatrici classificate peggio di me».

Ho sempre pensato che colpissi istintivamente…

«Lo faccio, in effetti, e proprio per questo quando qualcosa non va il mio gioco diventa più vulnerabile di quello di tante altre giocatrici!»

Ti capita spesso di non riuscire a concentrarti durante un match?

«Non succede spesso, magari in doppio, ma in singolare riesco a concentrarmi molto bene. Non siamo degli automi ed a volte sei stanca, hai giocato più di due ore o giochi in posti dove c’è molto rumore e movimento».

Lo scorso anno hai subito un intervento alla gamba per rimuovere una fastidiosa ciste. Sei stata un po’ di tempo in ospedale. Hai imparato qualcosa su te stessa durante quel periodo?

«Sì, a vedere il tennis sotto un’altra ottica. Era la prima volta che mi ricoveravano. Pensavo: Bene, a questo punto quale valore ha il tennis? Non è molto importante. Mi guardavo intorno e vedevo della gente veramente molto malata, con problemi seri e ciò mi faceva riflettere e guardare a questo sport in maniera diversa. L’unico inconveniente è che certi pensieri non durano a lungo, purtroppo».

Quando osservi la classifica e vedi alcune giocatrici con meno talento di te meglio piazzate in classifica, non ti mordi le mani?

«Questa è una buona domanda. Mi sono fatta spesso questa domanda. Mi dico: Come può essere prima di me? Io gioco meglio, ed ogni volta che ci incontriamo la batto. Ma è molto solida e probabilmente mentalmente più forte di me. Ed è per quello che si trova in quella posizione. È molto difficile accettarlo, quando dentro di te senti di essere la migliore. Allora mi arrabbio molto con mé stessa». Qualcuno ha detto che sei molto seria, molto professionale, ma che hai un aspetto sempre arrabbiato sul campo. Forse non sanno che sei gentile, sensibile e con un grande sense of humor.

«Certo che lo sono. A volte il mio problema è che sono molto gentile fuori dal campo, molto sensibile, e davvero non è possibile esserlo quando sei in campo. Se vuoi veramente vincere non devi esserlo. Credo sia difficile per il pubblico riconoscere chi è sensibile e chi non lo è solo guardando al comportamento in campo».

Quando eri un po’ più giovane sembravi molto timida. Oggi qualcosa t i ha cambiato, sembri un po’ più aperta e diplomatica…

«Sono ancora timida, ma ho imparato che non puoi parlare a tutti nello stesso modo. Lo impari quando vivi sul circuito. Devi sapere quando puoi dire di sì e quando devi dire no, quando puoi parlare con qualcuno e quando non parlarci. Ma anche se sono diplomatica la mia personalità non è cambiata».

È stato il tipo di vita che ti ha spinto a cambiare o qualcosa che ti ha ferito?

«No, è il tipo di vita che si conduce in questa professione. Viaggi molto, incontri gente differente, che non conosci veramente e questo ti insegna a mantenere un po’ le distanze».

Quando eri una bambina forse hai sognato di diventare una campionessa. Come immaginavi il mondo del tennis? Come immaginavi la tua carriera?

«Quando ho iniziato a giocare l’ho fatto per divertimento e non per diventare una professionista. Non ne ho avuto l’intenzione fino a 16 anni, quando crescendo ho compreso  che con il tennis avrei potuto fare una bella vita, come del resto hanno pensato molti miei colleghi nati in Cecoslovacchia. Ma pochi anni dopo, quando ho cominciato ad allenarmi con Hana ho cambiato questa prospettiva così… venale. Da quel momento il tennis per me ha significato solo trofei, titoli ed essere una professionista».

Allora non hai mai sognato…

«Credo sia stato meglio così. Non ho avuto modo di coltivare grandi aspettative e tutto quello che ho realizzato è stato come un sogno che diventava realtà»-

Quale tipo di comportamento ti infastidisce nelle persone che hai intorno?

«Difficile… Ti posso dire che la gente che non mi conosce non può avere il diritto di giudicare il tipo di persona che sono. La cosa più importante è che i miei amici mi conoscono come persona e ciò mi rende felice».

Cosa non ti piace in una persona che ti avvicina?

«Mi piace pensare che la gente si comporta con me come io farei con loro. Se io volessi chiedere un autografo non urlerei certo… Probabilmente mi avvicinerei e chiederei cortesemente un autografo o una foto. Se la gente si comporta così, di solito con me ottiene ciò che desidera. Non sopporto le persone che mentono, le bugie».

So che hai un po’ paura di volare…

«Un po’… tanto! Guardandomi non riconosceresti alcun segno esterno di nervosismo, ma dentro… Mi domando: «Chi me l’ha fatto fare? Perché non sono a casa? Soprattutto quando c’è turbolenza!»

Ti sarebbe piaciuto nascere in un altro paese?

«Sarebbe stato interessante. Forse non avrei giocato a tennis, avrei fatto qualcos’altro. Non lo so, non ci ho mai pensato, perché tanto non è possibile cambiare niente. Sono nata in Cecoslovacchia, sono cresciuta là e sono molto fortunata ad avere abbastanza soldi per fare ciò che voglio. Questo mi rende tranquilla e rende le cose più facili».

Forse non avresti imparato questo tipo di tennis…

«Ah, sì… Forse sarei stata una regolarista. Ma mi ci vedi?»

So che ti sono sempre piaciute le moto: ne hai ancora?

«Le ho vendute tutte. Non mi piacciono più: sono pericolose. Ora ho altri interessi».

Di che tipo?

«Mi piacciono molto i mobili. Mi piace disegnarli: quando avrò una casa mia spero di potermi disegnare tutto l’arredamento».

Ti ho chiesto delle moto perché volevo sapere che sensazioni provavi nel guidarle.

«Le stesse sensazioni che provo quando scio. Quando vengo giù dalle discese ho una magnifica sensazione di eternità, di essere libera, di essere sulla vetta. Tutto è sotto di te. Tu corri, fai scivolare gli sci e voli, voli sulla neve e nessuno ti può fermare!». L’erba, a volte, può essere molto più pericolosa.

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Brighton, indoor, 18-24 ottobre, tier II, 375.000 dollari.

È la testa di serie numero 1.

1T batte Rika Hiraki 6-3, 6-1.

2T batte Claudia Porwik 6-1, 6-0. Confronti diretti 3-0.

Q batte Elna Reinach 6-1, 6-1. Confronti diretti 3-1.

S batte Patty Fendick (tds 5) 4-6, 6-0, 6-3. Confronti diretti 4-3.

Il servizio di Matchball è stato scritto da Patrick Lauson e si intitola Jana fuori dal tunnel. Comincio con il match di semifinale, anche se Lauson ha parlato prima della finale: “L’incontro migliore visto all’«Exhibition Centre» durante la settimana è stato però quello giocato dalla Novotna contro Patty Fendick, l’americana che nella prima semifinale, con un gioco leggerino ma piacevole, ha messo in difficoltà la ceka togliendole il primo set e costringendola a fare prodezze per vincere il terzo.”

Io quest’incontro l’ho visto e in effetti la Fendick ha giocato davvero bene, al punto da farmi diventare una sua (molto moderata) tifosa. Lo avevo pure registrato, in modo un po’ artigianale, visto che non avevo il videoregistratore (né un cavalletto). Era il mio sistema dell’epoca: le due casse dello stereo impilate una sull’altra, un elenco del telefono per arrivare all’altezza giusta e un quadernone ad anelli per dare l’angolazione precisa, la videocamera in cima e poi iniziavo a registrare, fermando il nastro dopo ogni punto. La difficoltà era che non potevo esultare – né imprecare – perché altrimenti avrei registrato la mia voce, il problema che si tratta di un formato di nastro che ora non riesco più a vedere. Comunque il 6-3 finale non deve ingannare, fino all’ultimo non sapevo se Jana avrebbe vinto oppure no. Nel match ha fatto 3 (0) ace, 3 doppi falli e 7 (3) break.

F batte Anke Huber (tds 2) 6-2, 6-4. Confronti diretti 3-2. Ha fatto 5 (2) break.

Il servizio: “Non c’è il gatto, i topi ballano. Nella fattispecie il gatto sarebbe  Steffi Graf, che di questo torneo ha fatto una specie di proprietà privata (sei vittorie in sette partecipazioni, di cui le ultime cinque consecutive), e che non ha potuto allungare la sua serie perché bloccata da un gesso, conseguenza del recente intervento chirurgico al piede che le ha dato fastidio per tutta la stagione. Il topo, invece, è Jana Novotna, la fin troppo bersagliata «Cuor di coniglio» che nei confronti di Steffi ha un vero e proprio complesso di inferiorità.

Tutti ricordano come, non più tardi di tre mesi fa (e non più lontano di un centinaio di kilometri da Brighton) la 25enne ceka ha gettato alle ortiche il titolo di Wimbledon, perdendo contro la Graf una finale già vinta per poi abbandonarsi a un pianto disperato sulla spalla della Duchessa di Kent. Scavando un po’ più in là negli archivi va ricordato inoltre che Jana, contro Steffi, aveva perso un match incredibile (avanti di un set, 3 break-point sciupati sul 4-4 nel secondo, poi un break buttato nel terzo, ancora 5-4 e 30-0 a suo favore ma senza mai riuscire a chiudere) proprio nella finale di Brighton dell’anno scorso, e che nelle settimane precedenti aveva combinato frittate più o meno simili nei tornei di Lipsia e di Zurigo, sempre in finale, sempre al terzo set, e naturalmente sempre contro la Graf.

Stavolta però Steffi non c’era, e per la Novotna vincere a Brighton dev’essere stato più o meno come svegliarsi da un incubo, liberarsi da una maledizione. «Niente a he vedere con Wimbledon – ha però detto un po’ seccata la vincitrice – quella era tutta un’altra cosa, un’altra atmosfera. La vittoria in questo torneo non è certo una rivincita per quella sconfitta».

Staccarsi di dosso l’etichetta di perdente, dopo la finale dell’ultimo Wimbledon, non le sarà affatto facile. E lo sa bene. «Quando perdi un paio di match combattuti, come è capitato di perdere a me, è facile ritrovarsi marchiati per tutta la vita. Io sinceramente non penso di essere una che se la fa sotto nei momenti caldi (sarà vero? …ndr) ma mi sono stancata di parlarne, di dover a tutti i costi dimostrare il contrario». Jana ha ragione, i commenti perfidi sulle sue scarse doti di combattività sono stati parecchi, e duri da digerire. Ma qualcosa di vero ci deve pur essere, se a 25 anni una giocatrice dotata di così grande talento ha ottenuto solo qui a Brighton – un torneo da 375.000 dollari di solida tradizione, ma un po’ in declino – il primo titolo di una certa rilevanza della sua carriera.

In finale dall’altra parte della rete si è comunque trovata una tedesca, la bionda picchiatrice da fondo campo Anke Huber. […] in finale si è ritrovata di fronte al gioco a tutto campo della Novotna, che l’ha sovrastata col servizio e con la volée. Il match è durato 1 ora e 29, e ha avuto una sola vera emozione: il break conquistato dalla tedesca nel secondo set, con il quale si è portata 4-3; stavolta però Jana ha reagito bene nel momento difficile, ha rimontato subito e chiuso a suo favore la pratica.”

Una precisazione: quella di Zurigo era stata una semifinale, non una finale. Non ho il resoconto del match di Lipsia 1992, finito 6-3, 1-6, 6-4, ma il commento sulle tre frittate mi tenta molto circa l’opportunità di inserire anche quell’incontro fra i match sciupati da Jana.

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WTA 8, media 141,50.

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Jana Novotna: Wimbledon 1993

Wimbledon, erba, 21 giugno-5 luglio, 3.312.302 dollari.

È la testa di serie numero 8.

1T batte Emanuela Zardo 6-1, 6-3. Confronti diretti 1-0.

2T batte Ines Gorrochategui 6-0, 7-5. Confronti diretti 1-0.

3T batte Marianne Werdel 6-3, 6-1. Confronti diretti 2-0.

4T batte Miriam Oremans 7-5, 4-6, 6-4. Confronti diretti 1-0.

Q batte Gabriela Sabatini (tds 4) 6-4, 6-3. Confronti diretti 3-9.

Ha fatto 5 (o) ace, 5 (5) doppi falli e 4 (1) break.

Il commento di Rino Tommasi su Matchball: “La Novotna non ha avuto la possibilità di tremare contro Gabriela Sabatini, decisamente in crisi e diventata troppo vulnerabile sul servizio.”

S batte Martina Navratilova (tds 2) 6-4, 6-4 in 1h22’. Confronti diretti 1-5.

Ha fatto 6 (3) ace, 3 (2) doppi falli, avuto 12 (3) palle break e fatto 3 (1) break.

Il Correre della Sera ha dedicato a quest’incontro un articolo intitolato Martina, il 10 è un sogno proibito firmato da Roberto Perrone. Il giornalista ha iniziato parlando dell’età di Martina e poi è riuscito a uscirsene con un infelice “gli anni non si nascondono, ma collocano il disprezzo sulla bocca di chi vince, vedi Jana Novotna: «Non provo simpatia per lei. Siamo andate in campo e lei ha perso. Non sono dispiaciuta perché ho giocato un match incredibile e ho meritato questa finale».” Perché a volte i giornalisti sentono il bisogno di tirar fuori frasi a effetto? Che senso ha parlare di disprezzo? Jana ha giustamente sottolineato di essere orgogliosa per come ha giocato, e se anche Martina era triste per aver perso, aveva comunque alle spalle una carriera talmente straordinaria da non vedersela certo rovinata da questa sconfitta. Per Jana, al contrario, la vittoria cambiava tutto, perché era la sua seconda finale in una prova del Grande Slam, la prima a Wimbledon, quel torneo che era sempre sfuggito alla sua allenatrice Hana Mandlikova nonostante due finali raggiunte. E che i rapporti fra Jana e Martina fossero ottimi – magari non erano amiche già all’epoca, ma certo non c’erano problemi fra loro – è dimostrato dal fatto che quando è stata Martina ad ammalarsi di tumore era Jana che la faceva salire in macchina e l’accompagnava in ospedale per le sue cure. Dopo aver parlato un po’ di Martina e della sua omosessualità Perrone prosegue scrivendo che “ha abbassato la racchetta sull’ultimo servizio di Jana Novotna, cecoslovacca come lei, amazzone come lei, ma poco disposta a raccontare i suoi sentimenti.

In conferenza stampa ha chiamato in soccorso l’inossidabile signore che controlla che la conversazione resti circoscritta a lawn tennis. La solita petulante e facciadibronzo collega del tabloid di turno che ha chiesto sfacciata: «L’anello matrimoniale che ha al dito è lo stesso che ha Hana Mandlikova: ve li siete scambiati? Quando vi siete sposate? È stata una cerimonia in piena regola?». «Parliamo di tennis, please».

[…] dal Centre Court arrivava l’ultimo hurrà per Martina che aveva perso e per Jana che aveva vinto. Jana viene da Brno, ceca come Martina, ma diversa da lei in simpatia, comunicativa, dolce sfacciataggine. Jana è pienamente cecoslovacca: non solo non se n’è andata dal Paese, come Martina, ma ha preferito la grigia Brno alla Praga dai tetti d’oro e dalla grande apertura europea. Jana è allenata da Hana Mandlikova, due volte finalista qui, gran talento in parte sprecato. Jana ha spinto via da sé il sospetto che fosse nata per perdere, giocando un serve and volley preciso, sostenuta dal servizio e confortata da risposte larghe, da rovesci a scendere su cui la ex numero uno arrivava pesante: la volée le usciva come un singhiozzo. Jana non ha avuto paura quando Martina le ha rimontato dal 5-1 al 5-4 nel 1° set, non si è esclusa dalla finale quando due volte il nastro ha salvato Martina dal 2° break del secondo set ed è risalita da un 30-0 sul 5-4.

Così Jana troverà Steffi, quattro titoli, 51 match vinti a Wimbledon, 21 di seguito, l’ultimo ottenuto a spese di Conchita Martinez. I precedenti (16-3 per la Graf) a questo livello sono relativi, conteranno vizi e virtù come fame e paura, ansia e moralità.”

Articolo strano, che alterna la cronaca seria ad aggettivi che non hanno senso nel contesto in cui sono inseriti (moralità? per vedere chi è più forte?) e a discorsi scritti tanto per scrivere. Jana è rimasta in Cecoslovacchia, anzi, nella Repubblica Ceca, visto che ormai siamo nel 1993, ma le sue condizioni di vita (facilità nell’ottenere i permessi per uscire dal Paese, libertà di scegliere dove, come e con chi allenarsi, possibilità di tenere una buona fetta dei soldi guadagnati) sono buone è perché Jana è molto più giovane di Martina e proprio le decisioni di Martina hanno contribuito a cambiare le cose per gli altri tennisti. È rimasta a Brno invece di spostarsi a Praga? A Brno c’era la sua famiglia, perché avrebbe dovuto cambiare città? Parliamo di tennis, please.

Il commento di Rino Tommasi su Matchball: “Natalia Zvereva non è riuscita a spostare Martina Navratilova facendo pensare che l’anziana campionessa fosse ancora competitiva al massimo livello.

Questa impressione veniva però brutalmente cancellata dalla semifinale giocata tra Martina e la Novotna. un incontro che Jana poteva vincere molto più nettamente. Infatti è stata in testa per 5 a 1 nel primo set, chiuso poi per 64 ed ha sciupato un vantaggio di 0-40 per un secondo break nel secondo set, vinto con lo stesso punteggio del primo.”

Nella sua pagella Ubaldo Scanagatta ha assegnato a Martina Navratilova un sette: “A quasi 37 anni arrivare in semifinale è un bel risultato. Lì ha perso per la prima volta dalla Novotna. Prima o poi doveva succedere. È inevitabilmente più lenta, ma questa volta non ha perso per paura, per troppi doppi falli come le accadde con la Capriati 2 anni fa.”

Tre punti dell’incontro (senza audio):

Io questo match l’ho visto in diretta, ricordo bene l’esultanza di Jana e la mia reazione, il mio dire alla televisione “no, Jana, queste scene si fanno quando vinci la finale. C’è ancora un incontro, non devi deconcentrarti o pensare di aver già vinto”. Facile da dire, quando si è nel salotto di casa e non sui prati di Wimbledon. Ma quell’esultanza, quella gioia, così bella da vedere, mi aveva fatto una così brutta impressione…

F battuta da Steffi Graf (tds 1) 7-6 (8-6), 1-6, 6-4 in 2h14’. Confronti diretti 3-17.

Un nuovo articolo, Jana getta il miracolo Graf vince e ringrazia è firmato sempre da Roberto Perrone: “In spagnolo, che è una lingua poetica, l’espressione è più rotonda: gran perdedora. Piange Jana Novotna sulla spalla di sua altezza reale la Duchessa di Kent, che la accoglie protettiva, partecipe del suo immenso dolore. «Jana, non ti preoccupare, io credo che tu vincerai». Nobiltà d’altri tempi, attenta al protocollo ma anche dispensatrice d’umanità alla povera gente.

In questo centrale risparmiato ancora dalla pioggia ma non da due allarmi-bomba, fuori dalla commozione per la sconfitta di Jana Novotna arrivata a un passo dall’afferrare il piattone di portata, oltre la considerazione dovuta al quinto Wimbledon di Steffi Graf (il terzo consecutivo), c’è ancora il fantasma di Monica Seles a costringerci a una riflessione: adesso che non c’è la rimpiangiamo. […] Monica resta l’unica tennista del circuito capace di vincere non soltanto approfittando degli sprechi di chi le sta davanti e della loro paura. L’unica capace di giocare un tennis positivo e non solo di primeggiare in un gioco al rovescio. […]

Steffi Graf galleggia con difficoltà sulla vecchiaia di Martina Navratilova, sui rapporti difficili con padri, sorelle, madri, allenatori delle varie Gabriela Sabatini, Jennifer Capriati, Arantxa Sanchez, Mary Pearce, sulla vocazione alla sconfitta di Jana Novotna e Mary Joe Fernandez. È la migliore nel trovare una sintesi fra i propri meriti e i demeriti delle altre.

Le lacrime di Jana non possono infatti nascondere il vantaggio con cui la ragazza di Brno si è presentata, pareggiato il primo set perso al tiebreak con un micidiale 6-1 nel secondo, sulla soglia di una vittoria storica: 4-1, 40-30. Una palla del 5-1 che diventa un doppio fallo, con il game che finisce alla Graf (4-2). La tedesca va al servizio e Jana si ritrova con due palle del 5-2 (15-40), ma concede a Steffi il recupero. Jana ha ancora un break di vantaggio, ma riesce a vanificarlo con tre doppi falli (4-4). Finisce con un parziale di 8 punti a 1 (ma in totale ne avrà fatti di più la Novotna: 107-103) per Steffi, che corre ad abbracciare la madre e il padre nel palchetto dei giocatori come, prima di lei, osò solo Cash.

«Ha vinto Steffi, non ho perso io» sostiene una affranta e confusa Jana Novotna. Più lucida nel giudizio Steffi: «Al suo secondo break nel terzo set ho pensato di aver perso. Non penso che mi abbia regalato la partita, ma molti punti sì».”

L’articolo di Rino Tommasi per Matchball: “Dunque la Graf, la grande favorita della vigilia, ha vinto per la quinta volta questo torneo ma non le era mai capitato, nelle precedenti quattro occasioni, di essere così vicina alla sconfitta come nella finale giocata contro Jana Novotna. Certo Steffi era stata in pericolo contro Martina Navratilova nella finale del 1988, la prima da lei vinta, quando Martina, dopo aver vinto il primo set, era andata in testa per 2 a 0 nel secondo ma poi la Grafa aveva vinto dodici degli ultimi tredici games. Nella finale del 1991 Gabriela Sabatini aveva servito due volte per il match, sul 5 a 4 ed ancora sul 6 a 5 del terzo set, ed infine l’anno scorso un piccolo brivido aveva attraversato la schiena di Steffi quando la sud-africana Mariaan De Swaardt era stata avanti per 5 a 4 nel terzo set.

Tuttavia queste difficoltà non avvicinano nemmeno la situazione nella quale la Graf si è trovata sabato 3 luglio sul centre court di Wimbledon. Steffi aveva vinto un laborioso primo set, risalendo da 0 a 2, sciupando un vantaggio di 5 a 3, annullando addirittura (con un ace) un set point sul 5 a 6 nel tiebreak, finalmente vinto per 8 a 6.

Dopo di che la partita era stata tutta di Jana Novotna che si aggiudicava dieci de successivi dodici games, vincendo il secondo set per 61 (due set point sul 5 a 0) e portandosi in testa per 4 a 1 e 40-30 sul proprio servizio nel terzo.

Partita finita? Sembrava proprio di sì, anche perché Steffi aveva perduto la misura del dritto mentre Jana aveva migliorato la percentuale delle conclusioni positive a rete, che nel primo set non aveva superato il 50 per cento.

In quel momento, nella telecronaca per Telepiù 2, con Gianni Clerici ci siamo detti, confidandolo ai telespettatori: «Soltanto la Novotna può perdere questo incontro!»

È esattamente quello che è successo. Doppio fallo sulla palla del 5 a 1, volèe alta di dritto di elementare facilità sbagliata di cinque metri nel punto successivo, due palle per il 5 a 5 mancate, tre doppi falli su quattro punti nel game perduto sul 4 a 3. Tanti regali avrebbero rimesso in gara anche una giocatrice meno forte della Graf, che non è certo un cuor di leonessa ma che ha comunque il senso della partita, soprattutto se importante.

Era talmente sconvolta, la Novotna, che dopo essere scoppiata in lacrime tra le braccia della duchessa di Kent, nella conferenza stampa aveva il coraggio (l’unico che le si deve riconoscere) di dire di non aver perso per paura, bensì per stanchezza.

Purtroppo per Jana, di episodi altrettanto clamorosi anche se meno importanti, se ne ricordano parecchi nella sua carriera. Francamente c’era da commuoversi a vedere la sua disperazione. Chissà se le capiterà ancora un’occasione simile.

Il set ceduto nella finale è stato l’unico che Steffi Graf ha lasciato alle sue avversarie.

[…] La Graf andava in finale con un bilancio di 16 vittorie e 3 sulla Novotna ma era curioso notare come gli ultimi quattro successi di Steffi fossero stati realizzati in tre set, due addirittura al tie-break. Insomma non c’erano più le differenze delle prime sfide ed ora parleremmo addirittura di sorpasso se la Novotna avesse avuto meno paura di vincere.”

Una parte dell’intervista alla Graf pubblicata da Matchball: “Sono contentissima di aver vinto, ma mi dispiace molto per Jana, per il modo in cui ha perso.

Sul 4-1 e servizio per Jana, devo confessare che mi sono detta: okay, la stai proprio perdendo questa partita. Non ero davvero contenta di me in quel momento.

Lei alla fine mi ha regalato letteralmente alcuni punti, e sinceramente non è questa la maniera di vincere che preferisco. Deve essere stata molto dura, per lei.

Se fosse capitato a me, di servire un doppio fallo su una palla così importante, 4-1 nel terzo, probabilmente mi sarei sentita allo stesso modo.

Non so come Jana possa rimediare al suo problema di tenuta mentale. È una questione che riguarda il cervello, e il cervello umano, credetemi, è una parte molto difficile da allenare.

Cosa le ho detto durante la premiazione? Le ho chiesto se stava bene, e lei mi ha risposto che era o.k., che era passato.

Purtroppo so casa sta passando ora Jana, è capitato tante volte anche a me. So cosa prova. Per questo appena finito il match ero così allegra, ma poi, quando l’ho vista, sono diventata improvvisamente triste.”

Ubaldo Scanagatta ha assegnato a Steffi Graf 8 e mezzo: “Ha vinto, ma non ha convinto. Intanto però è arrivata al quinto trionfo a Wimbledon a soli 24 anni. Martina ha vinto il suo nono Wimbledon nel ’90, a 34 anni e tutti abbiamo parlato di un record quasi imbattibile. Mica più tanto. Nei primi 5 incontri ha perso 15 games, 3 di media a partita. Il che la dice lunga sulla situazione media del tennis femminile. Poi qualche scricchiolio con la Martinez, e i grossi rischi patiti con «SciupJana» Novotna, la più formidabile scialacquatrice di partite vinte mai vista.”

Il voto per Jana Novotna è 9: “Il miglior tennis lo ha fatto vedere lei, ma non ho mai visto nessuno perdere con tanta paura una finale già vinta sul 4 a 1, sul 4 a 2 e sul 4 a 3. Dimentico gli ultimi games perché non ha nemmeno provato a giocarli. Però non posso dimenticare quell’arco di partita nel quale ha fatto dieci games lasciandone due a Steffi. Anche contro la Sabatini e la Navratilova Jana ha giocato proprio bene. Maturerà tardi, come accadde a Martina, e anche a Lendl. Deve essere un vizio boemo.”

L’inizio del match (l’incontro inizia dopo 5’50’’):

Purtroppo il resto del match su youtube non si trova. Io ho l’intero match, ho comprato il DVD ufficiale, ma anche se lo caricassi – cosa che non intendo fare – non so quanto resterebbe su internet. Wimbledon, ho notato, è molto rigido sul copyright. I diritti appartengono al torneo, o alle televisioni che hanno trasmesso gli incontri, e ho notato diversi video che sono stati fatti sparire da internet. È sparita, per esempio, la semifinale del doppio di Wimbledon 1995 vinta da Jana Novotna/Arantxa Sanchez su Gabriela Sabatini/Brenda Schultz (https://www.youtube.com/watch?v=QlNSDt9sW9g), e la cosa mi sembra assurda. La finale femminile di Wimbledon 1993 è in vendita, è possibile acquistarla, quindi la possibilità di vederla gratis toglierebbe al torneo una fonte di guadagno. Ma l’incontro di doppio non è in vendita (e anche se lo fosse stato non lo avrei comprato, ma comprerei volentieri diversi altri incontri se solo fosse possibile farlo), non c’è nessun danno economico per nessuno se viene visto gratis, quindi perché cancellarlo? Boh…

L’intervista di Bud Collins a fine partita:

Qualche tempo dopo il torneo sempre su Matchball Luca Marianantoni ha pubblicato un articolo intitolato Sull’orlo del baratro e dedicato a partite che sembravano finite, vinte da uno dei due giocatori in campo, e che poi sono state ribaltate, e che hanno visto il successo di chi all’inizio stava perdendo. Match point mancati, ma anche situazioni di grande vantaggio non sfruttate. Marianantoni si è concentrato di più sugli uomini, ma anche le donne hanno trovato un piccolo spazio, in particolare il recente incontro londinese: “ripensando agli episodi di grande tennis che hanno fatto più notizia al Roland Garros e a Wimbledon, mi sono venute in mente le sconfitte di Gabriela Sabatini a Parigi e di Jana Novotna a Londra, avvenute quando sia Mary Joe Fernandez che Steffi Graf erano ad un passo dall’essere battute nettamente, con punteggi molto severi.

[…] proprio quella della Fernandez a Parigi e quella della Graf a Wimbledon sono state le rimonte più sensazionali nella storia del nostro sport […]Nella prestigiosa finale di Wimbledon invece Jana Novotna ha  regalato a Steffi Graf una vittoria che aveva avuto in pugno per gran parte del match; la Novotna è andata subito 2-0 nel primo set, ha recuperato da 3-5 prima di mancare un set-point nel tie break perduto per 8-6. Da quel momento ha vinto 10 dei successivi 12 games portandosi in testa per 4-1, 40-30 nel set decisivo; certamente intimorita dalla vicinanza del trionfo (e che trionfo!) non è stata in grado di gestire una situazione di netta superiorità: ha commesso un doppio fallo sulla palla del 5-1, ha sbagliato una volée alta di dritto di elementare facilità di oltre cinque metri, ha sciupato due palle per il 5-2 e sul 4-3 ha commesso tre doppi falli su quattro punti giocati. Poi non ha saputo far altro che piangere sulla spalla della Duchessa di Kent, consapevole di aver buttato all’aria la più grande occasione della sua carriera.”

L’articolo passa poi a raccontare di match più vecchi passati alla storia del tennis, io mi limito a dire che se in generale non mi importa nulla di nessun membro di nessuna famiglia reale quel giorno la duchessa di Kent mi è diventata molto simpatica. Le due donne, Jana e la duchessa, si incontreranno ancora due volte su quei prati.

Gioca il doppio con Larisa Neiland. Sono la testa di serie numero 2.

1T battono Kristin Godridge/Joanne Limmer 6-3, 6-1.

2T battono Katerina Maleeva/Nathalie Tauziat 6-4, 6-2.

3T battono Laura Gildemeister/Andrea Temesvari 6-2, 6-2.

Q battono Jo-Anne Faull/Julie Richardson 7-6, 4-6, 6-3.

S battono Pam Shriver/Elizabeth Smylie (tds 6) 6-2, 6-2.

F battute da Gigi Fernandez/Natasha Zvereva (tds 1) 6-4, 6-7 (4-7), 6-4.

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La classifica aggiornata al 5 luglio. Il commento si limita a rilevare lo scambio di posizioni fra Martinez e Fernandez e fra Novotna e Capriati:

media
1 Graf 341,61
2 Seles 278,98
3 Sanchez 245,00
4 Navratilova 203,02
5 Sabatini 160,23
6 Martinez 154,24
7 M.J. Fernandez 149,77
8 Novotna 132,38
9 Capriati 125,75
10 Huber 100,96
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Jana Novotna: il 1993 dalla Hopman Cup a Eastbourne

Hopman Cup, Perth, cemento, 29 dicembre-4 gennaio, 1.000.000 dollari.

La Repubblica Ceca è la testa di serie numero 2.

1T bye.

Q battuta da Nicole Provis 6-1, 6-4.

Insieme a Petr Korda batte Nicole Provis/Wally Masur 6-2, 7-6.

La Repubblica Ceca batte l’Australia 2-1.

S battuta da Arantxa Sanchez 6-3, 6-3.

Insieme a Petr Korda viene battuta da Arantxa Sanchez/Emilio Sanchez 3-6, 6-3, 7-5.

La Spagna (tds 2) batte la Repubblica Ceca 2-1.

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Non ne ho la certezza perché non ho un riscontro dai miei articoli, ma sospetto che si sia ritirata senza giocare dal torneo di Sydney (11-17 gennaio). Nell’occasione risulta vacante la terza testa di serie, in un elenco che comprende Gabriela Sabatini (1), Arantxa Sanchez (2), Jennifer Capriati (4), Anke Huber (5), Helena Sukova (6), Lori McNeil (7) e Zina Garrison (8). Chi c’era, in classifica, in quel periodo, fra Sanchez e Huber? Capriati, Novotna, Mary Joe Fernandez e Manuela Maleeva. La Capriati il torneo lo ha giocato, restano le altre tre, con Jana che certamente si era recata in Australia – aveva partecipato alla Hopman Cup – e che generalmente il torneo di Sydney lo giocava. Non solo, è vacante anche la prima testa di serie nel doppio, con le altre tre che sono Mary Joe Fernandez/Zina Garrison, Lori McNeil/Rennae Stubbs e Jill Hetherington/Kathy Rinaldi. Mary Joe a quanto pare a Sydney c’era, ma è più facile immaginare che abbia scelto di partecipare solo alla competizione di doppio piuttosto che immaginare che, infortunata, si sia ritirata solo dalla competizione di singolare (la più importante) e che un’altra giocatrice di vertice si sia infortunata e abbia a sua volta rinunciato al doppio.

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Australian Open, cemento, 18-31 gennaio, 2.000 dollari.

È la testa di serie numero 8 (dopo Fernandez – 4 – e Capriati – 7 – e prima di Huber – 11, giusto per cercare di identificare l’assente di Sydney).

1T batte Sandrine Testud 6-2, 6-4. Confronti diretti 1-0.

2T battuta da Robin White 4-6, 7-5, 6-2. Confronti diretti 2-1.

Rino Tommasi, nella sua pressoché costante campagna per accorciare i tabelloni femminili perché a suo giudizio si tratta di partite inutili, ha sottolineato come la maggior parte delle più forti sia andata avanti senza troppi problemi: “Se ci sono state alcune eccezioni alle regole appena ricordate esse sono state provocate dalla fragilità di alcune giocatrici di buona classifica (Jana Novotna, Lori McNeil e Zina Garrison, le sole teste di serie che non si sono qualificate per gli ottavi di finale)”.

Gioca il doppio con Larisa Neiland. Sono la testa di serie numero 2.

1T battono Amanda Coetzer/Louise Field 2-6, 7-6 (7-5), 6-1.

2T battono Jessica Emmons/Ginger Helgeson 3-6, 7-5, 6-2.

3T battono Lindsay Davenport/Chanda Rubin 4-6, 6-4, 9-7.

Q battute da Pam Shriver/Elizabeth Smylie (tds 10) 6-3, 6-3.

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WTA 9, media 81,00.

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Tokyo, indoor, 2-8 febbraio, tier I, 750.000 dollari.

È la testa di serie numero 4.

1T batte Kyoko Nagatsuka 6-0, 6-1. Confronti diretti 1-0.

2T batte Mana Endo 6-4, 6-2. Confronti diretti 2-0.

Q batte Pam Shriver 6-7, 6-3, 6-4. Confronti diretti 2-3.

S battuta da Larisa Neiland 7-5, 6-3. Confronti diretti 1-2.

Gioca il doppio con Larisa Neiland. Sono la testa di serie numero 2.

1T battono Yayuk Basuki/Nana Miyagi 6-4, 6-0.

Q battono Sandy Collins/Mary Pierce 6-7, 6-3, 6-3.

S battuta da Martina Navratilova/Helena Sukova (tds 3) 6-2, 5-7, 6-4.

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Osaka, indoor, 8-14 febbraio, tier III, 150.000 dollari.

È la testa di serie numero 1.

1T batte Mana Endo 7-5, 6-3. Confronti diretti 3-0.

2T batte Joice-Riana Sutedja 6-0, 6-0.

Q batte Wang Shi-ting (tds 6) 6-3, 6-1. Confronti diretti 1-0.

S batte Pascale Paradis (tds 7) 3-6, 7-6, 6-2. Confronti diretti 1-0.

F batte Kimiko Date (tds 5) 6-3, 6-2. Confronti diretti 1-0.

Gioca il doppio con Larisa Neiland. Sono la testa di serie numero 1.

1T battono Jo-Anne Faull/Julie Richardson 6-3, 6-3.

Q battono Chen Li Ling/Li Fang (WC) 6-3, 6-1.

S battono Laura Gildemeister/Andrea Temesvari 6-4, 7-6.

F battono Magdalena Maleeva/Manuela Maleeva 6-1, 6-3.

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WTA 9, media 83,91.

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Parigi, indoor, 15-21 febbraio, tier II, 375.000 dollari.

È la testa di serie numero 4.

1T batte Sandrine Testud 6-2, 6-2. Confronti diretti 2-0.

2T batte Noelle Van Lottum 6-3, 6-0.

Q batte Nathalie Tauziat (tds 5) 7-6, 4-6, 6-2. Confronti diretti 3-1.

Laura Beccara ha scritto su Tennis oggi: “Uno dei migliori match della settegiorni parigina è stato senz’altro quello che ha visto opposta Jana Novotna (n. 4) alla beneamina di casa Nathalie Tauziat (n. 5). Il confronto si è risolto al terzo set ma, nonostante il facile punteggio dell’ultima frazione, è stato combattuto fino all’ultimo quindici.”

I commenti del dopo-partita. Novotna: “È stato un match psicologicamente piuttosto complicato. Credevo davvero che non sarei riuscita a liberarmi dalla ragnatela di colpi da fondocampo nella quale mi aveva invischiato Nathalie”. Tauziat: “Non voglio mettere scuse, ma lo strappo che mi sono procurata nel primo incontro con la Habsudova mi ha infastidito un po’. Ho dato lo stesso il massimo, ma Jana sui punti importanti ha giocato meglio di me”.

S battuta da Martina Navratilova (tds 2) 6-1, 6-2. Confronti diretti 0-5.

Il commento della Novotna dopo la partita: “Ho fatto troppi errori e non sono riuscita a seguire lo schema tattico che mi ero prefissa. Forse, inconsciamente ero anche un po’ emozionata”.

Gioca il doppio con Andrea Strnadova. Sono la testa di serie numero 1.

1T battono Silvia Farina/Elena Pampulova 3-6, 6-4, 6-1.

Q battono Pascale Paradis/Sandrine Testud 6-1, 6-4.

S battono Elena Brjuchovec/Karin Kschwendt 6-4, 4-6, 6-3.

F battono Jo Durie/Catherine Suire 7-6 (7-2), 6-2.

Il commento su Tennis oggi: “La coppia favorita per il titolo, Novotna-Strnadova, non ha deluso le aspettative e in due facili sets ha fermato il duo più esperto, ma anche più attempato, composto da Jo Durie e Catherine Suire.

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Delray Beach, cemento, 1-7 marzo, tier II, 375.000 dollari.

Gioca il doppio insieme a Larisa Neiland. Sono la testa di serie numero 2.

1T bye.

2T battono Maria José Gaidano/Mercedes Paz 6-1, 6-4.

Q battono Steffi Graf/Stephanie Rehe (tds 6) per ritiro.

S battono Sandy Collins/Rachel McQuillan (tds 7) 6-2, 7-5.

F battute da Gigi Fernandez/Natasha Zvereva (tds 1) 6-2, 6-2.

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WTA 9, media 86,79.

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Lipton, Key Biscayne, cemento, 8-22 marzo, tier I, 900.000 dollari.

È la testa di serie numero 6.

1T bye.

2T batte Louise Field (q) 6-2, 6-2.

3T batte Patricia Hy 3-6, 7-5, 6-2. Confronti diretti 5-1.

4T batte Stephanie Rottier 6-2, 6-4. Confronti diretti 1-0.

Q battuta da Gabriela Sabatini (tds 3) 6-2, 6-3. Confronti diretti 2-9.

Il commento di Rino Tommasi su Matchball: “La solita discontinua Novotna sciupava un vantaggio di 2 a 0 nel primo set e di 3 a 1 nel secondo di fronte alla Sabatini”. Non conto quest’incontro fra quelli che Jana ha buttato via per paura di vincere per il semplice fatto che non è neppure andata vicina a vincere un set, altro che l’incontro. Però l’andamento, con 6 game di fila persi nel primo set e 5 di fila nel secondo dopo essere andata in vantaggio è quanto men sospetto. Nella sua pagella Ubaldo Scanagatta ha assegnato un 7 alla giocatrice argentina: “Per la partita con la Graf meriterebbe quattro, forse anche tre. La tiro un po’ su perché ha giocato meglio con la Novotna, che tante volte l’ha messa in difficoltà in passato.”

Gioca il doppio con Larisa Neiland. Sono la testa di serie numero 2.

1T bye.

2T battono Ines Gorrochategui/Sandrine Testud 6-3, 6-4.

3T battono Evgenia Manjukova/Leila Meshki (tds 16) 7-5, 3-6, 6-1.

Q battono Isabelle Demongeot/Elna Reinach (tds 8) 6-4, 6-4.

S battono Lori McNeil/Rennae Stubbs (tds 3) 6-7, 6-1, 6-4.

F battono Jill Hetherington/Kathy Rinaldi (tds 5) 6-2, 7-5.

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Houston, terra verde, 22-28 marzo, tier II, 375.000 dollari.

È la testa di serie numero 4.

1T bye.

2T batte Bettina Fulco 6-3, 6-2. Confronti diretti 1-0.

Q batte Radka Zrubakova (tds 8) 6-3, 7-5. Confronti diretti 7-1.

S battuta da Sabine Hack 4-6, 7-6, 7-6. Confronti diretti 1-1.

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A volte anche gli articoli dedicati ad altri atleti possono presentare dati interessanti. Con il match di secondo turno del torneo di Amelia Island (5-11 aprile) Gabriela Sabatini ha vinto la sua partita numero 500. Matchball ha prontamente pubblicato la classifica delle 13 giocatrici capaci di vincere almeno 500 incontri nell’era Open. Si tratta di Martina Navratilova (1372 vittorie, 191 sconfitte), Chris Evert (1309/146), Virginia Wade (838/329), Billie Jean King (695/155), Evonne Goolagong (695/158), Steffi Graf (609/79), Pam Shriver (591/227), Wendy Turnbull (577/318), Hana Mandlikova (567/195), Rosie Casals (528/308), Helena Sukova (527/227), Zina Garrison (508/215) e Gabriela Sabatini (5037134). L’aggiornamento è al 18 aprile. Un’altra tabella riporta invece il numero di vittorie in carriera delle attuali top 10:

Navratilova 1372
Graf 609
Sabatini 503
Man. Maleeva 441
M.J. Fernandez 317
Sanchez 303
Novotna 281
Seles 251
Martinez 226
Capriati 135

Visto che io sono riuscita a trovare informazioni riguardo a 243 match vinti, significa che me ne mancano 38. Non ho idea di quanti siano gli incontri persi di cui non sono riuscita a trovare il punteggio.

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WTA 9, media 94,47.

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Amburgo, terra, 26 aprile-2 maggio, tier II, 375.000 dollari.

È la testa di serie numero 4.

1T batte Jo Durie 6-0, 6-2. Confronti diretti 4-0.

2T batte Heike Rusch 6-3, 6-3.

Q batte Anke Huber 6-1, 6-3. Confronti diretti 2-2.

S battuta da Steffi Graf (tds 2) 6-3, 3-6, 6-1 in 2h11’. Confronti diretti 3-16.

Ha fatto 4 (6) break, 0 (1) ace e 7 (3) doppi falli.

Questo è il torneo in cui Monica Seles è stata accoltellata alle spalle da un folle tifoso di Steffi Graf durante il suo match dei quarti di finale contro Magdalena Maleeva.

Gioca il doppio insieme a Larisa Neiland. Sono la testa di serie numero 1.

1T battono Magdalena Maleeva/Manuela Maleeva per ritiro.

Q battono Katerina Maleeva/Barbara Rittner per ritiro.

S battono Anke Huber/Judith Wiesner 6-2, 6-2.

F battute da Steffi Graf/Rennae Stubbs (tds 2) 6-4, 7-6 (7-5).

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Roma, terra battuta, 3-9 maggio, tier I, 750.000 dollari.

È la testa di serie numero 7.

1T bye.

2T battuta da Francesca Bentivoglio (q) 7-5, 7-6 (7-5) in 2h03’.

Ha servito il 58 (78)% di prime palle e fatto 2 (0) ace e 9 (2) doppi falli, di cui uno nel tiebreak.

Troppo poco un tiebreak per dire che Jana ha buttato via la partita, in assenza di commenti che ne facciano un resoconto, e anche se so di aver visto in diretta il match non ne ricordo praticamente nulla. Certo quella statistica di errori gratuiti, ben 44 commessi da Jana, 29 commessi dalla Bentivoglio, a fronte dei 28 (24) colpi vincenti, è significativa. La Bentivoglio si trovava oltre la trecentesima posizione di classifica (329!) e aveva avuto bisogno di una wild card anche per giocare la qualificazioni, certo non aveva esperienza di match ad alto livello, anche se la determinazione non le mancava. Probabilmente siamo di fronte all’ennesimo match sciupato da Jana.

Gioca il doppio con Arantxa Sanchez. Sono la testa di serie numero 2.

1T bye.

2T battono Nanne Dahlman/Ei Iida 6-0, 6-2.

Q battono Petra Schwarz/Noelle Van Lottum 6-0, 7-5.

S battono Lori McNeil/Rennae Stubbs (tds 3) 6-3, 6-1.

F battono Mary Joe Fernandez/Zina Garrison (tds 4) 6-4, 6-2.

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WTA 9, media 94,25.

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Strasburgo, terra, 17-23 maggio, tier III, 150.000 dollari.

È la testa di serie numero 1.

1T bye.

2T batte Katerina Kroupova 7-5, 6-1.

Q batte Florencia Labat (tds 6) 6-4, 6-4.

S battuta da Judith Wiesner (tds 4) 7-6, 6-4. Confronti diretti 2-6.

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Il mensile francese Tennis Magazine ha effettuato un sondaggio fra numerose giocatrici di vertice per identificare i colpi migliori. Sommando i punti di tutte le categorie Jana si è piazzata quattordicesima nella considerazione delle colleghe, mentre nel sondaggio precedente, nel 1988, si era piazzata complessivamente ventinovesima. A votare sono state Sabine Appelmans, Jennifer Capriati, Sandra Cecchini, Amanda Coetzer, Carrie Cunningham, Kimiko Date, Lindsay Davenport, Isabelle Demongeot, Marianne De Swardt, Jo Durie, Nadin Ercegovic, Rosalyn Fairbank, Christelle Fauche, Gigi Fernandez, Mary Joe Fernandez, Alexandra Fusai, Zina Garrison, Laura Gildemeister, Ines Gorrochategui, Steffi Graf, Julie Halard, Linda Harvey Wild, Anke Huber, Claudia Kohde-Kilsch, Florencia Labat, Petra Langrova, Katerina Maleeva, Magdalena Maleeva, Manuela Maleeva, Conchita Martinez, Lori McNeil, Rachel McQuillan, Leila Meskhi, Dominique Monami, Martina Navratilova, Jana Novotna, Mary Pierce, Nicole Provis, Stephanie Rehe, Barbara Rittner, Chanda Rubin, Gabriela Sabatini, Arantxa Sanchez, Larisa Savchenko, Brenda Schultz, Pam Shriver, Rennae Stubbs, Helena Sukova, Patricia Tarabini, Nathalie Tauziat, Andrea Temesvati, Sandrine Testud, Wang (questa non la ricordo, e su internet trovo riferimenti a una tennista nata nel 1992, direi che si tratta di un’altra ragazza), Nicole Wasserman, Judith Wiesner, Emanuela Zardo e Radka Zrubakova. Era possibile citare due tenniste, Jana ha scelto sempre di indicare un solo nome. Per il miglior servizio ha indicato Steffi Graf (vincitrice), per la miglior risposta Monica Seles (vincitrice), per il miglior dritto Monica Seles (seconda dietro la Graf), per il miglior rovescio Monica Seles (vincitrice), per la migliore volée Martina Navratilova (vincitrice), per il miglior passante Monica Seles (vincitrice), per il miglior lob Arantxa Sanchez (vincitrice), per il miglior smash Martina Navratilova (vincitrice), per la migliore smorzata Arantxa Sanchez (vincitrice), per il miglior gioco di gambe Arantxa Sanchez (seconda dietro la Graf), per il miglior fisico Steffi Graf (vincitrice) e per la maggiore forza mentale Monica Seles (vincitrice). Jana si è piazzata seconda nella categoria volée, dietro a Navratilova e davanti a Gigi Fernandez, Sabatini, Sukova, McNeil, Zvereva, Garrison, Shriver e Savchenko.Il suo nome è stato fatto da Coetzer, Davenport, Durie, Gorrochategui, Graf, Huber, Katerina Maleeva, Magdalena Maleeva, Martinez, Meskhi, Pierce e Sanchez, diverse giocatrici hanno indicato una sola preferenza (tutte, con l’eccezione della Rubin, hanno fatto il nome della Navratilova). Ottavo posto nella catogoria smash dietro a Navratilova, Graf, Sukova, Sanchez, Zvereva, Sabatini e Gigi Fernandez e davanti a Capriati, Seles, Shriver, Stubbs, Savchenko, Magers e Rehe. Il suo nome è stato fatto da Durie (come prima scelta) e Tauziat.

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Roland Garros, terra, 24 maggio-6 giugno, 3.456.143 dollari.

È la testa di serie numero 7

1T batte Claudia Porwik 6-3, 6-3. Confronti diretti 2-0.

2T batte Christina Papadaki (q) 3-6, 6-2, 6-2.

3T batte Katerina Kroupova 2-6, 6-2, 6-3.

4T batte Natasha Zvereva 6-3, 6-3. Confronti diretti 4-2.

Q battuta da Arantxa Sanchez (tds 2) 6-2, 7-5. Confronti diretti 6-3.

Il servizio della televisione francese:

Un servizio un po’ più lungo:

Gioca il doppio con Larisa Neiland. Sono la testa di serie numero 2.

1T battono Wiltrud Probst/Christina Singer 6-4, 6-2.

2T battono Elena Pampulova/Virginia Ruano Pascual 6-3, 6-2.

3T battono Isabelle Demongeot/Elna Reinach (tds 11) 6-2, 6-4.

Q battono Katerina Maleeva/Nathalie Tauziat 6-4, 7-6 (7-2).

S battono Amanda Coetzer/Ines Gorrochategui (tds 13) 6-4, 6-7 (1-7), 7-5.

F battute da Gigi Fernandez/Natasha Zvereva (tds 1) 6-3, 7-5.

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La classifica aggiornata al 7 giugno

media punti
1 Graf 329,88 4948,27
2 Seles 306,31 3675,77
3 Sanchez 240,06 4081,02
4 Navratilova 203,15 2437,80
5 Sabatini 168,24 2860,14
6 M.J. Fernandez 154,97 2479,67
7 Martinez 131,67 2370,17
8 Capriati 122,99 1721,94
9 Novotna 102,25 1840,57
10 Huber 97,71 1563,50

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Eastbourne, erba, 14-20 giugno, tier II, 375.000 dollari.

Gioca il doppio con Larisa Neiland. Sono la testa di serie numero 2.

1T battono Rachel McQuillan/Claudia Porwik 6-1, 7-6.

2T battono Lindsay Davenport/Chanda Rubin 6-1, 7-5.

Q battono Elena Brjuchovec/Natalia Medvedeva 6-2, 7-5.

S battono Katrina Adams/Manon Bollegraf (tds 7) 6-3, 6-2.

F battute da Gigi Fernandez/Natasha Zvereva (tds 1) 2-6, 7-5, 6-1.

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