Stefan Edberg contro Ivan Lendl, semifinale Australian Open 1985

Prima di arrivare a guardare tennis sul serio, ad appassionarmene davvero, c’è stata una finta. Mio fratello minore già lo guardava, era tifoso di Ivan Lendl. Una rarità in Italia visto che la maggior parte degli appassionati preferiva tifare per atleti dal gioco più spettacolare o dalla personalità più dirompente. La cosa buffa è che pure mio marito è stato un tifoso di Lendl.

Dopo aver iniziato anch’io a seguire il tennis mi sono resa conto di quanto fosse forte e pericoloso Lendl. Mai amato, ma era un giocatore che rispettavo, di quelli da prendere sempre con la dovuta cautela. Bisognava batterlo, perché certo lui non regalava nulla. Una sola volta l’ho visto davvero perdere il controllo, contro Michael Chang nel Roland Garros del 1989. Se il suo gioco da fondo era asfissiante i suoi passanti facevano paura. Quanto alle altre zone del campo era tutt’altro che negato, con un ottimo servizio e volée scolastiche, per dirla come tanti commentatori, ma sempre efficaci se non gli si chiedeva cose impossibili. Io però sono un’amante delle volée impossibili, o anche delle volée e basta. Avrei potuto diventare una tifosa di Stefan Edberg quasi fin dall’inizio, invece non ho guardato davvero quello che la televisione stava trasmettendo e ho dovuto arrivare a lui tre anni più tardi.

Era il 1985. Stefan era un giovane promettente, anche se la vittoria di Boris Becker a Wimbledon qualche mese prima aveva fatto confluire sul tedesco le attenzioni di tutti. A fine anno Stefan era nella top 10, uno dei giocatori più forti, ma i suoi tre successi dell’anno erano arrivati in tornei di secondo piano, Memphis (su Yannick Noah), San Francisco (su Johan Kriek) e Basilea (ancora su Noah). Non che io lo sapessi all’epoca, sapevo solo che lo svedese era decisamente carino e che stava giocando contro l’idolo di mio fratello. Non sapevo neppure che per arrivare a disputare quella semifinale aveva dovuto annullare due match point a Wally Masur nel terzo turno, né che l’incontro con Lendl sarebbe stato poi indicato da molti commentatori come il match dell’anno. Io ho visto qualche spezzone, e per prendere in giro mio fratello ho detto che avrebbe vinto Edberg. Ipotesi quanto mai improbabile visto che Ivan era in primo giocatore al Mondo e che aveva vinto tutte le ultime 31 partite che aveva disputato. Stefan ha interrotto la sua striscia vincente e sullo slancio si è portato a casa l’Australian Open, il suo primo torneo del Grande Slam, dominando in finale Mats Wilander.

Questo è il match, suddiviso in diversi tronconi. La qualità dei primi sei video è tutt’altro che eccelsa, ma la qualità del gioco vale davvero l’impegno della visione. E poi c’è l’ultimo.

1/8

2/8

3/8

4/8

5/8

6/8 Da vedere per i primi sette minuti, perché poi…

Questo video lo ha caricato qualcun altro. Non ci sono più gli istanti tagliati fra un punto e l’altro per risparmiare tempo, il commento è in italiano e soprattutto la qualità dell’immagine è ottima. La qualità del gioco è altissima, il video è lungo ma vale davvero la pena guardarlo. Si tratta dell’intero 5° set:

Qui, tradotto in inglese, c’è un articolo d’epoca relativo alla vittoria di Edberg all’Australian Open del 1985: http://stefanstennis.free.fr/index.php?option=com_content&view=article&id=1%3Aedberg-wins-in-australia-and-sweden-changes-look-&catid=1%3Aaustralian-open&Itemid=29.

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