Midori Ito e il triplo Axel

Axel Paulsen

L’Axel è il salto più famoso del pattinaggio artistico. Nel 1989 non lo sapevo, ma è l’unico salto che si esegue con partenza in avanti e per questo è anche il più riconoscibile. L’atterraggio, come per tutti gli altri salti, è all’indietro, il che significa che la rotazione è maggiore. Fare un Axel significa compiere in aria un giro e mezzo, due giri e mezzo se l’Axel è doppio e tre giri e mezzo se l’Axel è triplo.

Il salto deve il suo nome ad Axel Paulsen, pattinatore norvegese dal notevole talento. Nato nel 1855, è stato l’inventore di un nuovo tipo di pattini interamente in metallo, privi perciò della parte di legno che prima veniva inserita fra pattino e scarpa, e con lame più lunghe e sottili di quelle usate in precedenza. Pattini da corsa, perché lui ha partecipato a parecchie gare di velocità vincendo premi in denaro e stabilendo anche diversi primati ufficiosi. Ufficiosi, non ufficiali, perché l’ISU (International Skating Union) venne fondata solo nel 1882, e i suoi risultati sono precedenti. Nel 1882 il signor Paulsen presentò anche il salto che lo avrebbe reso famoso per l’eternità nella prima competizione di pattinaggio di figura mai svolta. Non erano ancora i campionati mondiali, quella gara sarebbe nata solo nel 1896 e lui non avrebbe potuto parteciparvi. Il suo peccato? Aver vinto premi in denaro nella velocità ed essere quindi ritenuto un professionista.

Quanto ha perso lo sport con questa assurda divisione fra dilettanti e professionisti? Quanti atleti che avrebbero potuto eccellere in un determinato sport non vi si sono invece potuti dedicare perché, non potendo guadagnare soldi, non potevano permettersi di sprecare anni in un’attività costosa che non gli rendeva nulla? E quanti atleti sono fuggiti prima del tempo? Axel Paulsen non ha mai disputato un Mondiale, ma il suo nome viene ricordato in ogni competizione di pattinaggio artistico. Lui è una di quelle pochissime figure che davvero sono state fondamentali nel loro sport, ed è incredibile che il suo contributo sia avvenuto senza gare.

Il primo doppio Axel in una competizione è stato eseguito da Dick Button alle Olimpiadi del 1948, la prima donna è stata Carol Heiss nel 1953. Per avere il primo triplo Axel maschile abbiamo dovuto aspettare il 1978 e il canadese Vern Taylor. Dopo di lui è arrivato un altro canadese, Brian Orser, che ha eseguito il secondo triplo Axel della storia, e poi il terzo, il quarto, e ha finito per rendere comune un salto prima ritenuto impossibile. Non per nulla Orser è stato soprannominato Il re del triplo Axel. E le donne?

Midori Ito

Eccolo qui il 1989. L’anno prima mia cugina aveva ammirato le Olimpiadi, con la Battaglia dei Brian e quella delle Carmen. Lei si era divertita tantissimo, io sono incappata in alcune fanciulle che pattinavano in televisione e mi sono fermata a guardarle. La prima che ricordo di aver visto è stata una giapponese, in uno sport in cui credevo non ci fossero atleti giapponesi di rilievo. Si chiamava Midori Ito.

Non avevo idea di chi fossero Axel Paulsen, Dick Button o Vern Taylor, e Brian Orser era semplicemente uno dei due protagonisti della Battaglia dei Brian, quello che aveva perso. Non avevo neppure idea di cosa fosse un Axel, o un Lutz, o un Salchow, e come di distinguessero l’uno dall’altro. Quello che ho visto è stato una ragazzina fare un salto enorme, lottare un po’ per tenere l’equilibrio, riuscirci e aprirsi in un sorriso enorme, mentre la commentatrice evidentemente esaltata da quanto visto continuava a ripetere “Triplo Axel! Ha fatto un triplo Axel!” Qualunque cosa fosse doveva essere importante, e io mi sono esaltata con loro.

Midori ha eseguito un esercizio fenomenale. Non perfetto da un punto di vista interpretativo, ma visto che quello era il mio primo esercizio non avevo certo la capacità per distinguere tutte le sottigliezze. Non le distinguo tutte ora, figuriamoci allora. Però mi ha divertita ed esaltata. La sua rivale Jill Trenary, in testa dopo le prime due parti di gara, deve essersi un po’ sciolta dopo quell’Axel. La sua prestazione è stata incolore, certo non del livello che poteva raggiungere, tanto è vero che alla fine è scivolata al terzo posto, superata pure dalla tedesca Claudia Leistner. La Trenary si sarebbe rifatta l’anno dopo conquistando il titolo mondiale proprio davanti alla Ito, ma quel giorno è stato tutto della giapponesina. Per il pattinaggio è stato un giorno storico. Per me, molto più modestamente, è stato l’inizio di una passione che mi accompagna ancora oggi.

L’esercizio libero di Midori Ito ai Mondiali di Parigi del 1989:

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