Daniela Silivas, La World Cup del 1986

 

L’evento più importante del 1986 per la ginnastica artistica è stata senza dubbio la World Cup di Pechino, un evento a cui potevano partecipare, su invito, le atlete che meglio si erano classificate ai Mondiali dell’anno prima. La principale rivale di Daniela Silivas, come era avvenuto in passato e come sarebbe avvenuto ancora in futuro, è stata Elena Shushunova. La vittoria è andata alla russa per un’inezia, con la differenza fra le due data dal punteggio sul volteggio. Ci sarà un motivo per cui nella ginnastica artistice femminile il volteggio è l’unico attrezzo che non amo… Terza si è piazzata Oksana Omelianchik, già campionessa del mondo nel concorso individuale nel 1984.

Nei concorsi di specialità Daniela si è piazzata quarta al volteggio, giusto per ribadire il concetto che quello non era il suo esercizio anche se, come vedremo in futuro, alcuni risultati importanti li ha ottenuti lo stesso. Per forza, era talmente brava che a volte anche nel suo esercizio peggiore riusciva a salire sul podio. Non questa volta comunque. E, tanto per gradire, quarto posto pure nel corpo libero, stanca e delusa per aver appena mancato l’oro nella trave. Al di là dell’argento nell’individuale quindi si è portata a casa “solo” altre due medaglie, un argento nella trave e un bronzo nelle parallele asimmetriche. Per lei una gara deludente.

World Cup, parallele nel concorso individuale, dove ha preso 9,950:

 

World Cup, trave nel concorso individuale, dove ha preso 9,925:

World Cup, corpo libero nel concorso individuale, punteggio 9,950. È una bambina e si vede, non nelle capacità tecniche, anche se nel successivo biennio sarebbe ancora migliorata, ma nel fatto che la coreografia è pensata per una bambina. Nel successivo biennio pur essendo ancora giovanissima avrebbe presentato programmi molto più maturi. I limiti di questo programma, comunque, consistono solo nel fatto che noi sappiamo quanto sarebbe maturata dopo, non in una qualche lacuna nella sua presentazione. È qualcosa di davvero difficile da definire a parole, ma se questo sport si chiama ginnastica artistica e non semplicemente ginnastica è perché l’aspetto artistico è fondamentale. Certo, lo è anche quello atletico. Comunque l’esercizio di Daniela è tutto da ammirare:

World Cup, uno dei volteggi nel concorso individuale:

World Cup, parallele asimmetriche. Con quest’esercizio, da 9,900, ha vinto la medaglia di bronzo di specialità. La classifica delle parallele ha visto la vittoria di Elena Shushunova con 19,925 seguita da Oksana Omelianchik con 19,900 e da Daniela con 19,850:

World Cup, trave. Con quest’esercizio, da 9,900, ha vinto la medaglia d’argento di specialità dietro Oksana Omelianchik. Peccato per l’uscita:

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