Stefan Edberg: primi passi nel mondo del tennis

 

Negli ultimi giorni si sta parlando molto di Stefan Edberg e del suo essere entrato a far parte dello staff di Roger Federer. Non c’è dubbio sul fatto che siano due dei giocatori più eleganti che abbiano mai calcato i campi di tennis. Tempo fa, commentando il libro di David Foster Wallace Il tennis come esperienza religiosa, sostituivo, nella mia personalissima opinione, il nome di Stefan Edberg a quello di Roger Federer usato da lui.

Federer ha vinto di più, non c’è dubbio, ma la cosa per me ha un’importanza relativa. Le vittorie contano, se non si vince nulla non si può essere definiti campioni, ma oltre un certo livello sono statistica. Fanno piacere, ma quello che per me è sempre stato più importante sono le emozioni che il singolo atleta è capace di trasmettermi.

Come ho già detto, ho seguito la carriera di Edberg dai tempi di Wimbledon 1988, anche se mi era già capitato di vederlo brevemente all’Australian Open del 1985. Il suo presente da… allenatore? motivatore? fonte d’ispirazione? quello che è. Il suo presente mi incuriosisce, più o meno seguo tutto quello che fa, grazie anche all’ottimo sito gestito da Mauro Cappiello: http://stefanstennis.free.fr/. Io non intendo certo fare concorrenza al suo sito, non ho il tempo e non ne vedo l’utilità. Però ho deciso di ripercorrere, in modo più o meno approfondito a seconda dell’atleta, la carriera degli atleti che mi hanno colpita neo corso degli anni.

Oggi è il compleanno di Stefan, il 48°. Per parecchi anni, fra il 1987 e il 1996, lo ha festeggiato in Australia. Prima no, fino al 1985 l’Australian Open si giocava in dicembre, e dopo il 1996, anno del suo ritiro, non è più tornato in quel continente. Ora è di nuovo lì per un’avventura che non immaginava di compiere fino al momento in cui non ha ricevuto una telefonata da un certo giocatore svizzero.

Sapete che Stefan non ha mai perso nel giorno del suo compleanno? Nemmeno da junior, quando gli è capitato di giocare due partite lo stesso giorno. E a proposito di anni junior, inizio il mio viaggio nella sua carriera proprio da qui.

1966

19 gennaio. Nasce a Västervik. I suoi genitori sono Bengt Edberg, poliziotto, e Babro, casalinga. Ha un fratello minore, di cui al momento mi sfugge il nome.

1973

Inizia a giocare a tennis dietro suggerimento della madre, il cui desiderio è tenere il suo magro bambino lontano dalle piste di hockey Non so in quale momento inizia a essere allenato da Sven Bergsten, dal 1979 passa sotto la guida di Percy Rosberg, già allenatore di Bjorn Borg.

1977

Inizia a vincere le prime competizioni giovanili in Svezia. Vince la Kalle Anka Cup under 12 e la McDonalds Cup under 12. Esordisce anche nella squadra senior del suo circolo, il Westerviks Tennis Klubb. Il suo bilancio a fine anno è di nove vittorie e una sconfitta. Anni fa ho letto una frase di un’intervista di un membro del circolo che ricordava come all’inizio degli incontri i loro avversari ridessero vendendo entrare in campo quel ragazzino con una borsa quasi più grande di lui, ma che a fine incontro fossero loro a ridere.

1978

Vince la Stiga Cup under 12 e la McDonalds Cup under 12.

1979

Vince la McDonalds Cup under 14.

1980

A Nizza vince in Campionato Europeo under 14 battendo in finale Peter Svensson. Il match, durato oltre tre ore, si conclude con il punteggio di 6-7, 6-3, 8-6.

Fa parte della squadra svedese che a Barcellona vince la Copa del Sol battendo in finale l’Italia per 4-1.

Fa parte della squadra svedese che vince la Tulip Cup.

Vince il titolo nazionale indoor.

Vince il titolo nazionale estivo.

Vince la McDonalds Cup under 14.

A Taipei vince la Kennex Cup under 14 in singolare e in doppio.

1981

Al torneo dell’Avvenire di Milano (under 16) batte al secondo turno Gianluca Pozzi con il punteggio di 4-6, 6-0, 6-3. In finale viene sconfitto da Pat Cash, di un anno più grande e soprattutto all’epoca molto meglio dotato da un punto di vista muscolare. Il suo rovescio è a due mani.

Vince la McDonalds Cup under 16.

Fa parte della squadra svedese finalista in Coppa Borotra, sconfitta 3-2 dalla Francia.

Fin qui i risultati dei primi anni, quelli sui quali ho meno informazioni. Un giovane promettente, ma anche Diego Nargiso nel 1985 ha vinto il torneo junior di Wimbledon e non è mai stato più che un buon giocatore. Lo stesso anno che Nargiso vinceva fra i piccoli il diciottenne Boris Becker vinceva il torneo fra i grandi, dimostrando che le gare di categoria non contavano più molto. All’inizio degli anni ’80 ancora avevano la loro importanza, ma buoni risultati junior non significano necessariamente che quell’atleta diventerà un campione. Ciò che ha fatto Stefan nella sua carriera lo ripercorrerò con più calma in futuro.

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