Kurt Browning: il 1985

Brian Orser è stato il portabandiera canadese alle Olimpiadi di Calgary del 1988

Da giovane Kurt Browning non doveva avere le idee molto chiare su cosa significasse fare sport ad alto livello, su quali fossero le caratteristiche minime necessarie per gareggiare ad alto livello, ma certo non aveva ambizioni piccole. Nel 1983 ha vinto i Campionati canadesi novice, e già si vedeva come partecipante alle Olimpiadi di Sarajevo del 1984. Invece quell’anno, a causa di un incidente d’auto che lo ha sconvolto a tal punto da fargli addirittura mancare la qualificazione ai Campionati canadesi junior, non ha praticamente fatto gare di rilievo, ma il suo obiettivo era quello. Beata ingenuità. A Sarajevo c’è giustamente andato Brian Orser, che ha conquistato (per colpa di un settimo posto nelle figure obbligatorie) “solo” una medaglia d’argento alle spalle di Scott Hamilton. La medaglia di bronzo è andata a Josef Sabovcik. Il secondo pattinatore canadese, Gary Beacom, si è piazzato undicesimo e al termine della stagione si è ritirato.

Tracey Wainman nel 1980

Le ambizioni c’erano, ma la strada per crescere era ancora lunga. Un incontro molto importante Kurt lo ha avuto, nel 1984, con Tracey Wainman, ex bambina prodigio che nel 1980, a soli 12 anni, era stata capace di conquistare il bronzo nei Campionati canadesi senior. Nel 1981 aveva portato a casa il titolo. Questi risultati l’avevano immediatamente proiettata sulla scena internazionale: 14ma ai Mondiali del 1980 (21ma nelle figure obbligatorie, 17ma nel programma tecnico e 10ma in quello libero) e 10ma ai Mondiali del 1981 (6° nelle figure obbligatorie, 15ma nel programma tecnico e 10ma in quello libero). La stampa canadese l’aveva indicata come atleta dell’anno, l’ultimo successo nel pattinaggio artistico di una canadese risaliva al 1973, quando a trionfare era stata Karen Magnussen. Le aspettative sulla Waiman erano altissime e lei, anche a causa dei notevoli mutamenti del fisico negli anni dell’adolescenza che ne hanno completamente cambiato l’equilibrio, non ha retto la pressione. Settima ai Campionati canadesi del 1983, non si è qualificata per le successive Olimpiadi, dove invece sono andate Kay Thomson (dodicesima) ed Elizabeth Manley (tredicesima).

La Waiman ha aiutato molto Browning sulle figure obbligatorie. Un altro incontro fondamentale per Kurt è stato quello con Brian Power, il coreografo che ha realizzato i suoi programmi per i Mondiali del 1991. Quante sono le figure importanti dietro quell’unico atleta che conosciamo?

Il 1991 però è ancora lontano, e Kurt all’epoca è solo un ragazzo scatenato e ipercompetitivo su tutto, con un fortissimo desiderio di primeggiare. Anni prima era stato capace, insieme a un cugino, di andare a piedi fino a casa dell’autista del pullman che portava lui e gli altri ragazzi a scuola, il primo giorno di lezione, solo per poter essere il primo a salirvi. Solo che la stessa idea l’avevano avuta altri due compagni, e così quando al mattino l’uomo era uscito di casa si era trovato davanti alla porta quattro ragazzi che lo stavano aspettando. Normale perciò che nei seminari organizzati dalla federazione per i giovani atleti volesse mettersi in mostra, un po’ meno normale il modo in cui lo ha fatto.

Kurt Browning nel 1994

Kurt Browning nel 1994

Una notte ha semplicemente deciso di fare salto in alto con la recinzione di un parcheggio, e ha scoperto che non è il caso di saltare se il suolo è pieno di macchie d’olio. Ovviamente uno dei piedi è andato per conto suo, lui si è appeso al cancello e lo ha fracassato, e si è ritrovato a subire un bel terzo grado dagli uomini della sicurezza. Naturalmente ha dovuto rimborsare il danno, cosa non facilissima visto che non aveva soldi.

Il problema dei soldi, da lui ignorato regolarmente, ogni tanto tornava a farsi sentire. Già nel 1983, dopo aver vinto i campionati novice, aveva avuto bisogno di un prestito per poter rimanere a Montreal e partecipare al galà, visto che la federazione dell’Alberta non pensava che lui potesse ottenere un risultato di rilievo e in un primo momento aveva finanziato solo una trasferta breve. Poi quei soldi sono stati rimborsati al suo amico, ma quella delle tasche vuote è una costante. In autunno per migliorare un po’ la situazione ha provato anche a lavorare come cameriere, ma dopo sei mesi, essendosi reso conto che l’impegno in più lo aveva fatto peggiorare sia nella scuola che nel pattinaggio, ha abbandonato il lavoro.

Nell’agosto del 1984 la federazione dell’Alberta lo ha mandato all’Arctic Blades di Los Angeles, una competizione il cui scopo principale era fargli conoscere persone che non aveva mai visto prima, metterlo a contatto con diversi tipi di allenamento e fargli accrescere la fiducia in sé stesso. L’esperienza lo ha aiutato a maturare e lo ha visto ritornare a casa con un quinto posto a livello junior e la consapevolezza di essere riuscito ad atterrare il suo primo triplo loop in una competizione.

Non con tutti i salti comunque ha un buon rapporto. All’inizio dell’inverno si è ritrovato a sbagliare in allenamento otto o nove Lutz di fila. Non specifica quanti giri fossero, ma se aveva da poco atterrato un triplo loop suppongo che il Lutz fosse doppio. Michael Jiranek, vedendolo stanco, gli aveva detto che per quel giorno era meglio che smettesse di saltare. Però quando un giudice importante come Rosemary Marks gli ha chiesto di eseguirne uno lui non si è sentito di dirle no, ma la cosa è stata una pessima idea: durante la puntata la lama del suo pattino sinistro si è infilata nello scarponcino destro, tagliandolo, e poi nel suo piede. Risultato: cinque punti di sutura, dieci giorni senza pattinaggio e una paura a compiere quel salto durata anni, al punto che per molto tempo non è riuscito a inserire un Lutz nei suoi programmi.

Kurt Browning ai Campionati canadesi junior del 1985

Qualche tempo dopo, all’inizio del 1985, ha conquistato il titolo canadese nella categoria junior inserendo nel suo programma lungo una combinazione doppio toe loop/ triplo toe loop. Alle sue spalle si sono piazzati Mattew Hall e Lauren Patterson. Hall si sarebbe piazzato terzo ai campionati senior nel 1989, alle spalle di Browning e di Michael Slipchuk, e ottavo nel 1995 e 1996, con due quarti posti a Skate Canada nel 1988 e 1989 come migliori risultati in competizioni internazionali di un certo livello. Fra i senior ha vinto, per la quinta volta consecutiva, Brian Orser. Se controllo regolarmente i risultati dei canadesi, che Kurt nella sua autobiografia non riporta quasi mai, è per capire in quale contesto si muoveva e quanto forte è stato l’impatto dei suoi successi nel momento in cui hanno cominciato ad arrivare.

A questo proposito ricordo che in campo maschile c’erano stati, per il Canada, un argento 1932) conquistato da Montgomery Wilson ai Mondiali, un oro (1962) e due argenti (1959 e 1960) conquistati da Donald Jackson, un oro (1963) conquistato da Donald McPherson, un bronzo (1957) conquistato da Charles Snelling, uno (1965) da Donald Knight e uno (1974) da Toller Cranston prima del bronzo di Brian Pockar (1982) e dei due bronzi di Brian Orser (1982 e 1983) e ai suoi primi argenti degli anni 1984 e 1985.

Barbara Ann Scott

Nelle altre discipline c’erano stati fra le donne un bronzo per Constance Wilson Samuel (1932), due ori per Barbara Ann Scott (1947 e 1948), un argento per Wendy Griner (1962), un oro e un bronzo (1965 e 1964) per Petra Burka e un oro, un argento e un bronzo per Karen Magnussen (1973,1972, 1971).

Fra le coppie di artistico avevano conquistato un bronzo Suzanne Morrow e Wallace Diestelmeyer (1948), due ori e due argenti Frances Defoe e Norris Bowden (1954, 1955, 1953 e 1956), quattro ori Barbara Wagner e Robert Paul (1957, 1958, 1959, 1960), un oro e un argento Maria Jelinek e Otto Jelinek (1962 e 1960), un bronzo Debbie Wilkes e Guy Revell (1964), un oro e un bronzo Barbara Underhill e Paul Martini (1984 e 1983) e un bronzo Katherina Matousek e Lloyd Eisler (1985). Lloyd Eisler avrebbe successivamente ottenuto i suoi risultati più importanti con un’altra partner, Isabelle Brasseur.

Nella danza due argenti e un bronzo (1957, 1958 e 1959) per Geraldine Fenton e William McLachlan, un argento e un bronzo (1960 e 1962) per Virginia Thompson e William McLachlan e un argento (1964) per Paulette Doan e Kenneth Ormsby. Complessivamente sono 13 ori, 12 argenti e 10 bronzi su 69 edizioni dei Mondiali prima del 1980, a cui vanno aggiunti i successi di Pockar, Orser, Underhill e Martini e Matousek ed Eisler che Browning poteva sentire in qualche modo come “vicini” perché ottenuti quando anche lui aveva deciso di percorrere la strada del pattinaggio.

Karen Magnussen

A livello olimpico il Canada aveva ottenuto un bronzo (1932) con Montgomery Wilson, uno (1960) con Donald Jackson, uno (1976) con Toller Cranston e un argento (1984) con Brian Orser, un oro (1948) con Barbara Ann Scott, un bronzo (1964) con Petra Burka e un argento (1972) con Karen Magnussen, un bronzo (1948) con Suzanne Morrow e Wallace Diestelmeyer, un argento (1956) con Frances Defoe e Norris Bowden, un oro (1960) con Barbara Wagner e Robert Paul e un bronzo (1964) con Debbie Wilkes e Guy Revell, mentre non aveva ottenuto medaglie nella danza (disciplina entrata nel programma olimpico solo nel 1976). In tutto, in 14 edizioni fino al 1976 compreso, sono 2 ori, 2 argenti e 6 bronzi, a cui si aggiunge l’argento di Orser del 1984.

Finita la parte storica con nomi e medaglie, quello che segue è, a quel che so io, il video più vecchio fra quelli in circolazione, dedicato a Kurt Browning. Purtroppo si vede molto male, ma la tecnologia di registrazione è un po’ datata, e poi chi si aspettava che quel ragazzino che ha vinto il titolo junior avrebbe ottenuto risultati così importanti a livello mondiale? Valutare un esercizio vecchio è sempre difficile perché le difficoltà tecniche richieste sono cambiate con il trascorrere negli anni, ma va notato che i commentatori parlano di esercizio very strong, molto forte, e di eccellente combinazione, e sottolineano quanto appaia rilassato il ragazzino. La giornalista dice di aver apprezzato anche la coreografia, cosa per noi difficile da gustare davvero in un video di questa qualità, ma un inizio di passi interessanti c’è, e sappiamo quel che diventeranno i passi di Kurt con il trascorrere del tempo.

Nel video si vede pure un dettaglio divertente. Quando esce dalla pista Kurt regge un enorme oggetto blu. Si tratta di Gummy, il pelouche di un personaggio televisivo che il Royal Glenora Club aveva adottato come mascotte per quella gara. Ancora nel 1991 Kurt riteneva che fosse il più grosso oggetto mai lanciato su una pista di pattinaggio su ghiaccio, ma forse il cavallo che ha ricevuto al termine del programma lungo delle Olimpiadi del 1994 lo batte. È più basso, ma anche più lungo. Il punteggio finale:

tecnico                  5,3 – 5,5 – 5,3 – 5,3 – 5,3 – 5,5 – 5,5

artistico               5,2 – 5,2 – 5,4 – 5,3 – 5,4 – 5,5 – 5,6

Era, ricordo, una gara junior di un atleta che non aveva ancora esperienza internazionale. Nella sua gara più importante Kurt Browning sarebbe drammaticamente rimasto ben al di sotto di questi punteggi, ma di questo parlerò in futuro.

Christopher Bowman nel 1989

Nel giugno del 1985, poco dopo aver compiuto 19 anni (Kurt, ricordo, è nato il 18 giugno del 1966), la federazione canadese ha deciso di farlo esordire a livello internazionale. La sua prima gara è stata la Coup d’Excellence di Montreal dove si è piazzato quinto. Davanti a lui si sono piazzati ai primi due posti due americani, Christopher Bowman e Danny Doran, e al terzo e quarto due canadesi, Marc Ferland e Mark MacVean. Bowman, già campione del mondo junior nel 1983, in seguito avrebbe duellato con Kurt per il titolo mondiale piazzandosi secondo nel 1989 e terzo nel 1990 (e quarto, comunque davanti a Kurt, nelle Olimpiadi del 1992). Ferland aveva vinto i campionati canadesi novice nel 1982, l’anno d’esordio di Browning che lo aveva visto classificarsi dodicesimo su 13 partecipanti. Nel 1983, quando Kurt vinceva fra i piccoli, Ferland si piazzava terzo fra gli junior e nel 1984, con Kurt fuori gioco per via dell’incidente, Ferland era arrivato secondo fra gli junior. Era andato pure ai Mondiali junior Ferland, piazzandosi quarto nel 1983 e secondo nel 1984, quindi all’epoca fra i giovani era un avversario di tutto rispetto. Poi è sparito, nel 1985 e 1986 ha partecipato solo a due gare, Nebelhorn Trophy di Obestdorf e Skate America, ma non ai Campionati canadesi, e a volte mi viene da chiedermi perché ragazzini promettenti siano spariti così. Avevano già dato tutto? Si sono fatti male?

In agosto Kurt è venuto per la prima volta in Europa. Mannaggia, ora viene per Art on Ice, con tappe tra l’altro a Zurigo, Losanna e Davos, e io non riesco ad andare a vederlo. Spero torni ancora a portata di treno.

A St. Gervais vincendo il programma libero si è piazzato secondo dietro al campione junior americano Doug Mattis e davanti al vice campione francese Philippe Roncoli. Qualche giorno dopo si sono ritrovati tutti a Oberstdorf, ma dopo una spanciata sul primo salto del programma libero era, chissà perché, senza fiato, e ha concluso la gara al nono posto. Inutile dire che Jiranek non era particolarmente felice dei suoi continui alti e bassi e che gli ha fatto una lavata di capo notevole. Sul podio sono andati nell’ordine il tedesco Richard Zander, undicesimo ai Mondiali di quell’anno e settimo nel suo anno migliore, il 1990, l’americano Doug Mattis e il francese Laurent Depouilly, già quindicesimo alle Olimpiadi del 1984 e undicesimo ai Mondiali del 1983, perciò tutti più esperti di Kurt.

In ottobre ha partecipato a Skate America, dove si è trovato davanti il più importante gruppo di avversari che avesse mai incontrato. Il successo è andato al polacco Jozef Sabovcik davanti all’americano Brian Boitano, al sovietico Viktor Petrenko e all’altro americano Christopher Bowman. Sabovcik, più grande di Browning di tre anni, aveva conquistato il bronzo alle Olimpiadi del 1984. Boitano, anche lui tre anni più grande di Browning, nel 1985 aveva conquistato la sua prima medaglia mondiale, un bronzo. Petrenko era più giovane ma proveniva da una scuola molto solida, e nel 1985 aveva già disputato il suo primo Mondiale piazzandosi nono, dopo essere arrivato sesto agli Europei. Decisamente tutt’altra esperienza internazionale. Kurt si è piazzato ottavo, giusto davanti all’altro canadese Marc Ferland. Il brutto piazzamento, oltre all’alto livello dei partecipanti, è dovuto a due fattori. Kurt ha fatto un errore clamoroso in una delle figure obbligatorie, piazzandosi dodicesimo su dodici. E poi durante il programma libero si è fatto male alla schiena. Quanto male all’epoca non lo sapeva, e nessun dottore gli ha suggerito di fare una radiografia.

E con questa simpatica immagine finisce il 1985.

Advertisements
This entry was posted in pattinaggio and tagged , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s