Pattinaggio artistico a Sochi 2014: gli sconfitti

Aliona Savchenko e Robin Szolkowy

Ci sono molti modi di perdere una medaglia olimpica. C’è quello di Aliona Savchenko e Robin Szolkowy, terzi nelle coppie di artistico dopo gli immensi Tatiana Volosozhar e Maxim Trankov e Ksenia Stolbova e Fedor Klimov.

Savchenko-Szolkowy hanno conquistato ben quattro Campionati del Mondo: 2008, 2009, 2011, 2012, accontentandosi dell’argento nel 2010 (dietro Pang Quing e Tong Jian) e nel 2013 (dietro Volosozhar-Trankov) e del bronzo nel 2007. Anche a livello europeo gli ori sono quattro, a cui vanno aggiunti tre argenti, e quattro sono gli ori della finale del Grand prix, compreso quello di quest’anno conquistato sconfiggendo i soliti Volosozhar-Trankov. Difficile quindi non considerarli fra i favoriti, anche se agli ultimi Europei si erano ritirati perché Aliona non era in condizioni perfette. E poi c’era da riscattare il bronzo olimpico di Vancouver di quattro anni fa, dove erano arrivati da (due volte) campioni del mondo in carica. Secondi nel programma tecnico a un soffio da Shen Xue e Zhao Hongbo, che poi avrebbero conquistato il titolo, con il programma lungo si erano fatti superare da quei Quing e Jian che un mese dopo li avrebbero battuti anche ai Mondiali.

Nel programma corto Volosozhar-Trankov stabiliscono il nuovo record del Mondo e Savchenko-Szolkowy, per quanto bravi (il loro punteggio è superiore a quello che gli aveva consentito di vincere la finale del Grand prix, 79,64 contro il 79,46 di quella gara), si ritrovano a inseguire i rivali che li staccano di quasi 5 punti. Nel lungo Volosozhar-Trankov un paio di piccole imprecisioni le compiono, ma sono dettagli. Nulla di paragonabile alle due cadute di Savchenko-Szolkowy, quella di Robin sul triplo toe-loop in parallelo e quella di Aliona sul difficilissimo triplo Axlel lanciato. Risultato: Quarto posto nel programma lungo e terzo complessivo. A livello artistico Aliona e Robin sono stati pagati quanto Stolbova-Klimov, ma se gli elementi tecnici non ci sono, o sono eseguiti male, non c’è nulla da fare.

Evgeny Plushenko

C’è quello di Evgeny Plushenko, ritornato alle gare dopo l’ennesimo periodo di inattività dovuto a problemi fisici o al suo essere ritenuto ineleggibile da parte della federazione internazionale e costretto al ritiro proprio per problemi fisici dopo un importante contributo alla sua nazione nella gara a squadre. Evgeny però, nonostante i tre titoli mondiali e quello olimpico, a cui vanno ad aggiungersi due argenti olimpici, un argento e un oro mondiali e sette ori e tre argenti europei, e le indubbie capacità interpretative, non era il principale favorito per l’oro nonostante l’ottima prestazione nella gara a squadre.

Patrick Chan

Il favorito d’obbligo in virtù dei suoi tre titoli mondiali nelle ultime tre stagioni, preceduti da due secondi posti dietro un Daitsuke Takahashi che, per quanto artisticamente bravissimo, a livello di salti non appare più competitivo con i migliori e a un Evan Lysacek ritiratosi dopo il trionfo olimpico del 2010, era Patrick Chan. Certo, c’era quel Yuzuru Hanyu, quarto ai Mondiali dello scorso anno, che lo aveva appena sconfitto nelle finali del Grand prix e che quindi non andava sottovalutato.

Yuzuru Hanyu

Nel programma corto Hanyu ha stabilito il nuovo record del Mondo, Chan non è stato perfetto ma quasi quattro punti di svantaggio sono recuperabili se il livello tecnico di due atleti è praticamente lo stesso e quello che è in testa fa qualche errore. Gli altri erano troppo staccati perché potessero pensare di infastidirli, anche se i due leader della classifica fossero caduti due volte. Di fatto Hanyu è caduto due volte, spalancando un portone nel quale Chan avrebbe potuto entrare senza problemi. Rotazioni non completate che comportano la degradazione dei salti e step out evidenti, mano a terra compresa anche se non viene chiamata la caduta, fanno sì che il punteggio tecnico di Chan, anche se è il secondo della giornata per tutte le altre cose che è riuscito a fare, sia oltre quattro punti più basso di quello del rivale (solo due togliendo le deduzioni per le cadute), e non bastano i quasi due punti in più nell’impressione artistica per consentirgli di superarlo. Il libero di Chan è, appunto, il secondo della giornata, inferiore a quello di Hanyu che naturalmente porta a casa il titolo. Chan però potrà mangiarsi le mani per anni per quello che ha fatto.

Se Savchenko-Szolkowy hanno commesso troppi errori e perso pure il secondo posto, sapevano però di dover dare una prestazione straordinaria per vincere, e una prestazione straordinaria richiede rischi notevoli che non sempre portano i risultati sperati. Chang, pattinando dopo il suo rivale, sapeva di dover semplicemente pattinare bene come aveva fatto in altre occasioni. Al trofeo Bompard, non troppo tempo fa, aveva fatto 196,95. Non serviva quel punteggio, ma il 178,10 che ha fatto alle Olimpiadi è stato troppo poco per consentirgli di vincere. Gli sarebbero bastati cinque punti in più, non quei 18 che comunque era in grado di fare. Fare un triplo Axel bene, invece di eseguirlo solo doppio e male, per esempio, o un Salchow triplo e non doppio nella combinazione finale. Se Chang non ha vinto e si è dovuto accontentare dell’argento è solo colpa sua, perché Hanyu con il programma libero gli aveva lasciato ampie possibilità.

Tessa Virtue e Scott Moir

C’è quello di Tessa Virtue e Scott Moir. Virtue e Moir avevano già vinto l’oro olimpico a Vancouver 2010 attendo i rivali Meryl Davis e Charlie White. Negli ultimi anni la danza sono stati loro, questi quattro atleti straordinari. Oro olimpico nel 2010 e mondiale nel 2010 e 2012 per Virtue-Moir, e argento mondiale nel 2011 e 2013 dietro a Davis-White (oltre all’argento mondiale del 2008 e al bronzo del 2009), oro mondiale nel 2011 e 2013 per Davis-White e argento olimpico nel 2010e mondiale nel 2010 e 2012 dietro a Virtue-Moir. Ovvio che la lotta per l’oro fosse ristretta a loro, anche perché i loro punteggi erano talmente più alti di quelli degli avversari che nessuno poteva pensare di inserirsi un quella che si annunciava fin da subito come una lotta a due. Gli altri atleti di vertice gareggiavano per il bronzo, e lo sapevano.

Meryl Davis e Charlie White

Davis e White, tanto per cambiare, hanno eseguito un programma tecnico straordinario stabilendo il nuovo record del Mondo. Virtue e Moir forse sono stati pagati un po’ poco dalla giuria e si sono ritrovati a oltre due punti di distacco pur eseguendo un esercizio stupendo. Virtue-Moir non si sono scoraggiati e hanno eseguito un programma lungo magistrale, con il quale hanno stabilito il nuovo record del Mondo su quella parte della gara. Quando fai il record del Mondo cosa puoi fare di più? Quali recriminazioni puoi avere? Il loro record del mondo è durato giusto 20 minuti, il tempo necessario ai loro rivali per scendere sul ghiacco e completare l’esercizio, ma Tessa e Scott sono usciti dalla gara alla grande. Il fatto che siano stati sconfitti indica solo l’altissimo livello raggiunto dai loro avversari. Tifavo per i canadesi, ma per quanto avrei preferito un risultato diverso non posso non ammirare i campioni, e non essere felice per gli esercizi meravigliosi che entrambe le coppie hanno eseguito. I campioni sono meritatamente Davis e White, ma a differenza di Chan, con cui condividono il colore della medaglia, Virtue e Moir escono dalle Olimpiadi a testa alta.

E poi c’è la gara femminile, ma visto che ho scritto fin troppo per oggi mi fermo qui.

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