Stefan Edberg e Dick Wertheim: tragedia sul campo di tennis

Nel 1983 Stefan Edberg era un ragazzino molto promettente. Nella categoria Under 18 ha conquistato il Grande Slam, a tutt’oggi l’unico giocatore a esserci riuscito, e se avesse voluto lui avrebbe potuto partecipare a tornei Under 18 per altri due anni. Non lo ha fatto perché non aveva senso, nelle gare di categoria non aveva più nulla da dimostrare né poteva vincere niente di più importante rispetto a quanto aveva già vinto. Fra i senior ha iniziato a muovere i primi passi quell’anno, con due semifinali in tornei del circuito maggiore, un quarto di finale in una prova dello Slam e un 53° posto complessivo a fine stagione. Ha pure iniziato a lavorare con colui che sarebbe diventato il suo allenatore storico, Tony Pickard.
Tutto perfetto quindi? No, perché si è reso involontariamente protagonista della più grossa tragedia mai capitata su un campo da tennis. Era il 10 settembre del 1983, e stava giocando la semifinale dell’Open degli Stati Uniti Under 18 contro Patrick McEnroe, fratello minore di John, match che avrebbe vinto per 6-4, 3-6, 7-6. Secondo altri testi che ho letto il fatto sarebbe accaduto in finale, match che Edberg ha vinto contro Simon Youl con il punteggio di 6-4, 6-4, ma la mia impressione è che abbia ragione chi parla della semifinale.
Un suo servizio ha colpito il giudice di linea Dick Wertheim e lo ha fatto cadere a terra. Secondo una versione diversa che ho letto Wertheim non sarebbe neppure stato colpito, si sarebbe semplicemente scansato bruscamente per evitare di essere colpito. Quale delle due cose sia davvero avvenuta è poco importante, quel che è importante, purtroppo, è che nella caduta Wertheim ha picchiato male la testa. Il colpo è stato così forte da procurargli un’emorragia cerebrale. Cinque giorni dopo Wertheim, che aveva sessant’anni, è morto, senza aver mai ripreso conoscenza.
Una tragedia incredibile eppure vera, che in qualche modo macchia la carriera di un giocatore straordinario anche se Stefan non ha alcuna colpa. Il giovane Edberg piangeva, durante i minuti di sospensione dell’incontro per prestare soccorso a Wertheim, e quando il match è ricominciato lui e Patrick McEnroe, profondamente scioccati, hanno giocato l’ultima parte del terzo set in modo terribile. Ma chi poteva avere la testa sulla partita? Dopo quell’episodio Stefan aveva pure pensato di lasciare il tennis, anche se fortunatamente ha cambiato idea. Fortunatamente per chi lo ha ammirato giocare per tanti anni, ma anche per lui stesso perché è riuscito a venir fuori da quel brutto episodio molto meglio di come avrebbe fatto se invece avesse lasciato che quella morte condizionasse la sua vita così tanto da fargli abbandonare uno sport che amava e nel quale sapeva di poter ottenere grandi risultati.
Da qualche parte ho letto che, memore di quanto avvenuto, avrebbe iniziato a servire più piano. Non so se sia vero, ma non mi sento neppure di escluderlo. Il suo servizio negli anni è diventato famoso per la precisione e l’effetto che sapeva imprimere alla palla, non per la velocità.
Qui ho trovato un ricordo di quell’episodio: http://lagazettedutennis.blogs.lequipe.fr/2013/09/17/us-open-1983-edberg-dans-le-chaos/

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