Sandra Bezic: The Passion to Skate

Sandra Bezic

Chi è Sandra Bezic? No, anche se nel 2010 il suo nome è stato incluso nella Hall of Fame canadese di pattinaggio è inutile che cerchiate il suo nome fra quelli dei vincitori di una medaglia olimpica o mondiale perché non c’è. Fra le coppie di artistico Sandra, insieme a suo fratello Val, è arrivata terza ai campionati canadesi del 1969 e ha vinto le successive cinque edizioni, mentre a livello mondiale si è classificata nona alle Olimpiadi del 1972, quattordicesima ai Mondiali del 1970, nona a quelli del 1971, ottava a quelli del 1972, sesta a quelli del 1973 e quinta a quelli del 1974. Ha partecipato anche a due edizioni dei Campionati del Nord America, quasi un corrispondente americano dei Campionati Europei prima che quella gara venisse abolita, piazzandosi quinta nel 1960 e terza nel 1971. Una buona carriera senza però quei picchi di eccellenza che fanno ricordare gli atleti che ne sono protagonisti, anche se lei si è ritirata perché si è fatta male, e senza quell’infortunio magari a una medaglia ci sarebbe arrivata. E allora perché le è stato tributato quell’onore?
La prima volta che ho sentito il suo nome è stato quando ho saputo che aveva coreografato Casablanca di Kurt Browning.

O forse quando ho saputo che aveva coreografato Singing in the Rain sempre di Kurt Browning.

Li ha coreografati entrambi, ma onestamente non ricordo di quale ho saputo prima. A proposito, ha coreografato pure il programma corto di Kurt del 1993:

Ovvio che da quel momento ho iniziato a essere molto interessata alla sua attività di coreografa. Fra le altre cose ha coreografato i due programmi che hanno consentito a Brian Boitano di vincere le Olimpiadi del 1988, il corto

e il lungo, anche se purtroppo il video di Calgary non è disponibile e c’è solo quello dei successivi Mondiali in cui, da quel che ho letto, non ha pattinato allo stesso livello anche se ha ugualmente vinto il titolo:

Suo è anche il programma con cui Kristi Yamaguchi ha vinto le Olimpiadi del 1992

quello con cui Barbara Underhill e Paul Martini hanno vinto i Mondiali del 1984

o, venendo in anni più recenti, quello di Tara Lipinski delle Olimpiadi del 1998

Ne ha coreografati molti altri, ma mi sembra che già questa sia una bella lista. E poi ha realizzato diversi film e special televisivi sul pattinaggio, compreso il Carmen on Ice con Katarina Witt, Brian Orser e Brian Boitano e You Must Remember This con Kurt Browning.
Un pezzo della Carmen:

Qui è tutto perfetto, ma nelle prove i due pattinatori si sono scontrati più volte perché non abituati a pattinare in coppia, e diverse volte Katarina si è legata davvero con quella corda. L’effetto finale però è notevole.

A furia di leggere il nome della Bezic associato a quello di così tanti straordinari pattinatori ho finito con l’essere incuriosita e ho comprato il suo The Passion to Skate: An Intimate View of Figure Skating.

La passione del pattinaggio, davvero. Le prime pagine sono dedicate alla sua carriera da pattinatrice e già quelle sono carine anche se, come già detto, ha ottenuto buoni risultati ma nulla più. Anche se a volte mi è capitato di amare pattinatori che, come lei, il podio non l’hanno mai visto. Si può non essere capaci di fare i salti necessari per vincere ma essere comunque capaci di interpretare la musica, l’aspetto del pattinaggio che a me piace di più.

E poi c’è la trasformazione in coreografa, con l’attenzione ai dettagli e il modo di osservare il mondo del pattinaggio, di prendervi parte, che cambia completamente. È facile, e pure normale, essere incantati da un bell’esercizio, ma cosa c’è dietro? La prima cosa a cui noi pensiamo sono le enormi capacità tecniche che deve avere l’atleta, ma anche il suo entusiasmo. Pensiamo al tempo, alla fatica, alla dedizione, ma tendiamo a trascurare cosa significhi costruire un programma vincente, forse perché è qualcosa davvero al di fuori della nostra esperienza. Sì, i programmi sono costruiti, studiati nei minimi dettagli, anche se quando vengono eseguiti bene sembra tutto fluido e naturale. Non si sarebbero potuti fare gesti diversi senza alterare l’esercizio, no? Eppure dietro c’è un lavoro minuzioso, il coreografo avrebbe potuto facilmente fare una scelta diversa. Se lo avesse fatto l’esercizio sarebbe stato altrettanto bello? Più bello? Meno bello? A volte non lo sapremo mai, a volte gli esercizi vengono lievemente modificati nel corso della stagione con l’intento di perfezionarli, e in questo caso il confronto è possibile anche se in questo libro non se ne parla. Però si parla di dettagli. Ho già citato Kurt Browning che in Casablanca butta via la sua sigaretta: https://sportlandiamartina.wordpress.com/2013/12/28/il-pattinaggio-artistico-il-60-e-il-nuovo-codice-dei-punteggi/.
“Browning interpreta. In quei quattro minuti e mezzo lui è Rick Blaine. Quando butta via la sigaretta, fa un paio di passetti tacco-punta, cammina e pattina con le mani in tasca, mostra il pugno dopo essersi sistemato il papillon, fa una faccia che verrebbe voglia di prenderlo a sberle per quanto è strafottente… Quanti punti si possono dare per gesti così?”

In quell’occasione spiegavo come possono esistere gesti tecnicamente semplici ma di grande impatto emotivo in un esercizio. Io amo il momento in cui Kurt butta via la sigaretta, è perfettamente in tema con l’esercizio. Non avevo idea di quanto quel gesto sia studiato. Lo sapete che in Europa e negli Stati Uniti le sigarette si buttano con gesti diversi? Io non ne avevo idea, da non fumatrice si tratta di un gesto che non mi è particolarmente familiare. Sandra invece ha studiato come fare quel movimento e quando farlo per avere l’impatto migliore su pubblico e giuria, oltre che per dare a Browning il tempo di rifiatare fra una fase e l’altra dell’esercizio.
Non che leggendo il libro si diventi tutti coreografi, ma è un bell’aiuto per guardare il pattinaggio da un’altra angolazione, e per amarlo ancora di più. Complimenti, Sandra!

Advertisements
This entry was posted in pattinaggio and tagged , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s