Stefan Edberg a Roma

Va bene, l’ultima volta che ho riportato i risultati tennistici di Stefan Edberg mi ero fermata al torneo del Lussemburgo del 1984, e qui ho fatto un salto in avanti ignorando un torneo, quello di Amburgo, dove si era fermato al primo turno in singolare e aveva vinto il doppio insieme ad Anders Jarryd. Ci tornerò, intanto vado su Roma, dove non è certo andata meglio. La terra battuta non gli piaceva, troppo lenta per il suo gioco d’attacco. Non che non potesse vincerci, e infatti tre tornei li ha vinti e ha raggiunto una finale al Roland Garros, ma quella superficie gli richiedeva davvero tanto soprattutto a livello mentale, e se non era al massimo c’era sempre qualcuno pronto ad approfittarne.
A Roma si è presentato da testa di serie, ma non ha mantenuto le aspettative ed è uscito al secondo turno. Del resto lui la maggior parte dei suoi punti li aveva ottenuti sulle superfici veloci.
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Roma 1984 (terra battuta, 300.000 $, testa di serie 11)
1° turno batte Tony Giammalva 7-5, 6-2 (qualificato)
2° turno battuto da Martin Freeman 6-2, 6-2
Gioca il doppio insieme a Henri Leconte. Al primo turno vengono battuti da Markus Gunthardt e Henrik Sundstrom 6-7, 6-3, 6-4
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Non esattamente un grande torneo, ma al suo primo Roland Garros non sarebbe andata meglio con un’eliminazione al secondo turno per mano di Jarryd. All’epoca ancora non seguivo il tennis, ho guardato con interesse le prime partite nel 1988, ma Stefan a Roma non è più tornato fino al 1995, quando non era più quel giocatore straordinario che avevo imparato ad ammirare. Non che non abbia continuato ad ammirarlo, se non altro per il suo comportamento in campo, e comunque è sempre stato capace di giocare colpi straordinari. Solo che alla fine i colpi straordinari erano molti meno rispetto a qualche anno prima, e che sempre più avversari trovavano il modo di metterlo in difficoltà se non di neutralizzare il suo gioco. Lascio stare i giornali dell’epoca, che pure ho gelosamente conservati, e prendo in mano il mio quadernino dei risultati. Al torneo si è presentato da 17° giocatore al mondo, subito dopo aver raggiunto i quarti di finale a Monaco.

Roma 1995 (terra battuta, 1.750.000 $, tds 12)
1° turno batte Arnaud Boesch 6-2, 6-4, 6-3 in 1h 50’ (atp 51, confronti diretti 9-0).
2° turno batte Marcelo Rios 6-3, 6-3 in 1h 11’ (atp 67, wild card, confronti diretti 1-0). Sul quaderno mi sono appuntata dati come palle break, break conquistati, ace, percentuali di servizio e via dicendo, ma mi domando a quante persone possano interessare ora queste informazioni. Noto solo che la seconda di servizio ormai era un colpo pessimo, tanto è vero che ha fatto l’88% dei punti quando ha servito la prima palla e solo il 41% quando ha servito la seconda. E ha pure giocato male visto che ho registrato 19 colpi vincenti e 24 errori gratuiti, con la seconda cifra che supera la prima. Ma io lo avevo visto in diretta che quel match lo aveva giocato male. Lo conoscevo e vedevo come erano i suoi colpi. Da un certo momento in poi mi bastavano gesti minuscoli, l’inclinazione della spalla mi diceva se avrebbe attaccato prima ancora che colpisse la pallina, la mano sulla schiena in un certo modo indicava che si era fatto male per l’ennesima volta, e infatti qualche game dopo faceva puntuale la sua comparsa il massaggiatore, cose così. I giornalisti italiani lo avevano lodato per la netta vittoria su Rios, giocatore in quel momento in forte ascesa. Ma la vittoria era stata dovuta a un altro fattore: per tutto l’incontro Rios non è stato capace di leggere la prima di servizio di Edberg. Se metteva la prima in campo era quasi assicurato che facesse il punto, lo dice anche la statistica. Non so quanti servizi vincenti abbia fatto, ma non era lui a servire bene, era l’altro che non rispondeva. Conoscendolo lo vedevo quel che combinava sul campo, e certo non posso dire di aver apprezzato lo spettacolo, anche se ho apprezzato il risultato. Ma non sempre si può avere tutto.
3° turno batte Corrado Borroni 6-0, 6-2 in 56’ (atp 411, qualificato). Borroni gli aveva fatto il favore di eliminare Evgeny Kafelnikov, avversario ostico quando era in forma (e pure divertente da vedere) ma che ogni tanto aveva la brutta abitudine di commettere suicidi tennistici e perdere partite già vinte o che avrebbe dovuto vincere senza problemi. Se Rios non aveva capito il servizio di Stefan, Borroni non ha capito proprio nulla e infatti ha fatto solo due game. Il 25% dei punti conquistati da Stefan con la seconda di servizio però indica quanto fosse sceso in basso in quel momento quel colpo. Partita orribile.
Quarti battuto da Wayne Ferreira 6-2, 6-0 in 57’ (atp 6, tds 4, confronti diretti 3-1). Ha conquistato lo stesso numero di game che gli aveva strappato Borroni, perdendo altrettanto rapidamente. Eccola qui la prova che stava giocando in modo orribile, anche se Galeazzi che commentava e i giornalisti che scrivevano gli articoli sui giornali fino a quel momento non se n’erano accorti. Ma quanto vuoi che conti una vittoria contro Borroni, anche se Corrado aveva battuto Kafelnikov? Quel match non lo avevo visto, ma una vittoria su Kafelnikov non sempre era significativa, e al secondo turno Borroni aveva sconfitto un altro arrivato lì per caso, tal Carretero. Una vittoria netta non sempre è indicazione di buona forma del vincitore, magari è l’altro che è troppo scarso o che quel giorno ha problemi enormi. Non aveva aiutato il fatto che il match con Ferreira si fosse disputato la sera tardi, con luci artificiali. Non so in quanti lo sappiano, ma Stefan ha un lieve difetto alla vista che gli rendeva difficile vedere la pallina quando si giocava con le luci artificiali. In indoor il problema non esisteva, le luci erano piazzate in modo diverso, ma di notte all’aperto la cosa lo danneggiava. Non so quante volte l’ho visto perdere in quelle condizioni, certo molto più spesso che con qualsiasi altri tipo di luce. Tornando invece a infierire sulla seconda di servizio di Stefan in quel torneo, nei quarti nel primo set ha fatto il 17% dei punti quando ha servito la seconda palla, nel secondo set non ha fatto neanche un punto sulla seconda. Va bene, nel secondo set ha fatto in tutto 11 punti, ma perdere tutti quelli in cui ha servito la seconda è da dilettanti in pessima giornata. Altro dato: 16 punti su 46 discese a rete, verrebbe da dire che avrebbe fatto meglio a stare a fondo ma mi sa che anche quella statistica, se l’avessi, sarebbe disastrosa. Nel match ha fatto la bellezza di 36 errori gratuiti, credo sia il suo record, e in tutto hanno disputato solo 14 game!
Gioca il doppio con Petr Korda, che all’epoca si allenava con Tony Pickard. Sì, per qualche tempo Stefan non si è allenato con Tony, e purtroppo i risultati si sono visti.
1° turno battono Karim Alami e Vince Spadea 6-3, 6-2
2° turno battuti da Andrea Gaudenzi e Goran Ivanisevic 6-1, 6-4, 7-6 (7-1)

Giusto per completare la pessima stagione su terra – ma tutto il 1995 è stato pessimo – ricordo che al Roland Garros Stefan è stato eliminato al secondo turno, seppure da un campione come Michael Stich.
Il 1996 è stato il suo ultimo anno nel circuito, cosa che sapevano tutti perché lo aveva annunciato alla fine della stagione precedente. Aveva cominciato malissimo, con brutte partite, poi era passato a giocare bene per un’ora e crollare alla distanza, infine ha trovato una buona forma. La stagione su terra era iniziata con due secondi turni, poi è venuto a Roma partendo dalla 54a posizione in classifica, la sua peggiore dalla fine del 1983.

Roma 1996 (terra battuta, 2.200.000 $)
1° turno batte Jan Siemerink 6-3, 6-4 in 1h14’ (atp 24). Vedere Siemerink davanti a lui in classifica doveva fargli uno strano effetto, anche se Jan era un buon giocatore ed era abbastanza divertente da guardare. La seconda di servizio non era ancora a posto, in realtà non lo sarebbe più stata dopo gli infortuni del 1990 e del 1991, ma in questo torneo la cosa non ha fatto danni eccessivi. Stavolta giocava bene, e si vedeva. Davvero, non è questione di risultati ma di come si muoveva in campo. Se lo faceva nel modo giusto i risultati arrivavano anche con i giocatori forti, altrimenti a un certo punto i difetti venivano fuori in modo disastroso. Nel match ha servito il 49% (Siemerink il 52%) di prime palle e fatto l’81% (72%) di punti con la prima palla e il 41% (25%) di quelli con la seconda. Certo, è riuscito a fare anche 7 (5) doppi di falli contro solo 3 (3) aces e 4 (0) falli di piede, di cui uno sulla seconda di servizio. A volte si piazzava davvero troppo vicino a quella riga.
2° turno batte Cedric Pioline 6-3, 7-6 (14-12) in 1h 43’ (atp 19, tds 16). Non male come tie-break, lo ha chiuso sfruttando il 5° match point ma ha pure dovuto annullare 3 set point. Complessivamente ha servito il 63% (66%) di prime palle e fatto il 67% (76%) dei punti sulla prima palla e il 63% (57%) di quelli sulla seconda. Ha avuto 4 (6) palle break e fatto 3 (1) break, il che significa che la vittoria non è stata esattamente una passeggiata ma che ha saputo giocare meglio i punti importanti.
3° turno batte Goran Ivanisevic 6-4, 6-2 in 1h 08’ (atp 6, tds 2, confronti diretti 8-8). Era un po’ che non riusciva più a battere un giocatore così forte, quindi questo è stato un successo importante. E poi Goran, con quel servizio potentissimo e la rotazione mancina era un avversario difficilissimo, anche se a volte a livello tattico era un vero disastro. Ma con un servizio come il suo spesso la tattica non gli serviva, gli bastava riuscire a fare un break e poi sommergere l’avversario di aces.
Quarti battuto da Richard Kraijcek 6-3, 6-3 in 1h 26’ (atp 25). Kraijcek non avrà avuto una classifica altissima al momento di quell’incontro ma era un giocatore in forte ascesa, tanto è vero che un paio di mesi più tardi avrebbe vinto Wimbledon. Eliminazione allo stesso turno dell’anno prima, e qualche errore di troppo Stefan lo ha fatto pure in questo match, visto che ho registrato due break subiti nel secondo set, in uno dei quali ha fatto un doppio fallo e sbagliato uno smash facile mentre nell’altro game aveva avuto tre occasioni di portarlo a casa lui e non le ha sfruttate. Comunque una sconfitta a testa alta con un torneo giocato bene anche se a livello fisico si vedeva una certa differenza fra lui e il suo avversario.

Un punto davvero notevole:


Il giorno dopo la classifica lo avrebbe visto ssalire al 47° posto. Il punto più basso della sua carriera lo aveva toccato, e con Roma avrebbe iniziato a venirne fuori. Al successivo Roland Garros sarebbe arrivato negli ottavi di finale.

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