Kurt Browning e il primo salto quadruplo del pattinaggio artistico

Alla fine delle Olimpiadi del 1988 Donald Jackson, e se non sapete chi è andate a vedere qui, https://sportlandiamartina.wordpress.com/2014/02/08/la-carmen-di-donald-jackson/, ha incoraggiato Kurt Browning nei suoi tentativi di eseguire un salto quadruplo. Alle Olimpiadi Kurt era caduto sul quadruplo, ma aveva anche eseguito sette salti tripli e con il sesto libero di giornata era riuscito a salire dal nono all’ottavo posto. Anche ai Mondiali è sceso in pista partendo dalla nona posizione.
Browning, nella sua autobiografia Kurt. Forcing the Edge, ha spiegato che per fare un salto quadruplo bisogna fare quattro giri nell’aria a una velocità da 300 giri al minuto, circa 10 volte più veloci di un disco a 33 giri. Non solo, per fare un salto del genere bisogna avere un’enorme fiducia in se stessi e una notevole concentrazione e abilità nel dirigere la propria forza a fare esattamente quel che si desidera.
Altri pattinatori, Browning cita espressamente Josef Sabovcik, di cui parlerò più avanti, Brian Boitano e Brian Orser fra gli atleti che erano capaci di eseguire un salto quadruplo e che di fatto lo hanno eseguito perfetto in allenamento. Ma l’allenamento non conta per il libro dei record, così come un salto atterrato su due piedi. In gara questi atleti lo hanno provato davvero di rado. Perché? Perché erano in grado di vincere facendo programmi perfetti, senza sbavature, e il rischio di una caduta su un salto era troppo alto per rischiare di rovinare le loro speranze di vittoria. Kurt non aveva niente da perdere, in quel momento era solo un ragazzino di belle speranze. Il secondo pattinatore del Canada. Se fosse caduto, nessuno ci avrebbe fatto caso.
Il programma era, ancora una volta, Grand Canyon Suite. Per facilitargli la vita Michael Jiranek, il suo allenatore, lo aveva lievemente modificato in modo da piazzare il quadruplo all’inizio. La cosa buffa è che quando stava per eseguire il salto Kurt ha pensato che la gente era curiosa di sapere se sarebbe riuscito a farlo, e che era curioso di saperlo pure lui! Davvero un modo particolare di guardare a quel che lui stesso stava facendo.
A quel punto ha staccato, fatto le sue brave quattro rotazioni, è atterrato su un piede solo nel giro di un istante, e ha iniziato a congratularsi con sé stesso. E ha rischiato di cadere, riuscendo a rimanere in piedi solo grazie all’aggiunta di un paio di giretti. Fine dell’euforia, ha iniziato a pensare che il salto non sarebbe stato considerato valido a causa di quei giri perché di fatto sono una perdita di controllo. Arrabbiato per l’errore, ha scaricato le sue energie sul successivo triplo Axel, poi si è reso conto che il pubblico era impazzito dall’eccitazione per quanto stava vedendo, e che tutti erano in piedi che urlavano per incoraggiarlo. “Bene, forse l’ho fatto”, si è detto, e ha proseguito a pattinare eseguendo, fra l’altro, altri sei salti tripli. Un programma potente e pulito, di cui ricorda la gioia nel pattinarlo.
Vi sembrano eccessivi i dubbi di Browning, nati quando ancora stava pattinando? Questo è quanto ha scritto Sonia Bianchetti Garbato nel suo Crepe nel ghiaccio:

Come era già accaduto nel 1978, quando il canadese Vern Taylor eseguì il primo triplo Axel ai Campionati Mondiali di Ottawa, anche per Browning la stampa richiese che quest’impresa venisse omologata dall’ISU. In entrambi i casi non si raggiunse l’accordo se il salto fosse stato veramente eseguito correttamente con tutte le rotazioni completate in aria. Io facevo parte della commissione. Guardammo e riguardammo decine di volte il videotape, l’atterraggio non era corretto ed era seguito da un tre. I dubbi su questo tentativo, come per quello di Vern Taylor, rimasero. Il salto fu comunque dichiarato come eseguito dall’ISU. (pag. 240).

Salto non perfetto dunque, in allenamento ne aveva fatti di migliori e ne avrebbe eseguito uno perfetto esattamente dieci anni dopo, quando ormai era già un professionista, ma comunque valido. E se il salto di Kurt ha ricevuto l’assenso dell’ISU, quello stesso assenso non lo ha mai ricevuto la francese Surya Bonaly, che ha provato il quadruplo in più occasioni ma ha sempre terminato la rotazione sul ghiaccio, con la conseguenza che il suo salto è stato giudicato solo triplo.
Scott Hamilton, commentando l’esercizio di Kurt, ha sottolineato come Sabovcik, nel tentativo che poi non gli sarebbe stato convalidato per via di quel secondo piede sul ghiaccio al momento dell’atterraggio fatto agli Europei di due anni prima, dopo il salto si era dimenticato di pattinare. Euforico per quel quadruplo che credeva di aver eseguito, praticamente non aveva più fatto nulla. Browining invece è andato avanti a fare tutto ciò che doveva.

Punteggio tecnico: 5,7 – 5,8 – 5,8 – 5,8- 5,6 – 5,8 – 5,8 – 5,7 – 5,7
Impressione artistica: 5,5 – 5,6 – 5,6 – 5,6 – 5,5 – 5,7 – 5,7 – 5,8 – 5,6

Questo è stato il terzo libero della giornata, preceduto solo da quelli di Boitano e Orser, e gli ha consentito di salire fino al sesto posto.

Alexandr Fadeev

Perché un esercizio da Guinness dei primati è stato valutato solo come terzo? Ce lo spiega lo stesso Kurt, e io concordo in pieno con lui anche se non ho visto l’esercizio di Fadeev a cui fa riferimento.
Cita, Browning, un esercizio eseguito da un Alexandr Fadeev al meglio della sua forma al trofeo NHK. Si muoveva velocissimo pur senza darne l’impressione, il suo lavoro di piedi era straordinario e ogni posizione era impeccabile. Tutto era limpido e preciso, senza alcun senso apparente di sforzo, tutte cose che lui nel 1988 non sapeva fare. Così come non c’erano paragoni fra la sua qualità di pattinaggio e quella di Boitano e Orser, per non parlare della coreografia. Lui era un ragazzino che interpretava un cowboy, non un campione completo come gli altri due.

Prima dell’abolizione delle figure obbligatorie venivano assegnate delle medaglie ai migliori atleti del libero. Lui si è preso quella di bronzo, una medaglia che per chi non conosce il pattinaggio è come se non esistesse ma che a lui ha dato grande fiducia per il futuro. Nel 1988 è stato il terzo miglior atleta al mondo nel libero, e nel 1989 i due atleti che lo avevano preceduto si erano ritirati. Con che umore poteva andare ai Mondiali di Parigi? E tornato un albergo Kurt ha avuto un’altra bella sorpresa, un telegramma firmato da Donald Jackson che si congratulava con lui dicendosi dispiaciuto per non aver potuto essere presente e che gli diceva che ora che aveva eseguito il quadruplo era il resto del mondo a doverlo inseguire.
L’esercizio, preceduto da un’introduzione di due minuti che comprende un paio di interviste e di precedenti tentativi di eseguire il quadruplo (compreso quello di Sabovcik):

Come ve la cavate con l’inglese parlato? Io maluccio, capisco forse una frase su tre, comunque la voce del commentatore più entusiasta è quella dell’immenso Scott Hamilton, e prima o poi dovrò parlare seriamente di lui. Ecco tre estratti:

Scott Hamilton (subito dopo che Kurt ha atterrato il quadruplo): “Incredible! A landed quadruple jump in competition! You just witnessed history …. When Josef Sabovcik did his quad at the Europeans in Copenhagen, he forgot how to skate afterwards, but Kurt’s here to make a name for himself, not only make history, but set himself up for the future.”
Scott Hamilton (dopo il triplo Axel, il triplo loop e la combinazione di due tripli toe loop): “This kid is HOT! ….. This guy’s a gift of nature! …. He’s doing everything that’s so difficult and making it look easy”
Scott Hamilton (dopo il programma libero): “What a great moment. Not only did he land the quad, but he backed it up with a terrific performance. He’s made his statement here. He’s well on his way. He’s going to be a force to be recognized in the future.”

L’intervista successiva all’esercizio:

Anche qui…
(Dopo che Ted Green ha commentato il contenuto del suo programma lungo successivo al quadruplo) Kurt – “It just seemed to roll after that. The ball just kept bouncing, and the audience just went crazy … and everywhere I looked, there was red and white. The audience just took me through the rest of the program, which was good because half my concentration was gone!”
E ancora: Ted Green: “Well, you thrilled the whole works of us … goodness knows what’s in front of you, Kurt “. Kurt to Ted: “It’s only going to get better.”

Questa la classifica del programma libero:
1 Brian Orser
2 Brian Boitano
3 Kurt Browning
4 Christopher Bowman
5 Viktor Petrenko
6 Paul Wylie

Questa è la classifica finale, con indicate la posizione, il nome dell’atleta, la sua nazionalità, il punteggio complessivo in base al quale è stata stilata la classifica, la posizione delle varie fasi di gata – figure obbligatorie, programma tecnico e programma libero – e la classifica della parte più artistica della gara, quella data dalla somma dei risultati dei programmi tecnico e libero, la gara nella gara che ha consentito a Kurt di vincersi la sua medaglia di bronzo:

1 Brian Boitano, United States 4.2 (3, 1, 2, O+L= 2)
2 Brian Orser, Canada (4.8, 5, 2, 1, O+L= 1)
3 Viktor Petrenko, Soviet Union (9.8, 6, 3, 5, O+L= 4)
4 Grzegorz Filipowski, Poland (9.8, 2, 4, 7, O+L= 6)
5 Christopher Bowman, (United States, 11.8, 7, 9, 4, O+L= 5)
6 Kurt Browning, (Canada, 13.0, 12, 7, 3, O+L= 3)
7 Heiko Fischer, West Germany (13.8, 4, 6, 9, O+L= 9)
8 Petr Barna, Czechoslovakia (16.6, 11, 5, 8, O+L= 8)
9 Paul Wylie, United States (17.0, 13, 8, 6, O+L= 7)
10 Vladimir Petrenko, Soviet Union (19.2, 8, 11, 10, O+L= 10)
11 Cameron Medhurst, Australia (23.4, 14, 10, 11, O+L= 11)
12 Oliver Höner,Switzerland (25.6, 9, 13, 15, O+L= 15)
13 Neil Paterson, Canada (27.6, 18, 12, 12, O+L= 12)
14 Lars Dresler, Denmark (29.2, 17, 15, 13, O+L= 13)
15 Paul Robinson, United Kingdom (31.0, 19, 14, 14, O+L= 14)
16 Ralph Burghart, Austria (36.0, 10, 25, 20, O+L= 21)
17 Ronny Winkler, East Germany (36.6, 23, 17, 16, O+L= 16)
18 Peter Johansson, Sweden (38.4, 25, 16, 17, O+L= 17)
19 Daniel Weiss, West Germany (39.8, 16, 18, 23, O+L= 22)
20 András Száraz, Hungary (40.0, 22, 22, 18, O+L= 18)
21 Alessandro Riccitelli, Italy (41.2, 21, 19, 21, O+L= 20)
22 Oula Jääskeläinen, Finland (43.6, 27, 21, 19, O+L= 19)
23 Frédéric Lipka, France (44.4, 20, 26, 22, =+L= 23).

Dalla classifica manca Alexandr Fadeev, che aveva vinto le figure obbligatorie, perché un infortunio lo ha costretto al ritiro dopo la prima parte della gara. Grazie al salto quadruplo Kurt è stato invitato a far parte del tour dei campioni che ha fatto seguito alla gara. Una nuova fase della sua carriera stava iniziando.

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