Il pattinaggio artistico e il salto quadruplo

I pattini indossati da Kurt Browning quando ha eseguito il primo salto quadruplo della storia del pattinaggio artistico.

Un salto quadruplo, lo dice il nome stesso, è un salto con quattro rotazioni. In teoria potrebbe averne pure quattro e mezzo, se qualcuno riuscisse a eseguire un quadrulpo Axel, ma in questo momento un salto del genere è pura fantascienza.
La prima persona capace di eseguire un salto quadruplo in gara è stato il canadese Kurt Browning ai Campionati del Mondo del 1988. Il primo a eseguirne uno in combinazione è stato il suo connazionale Elvis Stojko ai Mondiali del 1991, quando ha eseguito un quadruplo toe loop seguito da un doppio toe loop. In seguito i quadrupli sono diventati sempre più comuni tra i pattinatori di singolo maschile di livello mondiale e olimpico, tanto che non averne uno all’interno di un programma può rendere la vittoria un’impresa quasi impossibile. Kurt comunque non è stato comunque il primo pattinatore a tentare un quadruplo, e ovviamente la storia del salto non si è fermata con lui.
1983: Il russo Alexandr Fadeev atterra un quadruplo toe loop ai mondiali, ma tocca terra con le mani, cosa che di fatto rende il salto non valido. L’americano Mark Cockerell ne atterra uno in allenamento durante l’US National Sports Festival, ma decide di non provarlo durante la sua performance e perché l’ISU riconosca il salto questo deve essere eseguito in una gara ufficiale.
1984: Alexander Fadeev tenta un quadruplo toe loop alle Olimpiadi di Sarajevo ma il salto non viene riconosciuto dall’ISU a causa di un atterraggio imperfetto. Di fatto tocca lievemente il ghiaccio con il piede libero e manca un pezzo di rotazione. Il suo salto è questo:

1986: Il cecoslovacco (ora diremmo lo slovacco) Jozef Sabovčik tenta un quadruplo toe loop agli europei. Anche in questo caso l’ISU non lo riconosce per via di un contatto col ghiaccio del piede libero, anche se sul momento un eccitatissimo Scott Hamilton in telecronaca aveva proclamato “history!”. Nel riscaldamento lo aveva eseguito in modo perfetto, ma ovviamente il riscaldamento non vale. Questo è il suo esercizio:

1987: L’americano Brian Boitano tenta un quadruplo toe loop ai mondiali ma cade e perde il titolo in favore del canadese Brian Orser, il suo principale rivale per un triennio. Nel video che segue lo si vede sia sbagliare che atterrare il salto in allenamento/riscaldamento, ma ovviamente quel che conta è la gara. A quei Mondiali Boitano è stato sempre secondo, nelle figure obbligatorie, nel programma tecnico e in quello libero. Orser è stato terzo nelle figure obbligatorie ma ha vinto i due programmi tecnico e libero, e questo gli ha dato il titolo assoluto. Se Boitano avesse atterrato quel salto, o forse solo se avesse eseguito un programma pulito senza tentare il quarduplo, avrebbe potuto vincere il libero e di conseguenza il Mondiale. Come ha ricordato qualche anno dopo Kurt Browning nel suo libro Kurt. Forcing the Edge, in gara gli atleti più forti hanno tentato il quadruplo davvero di rado: visto che erano in grado di vincere facendo programmi perfetti, senza sbavature, il rischio di una caduta su un salto che avrebbe rovinato le loro speranze di vittoria era troppo alto. L’esercizio di Boitano:

1988: Kurt Browning atterra quello che sarebbe stato riconosciuto come il primo salto quadruplo della storia del pattinaggio, un toe loop, ai Campionati del Mondo. In seguito Kurt disse: “Ricordo che alcune persone avevano eseguito il salto (in allenamento) molto prima di me, e guardando loro ho avuto l’ispirazione per provare io stesso. Dopo esserci riuscito, mi aspettavo sicuramente che molti più pattinatori avrebbero iniziato ad eseguirlo in gara. Mi ha sorpreso, invece, che non sia stato così negli anni successivi”. Qualche dubbio sul suo salto c’è, come ha ricordato Sonia Bianchetti Garbato in un passo del suo Crepe nel ghiaccio che ho già riportato:

Come era già accaduto nel 1978, quando il canadese Vern Taylor eseguì il primo triplo Axel ai Campionati Mondiali di Ottawa, anche per Browning la stampa richiese che quest’impresa venisse omologata dall’ISU. In entrambi i casi non si raggiunse l’accordo se il salto fosse stato veramente eseguito correttamente con tutte le rotazioni completate in aria. Io facevo parte della commissione. Guardammo e riguardammo decine di volte il videotape, l’atterraggio non era corretto ed era seguito da un tre. I dubbi su questo tentativo, come per quello di Vern Taylor, rimasero. Il salto fu comunque dichiarato come eseguito dall’ISU. (pag. 240).

L’esercizio di Browning:

Pochi minuti più tardi anche Brian Boitano tenta un quadruplo toe loop ma sbaglia l’atterraggio e fa un saltino in più che lo fa considerare non valido. Il suo esercizio:

1989: Kurt Browning riprova il quadruplo toe loop ai Mondiali, ma tocca il ghiaccio col piede libero. Il salto in questo caso non è valido ma l’esercizio consente comunque al canadese di vincere il suo primo titolo. Nella stessa gara il ceco Petr Barna attera un quadruplo toe loop, ma in questo caso non ho trovato il video. L’esercizio di Browning:

1990: Alexei Urmanov diventa il primo pattinatore russo ad atterrare un quadruplo (un toe loop) in gara, ai campionati sovietici. Petr Barna atterra un quadruplo toe loop agli Europei ma tocca il ghiaccio col piede libero.
1991: Gli americani Erik Larson e Michael Chak tentano salti quadrupli in gare quali l’NHK Trophy o i Nazionali, ma i loro tentativi non vanno a buon fine. Alexei Urmanov atterra un quadruplo toe loop agli europei, e anche di questo non ho trovato il video. In compenso Elvis Stojko, come detto, atterra la prima combinazione comprendente un quadruplo, ai Mondiali. In seguito dichiara di aver studiato i video di Browning, Boitano, Fadeev e Sabovcik per imparare il quadruplo. Mi sa che di gente testarda (in senso buono) come Stojko non ce n’è molta:

I quadrupli diventano via via più frequenti, anche se non sempre sono determinanti per vincere la gara. Tempo fa mi sono imbattuta in un elenco molto dettagliato, dal quale ho preso spunto per quanto ho scritto qui sopra. Comprende numerosi altri salti riusciti e tentativi falliti, se volete conoscerli vi rimando qui:
http://fenice.forumcommunity.net/?t=54921923&st=75
L’elenco si trova in un post di Secret Love datato 8/12/13 e dedicato alle Olimpiadi di Calgary 1988. Io segnalo solo i nomi di alcuni atleti che sono stati importanti per l’evoluzione del salto quadruplo: Elvis Stojko (sì, ancora lui, prima combinazione quadruplo toe loop-triplo toe loop nel 1997 in una gara minore, ma poi ripeterà la combinazione pure ai Mondiali), Guo Zhengxin (Mondiali del 1997, primo pattinatore a eseguire due quadrupli nello stesso programma, due toe loop, uno dei due pure in combinazione con un doppio toe loop), Timothy Goebel (ai campionati nazionali americani del 1998 esegue il primo quadruplo Salchow della storia, per di più in combinazione con un doppio toe loop), Min Zhang (al Four Continents del 1999 esegue il primo quadruplo toeloop in un programma corto, salto che fino all’anno prima non si poteva eseguire in quella parte di gara, nel 2000 sarà il primo a eseguire ben tre salti quadrupli nel suo programma lungo delle Olimpiadi), Ilia Klimklin (nel 1999 al Nebelhorn Trophy diventa il primo uomo capace di eseguire due quadrupli diversi nello stesso programma, un Salchow e un toe loop), Evgeny Plushenko (sempre 1999, all’NHK Trophy, prima combinazione quadruplo-triplo-doppio, i primi due sono toe loop, il doppio è un loop), Brian Jubert (capace nel 2011 di diventare il primo pattinatore capace di eseguire in gara oltre 100 salti quadrupli), Brandon Mroz (all’NHK Trophy del 2011 atterra un quadruplo Lutz).
Seguono i nomi delle fanciulle, in realtà molte meno – tentativi falliti solo per Surya Bonaly e Sasha Cohen e un quadruplo Salchow riuscito da junior per Miki Ando – e quelli delle coppie di artistico. La storia del salto quadruplo comprende anche numerose polemiche, che potete trovase sullo stesso forum in un messaggio del 24/1/14:
http://fenice.forumcommunity.net/?t=54921923&st=105
Io riporto solo il commento di Evan Lysacek dopo aver vinto (senza quadruplo) le Olimpiadi del 2010 su un Evgeni Plushenko che invece il quadruplo lo aveva eseguito: “se fosse una gara di salti, avremmo 10 secondi per fare il nostro salto migliore. Ma si tratta di quattro minuti e 40 secondi di pattinaggio, dall’inizio alla fine. Questa era la mia sfida stasera, e mi sento molto bene pensando a quello che ho fatto”. Le considerazioni tecniche con tanto di valore dei singoli elementi e relative e abbondanti polemiche le lascio a quel post.
Il salto quadruplo è importante in una gara? Sì, certo, quando è ben eseguito non possiamo che restare ammirati per quel che gli atleti sanno fare. Però non è tutto, come ha ricordato Browning nel suo Kurt. Forcing the Edge quando ha spiegato perché nel 1988, anche se lui aveva eseguito un salto quadruplo Brian Boitano e Brian Orser erano certamente pattinatori migliori di lui. Il pattinaggio non è solo salti, e se volete avere la conferma provate a pensare a quali emozioni trasmette un programma a suo tempo tecnicamente straordinario come quello di Kurt dei Mondiali del 1988, che ho postato più in alto, e quest’esibizione dello stesso Browning in cui di salti ce n’è uno solo. In gara avrebbe preso un punteggio bassissimo proprio per la mancanza dei salti, ma cosa si prova a guardarlo?

 

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