Campionato del Mondo 1989: programma libero uomini

Il fatto che Kurt Browning prendesse sul serio le competizioni è dimostrato dai suoi risultati. Non si vincono quattro campionati del Mondo se non si prendono sul serio le gare, ma questo non significa che bisogna guardare con odio i rivali o non essere capaci di scherzare. La rivalità va bene quando si deve dare il meglio di sé, ma al di fuori di quei momenti preferisco un atteggiamento più rilassato. Evidentemente anche Kurt la pensa così perché ricorda che nei minuti di riscaldamento che hanno preceduto gli esercizi degli atleti del suo gruppo quasi tutti hanno mancato un triplo Axel, al punto che lui si è ritrovato ad applaudire Grzegorz Filipowski quando ne ha atterrato uno. In classifica, ricordo, Browning era secondo e Filipowski quarto, quindi entrambi stavano lottando per una medaglia. Risultato? Una bella risata per entrambi, poi lui per non essere da meno ha eseguito una bella combinazione triplo-doppio e poi un quadruplo che ha definito tutt’altro che perfetto.
Il gruppo dei migliori è stato aperto da un Viktor Petrenko in non perfette condizioni. Il suo esercizio è uno di quelli da dimenticare, il punteggio tecnico, con voti compresi fra il 5,5 e il 5,6, fin troppo generoso:

Una gran delusione per l’atleta che fino a quel momento era in testa alla classifica mondiale. Viktor si sarebbe comunque rifatto della delusione negli anni successivi, con la consacrazione nel 1992.
Dopo di lui sul ghiaccio è sceso Kurt Browning. Il programma è Gaiete Parisienne, le musiche Gaiete Parisienne di Jacques Offenbach, Le Cid di Jules Massenet e alcuni brani di Richard Georg Strauss, la coreografia è stata studiata da Kevin Cottam.

Bellissima l’espressione che fa a fine esercizio, quando si rende conto che ha finito, che ha fatto un programma straordinario e che il pubblico è in delirio per lui. In effetti sembra tutto facile, tutto è fatto con una fluidità incredibile. Se proprio vogliamo trovare delle pecche, nel salto quadruplo ha toccato leggermente il ghiaccio con il piede libero, ma è qualcosa che si vede solo nel replay, e il primo triplo Axel è atterrato su due piedi, l’unico momento davvero goffo nel programma. E cosa fa Kurt dopo aver sbagliato l’elemento che gli aveva consentito di vincere il programma originale e che molti degli uomini non sapevano fare per quanto era difficile? Lo riprova all’istante e lo esegue in modo perfetto aggiungendovi, tanto per gradire, un doppio toe loop in combinazione. E con la combinazione di due tripli a fine programma il pubblico di Parigi Bercy è impazzito dall’eccitazione. L’anno prima era entrato nella storia con un salto quadruplo, ma a livello interpretativo aveva ancora molto da imparare. Negli anni sarebbe diventato davvero un pattinatore incredibile, da questo punto di vista i suoi esercizi migliori sarebbero stati alcuni di quelli eseguiti come professionista, ma la maturazione che ha avuto in questi dodici mesi è fenomenale. Il titolo è stato più che meritato.

Punteggio tecnico: 5,8 – 5,8 – 5,9 – 5,9 – 5,9 – 5,9 – 5,9 – 5,9 – 5,9
Punteggio artistico: 5,9 – 5,9 – 5,8 – 5,9 – 5,7 – 5,7 – 5,9 – 5,9 – 5,8

Christopher Bowman era terzo in gara, perciò se avesse pattinato meglio di Browning avrebbe potuto batterlo. Ma non era facile, il canadese aveva inserito nel suo programma un quadruplo e sette tripli (di cui due Axel), cinque dei quali in combinazione.

Un bell’esercizio, anche se sporcato da qualche imprecisione.

In testa alla gara, dopo le prime due giornate di gara, c’era il campione europeo (e campione del Mondo del 1985) Alexandr Fadeev:

Come nel caso di Petrenko l’esercizio è stato infarcito di errori, e anche per lui il punteggio tecnico è davvero troppo alto. Una triste uscita di scena per un grande campione.

Ultimo a scendere in pista Grzegorz Filipowski, fino a quel momento in quarta posizione:

Il programma libero è stato giustamente vinto da Browning. Nel Kiss & Cry, la zona a bordo pista nella quale gli atleti aspettano il loro punteggio, Bowman aveva chiesto al suo allenatore Frank Carroll cosa avesse fatto Kurt. La risposta era stata che non era stato tanto incredibile cosa aveva fatto, ma come lo aveva fatto. Nessuno degli altri aveva presentato un esercizio minimamente paragonabile. Il secondo libero è stato quello di Filipowski, il terzo lo ha eseguito Bowman, il quarto Fadeev, il quinto Petr Barna e il sesto Petrenko. Mettendo assieme i risultati delle tre fasi della gara la classifica finale è questa:

1 Kurt Browning, Canada, 3.6 (5, 1, 1)
2 Christopher Bowman, United States, 5.8 (4, 2, 3)
3 Grzegorz Filipowski, Poland, 6.2 (3, 5, 2)
4 Alexander Fadeev, Soviet Union, 6.2 (1, 3, 4)
5 Petr Barna, Czechoslovakia, 10.2 (7, 4, 5)
6 Viktor Petrenko, Soviet Union, 10.4 (2, 6, 6)
7 Daniel Doran, United States, 16.0 (6, 11, 7)
8 Oliver Höner, Switzerland, 18.0 (10, 10, 8)
9 Michael Slipchuk, Canada, 19.4 (13, 7, 10)
10 Cameron Medhurst, Australia, 20.8 (11, 9, 11)
11 Makoto Kano, Japan, 21.0 (18, 8, 9)
12 Daniel Weiss, West Germany, 25.2 (9, 16, 12)
13 Axel Médéric, France, 26.0 (12, 12, 14)
14 Dmitri Gromov, Soviet Union, 27.6 (14, 15, 13)
15 András Száraz, Hungary, 31.8 (15, 13, 18)
16 Mirko Eichhorn, East Germany, 33.2 (20, 17, 15)
17 Ralph Burghart, Austria, 34.6 (8, 19, 20)
18 Alessandro Riccitelli, Italy, 34.8 (17, 20, 16)
19 Peter Johansson, Sweden, 35.0 (19, 14, 19)
20 Henrik Walentin, Denmark, 37.0 (23, 18, 17).

 

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