Campionati del Mondo 1990: programma tecnico uomini

Kurt Browning ai Campionati del Mondo del 1990

I Campionati del Mondo di Halifax 1990 sono stati gli ultimi a includere le figure obbligatorie. Un elemento che aveva caratterizzato così tanto questa disciplina, che ne aveva condizionato anche pesantemente i risultati escludendo dal titolo assoluto atleti come Janet Lynn e Toller Cranston, ricordati per le loro doti straordinarie da chi li ha visti, stava per diventare solo qualcosa appartenente al passato. Cancellazione necessaria, come hanno sottolineato Steve Milton nel suo Figure Skating’s Greatest Stars e, in modo molto più dettagliato, Sonia Bianchetti Garbato in Crepe nel ghiaccio. La ricordo, e andiamo avanti. La gara maschile, almeno nel 1990, non ne è stata particolarmente influenzata.

All’inizio della sua carriera Kurt Browning non amava particolarmente le figure obbligatorie, era più attratto dall’ebrezza che gli davano la velocità e la coordinazione necessari per un salto ben riuscito, ma il duro lavoro ha pagato al punto che ad Halifax si è piazzato secondo nelle figure, alle spalle solo di uno specialista come il tedesco Richard Zander. Dietro di lui Viktor Petrenko, Grzegorz Filipowski, Petr Barna, Christopher Bowman e Todd Eldredge.

Due giorni dopo la gara è proseguita con il programma tecnico. A sorpresa (ma meritatamente) il terzo miglior programma è risultato essere quello di un esordiente, il diciottenne mancino Todd Eldredge.

Quarto programma tecnico per Christopher Bowman, e fra i due la rivalità doveva essere forte visto che Eldredge era diventato il nuovo campione americano detronizzando proprio Bowman, che però aveva saltato quella gara per via di un infortunio alla schiena:

Barna ha eseguito un programma disastroso piazzandosi solo nono. Meglio Filipowski, sesto, e Zander, settimo, mentre Viacheslav Zagorodniuk, decimo nelle figure obbligatorie, ha eseguito il quinto programma tecnico. Alla fine la gara era diventata una questione privata fra i due favoriti della vigilia, il campione del mondo in carica e il nuovo campione europeo.

Ai Campionati canadesi Browning aveva lottato con il programma corto, piazzandosi solo quarto, e anche gli allenamenti non erano stati incoraggianti. Il programma, coreografato dal solito Kevin Cottam, era pattinato su brani di Lone Bank Blues, Toast of the Town e Speedway di Joe Jackson.

Tutto bene sulla combinazione, triplo Axel-doppio toe loop. Poi però, distratto dalla folla così rumorosa da impedirgli quasi di sentire la musica, ha perso la sua concentrazione.

Cosa vuol dire perdere la concentrazione a quella velocità, con un elemento così difficile da completare e in un tempo così breve? La descrizione dei suoi pensieri e delle sue sensazioni non me la sto inventando, la sto riprendendo dalla sua autobiografia Kurt. Forcing the Edge. Un’altra volta, quattro anni più tardi, avrebbe perso la concentrazione al momento sbagliato e il risultato sarebbe stato disastroso. Mette ancora insieme rabbia e tristezza a me quando ci penso, e mi chiedo come possa ripensarci lui.

Ha perso la concentrazione. Il previsto triplo Axel è diventato un doppio e già è stato bravo a salvare il salto e a non cadere.

Subito dopo ha eseguito una trottola, elemento che gli aveva sempre lasciato (a suo dire) troppo tempo per pensare. Il progetto iniziale era di eseguire un salto triplo, con il doppio Axel in chiusura di programma, e non eseguire un salto triplo avrebbe comportato una bella penalità visto che era uno degli elementi obbligatori. Ma se invece avesse considerato quel salto triplo mancato come un doppio Axel, e avesse eseguito un salto triplo più avanti, di penalità non ce ne sarebbero state. I pattinatori possono modificare l’esercizio anche mentre pattinano, nessuna regola glie lo impedisce. Devono solo ricordarsi di eseguire gli elementi obbligatori e di non eseguire elementi vietati, o di non ripetere elementi che secondo il regolamento non sono ripetibili. Se seguono il programma stabilito all’inizio è più semplice, improvvisare richiede grandi capacità tecniche e una grande fiducia in sé stessi, ma non è vietato e a volte gli atleti più grandi sono emersi da situazioni difficili proprio improvvisando.

Durante la trottola Kurt ha deciso di eseguire il triplo Axel alla fine. Nella successiva sequenza di passi ha cambiato idea e optato per un salto meno rischioso, un triplo toe loop. Non dimentichiamo che l’anno non era iniziato al meglio, l’allenamento neppure, che a fine programma si è sempre stanchi e che improvvisare è rischioso. Subito dopo si è detto che se era nei guai era tutta colpa sua e che se voleva uscirne avrebbe dovuto farlo con le sue forze, così si è orientato di nuovo sull’Axel. Ma quanto tempo hanno per pensare i pattinatori mentre eseguono tutte quelle coreografie complicatissime? Se guardiamo i passi di Kurt vediamo non sono ancora quelli che sarebbero diventati in seguito, ma già in quel momento erano tutt’altro che facili.

Negli ultimi secondi del programma ha eseguito un triplo Axel perfetto, a suo giudizio uno dei momenti più felici che aveva mai avuto sul ghiaccio, almeno nel momento in cui scriveva l’autobiografia. In effetti la sua gioia traspare tutta dai gesti successivi all’esercizio. I punteggi erano così alti da convincerlo che Petrenko non sarebbe riuscito a eguagliarli.

Punteggio tecnico: 5,9 – 5,8 – 5,7 – 5,8 – 5,8 – 5,9 – 5,8 – 5,8 – 5,8
Impressione artistica: 5,8 – 5,9 – 5,9 – 5,9 – 5,9 – 6,0 – 5,8 – 5,9 – 5,8

Petrenko non ha eguagliato il punteggio di Browning, lo ha superato. Tutti 5,9 da un punto di vista tecnico – Viktor ha eseguito la combinazione Triplo Axe-triplo toe loop, mentre il secondo salto di Kurt era solo doppio, in più il canadese non ha eseguito perfettamente l’atterraggio di quello che è diventato il doppio Axel – e due 6,0, un 5,8 e una sfilza lunghissima di 5,9 da un punto di vista artistico. Otto giudici su nove hanno giudicato migliore il programma di Petrenko, che ovviamente è passato a condurre la gara.

L’esercizio di Petrenko:

Lo stesso esercizio è stato trasmesso anche dalla televisione canadese. Questo video è di qualità inferiore ma si vede anche il punteggio ed è seguito da un’intervista a Browning.

 

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