Campionati del Mondo 1990: danza su ghiaccio

Isabelle e Paul Duchesnay alla fine di Missing.

Non lo faccio apposta, ma ho la tendenza a prediligere pattinatori extraeuropei. Va bene, il tifo per il canadese Kurt Browning è così forte che io ho la tendenza a tifare sempre per i canadesi a meno che non ci sia un altro atleta che mi piace troppo per farmi condizionare dalla nazionalità. È una vecchia abitudine da cui dubito che mi libererò mai, nel pattinaggio tifo per i canadesi, nella ginnastica artistica per le romene (grazie a Daniela Silivas) e in tutti gli altri sport per gli svedesi (grazie a Stefan Edberg). Però anche se negli ultimi anni ho tifato per gli straordinari Tessa Virtue e Scott Moir nei primi anni ’90, quando io ho iniziato a guardare il pattinaggio su ghiaccio, era dura trovare coppie di danza di ottimo livello, almeno fino all’arrivo di Shae-Lynn Bourne e Viktor Kraatz. Sì, ovviamente ho tifato anche per loro, sono stati la terza coppia a entusiasmarmi al di là di Jane Torvill e Christopher Dean che sapevo fin dall’inizio che da soli costituivano una categoria a parte e per i quali non si può parlare di tifo ma di venerazione a prescindere.

Prima del loro arrivo però c’erano altri due canadesi che mi piacevano, anche se fortunatamente gareggiavano per la Francia e quindi li potevo vedere pure agli Europei. Parlo, ovviamente, dei fratelli Isabelle e Paul Duchesnay. Padre canadese, madre francese, lui nato in Francia, lei nata in Canada, hanno iniziato a pattinare per il Canada – nel 1985 si sono piazzati terzi ai campionati nazionali canadesi – prima di litigare con la federazione canadese e iniziare a pattinare per la Francia, diventando campioni nazionali francesi già nel 1986. Per la verità avevano iniziato a pattinare come coppia di artistico ma dopo essersi piazzati secondi ai campionati canadesi junior nel 1982 lei era caduta e si era seriamente fatta male alla testa, così i due avevano optato per la danza.
In gennaio si erano confermati campioni europei Marina Klimova e Sergei Ponomarenko, primi in tutte le fasi della gara, davanti a Maia Usova e Alexander Zhulin, sempre secondi, e ai Duchesnay, quarti nelle figure obbligatorie e terzi nelle successive fasi di gara e nella classifica finale, e ad Halifax cercavano la conferma anche a livello mondiale.
Klimova e Ponomarenko si sono confermati la coppia più forte vincendo le figure obbligatorie e la danza originale e piazzandosi secondi nella danza libera.
La danza originale, che quell’anno era obbligatoriamente un samba:


La danza libera:


Il galà di Klimova-Ponomarenko:


Isabelle e Paul Duchesnay, terzi sia ai Mondiali del 1989 che agli Europei del 1990, si sono piazzati terzi negli obbligatori, secondi nella danza originale e hanno vinto la danza libera, per un complessivo secondo posto.
La danza originale:


Il programma lungo è Missing, coreografato da Christopher Dean e dedicato ai desaparecidos sudamericani, ed è uno di quegli esercizi capaci di darmi ogni volta i brividi. Klimova-Ponomarenko erano tecnicamente superiori, ma l’intensità di questo programma è davvero rara.


Il galà, due brani da Missing:


Maia Usova e Alezander Zhulin, che tranne nel 1992 io ho sempre preferito a Klimova-Ponomarenko, erano stati secondi ai Mondiali del 1989 e agli Europei del 1989 e 1990. Secondi dopo le danze obbligatorie, hanno eseguito la terza danza originale:


Terzi anche nella danza libera e terzo posto finale.


Il loro galà:


Quinta si è piazzata una coppia che avrebbe ottenuto importantissimi successi negli anni successivi, anche se devo riconoscere che anche se spesso mi sono divertita a guardare Oksana Grishuk ed Evgeni Platov non sono mai stati i miei favoriti. Una coppia che invece avrei notato solo un paio di anni più tardi, e che mi avrebbe coinvolta al punto da diventare la seconda coppia per cui ho tifato, era quella finlandese formata da Susanna Rahkamo e Petri Kokko. Settimi nelle danze obbligatorie, settimi nella danza originale, sesti in una straordinaria danza libera, hanno concluso la gara al sesto posto. Negli anni precedenti erano stati ventesimi ai Mondiali del 1987 e 1988 e tredicesimi a quelli del 1989, mentre agli Europei erano stati diciottesimi nel 1886 e 1987, quindicesimi nel 1988 e dodicesimi nel 1989. Un’ascesa lenta, ma va considerato che all’epoca la Finlandia non aveva una particolare storia nel pattinaggio su ghiaccio. La storia ricordava solo Marcus Nikkanen bronzo ai Mondiali nell’individuale maschile nel 1933 e Ludowika Jakobsson-Eilers – che però era di origine tedesca ed era diventata finlandese con il matrimonio – e Walter Jakobsson sette volte a medaglia ai Mondiali (tre ori) e due volte alle Olimpiadi (un oro) fra il 1910 e il 1924 nelle coppie di artistico fra gli atleti capaci di raggiungere un importante successo a livello mondiale, ed erano risultati decisamente datati. A loro si aggiunge il solo Gunnar Jakobsson, bronzo nell’individuale maschile agli Europei del 1923, per il resto la Finlandia era come se non esistesse. Alla fine il successo sarebbe arrivato anche per Rahkamo-Kokko con un titolo europeo e una medaglia d’argento ai Mondiali nel 1995.
Il programma lungo pattinato sulle note di Primavera Porteña di Ástor Piazzolla:


La classifica finale:
1 Marina Klimova / Sergei Ponomarenko, Soviet Union, 3,0 (1, 1, 2)
2 Isabelle Duchesnay / Paul Duchesnay, France, 3,4 (3, 2, 1)
3 Maya Usova / Alexander Zhulin, Soviet Union, 5,6 (2, 3, 3)
4 Susan Wynne / Joseph Druar, United States, 8,4 (5, 4, 4)
5 Oksana Grishuk / Evgeni Platov, Soviet Union, 10,4 (6, 5, 5)
6 Susanna Rahkamo / Petri Kokko, Finland, 13,0 (7, 7, 6)
7 Jo Anne Borlase / Martin Smith, Canada, 15,0 (8, 8, 7)
8 April Sargent / Russ Witherby, United States, 17,0 (9, 9, 8)
9 Michelle McDonald / Mark Mitchell, Canada, 19,0 (10, 10, 9)
10 Stefania Calegari / Pasquale Camerlengo, Italy, 21,0 (11, 11, 10)
11 Ivana Střondalová / Milan Brzý, Czechoslovakia, 23,4 (13, 12, 11)
12 Isabelle Sarech / Xavier Debernis, France, 25,2 (12, 14, 12)
13 Małgorzata Grajcar / Andrzej Dostatni, Poland, 26,4 (14, 13, 13)
14 Anna Croci / Luca Mantovani, Italy, 29,0 (15, 15, 14)
15 Monika Mandikova / Oliver Pekar, Czechoslovakia, 31,0 (16, 16, 15)
16 Regina Woodward / Csaba Szentpéteri, Hungary, 33,0 (17, 17, 16)
17 Lynn Burton / Andrew Place, United Kingdom, 36,4 (20, 19, 17)
18 Christelle Gauthier / Alberick Dalongeville, France, 37,0 (18, 18, 19)
19 Kaoru Takino / Kenji Takino, Japan, 37,6 (19, 20, 18)
WD Klára Engi / Attila Tóth, Hungary, ritirati (4, 6)

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