I grandi del tennis secondo la Gazzetta dello Sport

Da tre settimane la Gazzetta dello Sport ha iniziato a pubblicare una serie di libretti monografici su alcuni dei più grandi tennisti degli ultimi decenni. Questo il piano dell’opera:

John McEnroe (ATP 1, tornei dello Slam vinti 7), già pubblicato;
Ivan Lendl (ATP 1, Tornei dello Slam vinti 8), già pubblicato;
Andre Agassi (ATP 1, tornei dello Slam vinti 8), in edicola in questo momento;
Bjorn Borg (ATP 1, tornei dello Slam vinti 11), in edicola la prossima settimana;
Novak Djokovic (ATP 1, tornei dello Slam vinti 7);
Rafael Nadal (ATP 1, tornei dello Slam vinti 14);
Roger Federer (ATP 1, tornei dello Slam vinti 17);
Boris Becker (ATP 1, tornei dello Slam vinti 6);
Pete Sampras (ATP 1, tornei dello Slam vinti 14);
Stefan Edberg (ATP 1, tornei dello Slam vinti 6);
Adriano Panatta (ATP 4, tornei dello Slam vinti 1);
Jimmy Connors (ATP 1, tornei dello Slam vinti 8);
Andy Murray (ATP 2, tornei dello Slam vinti 2);
Fabio Fognini (ATP 13, miglior risultato in un torneo dello Slam un quarto di finale);
Maria Sharapova (WTA 1, tornei dello Slam vinti 5);
Chris Evert (WTA 1, tornei dello Slam vinti 18);
Martina Navratilova (WTA 1, tornei dello Slam vinti 18);
Steffi Graf (WTA 1, tornei dello Slam vinti 22);
Monika Seles (WTA 1, tornei dello Slam vinti 9);
Serena Williams (WTA 1, tornei dello Slam vinti 18);
Francesca Schiavone (WTA 4, tornei dello Slam vinti 1) e Flavia Pennetta (WTA 10, miglior risultato una semifinale);
Sara Errani (WTA 5, miglior risultato una semifinale) e Roberta Vinci (WTA 11, miglior risultato un quarto di finale. Insieme hanno raggiunto il primo posto nella classifica di doppio e vinto 5 tornei dello Slam).

La Gazzetta ha indicato solo i nomi, io ho cercato tutti i dati che non ricordavo a memoria e ho compilato l’elenco relativo alla migliore posizione mai raggiunta in classifica da questi atleti e al numero di successi da loro ottenuto in singolare nelle prove del Grande Slam. L’ho fatto perché su certe cose sono un po’ rompiscatole, ovvio. Alcune cose per me spiccano anche senza questi numeri, ma i numeri aiutano nelle spiegazioni. Quattordici libretti dedicati agli uomini e otto dedicati alle donne, tanto per cambiare agli uomini viene dedicato più spazio, e la cosa mi secca ma non mi sorprende. Mi sorprendono invece alcuni nomi. Se la collana è dedicata ai Grandi del tennis, che ci fa il nome di Fognini in mezzo agli altri? Già Murray è un po’ tirato per i capelli, non ha mai raggiunto il vertice della classifica e di tornei dello Slam ne ha vinti solo due, anche se essendo ancora in attività ha la possibilità di ottenere altri risultati importanti. Suppongo che Murray e Fognini siano stati inseriti perché essendo ancora in attività hanno fan più attivi di quanto non siano i fan dei giocatori ritirati. E Fognini, come Panatta, beneficia del fatto di essere italiano, e un po’ di nazionalismo può aiutare le vendite. Peccato che la loro inclusione ha lasciato fuori tennisti del calibro di Mats Wilander (ATP 1, vittorie 7), Jim Courier (ATP 1, vittorie 4) e Gustavo Kuerten (ATP 1, vittorie 3), per citare solo i più significativi dagli anni ’80 in poi.

Discorso analogo per le donne, con esclusioni d’eccellenza per far spazio a due numeri dedicati a mezza atleta ciascuna. Va bene, Errani e Vinci hanno ottenuto i loro migliori risultati in doppio, ma solo per le italiane il doppio è stato considerato altrimenti avremmo dovuto avere un libro dedicato pure a Pam Shriver, 21 successi nel doppio femminile e singolarista tutt’altro che scarsa con il suo terzo posto assoluto. Fra le atlete eccellenti escluse ricordo Evonne Goolagong (WTA 1, vittorie 7, l’ultimo Wimbledon lo ha vinto dopo essere diventata mamma e già solo per questo merita un posto speciale nel mio cuore, oltre che negli annali dello sport), Arantxa Sánchez Vicario (WTA 1, vittorie 4), Martina Hingis (WTA 1, vittorie 5), Lindsay Davenport (WTA 1, vittorie 3), Jennifer Capriati (WTA 1, vittorie 3), Venus Williams (WTA 1, vittorie 7), Kim Clijsters (WTA 1, vittorie 4) e Justine Henin (WTA 1, vittorie 7).

Questi due elenchi comprendono complessivamente 11 tennisti che hanno raggiunto il vertice della classifica e che hanno vinto almeno 3 prove dello Slam, non gli atleti per cui io ho tifato e che quindi in modo del tutto soggettivo avrei voluto veder compresi. E nell’elenco della Gazzetta i protagonisti di ben sei libretti (nel conto entra anche quello su Panatta) non rispondono a nessuno di questi due indicatori di qualità sportiva. Va bene, lasciamo stare le scelte arbitrarie, tanto quei sei numeri non li comprerò, ma quella della Gazzetta non mi sembra una scelta molto seria. Per la verità non comprerò quasi nessun libro perché non sono esattamente quel che avrei voluto veder pubblicato.

La parte fotografica è molto consistente (rispetto al numero delle pagine), ma essendo dedicata a tennisti di cui ho già un archivio fotografico grazie ai vari numeri di Matchball, Il tennis italiano e delle altre riviste – a volte anche estere – che ho comprato nel corso degli anni non sono foto che mi interessano particolarmente. Vero, non tutti hanno comprato altrettante riviste, ma se voglio qualche foto la posso trovare anche su internet. Quello che avrei voluto un testo un po’ più consistente. Sì, c’è la biografia degli atleti, ma non mi pare che vada davvero in profondità. Sarà che ho letto Open di Agassi (come anche Ho ripreso il controllo della Seles e Io, Martina della Navratilova), ma tutto sommato mi aspettavo qualcosa di più. In coda c’è una parte dedicata alle statistiche, che leggo con piacere per gli atleti che amo di più ma che non mi interessa per gli altri e che, anche in questo caso, trovo opinabile. Sono indicate tutte le partite giocate dai tennisti al Masters, compresi gli incontri del girone eliminatorio, ma degli Slam, che sono un filino più importanti, viene indicato solo il risultato della finale. Io quei risultati li ho lo stesso grazie a due libri statistici molto completi, i Grand Slam Record Book di Alessandro Albiero e Andrea Carta, ma i libretti della Gazzetta mi sembrano carenti.


Un’ultima nota va al prezzo. 4,99 € (più quello del quotidiano, e per chi non compra già regolarmente la Gazzetta di suo è una spesa anche quella) sono decisamente troppi per una serie che alla fine costerà oltre 100 €. Il libro di Gianni Clerici 500 anni di tennis è molto più grande, il testo decisamente più interessante e va molto più in profondità e l’edizione che ho comprato io è ricca di foto a colori, per un prezzo di 68,00 €. Ora quell’edizione è fuor catalogo e in commercio se ne può trovare una di dimensioni più ridotte (ma anche con un capitolo in più dedicato agli ultimi anni) e foto in bianco e nero a 35,00 €. Il confronto è tutto a vantaggio del libro di Clerici.

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4 Responses to I grandi del tennis secondo la Gazzetta dello Sport

  1. Mauro says:

    Ciao…..non leggo il tuo nome da nessuna parte….ma in compenso
    ho letto alcuni tuoi articoli sul tuo Blog…..non sono molto abituato a leggere in rete….
    ma ti confesso che la tua passione per il tennis (e mi considero un purista in merito)
    mi ha persino commosso…..cercando in rete foto storiche di Edberg per capire
    con esattezza quali racchette Wilson usasse perchè a riguardo c’è molta confusione.
    Tant’è che un mio conoscente….sapendo quanto e quale materiale posseggo
    dall’infanzia ad oggi ( e di primavere ne ho 51!) ,mi ha commissionato di fare qualche ricerca
    e così ti ho scovata negli articoli dell’infanzia e dei primi anni di Stefanello…..
    Ti faccio i miei complimenti per passione e dedizione (nonchè modestia nell’apprendimento
    che non guasta mai…..) e voglio mettermi a disposizione qualora ti servisse qualche
    nozione sul tennis meraviglioso degli anni 70/80 (la mia infanzia) che se leggo bene ti sei parzialmente e sfortunatamente volata.
    Personalmente posseggo oltre 600 numeri di matchball (dal 70 al 96),la Bibbia per chi di tennis vive,l’intera collezione di Matchpoint ,suo degno erede…(dal 2000 sino ad oggi) e un 300 numeri di Tennis Italiano dal 77 al 2000.
    Inoltre colleziono racchette storiche 70/80 e ne ho circa 130 esemplari mozzafiato (doppi inclusi).
    se vuoi contattarmi mi trovi via mail all’indirizzo: mauro.chiosso@alice.it
    Ciao e continua a scrivere…..in realtà ho letto sul tuo primo articolo
    che non lo fai per esser letta bensì per il semplice piacere di farlo ,ma come tu ben sai
    non esistono mentitori più spudorati degli scrittori….
    In realtà anche a me capita saltuariamente di mentire parlando…..scrivendo mai.
    Buon tennis allora…e arrivederci.

    • Non c’è il mio nome da nessuna parte? Non me n’ero neppure resa conto. Mi chiamo Martina Frammartino. Scusa ma in questo momento sono di corsa e non riesco a risponderti bene, lo farò fra qualche giorno.

      • Parto dall’inizio, anche se sarò un po’ lunga. Io in realtà all’inizio non avevo intenzione di aprire questo blog. Ho iniziato a scrivere su un blog nel gennaio del 2011, senza sapere bene cosa fare, e pian piano quel blog ha assunto una sua identità e ha attirato l’attenzione di un piccolo gruppo di lettori. Lì parlo di principalmente libri, e la maggior parte dei libri di cui parlo sono fantasy. A me piace, ma è una cosa decisamente settoriale.
        Nell’estate del 2013 mi sono trovata a scrivere un articolo difficile. Va bene, non avevo obblighi ed ero io che lo volevo scrivere, ma faticavo molto. Immagino che anche tu conosca la frustrazione di voler fare qualcosa e di non riuscire a farla. Per distrarmi a un certo punto ho fatto una cosa assolutamente deleteria: ho guardato un video di pattinaggio su youtube. Conoscevo già quel pattinatore, in effetti sono una fan di Kurt Browning dal marzo del 1989. Ero diventata una fan di Stefan Edberg nemmeno un anno prima, nel luglio del 1988. Il tifo per loro mi ha accompagnato per un bel po’ di anni, e non è mai davvero finito nemmeno con la fine della loro carriera.
        Bene, quell’estate ho guardato il video di un esercizio di Browning. L’esercizio lo conoscevo già, la successiva intervista con pianto davanti al giornalista perché aveva appena buttato via ogni possibilità di conquistare una medaglia olimpica – lui che era il principale favorito per l’oro – no. Quel video mi ha colpita molto, e per parecchio tempo non ho quasi fatto altro che guardare i suoi esercizi, tutti, sia quelli che già conoscevo che quelli che ancora non conoscevo, più volte.
        A un certo punto ho deciso che dovevo smetterla perché non stavo più concludendo nulla. Questo blog è nato da un problema mio, dalla necessità di mettermi un limite da sola. Però siccome sono una tifosa di Kurt Browning tanto quanto sono una tifosa di Stefan Edberg o di Daniela Silivas o di Jana Novotna – di cui ancora non ho mai parlato – e di diversi altri atleti ho deciso che non potevo far torto a una delle mie passioni e dedicare un blog solo a uno di loro.

        Il blog è nato con la convinzione che ben pochi lo avrebbero letto perché io non lo sto pubblicizzando – non che abbia mai davvero pubblicizzato l’altro, ma almeno qualche link in giro nel caso di librolandia l’ho messo – perché lo sto aggiornando in modo irregolare e perché parlo di argomenti abbastanza di nicchia. Il tennis non è proprio una nicchia, ma se mi limito a una manciata di tennisti lo può diventare.
        Ovvio che se qualcuno legge i miei commenti e si appassiona delle cose che piacciono a me non intendo lamentarmene, in effetti mi fa piacere vedere che qualche visitatore è arrivato, ma lo scopo principale di questo blog – scopo non sempre raggiunto – è cercare di dirmi “ok, oggi perdi un po’ di tempo dietro a queste cose occupandoti di un argomento ristretto e nulla più poi la pianti e torni a fare quello che dovresti fare”.

        Con calma conto di ripercorrere tutta la carriera di Edberg. Per ora sono agli anni giovanili, per i quali ho i risultati e poco più, più avanti arriveranno anche i ricordi personali delle partite viste in televisione. Il guaio è che per ogni cosa che scrivo cerco gli articoli dell’epoca e se sono disponibili guardo pure i video su youtube, il che significa che impiego davvero molto tempo.
        Matchball l’ho comprato anch’io abbastanza spesso dalla fine del 1989 – credo che il primo numero che ho preso avesse come servizio principale la vittoria di Lendl nel torneo di Stoccolma – fino a quando non ha chiuso, e ho pure comprato qualche numero di Il tennis italiano, Il grande tennis, e anche il francese Tennis Magazine. Quando Stefan si è ritirato ho anche comprato un giornale inglese che gli aveva dedicato un lunghissimo articolo anche se all’epoca non sapevo leggere l’inglese. Non ho conservato i numeri interi di quelle riviste per problemi di spazio, mi limitavo a staccare alcune pagine, gli articoli sui tornei a cui aveva preso parte Stefan, quelli di tipo storico, quelli generali sul tennis e i tabelloni completi dei tornei, il resto l’ho cestinato. E poi ho letto diversi libri, qualcuno prendendolo in biblioteca e qualcuno comprandolo. La possibilità di leggere qualsiasi cosa, anche dopo tutti questi anni, è ovviamente sempre ben gradita. La passione, come hai notato anche tu, c’è davvero.

        Che io sappia Stefan usava una Wilson Pro Staff, almeno nel periodo in cui il giocatore più forte era lui.

        Ciao
        Martina

  2. Mauro says:

    Adesso capisco molte cose….ma come vedi non mi sbagliavo….è la passione a spronarti.
    Io di tennis sono fortemente appassionato e da anni….pur rimpiangendo i più giovani non
    cambierei mai quanto visto,vissuto e metabolizzato degli anni 70/80 (e non solo di tennis….).
    Se ti servisse qualche documento di Edberg relativo a qualche sua vittoria in carriera
    io, come già ti accennavo posseggo tutta la raccolta di Matchball inerente agli anni di Edberg e dedicato a lui anche uno speciale di Supertennis (sempre legato a Matchball degli anni 90).
    Su che racchetta abbia utilizzato Edberg in carriera,essendo io un collezionista di racchette
    storiche, ti lascio immaginare quanto ci sarebbe da scrivere….comunque,qualora interessata,
    lo faremo volentieri.
    la cosa che mi preme precisare in ogni caso è che io non frequento volentieri i Blog…
    Non sono così meticoloso e puntuale ….e per dirla tutta….molti di essi li trovo infantili e fuggitivi.
    Qualora fossi interessata a contattarmi in futuro ti invito a scrivermi al mio indirizzo di posta privata
    che dovresti già avere…
    Io da parte mia ho salvato tra i preferiti il tuo Blog e ogni tanto ti farò visita….
    ma non aspettare sia solerte a rispondere o quant’altro perchè ho tempo e risorse limitate
    come tutti del resto……
    Via mail invece sono più reattivo.
    Alla Prossima
    Ciao
    Mauro

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