Campionati del Mondo 1991: il programma lungo maschile

Di un Campionato del Mondo giustamente si ricordano le prestazioni migliori. Sono gli esercizi più belli a fare la storia della disciplina, ma la gara non si esaurisce lì. Per alcuni atleti il massimo che possono sperare – e già è molto, a partecipare alla competizione sono comunque i migliori atleti del loro Paese – è un piazzamento dignitoso. Per altri può essere un inizio, un fare esperienza in attesa della maturità che donerà risultati migliori. È il caso, per esempio, di Alexei Urmanov, presente ai Mondiali per la prima volta proprio nel 1991. A un buon programma corto, il sesto, è seguito un libero non all’altezza, il nono, anche se comprende pure un salto quadruplo. Il risultato complessivo è stato un ottavo posto. Ma il risultato importante per lui sarebbe arrivato in seguito.

Il libero di Urmanov:

Curiosamente per la combinazione dei risultati Michael Slipchuck, autore dell’ottavo programma corto e dell’ottavo programma lungo, si è piazzato al settimo posto. Il suo libero:

Elvis Stojko, settimo nel programma corto, ha eseguito il sesto programma lungo e si è piazzato sesto. Il suo è un esercizio storico perché comprende il primo salto quadruplo mai eseguito in combinazione, un quadruplo toe loop-doppio toe loop. Il suo esercizio:

Il primo a scendere in pista nel gruppo dei migliori è stato Christopher Bowman. Bowman, con il quarto posto nel programma tecnico, aveva bisogno di vincere il libero e doveva sperare che Viktor Petrenko non si classificasse secondo per conquistare quella medaglia d’oro che nei due anni precedenti gli era sfuggita per poco. Non solo non ci è riuscito, ma è anche sceso dal podio eseguendo solo il quinto libero e piazzandosi complessivamente quinto. Il suo esercizio (a 2’40”), preceduto da una presentazione dell’atleta:

Prima ancora di scendere sul ghiaccio tre atleti, il sovietico Viktor Petrenko, il canadese Kurt Browning e il cecoslovacco Petr Barna, sapevano che se avessero eseguito il miglio libero sarebbero diventati campioni del Mondo. Browning, ho letto in seguito, ha dichiarato che in quel momento si sentiva davvero il più forte. Aveva vinto il primo Mondiale nel 1989 a sorpresa, quando tutti aspettavano o il campione del Mondo del 1985, Alexandr Fadeev, o il recente bronzo olimpico, Viktor Petrenko, ma Fadeev aveva commesso troppi errori e Petrenko non era ancora del tutto guarito da un infortunio. Si era confermato nel 1990 quando tutti pensavano che non ce l’avrebbe fatta perché le gare precedenti erano state deludenti e gli esperti lo ritenevano un po’ “scoppiato”. Nel 1991 tutti, lui compreso, si aspettavano qualcosa di grande dal suo esercizio, e non sono stati delusi. Era convinto, Kurt, che qualsiasi difficoltà avrebbero potuto presentare i suoi avversari lui sarebbe stato in grado di riproporla a sua volta, e di aggiungerne per buona misura una in più. Aveva ragione, tanto è vero che il suo programma comprende ben otto salti tripli, sei dei quali in combinazione.

Il video comincia con una presentazione fatta dalla televisione che a Browning non è piaciuta particolarmente perché falsava la sua immagine. Per catturare il pubblico i produttori avevano contrapposto da un lato il povero russo, gran lavoratore dedito solo alla sua disciplina anche a costo di notevoli sacrifici, e dall’altra il canadese figlio di un cowboy, sempre sotto l’attenzione dei media e più superstar che atleta. Per cercare di compensare quest’immagine distorta di sé che aveva capito che sarebbe arrivata dopo le interviste che aveva concesso, Browning aveva realizzato un paio di video, Tall in the Saddle e Jump, e avrebbe scritto la sua autobiografia, Kurt. Forcing the Edge. Molte informazioni le sto prendendo proprio da quel libro, fra l’altro anche la considerazione che lui aveva brutti ricordi di quella pista perché nel 1988 vi aveva pattinato in esibizione ed era caduto due volte, lasciando un brutto ricordo negli spettatori e qualche segno nel suo ego. L’esercizio, Sons of Italy, è stato coreografato da Brian Power.

L’esercizio inizia dopo 3’50”:

La combinazione iniziale è un triplo Axel-triplo toe loop. Io ho visto un atterraggio non perfetto, con un vistoso sbandamento, al termine del toe loop, anche se l’atterraggio è stato sufficientemente corretto perché il salto valesse ai fini del punteggio tecnico e al massimo ci fosse una lievissima deduzione sul punteggio artistico. Io però non sono una pattinatrice, noto alcune cose ma non tutte. Browning ha spiegato che in quel momento si è arrabbiato per non essere riuscito a fissare l’atterraggio dell’Axel, che per me era perfetto. Subito dopo però si è sentito orgoglioso di sé stesso perché è riuscito ugualmente ad attaccare all’Axel un triplo toe loop invece di accontentarsi di un doppio. Dopo ci sarebbe dovuto essere il quadruplo toe loop, sul quale forse ha pensato troppo perché era caduto quando aveva provato quel salto nella fase di riscaldamento. Non ha stretto le bracca abbastanza, ha scritto, e il salto è stato solo un triplo. Nei secondi successivi si è maldetto pensando a come fare per rimediare, poi si è ricordato le ultime parole che gli aveva detto il suo coach, Michael Jiranek, a proposito di un eventuale elemento mancato: “se non pensi di dover ripetere nulla, se pensi di poter vincere senza ripresentare lo stesso elemento, non farlo”. Così ha scelto di rilassarsi e di divertirsi nell’eseguire il programma. Sequenza di passi (l’elemento che più amo nel pattinaggio artistico), combinazione triplo Flip-triplo toe loop, quindi combinazione triplo Axel-doppio loop che durante la stagione gli aveva creato problemi e che qui ha eseguito da manuale, una trottola eseguita un po’ più in velocità rispetto a quelle che faceva di solito, altra sequenza di passi e quindi una nuova combinazione, che solo lui sapeva eseguire. Triplo Salchow-triplo loop, elemento difficilissimo perché tutto il lavoro di spinta-atterraggio-spinta-atterraggio viene fatto su in solo piede. Poi è stata una passeggiata con altri passi e il doppio Axel, anche se nelle interviste post gara ha dichiarato di non avere ancora raggiunto il suo potenziale e che artisticamente stava ancora maturando. Il punteggio:

Technical Merit 5,9 – 5,9 – 5,9 – 5,9 – 5,9 – 5,9 – 5-9 – 5,9 – 5,8

Artistic Impression 5,8 – 5,9 – 5,9 – 5,9 – 5,8 – 5,9 – 5,8 – 5,8 – 5,8

Petrenko è sceso in pista subito dopo Browning. I due erano rivali, certo, ma fra loro c’era anche un grande rispetto. Kurt ricorda che Viktor lo chiamava scherzosamente Kurtinka, e che l’anno prima avevano giocato insieme con videogiochi prima di eseguire il programma libero. Non solo, sul podio Browning non ha saltellato per la gioia come avrebbe voluto fare per rispetto nei confronti di Petrenko, e qualche mese fa, in occasione delle Olimpiadi di Sochi, i due hanno postato su Twitter una foto che li ritrae sorridenti e abbracciati. L’esercizio di Viktor:

Alla fine del programma Browning ha un’espressione un po’ strana. Nell’autobiografia ha spiegato di non essere mai stato bravo a interpretare i punteggi, e che quindi hanno dovuto dirgli che aveva vinto perché lui non lo aveva capito. Dell’esercizio di Petrenko aveva guardato solo la parte iniziale, fino al salto sbagliato, e poi se ne era disinteressato senza sapere bene il perché. Quindi si era accorto di aver lasciato tutti i sui fiori sul kiss & cry ed era corso a pulire per evitare che Petrenko dovesse aspettare il proprio punteggio in mezzo ai fiori di un altro atleta. Il punteggio di Petrenko:

Technical Merit 5,9 – 5,8 – 5,8 – 5,8 – 5,8 – 5,8 – 5,8 – 5,7 – 5,7

Artistic Impression 5,9 – 5,9 – 5,9 – 5,8 – 5,9 – 6,0 – 5,8 – 5,9 – 5,8

Un giudizio di 6-3 in favore di Browning e terzo titolo per lui. Barna, sceso in pista dopo i due atleti che lo precedevano, ha dimostrato di non essere alla loro altezza soprattutto da un punto di vista tecnico. L’assenza del triplo Axel a questi livelli si sentiva già allora. L’esercizio:

Ho trovato due video, uno di buona qualità ma senza punteggio e uno di pessima qualità con il punteggio. Ho scelto di inserire il link al video migliore, il punteggio è questo:

Technical Merit 5,7 – 5,7 – 5,3 – 5,7 – 5,7 – 5,6 – 5,6 – 5,7 – 5,7

Artistic Impression 5,8 – 5,8 – 5,3 – 5,7 – 5,8 – 5,8 – 5,7 – 6,0 – 5,9

L’ultimo a scendere sul ghiaccio è stato Todd Eldredge. Quinto dopo il programma tecnico, ha eseguito il terzo programma libero della giornata comprendente otto salti tripli (fra cui una combinazione triplo Axel-triplo toe loop) ed è riuscito così a conquistare la medaglia di bronzo. Si tratta di un risultato importante – visto che già Bowman era dietro a Barna e Paul Wylie si trovava ancora più in giù – perché ha assegnato agli Stati Uniti tre posti nella competizione individuale maschile delle Olimpiadi del 1992. Il suo esercizio:

Technical Merit: 5,8 – 5,6 – 5,7 – 5,8 – 5,7 – 5,9 – 5,6 – 5,8 – 5,7

Artistic Impression: 5,7 – 5,6 – 5,6 – 5,7 – 5,7 – 5,8 – 5,7 – 5,8 – 5,6

Parte della cerimonia di premiazione:

La classifica finale:

 

Rank Name Nation SP FS TFP
1 Kurt Browning  Canada 2 1 2.0
2 Viktor Petrenko  Soviet Union 1 2 2.5
3 Todd Eldredge  United States 5 3 5.5
4 Petr Barna  Czechoslovakia 3 4 5.5
5 Christopher Bowman  United States 4 5 7.0
6 Elvis Stojko  Canada 7 6 9.5
7 Michael Slipchuk  Canada 8 8 12.0
8 Alexei Urmanov  Soviet Union 6 9 12.0
9 Éric Millot  France 9 10 14.5
10 Masakazu Kagiyama  Japan 10 11 16.0
11 Paul Wylie  United States 20 7 17.0
12 Oula Jääskeläinen  Finland 13 13 19.5
13 Oliver Höner   Switzerland 12 14 20.0
14 Jung Sung-il  South Korea 17 12 20.5
15 Mirko Eichhorn  Germany 11 15 20.5
16 Steven Cousins  United Kingdom 18 16 25.0
17 Cameron Medhurst  Australia 16 18 26.0
18 Daniel Weiss  Germany 19 17 26.5
19 Gilberto Viadana  Italy 15 19 26.5
20 Ronny Winkler  Germany 14 20 27.0
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