Campionati del Mondo 1991: il programma tecnico femminile

Kristi Yamaguchi

La maggior parte degli addetti ai lavori era convinta che il 1991 sarebbe stato l’anno di Midori Ito. La pattinatrice giapponese, che sotto l’aspetto dei salti era molto più avanti rispetto alle sue rivali, aveva già conquistato il titolo mondiale nel 1989, ma era sempre stata messa in difficoltà dalle figure obbligatorie.

Nel 1984, ai suoi primi Campionati del Mondo, era stata 16° nelle figure obbligatorie, 4° nel programma tecnico, 4° in quello libero e 7° complessivamente. L’anno successivo non aveva gareggiato, ed era tornata nel 1986. 19° posto nelle figure obbligatorie, 8° nel tecnico, 5° nel libero per un 11° posto finale. Nel 1987 14° posto nelle figure, 3° nel tecnico, 4° nel libero e 8° finale. Alle Olimpiadi del 1988 ancora 10° posto nelle figure, 4° nel tecnico, 3° nel libero e 5° complessivo, e la differenza nelle abilità richieste per le diverse parti della gara sarebbe stata ancor più enfatizzata dai Mondiali che si sarebbero svolti un mese dopo: 14° posto nelle figure, 3° sia nel tecnico che nel libero e 5° posto finale. Insomma, nelle figure obbligatorie Midori era riuscita al massimo a piazzarsi 10° (una sola volta), nelle altre due fasi di gara si piazzava regolarmente fra il 3° e il 5° posto (una sola eccezione, 8° tecnico nel 1986, il che mi fa supporre che nell’occasione abbia fatto qualche errore grave). Se non era competitiva per una medaglia il problema era lì, in quelle figure che proprio non riusciva a eseguire con la necessaria precisione.

Nel 1989 l’importanza delle figure era stata ridotta, lei le aveva eseguite insolitamente bene (6°) e i successi nei programmi tecnico e libero insieme al modo in cui si erano combinati i risultati di Claudia Leistner (1°, 3° e 2° posto) e Jill Trenary (2°, 2° e 3°) le avevano consentito di conquistare un più che meritato titolo. Nel 1990 però era ricaduta nel solito problema, 10° posto nelle figure, e la vittoria sia nel tecnico che nel libero non le aveva consentito di sopravanzare una Trenary capace di un 1°, un 5° e un 2° posto nelle tre fasi della gara. Solo argento per la Ito che nel 1991 era attesissima. Le figure obbligatorie, suo tallone d’Achille, dopo una lunga lotta erano finalmente state abolite, perciò quello sarebbe dovuto essere il suo anno. L’inizio però per lei è stato abbastanza traumatico, con una dura collisione in fase di riscaldamento con la pattinatrice francese Laetitia Hubert.

La Hubert, al suo secondo Mondiale dopo il 21° posto del 1990, avrebbe eseguito solo il 26° programma tecnico e non si sarebbe qualificata per la finale. Agli Europei si era piazzata 10°.

Scossa e dolorante, Midori è stata comunque bravissima nell’eseguire il suo programma, pur con una caduta. Riguardando bene i replay si vede che Midori atterra correttamente la combinazione e poi inciampa e cade perché è troppo vicina alla balaustra. I punteggi si giustificano proprio con questa considerazione: lei l’elemento lo ha eseguito, la caduta va conteggiata ma senza ulteriori detrazioni. Fra l’altro ho mostrato questo esercizio alle mie bimbe per far vedere la forza di determinazione della giapponesina e far capire loro che anche se si cade ci si deve rialzare e andare avanti senza scoraggiarsi o preoccuparsi di aver fatto una brutta figura. Poi per carità, se con la caduta Midori si fosse fatta davvero male avrebbe fatto bene a fermarsi, ma fino a quando le forze e le capacità ci sono è giusto andare avanti.

Il programma tecnico di Midori Ito:

Dopo un inizio dedicato alla pattinatrice più attesa di quell’anno scendo in classifica per guardare le altre atlete. Ottavo programma tecnico per la canadese Josée Chouinard, all’esordio mondiale:

Il settimo programma tecnico è stato quello della britannica Joanne Conway, quarta classificata agli Europei svoltisi due mesi prima:

Il sesto tecnico è stato quello di Marina Kielmann, ma non ho trovato video. La Kielmann si era piazzata terza agli ultimi due Europei e decima ai Mondiali del 1990. Quinta dopo la prima fase di gara Nancy Kerrigan, terza ai campionati americani e all’esordio mondiale:

Quarto tecnico per la campionessa europea in carica, Surya Bonaly:

Terza la già citata Midori Ito. Seconda si è piazzata la campionessa americana in carica, Tonya Harding:

Il miglior programma tecnico è stato quello di Kristi Yamaguchi, che ai campionati nazionali era stata battuta dalla Harding. Fino al 1990 la Yamaguchi aveva gareggiato anche nelle coppie di artistico insieme a Rudy Galindo, e il doppio impegno l’aveva fatta arrivare 6° e 4° nell’individuale e due volte 5° nelle coppie nelle edizioni 1989 e 1990 dei Mondiali. Alla fine della stagione 1989-1990 la Yamaguchi aveva deciso di concentrarsi sull’individuale e per allenarsi si era spostata al Royal Glenora, lo stesso club dove si allenava il due volte campione del Mondo Kurt Browning. Che sia stato il concentrarsi su una sola gara, la maturazione dell’atleta, il cambio di metodo di allenamento o più probabilmente la combinazione delle tre cose, i risultati sono arrivati con il primo posto provvisorio nella gara:

 

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