Carolina Kostner: i primi anni a livello senior

Terza ai Campionati del Mondo junior nel 2003, quarta ai Campionati europei senior dello stesso anno, capace d eseguire il triplo Lutz in combinazione, Carolina Kostner si è presentata fin da subito come una grande promessa del pattinaggio. E quando ha faticato a mantenere le promesse le sono piovute addosso critiche di tutti i tipi, come se non fosse necessario un equilibrio difficile e molto delicato per completare un esercizio di pattinaggio su ghiaccio. Quando si fa un salto si corre sempre il rischio di cadere. Io per la verità corro il rischio di cadere anche se sto ferma, ma vedendo le mie vimbe che sono al secondo anno di corso mi sto rendendo conto di come ci si possa sbilanciare anche in quello che sembra il più banale dei gesti. No, non è banale, anche se i campioni lo fanno sembrare facile. Loro fanno sembrare tutto facile fino a quando lo eseguono bene, ma il rischio di caduta è sempre dietro l’angolo, in un errore grande come una frazione di secondo.

Per me il pattinaggio artistico si identifica con Kurt Browning. Primo atleta della storia capace di eseguire un salto quadruplo nel 1988, campione del Mondo nel 1989, 1990, 1991 e 1993, e secondo nel 1992, reduce da un infortunio alla schiena molto serio. Non lo amo per i risultati, anche se sono importanti, ma per quello che ha sempre fatto sulla pista e – ora che ho letto un po’ di cose su di lui – fuori dalla pista. Nel 1994 era nettamene il favorito alle Olimpiadi. Tre gli elementi di salto obbligatori nel programma tecnico dell’epoca, una combinazione di un salto doppio e un salto triplo o due salti tripli, un salto triplo diverso dall’Axel e un doppio Axel. Bene la combinazione triplo Axel-doppio toe loop, anche se a volte aveva eseguito triplo anche il secondo salto. E poi, sul triplo flip, è caduto. Questa caduta implica che non è un campione? Che è un atleta mediocre, come tante volte e con tanta faciloneria la Kostner è stata accusata di essere? No, implica solo che è un essere umano, e a volte gli esseri umani fanno errori. Anche nella gara più importante della loro carriera. Un salto implica sempre il rischio di una caduta. E non solo un salto, qualsiasi movimento se si perde il controllo anche solo per un attimo. Una volta ho visto una giovane Nicole Bobek (bronzo ai Mondiali nel 1995, quindi anche lei un’eccellente pattinatrice anche se non proprio la più disciplinata visto che cambiava coach in continuazione e spesso arrivava in ritardo agli allenamenti) eseguire un bellissimo esercizio e cadere nel momento dell’inchino finale con cui stava salutando il pubblico.

Ci sono commenti ingenerosi (quando non davvero cattivi) nei confronti della Kostner sotto alcuni video. Qualcuno si lamenta che da giovane eseguiva il triplo Lutz in combinazione e che recentemente non lo ha più fatto, forse ignorando che i cambiamenti nel fisico di una ragazzina che diventa donna sono notevoli, e che spesso riducono le capacità di salto dell’atleta. Molti pattinatori iniziano come ottimi saltatori ma la loro maturità espressiva arriva più tardi, quando magari saltano meno bene ma interpretano la musica con ogni parte del loro corpo. E se la Kostner dopo un errore iniziale si scioglieva e commetteva errori a ripetizione, cadute e rotazioni mancate, anche Browning a quelle Olimpiadi ha mancato il doppio Axel. Se avesse fatto un solo errore nel corto, e il programma libero che ha eseguito due giorni dopo, probabilmente avrebbe vinto la medaglia di bronzo. Invece per un attimo ha perso la concentrazione e ha eseguito un Axel semplice che è diventato il suo secondo errore e che lo ha fatto precipitare al dodicesimo posto. Una straordinaria rimonta con il terzo miglior libero (ma negli anni in cui ha vinto i Mondiali ha sempre eseguito il miglior libero) gli ha consentito di arrivare fino al quinto posto. Per lui rimarrà sempre un rimpianto, e ogni volta che rivedo quell’esercizio stupendo macchiato da quei due errori io non posso non sentirmi triste per lui, non posso non sentire in parte come mia la sua sofferenza nella successiva intervista, ma Browning è e rimane un campione. Anche se nonostante tre partecipazioni (di cui due da favorito) non ha mai vinto una medaglia olimpica, e anche se ha eseguito solo semplice un salto che avrebbe dovuto essere doppio, che ha eseguito non so quante volte triplo e pure in combinazione con un altro triplo, e che neppure troppo tempo fa è stato capace di eseguire doppio calzando pattini da hockey invece che da artistico. Il corto di Browninig alle Olimpiadi del 1994:

…the longer I skated the more I realized what had appened [la caduta sul triplo flip] and I just… lost my concentration

[…] things are this.. you can’t explain, it’s so hard to talk about one mistake, it’s easy to talk about a good program, but a mistake is a point-five, point-two, point-one, eight million’s second mistake and are you talk about for three minutes. It’s appened, it’s over and… and my olympics hopes are gone…”

Browning si è ripreso da quella delusione, ha eseguito un libero molto bello anche se non perfetto e ha avuto una carriera professionistica straordinaria. La Kostner ha avuto bisogno di più tempo, probabilmente ha un animo più fragile, ma è anche vero che Kurt è sempre stato circondato dall’affetto della stampa e del pubblico, mentre Carolina è stata attaccata come se le sue capacità fossero solo vuote vanterie. Anche per lei i momenti peggiori sono arrivati alle Olimpiadi, o almeno alle prime due a cui ha partecipato. Ma andiamo con ordine.

La stagione di pattinaggio inizia in autunno e si conclude in primavera. A fine 2003 per Carolina ci sono il Finlandia Tropy (quarta dietro Susanna Pöykiö, Alisa Drei e Miriam Manzano), Skate America (nona dietro Sasha Cohen, Jennifer Kirk, Shizuka Arakawa, Amber Corwin, Susanna Pöykiö, Viktoria Volchkova e Annie Bellemare) e il Grand Prix of Russia (seconda dietro Elena Liashenko ).

Nel gennaio del 2004 arriva solo seconda ai campionati italiani, superata sia nel corto che nel lungo da Valentina Marchei. La Marchei, ricordo, avrebe vinto altre quattro volte il titolo italiano e conquistato anche tre argenti e un bronzo, prima di passare proprio quest’anno alle coppie di artistico e vincere un altro titolo nazionale insieme a Ondrej Hotarek. In campo internazionale i suoi migliori risultati sono un quarto posto agli Europei del 2013, un ottavo ai Mondiali del 2012 e un undicesimo alle Olimpiadi del 2014, le uniche a cui ha partecipato. Agli Europei Carolina arriva quinta, posizione che ha mantenuto per tutta la gara.  Questa la classifica finale:

Rank Name Nation TFP SP FS
1 Júlia Sebestyén Hungary 1.5 1 1
2 Elena Liashenko Ukraine 4.0 2 3
3 Elena Sokolova Russia 5.0 6 2
4 Viktória Pavuk Hungary 5.5 3 4
5 Carolina Kostner Italy 7.5 5 5
6 Susanna Pöykiö Finland 8.0 4 6
7 Alisa Drei Finland 12.0 10 7
8 Julia Lautowa Austria 13.0 8 9
9 Zuzana Babiaková Slovakia 14.5 9 10
10 Sarah Meier Switzerland 15.0 14 8
11 Annette Dytrt Germany 18.0 12 12
12 Daria Timoshenko Azerbaijan 19.5 13 13
13 Galina Maniachenko Ukraine 20.5 7 17
14 Jenna McCorkell United Kingdom 21.0 20 11
15 Valentina Marchei Italy 22.5 17 14
16 Kristina Oblasova Russia 22.5 15 15
17 Mojca Kopač Slovenia 23.5 11 18
18 Tatiana Basova Russia 24.0 16 16
19 Petra Lukáčíková Czech Republic 28.5 19 19
20 Anna Bernauer Luxembourg 31.5 21 21
21 Sara Falotico Belgium 32.0 24 20
22 Karen Venhuizen Netherlands 32.0 18 23
23 Tuğba Karademir Turkey 33.5 23 22
24 Gintarė Vostrecovaitė Lithuania 35.0 22 24

 

Il gala della Kostner:

Conferma  il quinto posto ai Mondiali, risultato notevole perché tutte le pattinatrici che le stanno davanti vengono da paesi extraeuropei quali Giappone e Stati Uniti. La campionessa europea finisce immediatamente dietro di lei, e le altre due atlete che erano andate a medaglia si piazzano undicesima e decima. Il programma corto della Kostner:

Il programma lungo:

Il gala:

La classifica finale:

Rank Name Nation TFP QB QA SP FS
1 Shizuka Arakawa Japan 2.6 1 2 1
2 Sasha Cohen United States 4.0 1 1 3
3 Michelle Kwan United States 5.6 3 4 2
4 Miki Ando Japan 6.6 2 3 4
5 Carolina Kostner Italy 11.4 6 5 6
6 Júlia Sebestyén Hungary 11.8 3 6 7
7 Fumie Suguri Japan 12.4 8 7 5
8 Joannie Rochette Canada 15.4 5 9 8
9 Irina Slutskaya Russia 17.8 5 8 11
10 Elena Sokolova Russia 18.2 2 14 9
11 Elena Liashenko Ukraine 19.6 4 10 12
12 Susanna Pöykiö Finland 20.6 4 15 10
13 Sarah Meier Switzerland 23.8 9 12 13
14 Jennifer Robinson Canada 25.2 6 13 15
15 Viktoria Volchkova Russia 28.4 7 11 19
16 Idora Hegel Croatia 28.6 8 19 14
17 Anne-Sophie Calvez France 29.8 9 17 16
18 Jennifer Kirk United States 30.4 7 16 18
19 Fang Dan China 34.6 11 22 17
20 Miriam Manzano Australia 35.6 12 18 20
21 Annette Dytrt Germany 38.0 10 20 22
22 Zuzana Babiaková Slovakia 39.4 10 24 21
23 Valentina Marchei Italy 40.0 11 21 23
24 Jenna McCorkell United Kingdom 43.0 13 23 24

 

A ottobre si riprende con Skate Canada, dove la Kostner arriva quinta (davanti a lei ci sono Cyntia Phaneuf, Yoshie Ondam Susanna Pöykiö e Fumie suguri). Seguono il tropée Bompard, dove è seconda dietro Joannie Rochette e la Cup of Russia, dove arriva settima dietro Irina Slutaskaya, Shizuka Arakawa, Júlia Sebestéyn, Elena Sokolova, Annette Dytrt e Galina Maniachenko. In gennaio si riprende il titolo italiano battendo Valentina Marchei e Nicole Della Monica, pattinatrice che a fine 2007 sarebbe passata alle coppie di artistico gareggiando prima con Yannick Kocon e poi con Matteo Guarise.

Gli Europei però l’avrebbero vista fare un passo indietro, con solo la settima posizione raggiunta. Certo, c’era il ritorno di Irina Slutskaya, già cinque volte campionessa europea (e due volte seconda), nel 2002 campionessa mondiale (a cui vanno aggiunti tre argenti e un bronzo) e medaglia d’argento alle Olimpiadi sempre nel 2002 ma assente da quasi tutte le gare nel 2004 a causa di un infortunio. Le altre però le aveva battute tutte ai Mondiali, mentre qui si è vista superare di nuovo. Noto che in questo momento cambia il sistema dei punteggi, da quello con il 6,0 come punteggio massimo e la maggiorità di priorità al sistema attuale. Il programma corto:

Il programma lungo:

La classifica finale:

Rank Name Nation Total Points SP FS
1 Irina Slutskaya  Russia 168.71 1 65.02 1 103.69
2 Susanna Pöykiö  Finland 158.93 3 56.63 3 102.30
3 Elena Liashenko  Ukraine 158.02 4 55.16 2 102.86
4 Júlia Sebestyén  Hungary 157.13 2 61.28 6 95.85
5 Elena Sokolova  Russia 150.88 5 52.46 4 98.42
6 Galina Maniachenko  Ukraine 145.86 6 49.62 5 96.24
7 Carolina Kostner  Italy 142.71 7 49.29 7 93.42
8 Daria Timoshenko  Azerbaijan 132.19 8 48.27 11 83.92
9 Idora Hegel  Croatia 132.01 13 43.87 8 88.14
10 Sarah Meier   Switzerland 129.63 14 42.71 9 86.92
11 Elina Kettunen  Finland 128.58 11 44.40 10 84.18
12 Annette Dytrt  Germany 127.13 9 46.41 13 80.72
13 Kiira Korpi  Finland 125.46 12 44.34 12 81.12
14 Fleur Maxwell  Luxembourg 123.24 10 45.94 16 77.30
15 Roxana Luca  Romania 121.22 16 42.57 15 78.65
16 Jenna McCorkell  United Kingdom 120.91 17 41.80 14 79.11
17 Lina Johansson  Sweden 110.04 18 41.42 18 68.62
18 Diána Póth  Hungary 108.89 15 42.62 19 66.27
19 Tuğba Karademir  Turkey 106.98 21 37.75 17 69.23
20 Karen Venhuizen  Netherlands 105.45 19 40.43 21 65.02
21 Candice Didier  France 102.87 20 39.14 22 63.73
22 Sonia Radeva  Bulgaria 101.84 24 36.13 20 65.71
23 Andrea Kreuzer  Austria 92.82 23 36.45 23 56.37
24 Bianka Padar  Hungary 92.18 22 37.64 24 54.54

 

Ai Mondiali le cose sono andate per il meglio e seppure di un soffio è riuscita a conquistare la medaglia di bronzo. Il programma corto, Country, sulle musiche di George Winston, è stato coreografato da Kurt Browning. L’esercizio:

Per il lungo Browning ha coreografato i concerti per pianoforte e orchestra numero 1 e 3 di Sergei Prokofiev. L’esercizio:

L’esibizione è su Fly di Celine Dion:

La classifica finale:

Rank Name Nation Total Points QB QA SP FS
1 Irina Slutskaya  Russia 222.71 1 29.77 1 62.84 1 130.10
2 Sasha Cohen United States 214.39 1 28.41 2 61.37 2 124.61
3 Carolina Kostner  Italy 200.56 3 26.45 4 60.82 4 113.29
4 Michelle Kwan United States 200.19 5 24.99 3 61.22 3 113.98
5 Fumie Suguri  Japan 196.01 2 27.19 10 56.28 5 112.54
6 Miki Ando  Japan 193.14 2 27.66 7 59.30 7 106.18
7 Elena Sokolova  Russia 189.48 3 24.39 6 59.63 8 105.46
8 Susanna Pöykiö  Finland 187.67 4 23.69 8 56.99 6 106.99
9 Shizuka Arakawa  Japan 185.73 4 25.79 5 59.95 9 99.99
10 Elena Liashenko  Ukraine 174.18 6 24.58 11 55.19 12 94.41
11 Joannie Rochette  Canada 172.99 5 23.65 9 56.40 15 92.94
12 Júlia Sebestyén  Hungary 167.56 6 22.91 12 52.49 16 92.16
13 Idora Hegel  Croatia 164.97 8 22.33 13 48.42 13 94.22
14 Sarah Meier   Switzerland 164.68 7 22.57 20 44.35 10 97.76
15 Annette Dytrt  Germany 163.49 7 22.50 14 47.93 14 93.06
16 Joanne Carter  Australia 163.38 9 20.41 15 47.37 11 95.60
17 Jennifer Kirk United States 156.81 9 21.27 18 46.26 17 89.28
18 Viktória Pavuk  Hungary 148.46 12 18.09 17 46.38 18 83.99
19 Lina Johansson  Sweden 145.94 11 19.39 19 44.51 20 82.04
20 Cynthia Phaneuf  Canada 143.44 8 21.77 22 42.95 21 78.72
21 Liu Yan  China 142.33 10 19.55 25 39.80 19 82.98
22 Jenna McCorkell United Kingdom 142.00 10 18.58 16 47.02 22 76.40
23 Candice Didier  France 129.68 12 17.52 21 43.57 23 68.59
24 Karen Venhuizen  Netherlands 125.58 11 17.62 24 41.81 24 66.15

 

Notare la differenza di punteggi con gli Europei: 60,82 + 113,29, contro i precedenti 49,29 + 93,42. I programmi sono gli stessi, come vengono eseguiti fa una differenza enorme. Con l’esercizio di qualificazione che ha fatto ai Mondiali e i due esercizi di gara degli Europei si sarebbe piazzata solo dodicesima. Quel podio mondiale, in una disciplina in precedenza mai troppo ricca di successi per l’Italia, ha portato Carolina alla ribalta. Anche troppo perché le aspettative su di lei sono diventate enormi ma lei, almeno a livello psicologico, non era ancora attrezzata per affrontarle.

Settima a Skate Canada in autunno (dietro Alissa Czisny, Joannie Rochette, Yukari Nakano, Liu Yan, Sarah Meier e Mira Leung), sesta all’NHK (dietro Yukari Nakano, Fumie Suguri, Elena Liashenko, Miki Ando e Kimmie Meissner), si è poi confermata campionessa italiana davanti a Silvia Fontana. Agli Europei per la prima volta sul podio con un bronzo dietro a Irina Slutaskaya ed Elena Sokolova. Anche per questa stagione le coreografie sono di Kurt Browning. Il corto è sulla colonna sonora del film Mission, con musiche di Ennio Morricone:

Se nel corto le erano state davanti anche Sarah Meier ed Elene Gedevanishvili, con il lungo ha scavalcato le due pattinatrici ed è andata a prendersi la medaglia. La musica è, ovviamente, l’Inverno dalle Quattro stagioni di Vivaldi. Purtroppo in questo caso il video è di scarsa qualità:

Aspettative altrissime dunque per le olimpiadi di Torino, e Carolina nominata portabandiera italiana. Tutta la stampa era su di lei, con la conseguenza che la pressione è diventata enorme. È caduta, nel momento più clamoroso proprio perché tutti la stavano guardando. Nei salti a volte si cade, anche se non tutti se lo ricordano. Tutto sommato io non sono stupita del fatto che abbia fatto fatica a ritrovarsi, piuttosto sono ammirata per come è riuscita a venire fuori dalle difficoltà, anche se le è servito molto tempo.

Il corto delle Olimpiadi:

Nel lungo non è caduta, ma anche le rotazioni mancate possono essere devastanti. E lei, se un salto non veniva bene, faceva fatica a staccare la mente da quanto era appena accaduto. Come aveva detto Browning tanti anni prima, I just… lost my concentration. Ha perso la concentrazione, e se la si perde non c’è il tempo materiale per ritrovarla perché gli esercizi non concedono un attimo di respiro e si giocano al massimo in quattro minuti e mezzo. Il lungo:

La classifica finale:

Rank Name Nation Total Points SP FS
1 Shizuka Arakawa  Japan 191.34 3 66.02 1 125.32
2 Sasha Cohen United States 183.36 1 66.73 2 116.63
3 Irina Slutskaya  Russia 181.44 2 66.70 3 114.74
4 Fumie Suguri  Japan 175.23 4 61.75 4 113.48
5 Joannie Rochette  Canada 167.27 9 55.85 5 111.42
6 Kimmie Meissner United States 165.71 5 59.40 6 106.31
7 Emily Hughes United States 160.87 7 57.08 7 103.79
8 Sarah Meier  Switzerland 156.13 10 55.57 8 100.56
9 Carolina Kostner  Italy 153.50 11 53.77 9 99.73
10 Elene Gedevanishvili  Georgia 151.46 6 57.90 13 93.56
11 Liu Yan  China 145.30 15 49.84 11 95.46
12 Mira Leung  Canada 145.16 14 50.61 12 94.55
13 Susanna Pöykiö  Finland 143.22 12 53.74 15 89.48
14 Elena Sokolova  Russia 142.35 18 46.69 10 95.66
15 Miki Ando  Japan 140.20 8 56.00 16 84.20
16 Kiira Korpi  Finland 137.20 20 44.84 14 92.36
17 Elena Liashenko  Ukraine 134.08 13 52.35 18 81.73
18 Júlia Sebestyén  Hungary 129.26 16 49.58 20 79.68
19 Idora Hegel  Croatia 127.07 17 47.06 19 80.01
20 Galina Efremenko  Ukraine 125.37 24 41.25 17 84.12
21 Tuğba Karademir  Turkey 123.64 22 44.20 21 79.44
22 Silvia Fontana  Italy 120.37 23 42.47 22 77.90
23 Viktória Pavuk  Hungary 119.85 19 46.40 23 73.45
24 Fleur Maxwell  Luxembourg 109.57 21 44.53 24 65.04

 

La stampa, e tutti gli appassionati della domenica che non capiscono nulla di questo sport, se la sono mangiata viva. Carolina, che era l’atleta di casa, ha comunque partecipato al gala:

I Mondiali, tutto sommato prevedibilmente, sono andati pure peggio. Il corto, con alcuni commenti sotto il video che stanno ancora li a dimostrare quante critiche cattive e immeritate abbia dovuto subire la Kostner. Critiche che in questo caso si alternano a quelle per la commentatrice, la brava Franca Bianconi, accusata di portare jella o di essere tropppo pignola quando si limitava a sottolineare gli errori. Gli errori vanno indicati, altrimenti degli spettatori inesperti potrebbero non capire le ragioni del punteggio.

Quando Browning, nel primo esercizio che ho postato quest’oggi, ha fatto un Axel semplice, non è caduto. Chi non sapesse che come elemento richiesto doveva obbligatoriamente eseguire un doppio Axel non capirebbe che quell’errore è altrettanto grave – fose di più perché l’elemento non si è limitato a sbagliarlo ma non lo ha proprio eseguito – della caduta del triplo filp, che tutti riconoscono come un errore grave. Ricordo il mio pensiero, in quell’istante: “non è possibile”. Le stesse parole le avrebbe usate un paio di secondi dopo la commentatrice italiana, Marina D’Agata. Così come la commentatrice di France 2, canale su cui ho rivisto la gara (ce n’est pas possible!) e il commentatore di Eurosport (it’s impossible!). E invece era possibile, aveva fatto l’errore e anche se noi eravamo increduli l’errore andava sottolineato. E se dopo una caduta sulla combinazione il loop viene eseguito doppio invece che triplo ci sta un “noo anche il loop!”. Due errori gravi in un programma altrimenti ricco di elementi belli e difficili, undicesimo posto provvisiorio. Perfettamente in linea con le ultime Olimpiadi di Browning.

Il libero è andato poco meglio, nono esercizio della giornata, per un nono posto finale. Il video è di scarsa qualità:

La classifica finale:

Rank Name Nation Total Points SP FS
1 Shizuka Arakawa  Japan 191.34 3 66.02 1 125.32
2 Sasha Cohen United States 183.36 1 66.73 2 116.63
3 Irina Slutskaya  Russia 181.44 2 66.70 3 114.74
4 Fumie Suguri  Japan 175.23 4 61.75 4 113.48
5 Joannie Rochette  Canada 167.27 9 55.85 5 111.42
6 Kimmie Meissner United States 165.71 5 59.40 6 106.31
7 Emily Hughes United States 160.87 7 57.08 7 103.79
8 Sarah Meier Switzerland 156.13 10 55.57 8 100.56
9 Carolina Kostner  Italy 153.50 11 53.77 9 99.73
10 Elene Gedevanishvili  Georgia 151.46 6 57.90 13 93.56
11 Liu Yan  China 145.30 15 49.84 11 95.46
12 Mira Leung  Canada 145.16 14 50.61 12 94.55
13 Susanna Pöykiö  Finland 143.22 12 53.74 15 89.48
14 Elena Sokolova  Russia 142.35 18 46.69 10 95.66
15 Miki Ando  Japan 140.20 8 56.00 16 84.20
16 Kiira Korpi  Finland 137.20 20 44.84 14 92.36
17 Elena Liashenko  Ukraine 134.08 13 52.35 18 81.73
18 Júlia Sebestyén  Hungary 129.26 16 49.58 20 79.68
19 Idora Hegel  Croatia 127.07 17 47.06 19 80.01
20 Galina Efremenko  Ukraine 125.37 24 41.25 17 84.12
21 Tuğba Karademir  Turkey 123.64 22 44.20 21 79.44
22 Silvia Fontana  Italy 120.37 23 42.47 22 77.90
23 Viktória Pavuk  Hungary 119.85 19 46.40 23 73.45
24 Fleur Maxwell  Luxembourg 109.57 21 44.53 24 65.04

 

Del prossimo quadriennio olimpico, il più difficile per Carolina Kostner perché raramente è riuscita a essere all’altezza delle aspettative, parlerò la prossima volta. Le foto anche oggi provengono dal sito ufficiale di Carolina Kostner (http://www.carolina-kostner.it/I-Home.htm). Quest’ultima la ritrae insieme a un insolitamente baffuto Kurt Browning nella V edizione del suo Gotta Skate:

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