Carolina Kostner: dal 2007 al 2010

Gli anni olimpici sono sempre anni di svolta. I pattinatori che si ritirano sono tantissimi, non bisogna dimnticare che l’impegno per arrivare a certi livelli è enorme, gli infortuni sempre dietro l’angolo e le spese altissime. Ecco allora che in tanti scelgono di tornare agli studi o di dedicarsi a esibizioni, o se restano nel mondo del pattinaggio lo fanno in altro modo, come allenatori, coreografi o commentatori, o ancora pensano alla famiglia e cambiano completamente mondo. Quante sono le pattinatrici che hanno lasciato l’attività all’indomani delle Olimpiadi di Torino 2006?

La prima che mi viene in mente è Michelle Kwan, anche se lei a Torino non ha gareggiato. La Kwan ha una storia olimpica abbastanza sfortunata, iniziata con un ruolo da riserva della squadra americana nel 1994, subito dopo l’aggressione subita da Nancy Kerrigan con la complicità della rivale Tonya Harding. Nel 1998 ha vinto l’argento, superata da una straordinaria (e giovanissima) Tara Lipinski, che ha raggiunto l’età minima per gareggiare giusto in tempo per strapparle un titolo che sembrava suo, nel 2008 ha commesso un paio di errori nel lungo e ha dovuto accontentarsi del bronzo dietro a un’altra connazionale, Sarah Hughes, e a Irina Slutskaya, nel 2006 non ha gareggiato a causa di un infortunio. In dodici apparizioni mondiali è stata però capace di vincere ben nove medaglie, di cui cinque d’oro.

Ritirata anche la campionessa olimpica 2006 Shizuka Arakawa, già campionessa del Mondo nel 2004, così come la medaglia d’argento Sasha Cohen (per lei anche due argenti e un bronzo mondiali fra il 2004 e il 2006) e la medaglia di bronzo Irina Slutaskaya capace, a partire dal 1996, di conquistare un argento e un bronzo olimpici, due ori, tre argenti e un bronzo mondiali e sette ori e due argenti europei.

Fra le altre si sono ritirate anche Fumie Suguri (in realtà ha gareggiato ancora per qualche anno, tormentata da numerosi infortuni, ma dopo il 2006 avrebe partecipato a un solo Campionato del Mondo piazzandosi ottava, mentre prima aveva conquistato un argento e due bronzi ed era stata quarta alle Olimpiadi) ed Elena Sokolova (ritiratasi dopo la stagione 2006-2007, argento ai Mondiali nel 2003 e due medaglie d’argento e una di bronzo agli Europei).

Facendo i calcoli delle ragazze andate a medaglia ai Mondiali nell’ultimo quadriennio si sono ritirate la Kwan (1-0-1 e complessivamente 5-3-1), la Arakawa (1-0-0 e oro olimpico in carica), la Slutskaya (1-0-0, complessivamente 2-3-1 e bronzo olimpico in carica), la Cohen (0-2-1 e argento olimpico in carica), la Sokolova (0-1-0) e la Suguri (0-1-1 e complessivamente 0-1-2). Solo Kimmie Meissner, campionessa del 2006, ha proseguito per altri due anni piazzandosi quarta e settima. L’unica altra medaglia del periodo era stato il bronzo della Kostner nel 2005, perciò era da lei che gli appassionati di pattinaggio si aspettavano risultati importanti. Insomma, per le giovani promettenti lo spazio si era creato, bisognava però eseguire gli esercizi al meglio.

Anche in campo europeo si era aperto molto spazio con i ritiri di Slutskaya (3-0-0 con una medaglia d’oro mancata probabilmente più a causa di un ritiro per infortunio che per altro e complessivamente 7-2-0), Sokolova (0-2-1) ed Elena Liashenko (0-1-1 e complessivamente 0-1-2). Júlia Sebastyén, oro nel 2004 e bronzo nel 2003, non sarebbe più salita sul podio pur gareggiando fino al 2010, mentre si sarebbe rivista Susanna Pöykiö, argento nel 2005 e bronzo nel 2009. La Kostner vantava un bronzo nel 2006.

Reduce da un infortunio Carolina si è riconfermata campionessa italiana all’inzio del 2007 davanti a Stefania Berton e Valentina Marchei.Poco dopo è arrivato il suo primo titolo europeo. Seconda di un’inezia nel programma corto dietro alla svizzera Sarah Meier, ha vinto con un buon distacco il lungo e si è assicurata la vittoria.

Da questa stagione la sua coreografa sarebbe stata Lori Nichol. Il suo programma corto:

Il programma lungo, sulle musiche del film Memorie di una geisha:

La classifica:

 

Rank Name Nation Total points SP FS
1 Carolina Kostner Italy 174.79 2 60.46 1 114.33
2 Sarah Meier Switzerland 171.28 1 60.49 2 110.79
3 Kiira Korpi Finland 151.19 5 53.84 4 97.35
4 Susanna Pöykiö Finland 146.02 7 49.47 5 96.55
5 Valentina Marchei Italy 144.28 12 46.43 3 97.85
6 Alisa Drei Finland 141.90 9 48.78 6 93.12
7 Elena Sokolova Russia 139.71 8 48.85 7 90.86
8 Elene Gedevanishvili Georgia 137.32 3 54.62 9 82.70
9 Júlia Sebestyén Hungary 136.05 4 53.87 10 82.18
10 Tuğba Karademir Turkey 131.00 13 46.19 8 84.81
11 Alexandra Ievleva Russia 126.99 6 50.28 14 76.71
12 Jelena Glebova Estonia 126.80 10 47.35 12 79.45
13 Tamar Katz Israel 126.09 11 47.15 13 78.94
14 Lina Johansson Sweden 120.64 15 44.03 15 76.61
15 Jenna McCorkell United Kingdom 120.47 20 40.27 11 80.20
16 Idora Hegel Croatia 119.96 14 44.99 16 74.97
17 Anne-Sophie Calvez France 116.96 16 43.78 17 73.18
18 Viktória Pavuk Hungary 110.98 21 39.45 18 71.53
19 Kristin Wieczorek Germany 110.20 23 39.13 19 71.07
20 Christiane Berger Germany 109.17 17 43.05 22 66.12
21 Roxana Luca Romania 108.34 22 39.31 21 69.03
22 Anna Jurkiewicz Poland 107.31 24 37.44 20 69.87
23 Radka Bártová Slovakia 105.12 19 40.90 23 64.22
24 Irina Movchan Ukraine 102.94 18 41.42 24 61.52

 

 

Ai Campionati dei Mondo, eseguendo il suo miglior programma corto fino a questo momento, si è piazzata al terzo posto provvisorio della classifica:

Già che ci sono, anche se in questi giorni mi sto concentrando su quella pattinatrice straordinaria che è Carolina Kostner, posto l’esercizio che mi è davvero piaciuto in quell’edizione dei Mondiali, il programma corto di Kim Yuna, sedicenne sudcoreana all’esordio mondiale. La Kostner mi piace, agli Europei ho regolarmente tifato per lei, ma quando in gara c’era Kim per me era tutta un’altra cosa. Poi nel lungo ha fatto qualche pasticcio, magari anche per inesperienza e non solo perché non sempre i salti riescono bene, e si è piazzata solo terza dietro a quelle altre campionesse che sono Miki Ando e Mao Asada (che invece aveva pasticciato nel corto e ha vinto il libero con un altro esercizio memorabile), ma i Mondiali del 2007 per me sono stati la scoperta di Kim Yuna. Il suo corto:

Troppi pasticci invece nel lungo per Carolina Kostner, autrice solo del nono programma della giornata e alla fine in sesta posizione dietro anche Kimmie Meissner e Yukari Nakano. Il suo problema, in quegli anni, era che se sbagliava a inizio programma poi non riusciva a ritrovare in fretta la necessaria serenità e infilava un errore dietro l’altro. Si è comunque confermata la prima delle europee, il che serve a ricordare che la pressione dei Mondiali era tutta un’altra cosa. E a proposito di pressione mondiale e delle atlete che potevano lottare con lei fuori dall’Europa, fra le atlete che le sono arrivate alle spalle noto anche la canadese Joannie Rochette, che avrebbe vinto l’argento mondiale nel 2009 e il bronzo olimpico, all’indomani della morte della madre, nel 2010, e poi si sarebbe ritirata. Solo sedicesima nel corto, in cui evidentemente non deve aver imbroccato un salto, ha eseguito il quinto libero e si è piazzata complessivamente decima.

La classifica finale:

Rank Name Nation Total Points SP FS
1 Miki Ando Japan 195.09 2 67.98 2 127.11
2 Mao Asada Japan 194.45 5 61.32 1 133.13
3 Kim Yuna South Korea 186.14 1 71.95 4 114.19
4 Kimmie Meissner United States 180.23 4 64.67 3 115.56
5 Yukari Nakano Japan 168.92 7 60.62 6 108.30
6 Carolina Kostner Italy 168.92 3 67.15 9 101.77
7 Sarah Meier Switzerland 160.80 9 58.52 8 102.28
8 Susanna Pöykiö Finland 160.12 10 57.16 7 102.96
9 Emily Hughes United States 159.06 6 60.88 13 98.18
10 Joannie Rochette Canada 158.98 16 49.85 5 109.13
11 Valentina Marchei Italy 153.60 14 51.88 10 101.72
12 Júlia Sebestyén Hungary 153.50 8 59.98 15 93.52
13 Elena Sokolova Russia 149.77 11 55.83 14 93.94
14 Kiira Korpi Finland 149.47 17 49.63 11 99.84
15 Alissa Czisny United States 147.74 18 49.43 12 98.31
16 Arina Martinova Russia 145.28 12 54.69 16 90.59
17 Elene Gedevanishvili Georgia 144.40 13 53.97 17 90.43
18 Jelena Glebova Estonia 131.18 22 46.10 18 85.08
19 Anastasia Gimazetdinova Uzbekistan 130.44 15 49.99 20 80.45
20 Joanne Carter Australia 127.17 19 48.46 21 78.71
21 Idora Hegel Croatia 125.66 24 44.91 19 80.75
22 Liu Yan China 123.22 21 46.59 23 76.63
23 Tamar Katz Israel 122.51 23 45.66 22 76.85
24 Mira Leung Canada 120.74 20 47.05 24 73.69

 

L’autunno è cominciato con la vittoria nel Nebelhorn Trophy di Obesdorf, la città dove Carolina si allena. Dietro di lei l’americama Megan Williams Stewart e la finlandese Laura Lepistö. Terzo posto al Finlandia Trophy alle spalle delle atlete di casa Jenni Vähämaa e Susanna Pöykiö (con il primo corto e il quarto lungo, quindi nella seconda fase della gara deve aver fatto qualche errore di troppo), terza ancora nel Grand Prix of China dietro Kim Yuna e Caroline Zhang (e anche qui prima nel corto e quarta nel lungo), prima nell’NKH di Tokyo (primo corto, secondo lungo) davanti a Sarah Meier e Nana Takeda e prima qualificazione per lei per la finale di Grand Prix disputata a Torino. Suppongo che la voglia di fare bene davanti a quel pubblico fosse tanta, alla fine si è piazzata terza. Questa la classifica:

Rank Name Nation Total points SP FS
1 Kim Yuna South Korea 196.83 1 64.62 2 132.21
2 Mao Asada Japan 191.59 6 59.04 1 132.55
3 Carolina Kostner Italy 178.93 3 59.86 3 119.07
4 Caroline Zhang United States 176.48 2 61.82 4 114.66
5 Yukari Nakano Japan 172.96 4 59.78 5 113.18
6 Kimmie Meissner United States 154.22 5 59.08 6 95.14

 

Non ha partecipato ai campionati italiani, vinti da Valentina Marchei su Stefania Berton e Francesca Rio (che, ricordo, si è recentemente ritirata dopo l’ennesimo infortunio), ma agli Europei si è presentata puntuale per riconfermarsi campionessa dopo il successo dell’anno precedente. Miglior programma corto per lei, secondo libero (il programma è stato vinto da una rimontante Sarah Meier), e un inizio 2008 davvero ottimo.

Il corto:

Il lungo:

Il gala:

La classifica:

Rank Name Nation Total Points SP FS
1 Carolina Kostner Italy 171.28 1 59.31 2 111.97
2 Sarah Meier Switzerland 169.44 4 56.44 1 113.00
3 Laura Lepistö Finland 165.65 3 56.96 3 108.69
4 Júlia Sebestyén Hungary 162.89 5 55.54 4 107.35
5 Kiira Korpi Finland 162.22 2 58.60 5 103.62
6 Valentina Marchei Italy 153.34 6 53.69 6 99.65
7 Elene Gedevanishvili Georgia 147.09 8 53.43 8 93.66
8 Jenna McCorkell United Kingdom 145.57 7 53.68 10 91.89
9 Ksenia Doronina Russia 144.20 10 50.91 9 93.29
10 Jenni Vähämaa Finland 142.40 12 47.05 7 95.35
11 Tuğba Karademir Turkey 138.73 11 50.28 11 88.45
12 Annette Dytrt Germany 132.95 9 51.99 13 80.96
13 Stefania Berton Italy 130.59 13 46.84 12 83.75
14 Karen Venhuizen Netherlands 126.30 15 45.53 14 80.77
15 Nella Simaová Czech Republic 124.39 14 45.64 17 78.75
16 Tamar Katz Israel 123.41 17 43.77 16 79.64
17 Nina Petushkova Russia 122.97 19 42.58 15 80.39
18 Viktoria Helgesson Sweden 121.42 16 44.07 19 77.35
19 Anna Jurkiewicz Poland 120.76 20 42.55 18 78.21
20 Sonia Lafuente Spain 119.66 18 43.26 21 76.40
21 Katherine Hadford Hungary 115.99 22 39.46 20 76.53
22 Roxana Luca Romania 104.72 23 39.29 22 65.43
23 Viviane Käser Switzerland 103.83 24 39.06 23 64.77
24 Olga Ikonnikova Estonia 101.20 21 40.71 24 60.49
25 Maria Dikanovic Croatia 76.24 40 23.88 25 52.36

 

Nuove soddisfazioni con i Mondiali, iniziato con un corto che le è valso (per un’inezia) il primo posto provvisorio:

Un lungo poco migliore di quello di Carolina è bastato a Mao Asada a colmare lo svantaggio e a portarsi a casa il titolo mentre Kim Yuna, la migliore della giornata, non è riuscita a risalire oltre il terzo posto dopo un corto non proprio perfetto. L’esercizio della Kostner:

Il gala:

La classifica:

Rank Name Nation Total Points SP FS
1 Mao Asada Japan 185.56 2 64.10 2 121.46
2 Carolina Kostner Italy 184.68 1 64.28 3 120.40
3 Kim Yuna South Korea 183.23 5 59.85 1 123.38
4 Yukari Nakano Japan 177.40 3 61.10 4 116.30
5 Joannie Rochette Canada 174.12 6 59.53 5 114.59
6 Sarah Meier Switzerland 171.88 7 59.49 6 112.39
7 Kimmie Meissner United States 149.74 9 57.25 12 92.49
8 Laura Lepistö Finland 147.26 21 45.41 7 101.85
9 Kiira Korpi Finland 145.73 4 60.58 17 85.15
10 Beatrisa Liang United States 145.29 10 52.81 13 92.48
11 Júlia Sebestyén Hungary 145.17 19 47.04 8 98.13
12 Annette Dytrt Germany 144.31 12 50.99 11 93.32
13 Valentina Marchei Italy 142.93 17 48.89 9 94.04
14 Mira Leung Canada 140.59 14 50.69 14 89.90
15 Jelena Glebova Estonia 140.10 20 46.26 10 93.84
16 Ashley Wagner United States 137.40 11 51.49 15 85.91
17 Ksenia Doronina Russia 135.25 15 49.94 16 85.31
18 Viktoria Helgesson Sweden 127.96 16 49.68 20 78.28
19 Kim Na-Young South Korea 127.32 18 47.96 19 79.36
20 Elene Gedevanishvili Georgia 125.99 23 44.06 18 81.93
21 Anastasia Gimazetdinova Uzbekistan 124.92 13 50.84 21 74.08
22 Tamar Katz Israel 116.86 24 43.58 22 73.28
23 Melinda Sherilyn Wang Chinese Taipei 116.12 22 44.77 23 71.35
WD Miki Ando Japan 8 59.21  

 

Problemi del periodo 2006-2007 risolti e carriera senza problemi per Carolina? Niente affatto, anche se all’inizio poteva sembrare così. Prima al Karl Schäfer memorial nell’autunno del 2008 davanti a Jelena Glebova e Annette Dytrt, quarta a Skate Canada dietro Joannie Rochette, Fumie Suguri e Alissa Czisny, prima al Grand Prix of Russia davanti a Rachel Flatt e Fumie Suguri, terza alla finale del Gran Prix dietro a Mao Asada e Kim Yuna nonostante due quarti posti nei due programmi di gara. La classifica:

Rank Name Nation Total Points SP FS
1 Mao Asada Japan 188.55 2 65.38 1 123.17
2 Kim Yuna South Korea 186.35 1 65.94 2 120.41
3 Carolina Kostner Italy 168.01 4 55.88 4 112.13
4 Joannie Rochette Canada 166.36 6 50.48 3 115.88
5 Yukari Nakano Japan 161.93 3 62.08 6 99.85
6 Miki Ando Japan 158.25 5 55.44 5 102.81

 

Nuovamente campionessa nazionale davanti a Francesca Rio e Stefania Berton, agli Europei ha dovuto accontentarsi dell’argento per colpa di un programma corto non all’altezza macchiato da un Lutz su cui proprio non è riuscita a saltare. E mancare uno degli elementi obbligatori è qualcosa che si paga sempre molto caro, anche se tutto il resto è stato eseguito alla perfezione. Il corto:

Nel libero ha recuperato punti e anche una posizione, ma non abbastanza per piazzarsi al primo posto:

Il gala:

La classifica:

Rank Name Nation Total Points SP FS
1 Laura Lepistö Finland 167.32 1 56.62 2 110.70
2 Carolina Kostner Italy 165.42 3 51.36 1 114.06
3 Susanna Pöykiö Finland 156.31 2 56.06 3 100.25
4 Alena Leonova Russia 143.99 11 45.08 4 98.91
5 Kiira Korpi Finland 139.01 7 47.60 6 91.41
6 Katarina Gerboldt Russia 137.05 5 48.62 8 88.43
7 Annette Dytrt Germany 136.98 12 44.06 5 92.92
8 Júlia Sebestyén Hungary 134.47 14 43.32 7 91.15
9 Jenna McCorkell United Kingdom 131.42 4 50.00 12 81.42
10 Tuğba Karademir Turkey 130.85 9 46.26 10 84.59
11 Ivana Reitmayerová Slovakia 130.20 6 48.00 11 82.20
12 Jelena Glebova Estonia 128.36 13 43.68 9 84.68
13 Candice Didier France 124.07 16 42.84 13 81.23
14 Nella Simaová Czech Republic 120.61 10 45.24 17 75.37
15 Francesca Rio Italy 119.61 17 42.24 15 77.37
16 Stefania Berton Italy 118.97 18 41.94 16 77.03
17 Viktoria Helgesson Sweden 118.39 24 37.24 14 81.15
18 Teodora Poštič Slovenia 114.95 15 43.28 18 71.67
19 Irina Movchan Ukraine 111.52 8 46.48 20 65.04
20 Kerstin Frank Austria 104.92 22 39.00 19 65.92
21 Karly Robertson United Kingdom 104.44 21 40.36 21 64.08
22 Manouk Gijsman Netherlands 103.28 19 40.72 22 62.56
23 Sonia Lafuente Spain 101.70 20 40.44 23 61.26
24 Isabelle Pieman Belgium 96.64 23 38.48 24 58.16

 

I Mondiali 2009  erano iniziati in modo accettabile, con un quinto posto provvisorio e un podio non irraggiungibile. Il corto:

Il libero però è uno di quelli da dimenticare. Triplo flip con mano per terra e toe loop che è diventato solo un singolo, temo che la sua mente non sia più emersa da quell’errore. Quanto si pattina con questa velocità il tempo esatto è importantissimo, come ha ricordato il commentatore. Lei lo ha perso, il Lutz è diventato un doppio seguito da due singoli, e tanti saluti alla gara anche se di caduta ce n’è stata una sola. Il problema è che non ci sono stati salti. A questi livelli i doppi contano poco. Riuscire a venire fuori da una prestazione come questa, e diventare la campionessa che è diventata in seguito, dev’essere stato più difficile che vincere l’argento l’anno prima. Ricordo che persino il presidente del Coni Gianni Petrucci l’anno dopo l’avrebbe scaricata dicendo che forse non è una campionessa (http://www.sportlive.it/sport-invernali/vancouver-2010-petrucci-la-kostner-non-e-una-campionessa.html), e le sue parole non devono essere state facili da accettare. Certo fa male guardare quest’esercizio, come fa male guardare il corto di Kurt Browning alle Olimpiadi del 1994 che ho postato un paio di giorni fa e di cui parlerò ancora in futuro, e la misura della grandezza di Carolina si vede nell’aver saputo accettare di aver combinato un tale disastro (ed essere stata criticata in modo fin troppo feroce) dopo i successi (e gli elogi) degli anni precedenti e in quel che è riuscita a fare negli anni successivi. Per lei quindicesimo posto nella giornata e dodicesimo complessivo. L’esercizio:

La classifica finale:

Rank Name Nation Total Points SP FS
1 Kim Yuna South Korea 207.71 1 76.12 1 131.59
2 Joannie Rochette Canada 191.29 2 67.90 3 123.39
3 Miki Ando Japan 190.38 4 64.12 2 126.26
4 Mao Asada Japan 188.09 3 66.06 4 122.03
5 Rachael Flatt United States 172.41 7 59.30 5 113.11
6 Laura Lepistö Finland 170.07 6 59.66 7 110.41
7 Alena Leonova Russia 168.91 11 58.18 6 110.73
8 Fumie Suguri Japan 164.58 9 58.40 9 106.18
9 Sarah Meier Switzerland 163.37 10 58.36 10 105.01
10 Elene Gedevanishvili Georgia 162.48 8 58.82 11 103.66
11 Alissa Czisny United States 159.78 14 53.28 8 106.50
12 Carolina Kostner Italy 153.56 5 63.18 15 90.38
13 Susanna Pöykiö Finland 153.31 12 57.12 12 96.19
14 Ivana Reitmayerová Slovakia 147.41 16 52.98 13 94.43
15 Cynthia Phaneuf Canada 146.09 15 53.14 14 92.95
16 Jelena Glebova Estonia 140.02 13 55.90 17 84.12
17 Kim Na-Young South Korea 131.50 17 51.50 21 80.00
18 Annette Dytrt Germany 131.15 18 51.04 19 80.11
19 Anna Jurkiewicz Poland 130.29 20 45.60 16 84.69
20 Jenna McCorkell United Kingdom 128.67 21 45.52 18 83.15
21 Tuğba Karademir Turkey 124.31 22 44.24 20 80.07
22 Candice Didier France 122.08 19 50.16 22 71.92
23 Kerstin Frank Austria 105.73 23 43.20 23 62.53
24 Ana Cecilia Cantu Mexico 101.82 24 41.58 24 60.24

 

Nel Trophée Bompard di ottobre 2009 si è piazzata sesta dietro Kim Yuna, Mao Asada, Yukari Nakano, Caroline Zhang e Alexe Gilles. Ancora sesta nella Cup of China dietro Akiko Suzuki, Kiira Korpi, Joannie Rochette, Rachel Flatt e Mirai Nagasu. Per lei niente qualificazione nella finade del Grand Prix. Vittoria nella Merano Cup davanti a Satsuki Muramoto e Valentina Marchei ma solo secondo posto ai campionati italiani dietro alla Marchei, con due programmi ampiamente al di sotto delle sue possibilità (53,26+102,42). I commenti di parte delle persone che hanno visto il video mostrano una cattiveria e un’ignoranza notevoli.

Agli Europei del 2010 sembrava che avesse iniziato a rimettere le cose a posto dominando tutte le fasi della gara. Il corto:

Il lungo:

Il gala:

La classifica:

Rank Name Nation Total Points SP FS
1 Carolina Kostner Italy 173.46 1 65.80 1 107.66
2 Laura Lepistö Finland 166.37 3 62.96 3 103.41
3 Elene Gedevanishvili Georgia 164.54 4 60.82 2 103.72
4 Kiira Korpi Finland 163.68 2 64.26 5 99.42
5 Sarah Meier Switzerland 157.44 8 54.86 4 102.58
6 Júlia Sebestyén Hungary 156.77 6 57.44 6 99.33
7 Alena Leonova Russia 153.57 5 58.26 7 95.31
8 Valentina Marchei Italy 149.46 7 55.34 8 94.12
9 Ksenia Makarova Russia 146.85 9 54.06 9 92.79
10 Jelena Glebova Estonia 138.93 13 50.10 10 88.83
11 Viktoria Helgesson Sweden 137.10 12 50.86 12 86.24
12 Tuğba Karademir Turkey 136.42 10 53.88 13 82.54
13 Oksana Gozeva Russia 135.39 14 47.26 11 88.13
14 Jenna McCorkell United Kingdom 128.06 11 53.80 17 74.26
15 Ivana Reitmayerová Slovakia 125.31 15 47.06 14 78.25
16 Sarah Hecken Germany 121.79 16 46.34 16 75.45
17 Sonia Lafuente Spain 121.15 17 45.26 15 75.89
18 Natalia Popova Ukraine 113.35 20 44.30 18 69.05
19 Teodora Poštič Slovenia 113.35 19 44.46 19 68.89
WD Susanna Pöykiö Finland 44.68 18 44.68  

 

Poi sono arrivate le Olimpiadi del 2010, il suo punto più basso. Settimo programma corto, diciannovesimo lungo con ben tre cadute e sedicesimo posto finale. Non ho trovato video, la classifica è questa:

Rank Name Nation Total Points SP FS
Kim Yuna South Korea 228.56 WR 1 78.50 1 150.06
 2 Mao Asada Japan 205.50 2 73.78 2 131.72
Joannie Rochette Canada 202.64 3 71.36 3 131.28
4 Mirai Nagasu United States 190.15 6 63.76 5 126.39
5 Miki Ando Japan 188.86 4 64.76 6 124.10
6 Laura Lepistö Finland 187.97 10 61.36 4 126.61
7 Rachael Flatt United States 182.49 5 64.64 8 117.85
8 Akiko Suzuki Japan 181.44 11 61.02 7 120.42
9 Alena Leonova Russia 172.46 8 62.14 10 110.32
10 Ksenia Makarova Russia 171.91 12 59.22 9 112.69
11 Kiira Korpi Finland 161.57 17 52.96 11 108.61
12 Cynthia Phaneuf Canada 156.62 14 57.16 13 99.46
13 Kwak Min-jeong South Korea 155.53 16 53.16 12 102.37
14 Elene Gedevanishvili Georgia 155.24 9 61.92 17 93.32
15 Sarah Meier Switzerland 152.81 15 56.70 14 96.11
16 Carolina Kostner Italy 151.90 7 63.02 19 88.88
17 Júlia Sebestyén Hungary 151.26 13 57.46 16 93.80
18 Sarah Hecken Germany 143.94 23 49.04 15 94.90
19 Liu Yan China 143.47 19 51.74 18 91.73
20 Cheltzie Lee Australia 138.16 18 52.16 20 86.00
21 Jelena Glebova Estonia 134.19 20 50.80 22 83.39
22 Sonia Lafuente Spain 133.51 22 49.74 21 83.77
23 Anastasia Gimazetdinova Uzbekistan 131.65 24 49.02 23 82.63
24 Tuğba Karademir Turkey 129.54 21 50.74 24 78.80

 

Decisamente più incoraggianti (per gli esercizi, non per il presidente del Coni), anche se non del tutto soddisfacenti, i Mondiali di Torino 2010, dove è stata quarta nel corto, quinta nel lungo e sesta complessivamente.

Il corto:

Il lungo:

Il gala:

La classifica:

Rank Name Nation Total Points SP FS
1 Mao Asada Japan 197.58 2 68.08 2 129.50
2 Kim Yuna South Korea 190.79 7 60.30 1 130.49
3 Laura Lepistö Finland 178.62 3 64.30 6 114.32
4 Miki Ando Japan 177.82 11 55.78 3 122.04
5 Cynthia Phaneuf Canada 177.54 8 59.50 4 118.04
6 Carolina Kostner Italy 177.31 4 62.20 5 115.11
7 Mirai Nagasu United States 175.48 1 70.40 11 105.08
8 Ksenia Makarova Russia 169.64 5 62.06 8 107.58
9 Rachael Flatt United States 167.44 6 60.88 9 106.56
10 Viktoria Helgesson Sweden 161.79 9 56.32 10 105.47
11 Akiko Suzuki Japan 160.04 20 48.36 7 111.68
12 Sarah Hecken Germany 153.94 13 55.20 13 98.74
13 Alena Leonova Russia 152.86 14 54.36 14 98.50
14 Jenna McCorkell United Kingdom 150.90 15 52.12 12 98.78
15 Júlia Sebestyén Hungary 147.66 10 56.10 15 91.56
16 Liu Yan China 141.29 18 49.96 16 91.33
17 Cheltzie Lee Australia 137.78 17 51.36 17 86.42
18 Elene Gedevanishvili Georgia 137.33 12 55.26 21 82.07
19 Kiira Korpi Finland 134.49 16 51.72 20 82.77
20 Sonia Lafuente Spain 133.31 21 47.72 18 85.59
21 Jelena Glebova Estonia 132.85 22 47.72 19 85.13
22 Kwak Min-jeong South Korea 120.47 23 47.46 22 73.01
23 Anastasia Gimazetdinova Uzbekistan 113.89 19 49.10 23 64.79
24 Manouk Gijsman Netherlands 111.94 24 47.44 24 64.50

A fine stagione ha valutato se ritirarsi, ma alla fine si è resa conto di amare troppo il pattinaggio per poterlo fare. E quella di continuare è stata una decisione importante che le avrebbe dato enormi e meritate soddisfazioni, anche se questa volta di rivali se ne sarebbero ritirate davvero poche. Miki Ando, che avrebbe gareggiato nel solo 2011 (secondo oro mondiale per lei quell’anno, prima di diventare mamma) e Joannie Rochette (0-1-0 e bronzo olimpico in carica) mentre sarebbero rimaste Mao Asada (2-1-0 e argento olimpico) e Kim Yuna (1-1-2 e oro olimpico). Ma di questo parlerò nei prossimi giorni.

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