Axel Paulsen e il salto Axel

Axel Paulsen

Il norvegese Axel Paulsen non ha mai partecipato a una gara di pattinaggio di figura, ma la sua influenza su questo sport è enorme. Il nome, pattinaggio di figura, deriva dalle figure obbligatorie che gli atleti eseguivano come parte della competizione fino al 1990. Parte integrante… fino ai primi anni ’70 erano la parte più importante, poi la loro importanza è gradualmente stata ridotta, fino a farle scomparire, per dare più importanza alla parte spettacolare dello sport, quella parte costituita dalle coreografie, dai passi, dalle trottole e dai salti.

Quanti salti conosciamo? Lasciamo stare combinazioni, varianti e cose così, pensiamo ai salti base che eseguono gli atleti dell’individuale, o le coppie di artistico quando fanno un salto in parallelo.

Toe loop, inventato negli anni ’20 del XX secolo dall’americano Bruce Mapes, con il codice di punteggio attuale il valore base del singolo è 0,4, del doppio 1,3, del triplo 4,1, del quadruplo 10,3.

Ulrich Salchow

Salchow, deve il suo nome a colui che lo ha inventato nel 1909, il norvegese Ulrich Salchow, campione del Mondo per ben dieci volte fra il 1901 e il 1911 e primo campione olimpico nel 1908. Valore base del singolo 0,4, del doppio 1,3, del triplo 4,2 e del quadruplo 10,5.

Loop, a volte chiamato anche Rittberger dal nome di colui che lo ha inventato nel 1910, il tedesco Werner Rittberger, medaglia d’argento ai Campionati del Mondo fra il 1910 e il 1912. Valore base del singolo 0,5, del doppio 1,8, del triplo 5,1, del quadruplo (che però ancora non ha eseguito nessuno) 12,0.

Flip, forse inventato da Bruce Mapes, a cui è stato attribuito nel 1913. Nel pattinaggio a rotelle porta il suo nome, ma la paternità è tutt’altro che certa. Valore base del singolo 0,5, del doppio 1,8, del triplo 5,3, del quadruplo 12,3.

Lutz, inventato dall’australiano Alois Lutz nel 1913. Valore base del singolo 0,6, del doppio 2,1, del triplo 6,0, del quadruplo 13,6.

Axel, inventato nel 1882 dal norvegese Axel Paulsen ai Campionati del Mondo di Vienna, indossando pattini da velocità! Valore base del singolo 1,1, del doppio 3,3, del triplo 8,5, del quadruplo – che però per ora nessuno è stato capace di eseguire – 15,0.

Axel Paulsen

Axel Paulsen non ha mai vinto un campionato del mondo di pattinaggio artistico, anzi, non ha mai neppure partecipato a una competizione organizzata dall’ISU, l’International Skating Union. L’ISU – con un altro nome, ma ora non mi interessa seguire la sua storia – è nato nel 1892, perciò tecnicamente il Mondiale del 1882 in cui Paulsen si è classificato terzo dietro agli austriaci Leopold Frey e Eduard Engelmann jr. non è una gara riconosciuta. Infatti le storie del pattinaggio iniziano a registrare i Mondiali dal 1896, con successo del tedesco nato in Austria Gilbert Fuchs. Il “guaio” è che il signor Paulsen partecipava pure a gare di velocità – ha stabilito diversi primati ufficiosi, e il termine ufficiosi è d’obbligo perché la federazione non era ancora nata e quindi le gare non avevano il “marchio” dell’ufficialità – e con queste gare ha vinto dei soldi. Anatema! Guadagnava soldi e quindi non era un dilettante, nato l’ISU nelle sue gare non c’era posto per un tizio così venale da voler guadagnare qualcosa dalle sue fatiche. Aveva guadagnato soldi con la velocità, ma pure il pattinaggio di figura gli era precluso. Bello, vero? Un atleta capace di dare uno dei contributi più significativi a uno sport, inventore dell’elemento che più di ogni altro è sinonimo di eccellenza, non ha potuto partecipare a gare nello sport che gli deve così tanto.

Paulsen è stato anche il primo pattinatore europeo che ha partecipato a competizioni oltreoceano. Ora siamo abituati a vedere che, ovunque siano le gare, vi partecipano atleti provenienti da tutto il Mondo, ma all’epoca i viaggi erano più lunghi e complicati e le competizioni avevano un campo di partecipanti molto più ristretto. Ha anche cambiato significativamente i pattini eliminando la parte di legno che in precedenza veniva posta fra pattino e lama e realizzando tutto in metallo, e ha voluto lame più lunghe e sottili. La storia del pattinaggio è legata anche a questo, all’evoluzione dei pattini, e Axel Paulsen ne è al centro.

Sonja Henie

Il primo Axel femminile è stato attribuito alla norvegese Sonja Henie, campionessa del Mondo per dieci anni consecutivi fra il 1927 e il 1936 e campionessa olimpica nel 1928, 1932 e 1936. Nelle competizioni il salto le è stato riconosciuto, in seguito però i filmati che sono rimasti hanno fatto nascere forti dubbi circa la correttezza di esecuzione.

Il primo doppio Axel della storia si deve all’americano Dick Button, che lo ha eseguito alle Olimpiadi del 1948. Button ha vinto le Olimpiadi nel 1948 e nel 1952 e cinque Campionati del Mondo consecutivi fra il 1948 e il 1952.

Fra le donne la prima a eseguire il doppio Axel è stata l’americana Carol Heiss ai Campionati del Mondo del 1953, gara in cui è arrivata quarta. Si è comunque rifatta in seguito, vincendo cinque campionati del Mondo consecutivi fra il 1956 e il 1960 (aggiungendovi per buona misura una medaglia d’argento nel 1955), l’oro olimpico nel 1960 e l’argento olimpico nel 1956.

Brian Orser

Il primo triplo Axel maschile è stato eseguito dal canadese Vern Taylor ai Campionati del Mondo del 1978, gara in cui si è classificato 12°. L’anno seguente è arrivato 15° e poi si è ritirato, ma il suo segno nella storia del pattinaggio lo ha comunque lasciato. Subito dopo Brian Orser ha iniziato a eseguire il triplo Axel con una certa regolarità, diventando nel 1987 il primo pattinatore capace di eseguire due tripli Axel nello stesso programma, e ben tre nella stessa gara visto che ne ha eseguito uno anche nel programma corto. Questo record, unito alle sue notevoli capacità interpretative, gli ha consentito di vincere il suo unico Campionato del Mondo, ma ricordo che Orser vanta anche due medaglie d’argento olimpiche nel 1984 e 1988.

La prima donna capace di eseguire un triplo Axel è stata la giapponese Midori Ito ai Campionati del Mondo del 1989, e quella prestazione le è valsa il suo unico titolo. Nettamente superiore alle sue rivali da un punto di vista atletico, la Ito aveva grossi limiti nelle figure obbligatorie e questo le ha impedito di vincere di più.

Mao Asada

A tutt’oggi sono solo cinque le donne che hanno eseguito un triplo Axel in una competizione ufficiale, oltre alla Ito sono Tonya Harding (seconda ai mondiali del 1991 e successivamente squalificata per complicità nell’aggressione a una rivale), Ludmila Nedilina (tredicesima ai Mondiali del 2003), Yukari Nakano (quarta ai Mondiali del 2008) e Mao Asada (campionessa del mondo nel 2008, 2010 e 2014 e seconda alle Olimpiadi del 2010). Elizaveta Tuktamysheva, la neo campionessa europea, lo ha eseguito in allenamento ma ancora non in competizione. Per la verità lo ha tentato nel programma corto di una gara minore, il Bavarian Open, ma anche se il salto è stato chiamato valido lei è caduta. Significa punteggio da triplo Axel, 8,5, con la detrazione della caduta, -1,0, e con eventuali altre detrazioni stabilite dalla giuria. Per entrare nel piccolo gruppo guidato dalla Ito ancora non basta, ma la Tuktamysheva non sembra tanto lontana dal riuscirci e i prossimi Campionati del Mondo sono dietro l’angolo.

(Edit: la Tutkamysheva ha eseguito il triplo Axel ai Mondiali, diventando così la sesta donna capace di eseguire quest’elemento in gara).

La Tuktamysheva in allenamento, triplo Axel in combinazione con il doppio toe loop, elemento mai eseguito in gara da una donna:

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