Angelo Dolfini e il pattinaggio artistico maschile italiano

Angelo Dolfini per quattro anni è stato campione italiano di pattinaggio artistico. In campo maschile l’Italia non ha una grandissima tradizione, l’unica medaglia mondiale è un bronzo conquistato da Carlo Fassi nel 1953. Fassi detiene anche il record di miglior piazzamento maschile italiano in un’Olimpiade con il sesto posto conquistato nel 1952. Dopo di lui non dico il nulla ma i piazzamenti di rilievo scarseggiano, gli unici ad arrivare fra i primi dieci a livello mondiale sono stati Giordano Abbondati (nono nel 1966) e Samuel Contesti (quinto nel 2009, settimo nel 2010 e decimo nel 2012). Agli Europei due ori per Fassi (1953 e 1954), un argento (1952) e due bronzi (1950 e 1915) oltre a un ottimo quarto posto all’esordio nel 1949. In seguito ritroviamo Abbondati (ottavo nel 1964, settimo nel 1966), Alessandro Riccitelli (decimo nel 1989), Karel Zelenka (settimo nel 2007), Samuel Contesti (argento nel 2009, quinto nel 2010, sesto nel 2011 e settimo nel 2012) e infine Ivan Righini ottavo proprio quest’anno. In Italia il pattinaggio è ancora visto come uno sport femminile, e chissà quando supereremo questo pregiudizio. Probabilmente non a caso i nostri migliori pattinatori di questi ultimi anni non sono del tutto italiani.

Zelenka è nato in Cecoslovacchia, e se è vero che è venuto in Italia quando aveva solo sei anni è anche vero che suo padre aveva praticato pattinaggio artistico, quindi la sua formazione non proviene dalla nostra cultura. Attualmente so che i Zelenka fanno parte dello staff di allenatori del Forum di Assago.

Contesti ha gareggiato fino al 2006 per la Francia, piazzandosi anche al nono posto agli Europei del 2005, perciò noi abbiamo solo sfruttato il suo cambio di passaporto.

Righini è italo-russo, e fino al 2013 ha gareggiato per la Russia sotto il cognome del padre come Ivan Bariev. Niente Mondiali ed Europei per Bariev, ma ha comunque partecipato a diverse gare internazionali, piazzandosi settimo ai Mondiali Junior del 2008, poi dal 2013 ha optato per la nazionalità e il cognome della madre e quindi eccolo qui.

E se andiamo a vedere nelle coppie di artistico abbiamo il francese Yannick Kocon che insieme all’italiana Nicole Della Monica ha ottenuto due sesti posti agli Europei (2009 e 2010), un dodicesimo posto alle Olimpiadi (2010) e un diciottesimo posto ai Mondiali (2009) e il ceco Ondrej Hotarek che insieme all’italiana Stefania Berton ha ottenuto una serie di ottimi piazzamenti ai Mondiali (undicesimo nel 2010, decimo nel 2011, undicesimo nel 2012, decimo nel 2013 e nono nel 2014), un undicesimo posto alle Olimpiadi (2014), un bronzo (2013) e altri ottimi piazzamenti agli Europei (quinto nel 2011, quarto nel 2012 e nel 2014) e che ha continuato ad andare bene con la nuova partner, l’italiana Valentina Marchei (quarti agli Europei del 2015 e undicesimi ai successivi Mondiali, ma la Marchei è appena passata dall’individuale alle coppie di artistico ed è già stata bravissima ad arrivare subito a questi livelli). Ci sono stati, e ci sono, alcuni pattinatori italiani di buon livello, ma i pattinatori naturalizzati hanno ottenuto risultati più importanti. Solo nella danza anche l’uomo è davvero un italiano.

I nostri migliori pattinatori li importiamo, e continuerà a essere così fino a quando i genitori italiani penseranno che il pattinaggio artistico è uno sport da donne e da omosessuali. Io ho avuto un compagno di classe che faceva pattinaggio su ghiaccio, nel suo caso era la danza. Alessandro Reani insieme a Laura Bonardi si è piazzato ventiduesimo ai Mondiali del 1994 ed era arrivato ventesimo agli Europei di due mesi prima. Mi sono diplomata nel 1987, perciò all’epoca del Liceo lui faceva le gare giovanili (e io non seguivo ancora il pattinaggio). Ricordo la perplessità di alcuni compagni sul fatto che avesse scelto quello sport, e il commento di qualcuno (non ricordo chi) “almeno pattina in coppia”, come dire che se c’è una fanciulla da abbracciare allora sei un vero maschio altrimenti no. Beeene. Ok, eravamo ragazzini, ma tutti i pattinatori per alcuni anni sono ragazzini e hanno pure dei compagni di classe. E non tutti hanno la giustificazione di pattinare in coppia. Tanto di cappello quindi ai ragazzi che affrontano i pregiudizi e vanno avanti.

Torniamo ad Angelo Dolfini, attualmente giudice internazionale ma per alcuni anni pattinatore. Secondo ai campionati italiani junior nel 1995, terzo fra i grandi nel 1996 e 1997, secondo nel 1998, primo nelle successive quattro stagioni, e ricordo che tutte le nazioni hanno il diritto di mandare un atleta a Mondiali ed Europei se quell’atleta riesce a ottenere il punteggio minimo di qualificazione, ma che per mandarne più di uno un atleta di quella nazione deve aver ottenuto un risultato importante nella stessa gara l’anno prima, cosa che in campo maschile all’Italia è successa davvero poche volte.

Diventato campione italiano Dolfini ha avuto la possibilità di partecipare a queste gare, ma in due sole occasione è arrivato a disputare il programma libero. Le altre volte si è fermato alle qualificazioni o al programma corto. Fra Europei e Mondiali è arrivato rispettivamente 28° e 41° nel 1999, 20° e 37° nel 2000, 26° e 27° nel 2001. Nel 2002 è arrivato 22° agli Europei e 26° alle Olimpiadi. Risultati per cui nessuno ti nota, anche se sei il campione nazionale (in una disciplina che pochi seguono e ancora meno la seguono nella tua specialità). Allora perché ne parlo? Altri atleti hanno fatto meglio di lui.

Ne parlo perché sto leggendo alle mie bimbe la serie di romanzi di Mathilde Bonetti Tre amiche sul ghiaccio. Nel terzo romanzo, Un angelo in pista, mi sono imbattuta nella citazione di un fantomatico allenatore “dei ragazzi più grandi” (pag. 98), Angelo Delfini. L’associazione per me è stata immediata, e visto che nei ringraziamenti di pagina 6 la Bonetti cita fra gli altri Angelo Dolfini che le ha fornito una preziosa consulenza tecnica è ovvio che quel nome è un ulteriore modo per ringraziarlo. I romanzi sono romanzi da bambine, ad Alessia e Ilaria piacciono anche se ovviamente a me dicono poco, ma le spiegazioni tecniche ci sono davvero e se io leggo una frase relativa a un elemento che loro hanno provato da poco in pista con la loro insegnante questo rende il libro più vivo e le fa divertire di più quando sono loro a pattinare. Angelo Dolfini è stato per quattro anni il miglio pattinatore italiano e anche se a livello internazionale non ha ottenuto risultati significativi il contributo dato al pattinaggio attraverso consulenze come quella fatta alla Bonetti può essere importante. Non dico che le mie bimbe diventeranno per forza delle campionesse, ma io non sono l’unica mamma che compra questi libri.

I risultati di Angelo Dolfini:

Event 1998–99 1999–00 2000–01 2001–02
Winter Olympic Games 26th
World Championships 41st 37th 27th
European Championships 28th 20th 26th 22nd
Italian Championships 1st 1st 1st 1st
Trophée Lalique 11th
Finlandia Trophy 9th
Golden Spin of Zagreb 10th 9th 15th
Karl Schäfer Memorial 13th 11th
Nebelhorn Trophy 16th 14th
Winter Universiade 13th
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