Shawn Sawyer e il pattinaggio maschile canadese degli ultimi anni

Per alcuni anni ho faticato a seguire le gare di pattinaggio artistico. Prima i canali televisivi che mi hanno piantata in asso riducendo le ore di trasmissione, poi gli impegni familiari che hanno rubato il mio tempo (e spesso mi hanno impedito l’accesso alla televisione visto che gli altri membri della famiglia sono molto più attaccati di me al telecomando) hanno fatto sì che per alcuni anni ho visto davvero poco. Solo in seguito ho riguardato gli esercizi più importanti su internet, e solo da quest’anno Alessia invece di sabotarmi si è seduta di sua spontanea volontà vicina a me per guardare Europei e Mondiali. È perfino diventata tifosa del canadese Nam Nguyen dopo aver visto il suo programma lungo.

Un canadese, già. A me la cosa fa un po’ sorridere visto che nel pattinaggio in assenza di altri atleti che mi colpiscono di più io tifo per i canadesi. Colpa di un certo Kurt Browning che mi ha folgorata nel 1989, al primo Campionato del Mondo che ho guardato, probabilmente, tanto è vero che dopo di lui (quattro ori mondiali nel 1989, 1990, 1991 e 1993 e un argento mondiale nel 1992) ho tifato non solo per Elvis Stojko (due argenti olimpici nel 1994 e 1998, tre ori mondiali nel 1994, 1995 e 1997, due argenti mondiali nel 1993 e 2000 e un bronzo mondiale nel 1992) pure per Sébastien Britten (al massimo decimo alle Olimpiadi del 1994 e ottavo ai Mondiali di quello stesso anno, tre partecipazioni in tutto, probabilmente fra gli appassionati non canadesi lo ricordo solo io) ed Emanuel Sandhu (quinto ai Mondiali del 2006 e altre quattro volte fra i primi dieci nelle sue otto partecipazioni). E poi ci sono stati Jeffrey Buttle (bronzo olimpico nel 2006, oro mondiale nel 2008 e argento mondiale nel 2005), Patrick Chan (argento olimpico nel 2014 sia nell’individuale che a squadra, oro mondiale nel 2011, 2012 e 2013 e argento mondiale nel 2009 e 2010) e Kevin Reynolds (al massimo quinto ai Mondiali del 2013, cinque partecipazioni in tutto). Solo per parlare degli uomini.

Kurt Browning nel programma lungo dei Mondiali del 1993:

Elvis Stojko nel programma lungo dei Mondiali del 1994 (l’esercizio inizia dopo 3 minuti):

Sébastien Britten nel programma lungo dei Mondiali del 1994 (l’esercizio inizia dopo 2’15” ed è preceduto da un servizio sulle sequenze di passi, l’elemento del pattinaggio che mi piace di più. Sarà per questo che ricordo Britten?):

Emanuel Sandhu nel programma corto ai Mondiali del 2006 (è stato il secondo miglio programma corto, ma con il quarto libero e una sfortunata somma di punteggi alla fine è arrivato quinto):

Jeffrey Buttle nel programma lungo ai Mondiali del 2008:

Patrick Chan nel programma lungo ai Mondiali del 2011:

Kevin Reynolds nel programma corto ai Mondiali del 2013 (è stato il terzo programma corto, ma con il settimo libero si è piazzato solo quinto):

Anche con quest’attenzione ai canadesi, quante probabilità c’erano di notare Shawn Sawyer? Guardando i suoi risultati vedo che è stato dodicesimo alle Olimpiadi del 2006, e io nell’occasione la gara maschile l’ho seguita abbastanza (soprattutto per quanto seguivo pattinaggio in quel periodo), però ricordo nettamente solo di aver visto e tifato solo per Buttle (sesto nel corto, secondo nel lungo e alla fine medaglia di bronzo) e per Sandhu (settimo nel corto, disastroso in un lungo comprensivo di due cadute che gli è valso il quattordicesimo punteggio di giornata e una tredicesima posizione complessiva), mentre di Sawyer, dodicesimo in tutte le fasi di gara, non ricordo nulla. Probabilmente perché avendo seguito poco gli anni prima ho dovuto scoprire praticamente tutti gli atleti e molti non sono riuscita a memorizzarli, specie se alle gare non si sono più visti.

Il programma corto di Sawyer alle Olimpiadi del 2006:

Il suo programma lungo:

Dopo il dodicesimo posto alle Olimpiadi i Mondiali si sono rivelati per lui deludenti, con solo un ventunesimo posto. Io ricordo una gara esaltante vinta da un bravissimo Stéphane Lambiel davanti a Brian Joubert ed Evan Lysacek, autori anche loro di programmi lunghi bellissimi, con Sandhu e Buttle rispettivamente quinto e sesto.

Il programma lungo di Lambiel ai Mondiali del 2006:

Difficile ricordare un pattinatore che come terzo atleta del suo paese si è piazzato solo ventunesimo all’unico Mondiale a cui ha preso parte. Il fatto è che in Canada i pattinatori di alto livello sono tanti e la selezione è difficile. Sawyer si è piazzato terzo ai campionati canadesi del 2005, 2006 e 2008, e secondo a quelli del 2011. Nel 2005 però il Canada aveva a disposizione due soli posti per i Mondiali e quindi sono giustamente andati Buttle e Sandhu. L’argento mondiale di Buttle di quell’anno ha dato al Canada il terzo posto per l’anno successivo e così anche Sawyer si è fatto Olimpiadi e Mondiali. Nel 2007 Sawyer è arrivato quarto ai Nazionali, quindi fuori dal giro Mondiali, nel 2008 è arrivato terzo ma visto che ai Mondiali dell’anno prima il miglior risultato era stato il sesto posto di Buttle in Canada aveva solo due posti. L’argento ai Nazionali del 2011 avrebbe dovuto riportarlo ai Mondiali, solo che quell’anno il Giappone, sede prevista per la gara, è stato devastato dal terremoto, e i Mondiali sono stati spostati a Mosca e posticipati di un mese. Peccato che per quel periodo Sawyer avesse già preso un impegno con Stars on Ice. La sua carriera è finita qui, con una sola partecipazione mondiale (21°), una olimpica (12°), quattro al Four Continents (miglior risultato 6° nel 2005), una manciata di competizioni internazionali (miglior risultato 2° nel 2010 a Skate America) e una medaglia d’argento e tre di bronzo ai campionati canadesi.

Atleta minore? A livello di risultati forse sì, a livello di spettacolarità della pattinata no. Io l’ho visto elogiare da alcune persone iscritte a una mailing list dedicata a Kurt Browning e così mi sono incuriosita e ho deciso di guardare cosa è capace di fare. Estremamente flessibile, esegue trottole e spirali in posizioni particolari, e i suoi programmi sono sempre molto originali. Naturalmente ho deciso di far vedere qualche esercizio anche ad Alessia e Ilaria, e loro sono subito diventate sue fan.

Questa è un’esibizione del 2011:

Qui siamo nel 2012:

Questo è il 2014:

E questo è il 2015:

Quest’uomo è matto. E bravo. Ed è anche davvero divertente da guardare.

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