Tonya Harding contro tutte (soprattutto Nancy Kerrigan)

– Dai, se andate avanti cosi, tu e Jasmine finirete come Nancy Kerrigan e Tonya Harding. (pag. 150)

 

Questa almeno è l’impressione di Sadia sulla rivalità fra la bionda Angelica e la bruna Jasmine in Un angelo in pista, terzo romanzo delle serie Tre amiche sul ghiaccio di Mathilde Bonetti. Io ricordo molto bene l’episodio a cui si riferisce la Bonetti, il colpo di spranga che Nancy Kerrigan ha ricevuto sul ginocchio che avrebbe dovuto metterla fuori gioco dai Campionati americani e dalle successive Olimpiadi nel 1994. Il mandante, si è accertato in seguito, era Jeff Gilloy, ex marito di Tonya Harding, e a quelle Olimpiadi proprio la rivalità Kerrigan-Harding era l’argomento di cui parlavano tutti. Io ne ero ben più che infastidita. L’anno prima un tifoso di Steffi Graf fuori di testa aveva accoltellato alla schiena Monica Seles con la dichiarata intenzione di riportare la tedesca al primo posto della classifica. Purtroppo ci è riuscito, con la Seles che è rimasta lontana dai campi di gioco per parecchio tempo e che non è più stata la stessa giocatrice. E ha rischiato pure parecchio Monica, se quel colpo fosse stato inferto appena un po’ più in là avrebbe trovato da un lato la colonna vertebrale o dall’altro un polmone. Due aggressioni gravi in due sport che amavo in meno di un anno non erano certo una cosa che potesse rendermi felice. Lo sport dovrebbe essere divertimento, sapendo che esiste anche la sconfitta ma che è meglio perdere che vincere slealmente.

L’attenzione dei media su quelle gare è sparita, mentre io volevo vedere l’ultima Olimpiadi di Kurt Browning (poi è andata come è andata, ma per me l’interesse principale in quella competizione era Kurt), capire cose erano ancora in grado di fare nella danza Jane Torvill e Christopher Dean – oltre che ammirare i finlandesi Susanna Rahkamo e Petri Kokko – rivedere gli stupendi programmi che Ekaterina Gordeeva e Sergei Grinkov avevano già presentato il mese prima agli Europei e in campo femminile tifavo per Oksana Baiul. Fra la Harding e la Kerrigan avevo sempre preferito la prima, e con tutte le chiacchiere che c’erano intorno all’aggressione temevo che Nancy, che mi era sempre sembrata un po’ troppo fredda, potesse vincere per acclamazione popolare. Ma come si è arrivati a quella mazzata?

Tonya Harding partecipava ai Campionati americani fin dal 1986. Quell’anno, appena quindicenne, si era piazzata sesta dietro Debi Thomas (che un paio di mesi dopo avrebbe vinto i Mondiali), Caryn Cadavy (terza ai Mondiali del 1987), Tiffany Chin (terza ai Mondiali del 1985 e 1986), Tracey Damigella (che non so chi sia) e Jill Trenary (campionessa del Mondo nel 1990). Alle sue spalle, fra le altre, Holly Cook (terza ai Mondiali del 1990), giunta decima. Nel 1987 era salita al quinto posto dietro a Trenary, Thomas, Cadavy e Chin. Ancora quinta nel 1988 dietro Thomas, Trenary, Cadavy e un’altra atleta che non conosco, Jeri Campbell. Alle sue spalle, fra le altre, Holly Cook, sesta, Kristi Yamaguchi, decima (otto mesi più giovane della Harding, Kristi era ai suoi primi campionati da singolarista ma partecipava anche alle coppie di artistico, specialità nella quale avrebbe vinto i Nazionali nei due anni successivi prima di decidere di dedicarsi solo all’individuale, nel 1988 Kristi ha vinto i Mondiali junior e nel 1991 e 1992 avrebbe vinto quelli senior, oltre che le Olimpiadi del 1992), e Nancy Kerrigan, dodicesima (quasi un anno più grande di Tonya, ai suoi primi Nazionali senior).

Nel 1989, con il ritiro post-olimpico di atlete quali Thomas e Cadavy, la Harding riusciva a salire sul podio al terzo posto, dietro a Jill Trenary e a una sorprendente Kristi Yamaguchi, solo ottava nelle figure obbligatorie che ancora facevano parte della gara ma seconda nel programma corto (vinto invece, come le figure, dalla Trenary) e prima in quello lungo. Quarta e quinta la Cook e la Kerrigan.

Il lungo di Jill Trenary (l’esercizio inizia dopo 2’30”):

Purtroppo per lei gli Stati Uniti quell’anno avevano diritto a due soli posti ai Mondiali e quei posti sono stati giustamente assegnati a Trenary (che ha vinto la medaglia di bronzo) e Yamaguchi (sesta nell’individuale e quinta nelle coppie di artistico insieme a Rudi Galindo, e chissà cosa deve aver pensato Tonya nel vedere la giovane rivale che l’aveva appena scavalcata partecipare a gare in due discipline mentre lei non poteva partecipare a nessuna).

Nel 1990 Tonia si è piazzata solo settima ai Nazionali dietro a Trenary, Yamaguchi, Cook, Kerrigan, Campbell e Tonia Kwiatkowski (miglior risultato per lei 6° posto ai Mondiali del 1998 in tre partecipazioni). In questo caso la Harding è stata particolarmente sfortunata, non molto tempo prima aveva vinto Skate America battendo, fra le altre, la Trenary, e ai Nazionali si trovava al secondo posto prima di avere seri problemi di asma e precipitare in classifica. Ad aggiungere la beffa quell’anno gli Stati Uniti avevano a disposizione per i Mondiali ben tre posti, che sono andati a Trenary (campionessa del Mondo), Cook (medaglia di bronzo) e Yamaguchi (quarta, e tanto per gradire pure quinta nelle coppie di artistico).

All’inizio del 1991 le cose finalmente sembravano andare per il verso giusto per la Harding con il successo ai Campionati americani davanti a Yamaguchi, Kerrigan, Kwiatkowski, Tisha Walker (anche qui non so chi sia), Cook, Kyoko Ina (che nel 2002 avrebbe vinto il bronzo ai Mondiali facendo coppia di artistico con John Zimmerman) e Nicole Bobek (terza ai Mondiali del 1995). La Trenary non ha partecipato a causa di un infortunio, ma non è affatto detto che avrebbe vinto visto che nella competizione Tonya è riuscita anche ad atterrare per la prima volta il triplo Axel, seconda dona nella storia del pattinaggio dopo la straordinaria Midori Ito, e a ottenere il primo 6,0 per meriti tecnici mai assegnato a una donna ai Campionati Americani (nel video non si vede, chissà perché hanno tolto la schermata prima che apparisse il voto). Il programma corto era stato vinto dalla Yamaguchi sulla Harding, ma il programma lungo dà più punti e questo per il risultato finale è quasi sempre determinante.

Anche ai Mondiali la Harding ha eseguito il triplo Axel, ma non è bastato. La Ito era la favorita ma, scossa e dolorante dopo uno sfortunato scontro in pista con la francese Laetitia Hubert, si è dovuta accontentare del terzo corto, del quarto lungo e del quarto posto complessivo. In compenso la Yamaguchi, che aveva abbandonato Rudi Galindo per concentrarsi sull’individuale ed era andata ad allenarsi in Canada sulla stessa pista di Kurt Browning, ha eseguito due prestazioni stupende e ha vinto tanto il programma corto quanto quello lungo, e quindi la gara. La Harding si è dovuta accontentare del secondo posto in entrambe le fasi della gara e alla fine, mentre la Kerrigan con in quinto corto e il terzo lungo ha vinto la medaglia di bronzo. L’espressione della Harding quando ha visto che la Yamaguchi aveva ricevuto punteggi più altri dei suoi la dice tutta sulla sua capacità di accettare le sconfitte in modo sportivo.

Il programma corto della Harding:

Il programma corto della Yamaguchi:

Il programma lungo della Harding (l’esercizio inizia dopo 4 minuti):

Il programma lungo della Yamaguchi:

Nel 1992 la Harding non solo ha perso il titolo di campionessa americana in favore della Yamaguchi ma si è pure vista scavalcare dalla Kerrigan, che è arrivata seconda, e ha dovuto accontentarsi della medaglia di bronzo, anche se va notato che si era infortunata a un’anca in allenamento. Le successive Olimpiadi sono state dominate dalla Yamaguchi, prima in tutte le fasi di gara.

Il corto (l’esercizio inizia dopo 3’15”):

Il lungo (l’esercizio inizia dopo 3’50”):

L’argento è andato alla Ito, solo quarta nel programma corto a causa di una caduta sulla combinazione ma capace di eseguire un triplo Axel sul finire del programma lungo, senza lasciarsi scoraggiare dal fatto di essere caduta nel tentativo di triplo Axel eseguito all’inizio del programma. La Ito è diventata la prima (e per ora unica) donna capace di eseguire un triplo Axel alle Olimpiadi.

Il corto (l’esercizio inizia dopo 4 minuti):

Il lungo:

Bronzo alla Kerrigan, che ha eseguito il secondo programma corto e il terzo programma lungo.

Il corto:

Il lungo:

Quarta la Harding, autrice del sesto programma corto a causa di una caduta sul primo Axel (e così le è anche venuta a mancare la combinazione, che è un elemento obbligatorio) e del quarto programma lungo.

Il corto:

Il lungo:

Ai successivi Mondiali secondo titolo per la Yamaguchi, che ha chiuso qui la sua carriera (la Ito si era ritirata subito dopo i Mondiali, anche se nel 1996 avrebbe fatto un tentativo di rientro), argento per la Kerrigan e bronzo per la cinese Chen Lu (che sarebbe diventata campionessa del Mondo nel 1995 e avrebbe vinto due bronzi olimpici nel 1994 e 1998).

Il programma corto di Chen Lu:

Il lungo:

La Harding, quarta dopo il programma corto, con il sesto programma lungo si è vista scavalcare dalla Hubert (il suo record sono i quarti posti di 1992 e 1998) e da Josée Chouinard (quinta nel 1992 e 1994) per un sesto posto finale.

Il programma lungo della Hubert:

Il lungo della Chouinard:

Il corto della Harding (l’esercizio inizia dopo 4’50”):

Il lungo:

La stagione 1993 per la Harding praticamente non esiste. Ritirata la Yamaguchi avrebbe dovuto avere vita più facile, invece si è piazzata solo quarta ai Nazionali dietro a Kerrigan, Lisa Ervin (tredicesima ai Mondiali di quell’anno, gli unici a cui ha partecipato, e vicecampionessa del mondo junior dal 1991 al 1993, prima di ritirarsi per problemi alimentari) e Kwiatkowski, e davanti a Bobek e a una certa Michelle Kwan. Il quarto posto ai Nazionali significava niente Mondiali per lei. Quell’anno la gara è stata vinta dalla giovanissima Oksana Baiul davanti a Surya Bonaly e Chen Lu, mentre le americane si sono dovute accontentare di 5°, 13° e 31° posto (Kerrigan, Ervin e Kwiatkowski). Ovvio che questi risultati (o mancati risultati) le andassero stretti, meno ovvio quel che sarebbe accaduto l’anno dopo.

Il lungo della Ervin ai Mondiali:

Il 6 gennaio del 1994 Nancy Kerrigan è stata aggredita con una spranga mentre stava uscendo dalla sessione di allenamenti nei giorni dei Campionati americani. Senza la principale rivale la Harding ha dominato la competizione vincendo sia il corto che il lungo. Seconda si è piazzata Michelle Kwan, terza nel corto e seconda nel lungo (per lei complessivamente 5 campionati del Mondo e altre quattro medaglie fra il 1996 e il 2004, un argento e un bronzo olimpico nel 1998 e 2002). Terza la Bobek, quarta Elayne Zayak (campionessa del Mondo nel 1982 e medaglia di bronzo nel 1984, si era ritirata, salvo poi tornare per questa gara e ottenere un piazzamento di tutto rispetto), quinta la Kwiatkowski, sesta Michelle Cho e settima Lisa Ervin. Insomma, la Harding era tornata a essere più forte delle sue rivali, tutte tranne forse una assente per un infortunio decisamente non naturale.

All’epoca della partenza per l’Olimpiade il coinvolgimento della Harding nell’aggressione alla Kerrigan non era ancora stata provato, perciò l’atleta ha preso parte alla gara. I posti per le americane erano due (il numero di posti viene assegnato in base alle prestazioni degli atleti di una singola nazione ai Mondiali dell’anno prima, e dato che nel 1993 il miglior risultato era stato il quinto posto della Kerrigan i posti per le americane erano solo due). La federazione americana ha considerato le circostanze particolari e dopo un test per vedere quanto avesse recuperato la Kerrigan dall’infortunio hanno deciso di includerla nella squadra anche se non aveva partecipato ai Nazionali, che di solito fungono da gara di qualificazione per i singoli atleti. Il secondo posto è andato alla Harding, che aveva minacciato battaglie legali se fosse stata esclusa (solo in seguito, dopo le accuse nei suoi confronti mosse dall’ex marito, la federazione americana le ha tolto il titolo del 1994 lasciandolo vacante e ha squalificato a vita la Harding). La Kwan ha fatto da riserva.

Le Olimpiadi sono state abbastanza particolari, con il ritorno di diversi vecchi campioni che erano passati al professionismo. Fra le donne il ritorno importante è stato quello di Katarina Witt, già due volte campionessa olimpica (1984 e 1988) e quattro mondiale. Katarina sapeva di non essere competitiva per una medaglia, ma visto che in precedenza i suoi genitori non avevano potuto seguire la sua carriera ha voluto pattinare per loro e per mandare un messaggio di pace attraverso il bellissimo programma lungo (da un punto di vista interpretativo, tecnicamente ormai le altre la sopravanzavano) Were have All the Flowers Gone.

La gara è stata vinta da Oksana Baiul, seconda nel programma corto e prima in quello lungo per una preferenza di cinque giudici a quattro.

Il corto:

Il lungo:

Seconda è arrivata la Kerrigan, che aveva vinto il programma corto e ha perso di un soffio quello lungo eseguendo maggiori difficoltà della Baiul ma restandole dietro come capacità interpretativa.

Il corto:

Il lungo:

Terza Chen Lu (quarta e terza nei due programmi). Questo è il lungo:

Quarta Surya Bonaly (terza e quarta, per lei tre argenti mondiali e cinque ori europei fra il 1991 e il 1995)), quinta Yuka Sato (settima e quinta, oro mondiale solo un mese più tardi), sesta Tanja Szewczenko (quinta e sesta, bronzo mondiale un mese più tardi), settima la Witt (sesta e ottava) e ottava la Harding (decima e settima).

Il corto:

La prestazione della Harding nel lungo è stata anche disturbata da un curioso incidente. Nel riscaldamento le si era rotta una stringa e per sbaglio qualcuno per sostituirla le aveva dato una stringa troppo corta che non arrivava fino in fondo e non le dava stabilità nell’atterraggio dei salti. La Harding ha dovuto scendere in pista, se un atleta non lo fa nel tempo massimo (mi pare un paio di minuti) dopo essere stato chiamato viene squalificato. Tonya è corsa sul ghiaccio in condizioni psicologiche difficilissime e al primo salto ha avuto la conferma di quel che già sospettava, che che era impossibile pattinare in quelle condizioni. Per questo è andata a spiegare il suo problema al presidente di giuria e le è stato concesso di eseguire l’intero esercizio più tardi.

Il primo tentativo di eseguire l’esercizio:

Il programma lungo:

Sia per la Kerrigan (per scelta) che per la Harding (per squalifica) le Olimpiadi del 1994 sono state l’ultima gara.

Advertisements
This entry was posted in pattinaggio and tagged , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s