Shizuka Arakawa

Shizuka Arakawa esegue una Ina Bauer

Nel quarto numero della serie di romanzi per bambine Tre amiche sul ghiaccio, Amiche e rivali, Mathilde Bonetti cita la vincitrice delle Olimpiadi di Torino 2006, la giapponese Shizuka Arakawa, indicandola come modello per la sua eleganza (pag. 43).

A 8 anni era già capace di atterrare correttamente il triplo Salchow, e naturalmente questo ha attirato su di lei molte attenzioni soprattutto in un paese che non aveva un grande passato nel pattinaggio. Ora siamo abituati a vedere pattinatrici giapponesi nelle zone alte della classifica, ma fino a qualche anno fa la loro presenza era tutt’altro che scontata. Emi Watanabe ha vinto un bronzo ai Mondiali del 1979, Midori Ito ha vinto l’oro nel 1989 e l’argento nel 1990, oltre all’argento olimpico nel 1992, e Yuka Sato ha vinto l’oro ai Mondiali nel 1994. La Ito ha innalzato di molto il livello tecnico dei salti nella gara femminile, mentre la Sato, pur non essendo così tecnicamente più forte delle rivali, aveva maggiori capacità interpretative.

Dopo di loro ci sono state Fumie Suguri, che ha vinto un argento (2006) e due bronzi ((2002 e 2003), ma che è stata una delle rivali della Arakawa, non un modello da seguire, mentre altre pattinatrici come Miki Ando (oro ai Mondiali nel 2007 e 2011 e bronzo nel 2009), Mao Asada (oro ai Mondiali nel 2007, 2010 e 2014, argento nel 2007, bronzo nel 2013 e argento olimpico nel 2010), Akiko Suzuki (bronzo mondiale nel 2012) e Satoko Miyahara (argento mondiale nel 2015) sono arrivate ancora più tardi. Anche in campo maschile nel nostro millennio il Giappone ha ottenuto ottimi risultati con due ori (Daitsuke Takahashi nel 2003 e Yuzuru Hanyu nel 2014, anno in cui ha vinto anche il titolo olimpico), cinque argenti (Takahashi nel 2007 e 2012, Takahiko Kozuka nel 2011, Tatsuki Machida nel 2014 e Hanyu nel 2015) e tre bronzi (Takeshi Honda nel 2002 e 2003, Hanyu nel 2012, cui va ad aggiungersi il bronzo olimpico di Takahashi nel 2010), mentre in tutta la precedente storia del pattinaggio c’era stato solo un bronzo mondiale per Minoru Sano nel 1977. Un solo risultato di prestigio nelle coppie di artistico, il bronzo mondiale di Narumi Takahashi e Mervin Tran (in realtà lui è un canadese che in seguito ha pattinato anche per il Canada e per gli Stati Uniti) nel 2012, mentre non c’è mai stata una medaglia nelle coppie di danza.

Shizuka Arakawa in una donut-spin

Nel 1998 la Arakawa diventa per la prima volta campionessa giapponese davanti alla Suguri, che invece l’aveva battuta l’anno prima, e partecipa a Olimpiadi, dove arriva tredicesima, e Mondiali, dove invece si piazza solo al ventiduesimo posto. Malgrado un secondo successo ai campionati giapponesi del 1999 non ha partecipato ai successivi Mondiali. Nel 2000 il sesto programma lungo l’ha fatta precipitare al quinto posto ai campionati nazionali, nel 2001 era nuovamente seconda, così come nel 2002, sempre alle spalle della Suguri, ma nel 2001 il Giappone aveva a disposizione un solo posto per i Mondiali e ha giustamente mandato la Suguri, nel 2002 di posti ne aveva due grazie al settimo posto della Suguri dell’anno prima e ha mandato ancora la Suguri, che ha vinto il bronzo, e Yoshie Onda, che invece si è piazzata quinta.

Nel 2003 i campionati giapponesi sono stati vinti da Fumie Suguri davanti alla Onda e a Shizuka Arakawa, ma grazie al bronzo della Suguri dell’anno prima il Giappone aveva a disposizione tre posti per i Mondiali e finalmente Shizuka ha potuto partecipare di nuovo alla competizione. Nell’occasione si è piazzata ottava, avendo la soddisfazione di battere la Onda che si è fermata all’undicesimo posto.

Ancora terza ai Campionati giapponesi del 2004, stavolta dietro ad Ando e Suguri, ai Mondiali si è lasciata dietro tutte. Il titolo è stato suo con il primo posto nel suo gruppo di qualificazione, il secondo nel programma corto e ancora il primo in quello lungo. Alle sue spalle le americane Sasha Cohen, argento, Michelle Kwan, bronzo e Miki Ando, quarta. La Suguri si è piazzata al settimo posto.

Il programma corto:

Il lungo:

Il 2005 è stato per lei deludente perché dopo essersi ritirata ai campionati nazionali ha ottenuto solo il nono posto ai Mondiali (quarta in qualificazione, quinta nel corto e nona nel lungo), risultando la peggio classificata delle atlete giapponesi.

Nel 2006 è arrivata ancora terza ai Campionati giapponesi dietro a Suguri e Asada per colpa di un programma lungo non perfetto, solo il quarto, dopo che nel programma lungo era stata la migliore. Le Olimpiadi, la gara con cui ha chiuso la carriera, sono state il suo trionfo. Terza di pochissimo nel programma corto alle spalle di Cohen e Irina Slutskaya, ha dominato il programma lungo approfittando anche delle cadute delle rivali e si è portata a casa la medaglia d’oro. Estremamente flessibile, fra i movimenti che eseguiva in modo straordinario c’erano la trottola donut-spin e la Ina Bauer (dal nome della pattinatrice tedesca che ha inventato questo movimento negli anni ’50), ma anche le sue combinazioni di salti tripli erano notevoli.

Il corto:

Il lungo:

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