Lombardia Trophy 2015

Negli scorsi giorni a Sesto San Giovanni si è tenuta l’ottava edizione del Lombardia Trophy. Quante persone lo sapevano? Poche, a giudicare dal pubblico. E sì che in gara c’era una coppia campione del Mondo (Anna Cappellini e Luca Lanotte, vincitori nel 2014) e diversi atleti capaci di vincere una medaglia agli Europei (fra le donne Elene Gedevanishvili, bronzo nel 2010 e 2012, fra gli uomini Michal Brezina, bronzo nel 2013, fra le coppie di artistico Ondrej Hotarek – anche se in coppia con Stefania Berton e non con l’attuale partner Valentina Marchei – bronzo nel 2013 e fra le coppie di danza ancora Cappellini-Lanotte, oro nel 2014, argento nel 2015 e bronzo nel 2013), oltre a diversi altri atleti capaci di piazzarsi nelle prime dieci posizioni in una competizione europea come la svedese Joshi Helgesson, quarta lo scorso anno, l’italiana Roberta Rodeghiero, ottava, o la coppia italiana di danza Charlène Guignard e Marco Fabbri, sesta. E il francese Chafik Besseghier nel 2013 è arrivato nono ai Campionati del Mondo

Tanto per gradire, l’accesso era libero. Eppure il palazzetto era semivuoto. Nelle categorie giovanili il pubblico era praticamente assente, anche se va detto che Advanced Novice e Junior hanno gareggiato di giovedì e venerdì, e molte persone potevano essere al lavoro, ma per il programma corto femminile di sabato a parte le allieve della scuola di pattinaggio del Palasesto c’eravamo io, le mie bimbe e qualche decina di persone. Con il procedere della gara qualcuno è arrivato, ma il palazzetto era ben lungi dall’essere pieno. Meglio è andata domenica, anche se io ho visto solo la gran parte della gara femminile – non sono riuscita a vedere le tre migliori perché poi ho dovuto andare al lavoro – ma davvero non mi capacito come per una gara di questo livello ci fossero così pochi spettatori.

Sabato programma corto nella categoria femminile. Joshi Helgesson ha davvero dominato la pista, la sua presenza sul ghiaccio era notevole. Avrebbe pure fatto il suo personal best con 60,73, ma ho letto che, essendo questa una gara di categoria B, i record stabiliti qui non vengono riconosciuti dalla federazione internazionale. Per Joshi il record rimane il 59,55 stabilito agli Europei di gennaio 2015. Questo è il suo corto:

Nel libero Joshi ha combinato qualche pasticcio, il suo 95,19 è ben lontano dal personal best di 113,63 ottenuto ai campionati nordici del 2014. Con il quarto programma di giornata è scivolata al secondo posto complessivo:

La vittoria è andata a Roberta Rodeghiero, che si allena proprio al Palasesto con Franca Bianconi e Rosanna Murante. Nel corto ha preso una penalità per time violation, ma ha comunque fatto registrare il suo miglior punteggio, 59,66. Il record ufficiale credo che rimanga il 51,79 degli Europei del 2015, ma il miglioramento è importante e fa ben sperare per le prossime gare. Roberta ora ha in programma la Rostelecom Cup in Russia, sua prima partecipazione in una gara del Grand Prix. (Edit: con il ritiro dalle gare di Kiira Korpi, che avrebbe dovuto partecipare al Trophée Eric Bompard la Rodeghiero ha esordito nel circuito Grand Prix in Francia e non in Russia). Il suo programma corto:

Il libero è lo stesso dello scorso anno, ma anche qui l’esecuzione è migliorata. Un doppio Axel e cinque salti tripli per lei. Se il record dovrebbe essere quel 103,30 fatto registrare al Nepela Trophy del 2014, a Sesto San Giovanni ha totalizzato 107,61. Roberta sembra davvero in crescita. Il suo lungo:

Terza la giapponese Miyu Nakashio, quarta la sedicenne sud coreana Suh Hyun Son, autrice del settimo corto e del secondo libero. L’aspetto artistico è ancora da perfezionare, ma sui salti è stata praticamente perfetta:

A proposito di sedicenni, sabato mio marito si è trovato seduto accanto la mamma di una bambina di nove anni, che ha appena iniziato a pattinare, che gli diceva che è uno sport costoso ma che ne vale la pena se poi a 16 anni si ottiene una medaglia olimpica. La signora in questione già si vedeva la campionessa in famiglia, povera bambina. A me viene in mente Silvana De Mari che in Il drago come realtà commentando Biancaneve e parlando della matrigna dice che

Lo scopo, l’unico per cui vale la pena di battersi, distruggere, soffrire e morire è essere il meglio del meglio in qualche cosa, perché il posto di numero uno è l’unico dove questa crudele e povera creatura disperata ha l’impressione di poter esistere. (pag. 61)

Il che significa che se la regina deve essere la più bella del reame

Non bella, la più bella del reame. «La più bella» è una situazione drammatica, perché io posso esserlo solo se tutti gli altri sono più brutti di me, quindi, se devo assolutamente essere la più bella, posso arrivare a uccidere gli altri che sono più belli di me. (pag. 62)

Va bene, questa è una fiaba, e la regina arriva a uccidere (o almeno a provarci) pur di primeggiare. Ma se una mamma vuole che la figlia sia la più forte, o almeno una delle più forti – non si è spinta fino a parlare dell’oro, ma le medaglie olimpiche sono solo tre. E il resto del mondo sta a guardare? Già, ma secondo quella mamma non c’è tanta concorrenza… – in che inferno può trasformare la vita della figlia? La De Mari ha scritto anche un bellissimo romanzo in cui uno dei personaggi ha una mamma ultracompetitiva, Il gatto dagli occhi d’oro, libro di cui ovviamente consiglio la lettura.

Tredicesima Silvia Falotico, che dopo il decimo corto ha perso tre posizioni.

Fra gli uomini il successo è andato a Chafik Besseghier, in testa già dopo il programma corto. Non ho trovato la prima parte della sua  gara, questo è il libero:

Michal Brezina si conferma il solito pasticcione. Nel riscaldamento ha fatto non so quanti tripli Axel enormi, da vedere era meraviglioso, e in gara non ha fatto un solo salto pulito. Triplo Axel con mani giù, caduta sul quadruplo Salchow (pure sottoruotato) e combinazione completamente mancata (ha aperto il primo salto). Il suo 62,54 che gli è valso il quarto posto provvisorio è lontanissimo da quell’87,67 che ha fatto registrare ai Mondiali del 2012. Quando pattina bene Brezina è meraviglioso da vedere, ma troppo spesso rimane ampiamente al di sotto delle sue possibilità: nel 2012 ai Mondiali aveva eseguito il secondo corto dietro a un inarrivabile Patrick Chan e poi con il settimo libero si era piazzato solo sesto. Il corto:

https://www.youtube.com/watch?v=oAeMsqPD6U8

Molto meglio il libero, 143,67, il migliore di giornata. Il punteggio, che gli ha consentito di risalire fino al secondo posto, è comunque ben lontano dal personal best di 163,68 degli Europei del 2013:

Quinto complessivamente Dario Betti, autore del quinto corto e dell’ottavo libero.

La gara delle coppie di artistico aveva pochissimi partecipanti, solo cinque iscritti anche se poi Silvia Martinelli e Marco Pauletti si sono ritirati senza neppure scendere sul ghiaccio. Vittoria scontata per Marchei-Hotarek, le altre coppie erano di livello troppo inferiore. I due atleti del Palasesto però hanno iniziato a pattinare insieme da poco più di un anno, con Valentina che ha fatto il passaggio dall’individuale femminile alle coppie, perciò per loro ogni riscontro è importante. Già lo scorso anno erano stati bravissimi, alla sesta gara insieme (Warsaw Cup, terzi, Golden Spin, secondi, Campionati Italiani, primi, Campionati Europei, quarti, e Campionati Mondiali, undicesimi, tutte la scorsa stagione) hanno dimostrato che continuano a crescere. Si è visto un triplo twist, non perfetto, ma gli elementi prettamente di coppia sono una cosa nuova per Valentina e già essere ora a questo livello è qualcosa di notevole. Il record di 60,56 dei Mondiali dello scorso anno è superato da questo 63,85:

Nel lungo il punteggio degli Europei, 117,44, complice una caduta, rimane più alto di questo 113,57, ma supera quello dei Mondiali, in cui avevano mancato un sollevamento. Anche da loro mi aspetto delle bellissime gare:

Nella danza come da pronostico hanno vinto Cappellini-Lanotte. 69,72 nel corto (record di 72,39 ai Mondiali del 2015):

Il libero (107,50, supera il record dei Mondiali 2014, da loro vinti con 105,73):

Secondi Charlene Guignard e Marco Fabbri, gli atleti che le mie bimbe erano più curiose di vedere. Per forza, durante l’Ice Camp che hanno fatto a inizio mese in alcune occasioni sono scese in pista contemporaneamente a loro e hanno visto un sollevamento, quello a testa in giù presentato da Charlene e Marco nel programma corto, praticamente a un metro di distanza. Normale che poter ammirare da distanza ravvicinata gesti di questo tipo le abbia colpite, e rivedere il movimento in gara, con i costumi e la coreografia completa, faccia un effetto notevole. Il punteggio, 64,30, è inferiore al personal best, quel 66,40 fatto segnare al Golden Spin del 2014, ma è comunque notevole. Il corto:

Il libero:

Il terzo gradino del podio è stato occupato dal fratello di Marco, Andrea Fabbri, che pattina insieme a Misato Komatsubara. La coppia ha esordito fra i senior solo lo scorso anno con un 23° posto agli Europei. Il loro punteggio, 47,05, è decisamente superiore al 42,83 degli Europei, e seppur di poco avrebbe consentito alla seconda coppia dell’Agorà di eseguire in quella gara anche il programma lungo. Il corto:

La loro scelta musicale nel lungo a me fa venire i brividi a priori. Ricordate Missing, il programma lungo di Isabelle e Paul Duchesnay ai Campionati del Mondo del 1990? Il lungo di Komatsubara-Fabbri:

Lo so che quest’articolo è sul Lombardia Trophy, ma visto che l’ho citato vi ripropongo pure il programma che è valso il successo nel libero e l’argento complessivo ai fratelli Duchesnay in quell’edizione dei Mondiali. E comunque vale sempre la pena lasciarsi trascinare da Missing:

Al sesto posto si sono piazzati Victoria Manni e Saverio Giacomelli, al nono la terza coppia dell’Agorà, Jasmine Tessari e Francesco Fioretti, penalizzati da una caduta sul rotational lift eseguito alla fine del programma corto. Il loro libero:

Il giovedì e il venerdì si sono disputate anche le gare giovanili. Fra le ragazze nella Advanced Novice ha vinto la sudcoreana Boyoung Kim. Il suo libero:

In gara erano presenti diverse ragazze italiane. Lara Naki Gutmann si è piazzata settima con un ottimo quinto programma libero, Alessia Tornaghi (Agorà) ottava, Sara Lavagnini quindicesima, Alessia Malerba diciassettesima, Giuditta Sartori diciottesima, Chenny Paolucci diciannovesima, Camilla Binaschi ventesima, Greta Milanese ventitreesima, Aurora Colaone ventiquattresima e Lucrezia Erba venticinquesima.

In campo maschile fra gli Advanced Novice ha dominato il sudcoreano Sunghoon Park, primo in entrambe le fasi di gara e capace di staccare il secondo classificato di oltre 20 punti. Il libero:

Fra gli italiani Gabriele Frangipani è arrivato terzo, Filippo Clerici quarto, Nikolaj Memola (Agorà) quinto con il terzo programma libero, Filippo Donghi settimo e Alessandro Zarbo ottavo. Il libero di Memola:

A livello Junior fra le ragazze ha vinto un’altra sudcoreana, Sun Min Yun. Il libero:

Sesta Rebecca Ghilardi, decima Sara Conti, undicesima Matilde Battagin, tredicesima Damiana Alessandra Celi, diciassettesima Martina Manzo, diciottesima Valeria Parma, diciannovesima Aurora Ripamonti (Agorà), ventesima Chiara Censori, mentre Elisabetta Leccardi (Agorà), che aveva eseguito l’undicesimo programma corto, si è ritirata a causa di una brutta caduta nel lungo.

Fra gli Junior in campo maschile ha vinto il ceco Petr Kotlarik. Questo è il suo programma corto:

Terzo Daniel Grassl, quinto Adrien Bannister, settimo Simone Cervi (agorà), autore però del terzo programma corto:

Un articolo sulle gare giovanili si trova qui:

http://www.neveitalia.it/sport/figureskating/junior/news/il-tredicenne-daniel-grassl-sul-podio-del-lombardia-trophy-junior

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