Yuka Sato

Prima di Midori Ito il pattinaggio artistico in Giappone era quasi inesistente. Una medaglia di bronzo conquistata nell’individuale maschile da Minoru Sano nel 1977, un altro bronzo conquistato nell’individuale femminile da Emi Watanabe nel 1979 e basta, almeno per quanto riguarda le medaglie che contano. Il titolo maschile è stato assegnato per la prima volta nel 1896, quello femminile nel 1906, quello delle coppie di artistico nel 1908 e quello della danza nel 1952. Ora il Giappone è una potenza, con il suo atleta di punta che ha appena dato una tale dimostrazione di superiorità sugli altri pattinatori da essere definito alieno. C’è lui, che se pattina come sa pattinare è inarrivabile, e ci sono gli esseri umani, quelli che lottano per il secondo posto. Magari bravissimi, perché non si può non restare ammirati di fronte a quello che sanno fare determinati pattinatori, ma al momento Yuzuru Hanyu è al di là di ogni definizione, come mostrano senza alcun dubbio i programmi dell’NHK Trophy di fine 2015. E, tanto per gradire, nel corto delle finali del Gran Prix Hanyu ha battuto il suo stesso record.

Negli anni ’80 è arrivata Midori, straordinaria nel programma corto e in quello lungo, ma sempre penalizzata da figure obbligatorie non all’altezza di tutto il resto. A livello di medaglie importanti per lei ci sono l’oro ai Mondiali del 1989, in cui ha eseguito il primo triplo Axel femminile della storia dei Campionati del Mondo (il primo assoluto lo aveva eseguito lei stessa qualche mese prima in una gara minore), l’argento a quelli del 1990 e l’argento alle Olimpiadi del 1992. Subito dopo le Olimpiadi si è ritirata, ma a raccoglierne l’eredità è subito arrivata Yuka Sato.

Il papà di Yuka, Nobuo Sato, aveva partecipato a sei edizioni dei Campionati del Mondo fra il 1960 e il 1966, piazzandosi una volta quarto e una volta quinto, e a due edizioni delle Olimpiadi ottenendo come miglior risultato l’ottavo posto del 1964. In seguito Nobuo Sato è diventato allenatore, fra i suoi allievi ricordo Miki Ando (due ori e un bronzo mondiale), Mao Asada (per adesso tre ori, un argento e un bronzo mondiale e un argento olimpico, ma Mao è ancora in attività ed è perfettamente in grado di incrementare il bottino), Shoko Ishikawa, Hirozaku Kovayashi, Takahiko Kozuka (un argento mondiale, ancora in attività), Yukari Nakano (in un’occasione quarta ai Mondiali), Yuka Sato, Wun-Chang Shih e Fumie Suguri (un argento e due bronzi mondiali).

Di Nobuo ho trovato questo video:

La mamma, Kumiko Sato, nata Kumiko Okawa, ha partecipato a cinque Mondiali fra il 1964 e il 1968, piazzandosi due volte quinta, e a due Olimpiadi, arrivando ottava nel 1968. Dopo essersi ritirata anche lei è diventata allenatrice.

Con genitori così era quasi naturale che Yuka diventasse a sua volta campionessa, anche se dal 1989 si è allenata in Canada con Peter Dunfield, già allenatore della medaglia d’argento olimpica del 1988 Elizabeth Manley. Nel 1990 il suo primo successo internazionale, l’oro ai Campionati del Mondo Junior davanti a Surya Bonaly e a Tanja Krienke.

In questo video Scott Hamilton presenta Jessica Mills, che aveva conquistato il titolo l’anno prima e che nel 1990 si è piazzata quarta ma che, non essendosi poi mai piazzata in una posizione più alta dell’ottava ai Campionati Americani non ha mai partecipato ai Mondiali senior, Yuka Sato e Surya Bonaly.

Fra le senior, alla sua prima partecipazione, si è piazzata quattordicesima. Il libero:

Niente Mondiali nel 1991, nel 1992 è arrivata settima alle Olimpiadi e ottava ai Mondiali.

Il programma corto delle Olimpiadi:

Il programma lungo:

Il corto dei Mondiali:

Il lungo. Il video comprende un approfondito sguardo alle trottole della svizzera Nathalie Krieg, trottole che, al contrario dei suoi salti, erano di valore assoluto. L’esercizio inizia dopo 3’25”:

Quarta complessivamente nel 1993, con il terzo programma lungo. Non ho trovato il video del corto, questo è il libero:

Quinta alle Olimpiadi del 1994 per colpa di un mancato triplo Lutz, diventato singolo, nel programma corto e che l’ha posizionata provvisoriamente al settimo posto:

Il lungo:

Il suo momento è arrivato ai Mondiali di quello stesso anno, la sua ultima gara. Ai Mondiali non si è presentata nessuna delle tre medagliate olimpiche, rispettivamente Oksana Baiul, Nancy Kerrigan e Chen Lu (quest’ultima fermata da un infortunio), e la battaglia è stata fra Yuka e la quarta classificata di Lillehammer, Surya Bonaly. Il corto:

Dopo il programma corto Yuka e Surya occupavano le prime due posizioni, perciò chi avesse vinto il libero avrebbe conquistato l’oro. Nel punteggio tecnico i favori dei giudici sono andati a Surya per 8-1, in quello artistico si è verificato esattamente il contrario. Nella somma dei punteggi la preferenza di 5-4 per la Sato ha assegnato il titolo alla pattinatrice giapponese. Il libero:

In seguito ha vinto quattro campionati del Mondo professionistici (1995, 2000, 2001 e 2002) e due volte è arrivata seconda (1996 e 1998).

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