Charléne Guignard e Marco Fabbri: Schindler’s List

Charlène Guignard e Marco Fabbri pattinano insieme dal 2010, quando lei ha lasciato la natia Francia per spostarsi all’Agorà di Milano sotto la guida di una delle atlete più vincenti del pattinaggio italiano, Barbara Fusar Poli. In precedenza lei aveva pattinato a livello giovanile con Guillaume Paulmier, lui aveva iniziato nell’individuale arrivando a vincere anche un argento (2007) e due bronzi (2004 e 2005) ai Campionati italiani, nel periodo in cui il campione italiano era Karel Zelenka, poi si era dedicato alla danza insieme a Paola Amati. Un sodalizio durato poco, giusto la stagione 2008-2009, visto che in quella 2010-2011 la coppia Guignard-Fabbri, dopo il periodi di stop obbligatorio per lei dovuto al nuovo tesseramento, era già sul ghiaccio. La coppia ha dimostrato di funzionare fin da subito con il secondo posto ai campionati italiani alle spalle di Federica TestaChristopher Mior e, dall’anno successivo fino a ora, hanno mantenuto la posizione dietro ad Anna Cappellini e Luca Lanotte. A livello internazionale i primi due bronzi sono arrivati già nella stagione d’esordio, seguiti da un 19° posto ai Mondiali del 2011. Un oro, un argento e un bronzo in competizioni internazionali l’anno dopo, insieme all’11° posto agli Europei del 2012. La stagione 2012-2013 li ha visti vincere due gare e arrivare terzi in un’altra occasione, partecipare alla loro prima gara di Grand Prix (Cup of China, quinti) e piazzarsi noni agli Europei e diciassettesimi ai Mondiali. La stagione olimpica li ha visti arrivare sul podio (un primo e un secondo posto) in due gare internazionali, piazzarsi ottavi agli Europei, contribuire al quarto posto per l’Italia nella competizione a squadre (Paul Bonifacio Parkinson decimo nel corto maschile, Stefania BertonOndrej Hotarek quarti nel corto delle coppie di artistico, Cappellini-Lanotte quinti nella short dance, Carolina Kostner seconda nel corto femminile, Berton-Hotarek terzi nel lungo delle coppie di artistico, Paul Bonifacio Parkinson quinto nel lungo maschile, Valentina Marchei terza nel lungo femminile e Guignard Fabbri quarti nella danza libera) e quattordicesimi sia alle Olimpiadi che ai Mondiali. Nella scorsa stagione si sono piazzati al secondo posto sia alla Golden Spin di Zagabria che all’Ondrej Nepela Trophy, due gare del circuito Championship Series, poi sesti e quinti in due gare del Grand Prix, Skate America e il Trophée Bompard, sesti agli Europei e dodicesimi ai Mondiali, per poi chiudere l’anno con il successo all’Universiade. Ormai un posto fra le coppie di vertice lo hanno conquistato, anche se per rimanere lassù in alto il lavoro da svolgere non è mai troppo.

Questa stagione sta confermando la crescita continua dei due atleti: secondo posto in settembre al Lombardia Trophy dietro ai soliti Cappellini-Lanotte, che li hanno battuti ancora una volta anche ai Campionati italiani, due quarti posti in altrettante gare del Grand Prix, Skate Canada e la Rostelecom Cup in Russia, e due successi in altrettante tappe del circuito Championship Series, Golden Spin e Warsaw Cup, con successo finale nel circuito. Gli Europei 2016 iniziano oggi e a loro, come agli altri atleti italiani, auguro di ripetere, se non migliorare, i risultati dello scorso anno. La gara di danza inizierà domani e si concluderà sabato. Quel giorno i due atleti dell’Agorà presenteranno un programma particolarmente intenso sulle note di Jon Williams e della sua colonna sonora del film Schindler’s List.

Come ha sottolineato Charlène in una bella intervista concessa al sito artonice.it (http://www.artonice.it/?q=it/node/20006) “Per noi “Schindler’s List” ha rappresentato un tema difficile da affrontare, da portare sul ghiaccio. Raccontare un dramma come quello dell’olocausto è difficile.” Marco ha aggiunto che “Ci sono momenti, nella vita, nei quali ti rendi conto di poter fare qualcosa che hai rinviato, di essere finalmente pronto ad affrontarla nel modo giusto. E così abbiamo creato “Schindler’s list”. Non rappresentiamo i personaggi o le scene del film, ma il concetto che sta all’interno del film: quello di un terribile evento che si abbatte sull’umanità. Per tutto il programma cerco di proteggere Charlène dagli orrori che la circondano, di isolarla dal male, di ripararla fisicamente e psicologicamente dalla sofferenza, cerco di creare una barriera tra lei e un mondo terribile nel quale domina la violenza, nel quale si uccide quasi per scherzo, nel quale la morte regna sovrana. Per aumentare questo senso di dolore, quasi di oppressione abbiamo evitato di scegliere, come sarebbe quasi stato naturale, per i costumi indumenti simili al cappotto rosso del film, ma abbiamo puntato sui grigi, sui bianchi, con abiti laceri, sporchi e ci siamo limitati a richiamare la bambina dal cappotto rosso nei bottoni.

Il programma nella versione Skate Canada:

Edit: il Consiglio regionale del Piemonte ha scelto la danza libera di Guignard-Fabbri per celebrare il Giorno della Memoria: http://www.artonice.it/?q=it/node/20135.

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