Primo torneo Libertas a Piancavallo

Il 19 marzo è passato da un po’, me ne rendo conto anch’io. È che subito dopo c’è stata Pasqua, e sono andata via senza computer, e poi mi sono ritrovata a dover scrivere alcuni articoli di una certa urgenza, qualcuno anche importante. Ma tanto non è che qualcuno sia qui a vedere se e quando scrivo, quindi un po’ di ritardo non è importante. Nessuno a parte i miei suoceri, e io mi ero guardata bene dal dire a chiunque, tranne alla mamma di Arianna e Beatrice, che avevo commentato su internet la prima gara delle nostre bimbe.

Il 19 marzo tutte e quattro hanno partecipato alla loro seconda gara, in questo caso a Piancavallo, dietro Pordenone. Devo dire che quando ho visto la località scelta da Simona ho avuto un attimo di smarrimento: come avremmo fatto ad arrivare fin lassù? Alzarsi presto, come avevamo fatto in dicembre per la gara di Oggiona Santo Stefano non era neanche ipotizzabile, e così ne ho parlato con mio marito e abbiamo deciso di prenderci un week end di vacanza, cosa tutt’altro che frequente con il mio lavoro. Sono una libraia, ogni settimana mi tocca lavorare o di sabato o di domenica e per essere libera entrambi i giorni devo chiedere un permesso, cosa che non faccio quasi mai.

Quando hanno saputo che avremmo dormito in albergo, oltretutto lo stesso albergo in cui c’erano le loro amiche, le mie bimbe hanno letteralmente fatto i salti dalla gioia. Il gruppo delle bambine e ragazze allenate da Simona in realtà era più grande, a Piancavallo eravamo in 12, suddivise in diversi alberghi a seconda di quando abbiamo fatto la prenotazione. Io probabilmente sono stata l’ultima, anche perché mi sono persa un po’ di comunicazioni importanti fatte nel gruppo con Whatsapp, che all’epoca non avevo. Ho ignorato Whatsapp per anni, resistendo alla formazione dei gruppi della scuola, per cedere con il pattinaggio, perché ho avuto paura di perdere comunicazioni importanti. Notare la priorità: per la scuola non l’ho fatto, per il pattinaggio sì… anche se è vero che in qualche modo le comunicazioni della scuola le ho sempre recuperate.

Giovedì 17 abbiamo saltato la lezione di pattinaggio causa mal di gola di Alessia. Non ci fosse stata la gara l’avrei portata lo stesso, stando così le cose ho preferito non rischiare che la situazione precipitasse. Però mi domando se Alessia non somatizzi le gare: prima dell’altra aveva vomitato, ora il mal di gola… se fa così con garette di questo livello, in cui tutti le diciamo che l’importante è divertirsi, come farà se dovesse andare avanti? Io agli esami universitari pur essendo preparata mi sono fatta prendere più volte da delle magnifiche crisi isteriche, spero che Alessia non prenda da me.

Partenza il venerdì, subito dopo pranzo, il che purtroppo ci ha costretti a far saltare a Ilaria la gita a un’azienda agricola. Non che non abbia visto animali in vita sua, fra il Safari Park di Pombia (NO), il Parco Gallorose di Cecina (LI) e una fattoria dietro casa dei miei genitori, tutti visitati più volte, una certa conoscenza degli animali ce l’ha, però è mancata la gita con i compagni, e questo mi spiace. Una delle maestre di Alessia invece è una garanzia: quel giorno c’era sciopero e lei, come sempre, ha scioperato, il che significa che non ho nemmeno dovuto scrivere sul diario l’autorizzazione per uscire prima da scuola, è stata la scuola a comunicare a me che mia figlia sarebbe uscita prima!

Viaggio tranquillo fino a metà della salita per Piancavallo, quando ci si è accesa la spia dell’olio. Questo il venerdì sera, qualche chilometro dopo aver superato un cartello che ci avvisava che ci eravamo lasciati alle spalle l’ultimo distributore di benzina. Ovvio che siamo tornati indietro, e quando finalmente siamo arrivati in cima, quasi 1.300 metri di altezza, era già buio. Trovare l’albergo è stata un’impresa, c’erano da tutte le parti muraglioni di neve così alti che si vedeva ben poco, e ogni via sembrava uguale all’altra. Il paese è tutto curve, circolare, e noi abbiamo girato, girato, girato, fino a quando, dopo diverse richieste d’indicazioni, siamo finalmente riusciti ad arrivare a destinazione. Vedere tutta quella neve ha gasato tantissimo entrambe le bimbe, fino a ora eravamo stati in montagna solo d’estate, perciò quello spettacolo per loro era qualcosa d’inedito e sorprendente. Ormai era troppo tardi per una bella pattinata, ma siamo comunque riuscite a stare un po’ con Bea e Ari, che erano arrivate prima di noi.

DSCN2527

Il giorno dopo sveglia presto, l’aspetto secondo me più bello di quando faranno il passaggio di categoria è che non dovranno più pattinare alle 8,30 del mattino e si potrà dormire un po’ di più. La colazione, con la speranza di non macchiare il vestito – non c’era tempo per prepararsi dopo – è andata bene, non altrettanto la mia pettinatura, con Simona che ha dovuto sistemarla per entrambe. Prima o poi imparerò a fare qualcosa che non crolla è che è pure bello da vedere. Spero.

Il palazzetto era bellissimo ma gelido, noi mamme siamo congelate (e non oso immaginare i giudici). La pista in questo caso era grande, come quella dell’Agorà, ma le bambine si sono trovate di fronte una difficoltà che non avevamo previsto. Il tempo per l’allenamento a Milano è poco, tutte avevano provato l’esercizio poche volte, ancora meno volte con la musica e soprattutto sempre con pista affollatissima. Una pista affollata significa dover andare piano e fare uno slalom fra gli altri pattinatori per evitare di scontrarsi. A Piancavallo, con la pista tutta per loro, erano molto più veloci. Risultato? Tutte hanno finito l’esercizio in anticipo sulla musica e hanno dovuto aggiungere alla fine un movimento che non era previsto.

Elementi richiesti per le debuttanti:

durata del programma 1’40’’

pattinata avanti e indietro

incrociati avanti e indietro

elementi di equilibrio su un piede

max salto del tre

una trottola semplice di almeno tre giri.

In realtà tutte le bambine sapevano fare salti (non trottole) più difficili, le piccole toe loop e salchow e Alessia anche loop, tutte sapevano fare la combinazione salto del tre-toe loop, Alessia sapeva fare tutti i tipi di combinazione possibili con questi salti. Allora perché non hanno gareggiato in una categoria superiore? Perché sono passate all’agonismo solo in dicembre, perciò la loro esperienza era quasi inesistente ed è meglio iniziare in modo tranquillo. Perché era la loro seconda gara in assoluto, la prima su pista grande visto che quella di Oggiona Santo Stefano era grande un terzo di una pista regolare, 20×30 metri contro i 30×60 di quella di Piancavallo (e dell’Agorà). Perché per le categorie superiori il programma sarebbe durato 2’00’’ nel caso di Ilaria, 2’30’’ in quello di Alessia, e se già eravamo passati da 1’00’’ della prima gara a 1’40’’ di questa, aggiungere così tanti secondi avrebbe significato rendere ancora più complicato ricordare la sequenza di movimenti, anche perché le prove non sono state tante. C’è stata una bimba che, dopo i primi secondi, si è fermata in centro alla pista perché aveva dimenticato il programma ed è scoppiata a piangere. E, nonostante i tentativi fatti dalla giuria per convincerla a riprovare, lei si è rifiutata. Chissà che angoscia, povera piccola! Questa è una cosa che non vorrei più vedere, e se avessimo allungato troppo l’esercizio, magari anche Alessia o Ilaria avrebbero avuto la stessa difficoltà, si sarebbero bloccate e avrebbero provato la stessa angoscia. E lo sport dovrebbe essere divertimento per tutti, non angoscia.

Il palazzetto di Piancavallo non era attrezzato per fare video, il che significa che io ho solo quelli delle mie bimbe realizzati da mio marito e non posso rivedere ciò che hanno fatto le altre. Il gruppo di Ilaria, le Debuttanti A, avrebbe dovuto comprendere sette bimbe, una non è venuta e sono rimaste in sei, con Ilaria che ha pattinato per ultima nel gruppo. Delle tre bimbe che non conosco una è quella che si è fermata, una aveva fatto un esercizio a mio giudizio superiore a quello delle altre ma è caduta su un angelo e dell’altra non ricordo nulla. Con la mamma di Beatrice e Arianna eravamo concordi nel dire che Ilaria e Beatrice si sarebbero piazzate molto vicine perché non c’era una grande differenza nella loro pattinata, mentre non avevamo idea di quando la giuria avrebbe penalizzato la bimba per la caduta.

Alla fine la classifica è stata:

1 Beatrice Soldati

2 Ilaria Tangari

3 Arianna Soldati

4 Irene De Toni, Martina Da Tos e Maria Munari.

IMG_0234

Alessia ha pattinato subito dopo, come prima nel suo gruppo, le Debuttanti B. Sarebbero dovute essere in sei, alla fine hanno pattinato in cinque perché anche qui c’è stato un ritiro. Io non me n’ero accorta, ma Alessia ha terminato l’esercizio con un pattino slacciato, per fortuna l’angelo finale era sull’altro piede. Appena è uscita è corsa nello spogliatoio e per la tensione, e probabilmente anche per la paura per quel che sarebbe potuto capitare, è scoppiata in lacrime. Noi eravamo lì a consolarla e a dirle che era andato tutto bene, ma ovviamente non abbiamo visto nessuna delle sue avversarie. Per questo non avevamo la minima idea di quale posizione avrebbe occupato nella classifica finale.

Qualunque cosa abbiano fatto le altre, il risultato per noi non poteva essere migliore:

1 Alessia Tangari

2 Maria Borsato

3 Maria Scotti

4 Dana Pianezze e Giorgia Zatta.

IMG_0240

La gara, che abbiamo visto in parte (cercando di guardare le amiche, ma qualcuna l’abbiamo mancata) perché il resto del tempo eravamo fuori a giocare a palle di neve o a costruire un fortino con tutte le altre ragazze dell’Agorà, che ci raggiungevano man mano che avevano finito la loro prova, è proseguita con Debuttanti C, Primule 2009, Primule 2008, Mimose (vittoria per Cassandra Compierchio dell’Agorà, bravissima in pista ma un po’ troppo propensa agli agguati a tradimento nella battaglia a palle di neve dopo che era stata dichiarata una tregua), Margherite, Tulipani (terza Elisabetta Macchi, nel gruppo c’era anche Giulia Perotti ma visto che anche se sul posto hanno dato una classifica completa, sul sito hanno segnalato per tutte il quarto posto parimerito, e non hanno indicato punteggi, non sono in grado di dare posizioni precise), Viole (terza Giada Khazi), Rose, Orchidee, Ciclamini, Gigli, Garofani, Open A (sesta Ginevra Negrini, ottava Sara Saviotti, undicesima Rebecca Gazzola), Open B (seconda Angelica Ciafaroni, quarta Giosiana Pastori, sesta Silvia Martinelli, settima Erica De Luigi) e Open C (terza Emilia Mazzetto, quinta Layour Battistutta). C’è stata anche una competizione a squadre, la cui classifica finale è stata stilata sulla base dei piazzamenti delle singole atlete nelle varie categorie. Il successo complessivo è andato all’Agorà, che oltre a parte delle allieve di Simona Conte ne aveva anche alcune di Valentina Cerri. Inutile dire che al momento dell’annuncio c’è stata una bella esultanza di gruppo.

Il sito ufficiale della manifestazione: http://www.agp-asd.it/

IMG_0256

La sera nuova cena in albergo, al mattino un’ora di pattinata con Beatrice e Arianna e poi via verso casa, con una gita che sicuramente le mie bimbe ricorderanno con gioia. Peccato solo che per noi la stagione agonistica si sia chiusa qui perché l’ultima gara a cui avrebbe voluto iscriverle Simona si è tenuta nel giorno in cui Alessia doveva fare la Prima Comunione e abbiamo dovuto rinunciarvi.

Advertisements
This entry was posted in famiglia and tagged , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s