Sofia Muratova

Alla nascita l’atleta si chiamava Sofia Ivanovna Poduzdova, e solo nel 1951, per via del suo matrimonio con il ginnasta Valentin Muratov, iniziò a essere chiamata Sofia Muratova.

Evacuata da Leningrado nel 1941, durante l’assedio della città che costò la vita anche a sua madre, arrivò a Mosca nel 1944. Avrebbe potuto partecipare già alle Olimpiadi del 1952, ma un infortunio la tenne lontana dalla competizione. Ai Mondiali del 1954, quando era in testa al concorso individuale, si ruppe una mano e dovette ritirarsi. Alle Olimpiadi del 1956 però non ci furono problemi, e l’atleta poté conquistare l’oro nella competizione a squadre (della squadra facevano parte anche campionesse del calibro di Polina Astakhova, 5 ori, 2 argenti e 3 bronzi olimpici e Larisa Latynina, 9 ori, 5 argenti e 4 bronzi olimpici), il bronzo nel concorso individuale dietro alla Latynina e ad Ágnes Keleti, nella competizione a squadre con attrezzi e alle parallele asimmetriche dietro a Keleti e Latynina.

Un altro infortunio, con tanto di operazione tre mesi prima dell’Olimpiade, rischiò di escluderla da Roma 1960. La nuova partecipazione le fruttò altre quattro medaglie: l’oro a squadre, l’argento nel concorso individuale, ancora dietro alla Latynina, e al volteggio, in questo caso battuta da un’altra connazionale, Margarita Nikolaeva, e il bronzo alla trave, dietro alla cecoslovacca Eva Bosáková e alla Latynina.

Andò alle Olimpiadi del 1964 scoprendo solo all’ultimo momento di essere una riserva, nonostante la vittoria nel concorso individuale ai campionati sovietici nel 1963. Detiene comunque un singolare record: insieme al marito Valentin Muratov costituisce la coppia più vincente delle Olimpiadi con 13 medaglie (6 ori, 3 argenti, 4 bronzi fra il 1952 e il 1960). A quota 13 medaglie, ma con un minor numero di ori, è arrivata solo un’altra coppia, quella costituita da Mikhail Voronin e da sua moglie Zinaida Voronina, che fra il 1968 e il 1972 avrebbero conquistato un bottino di 3 ori, 7 argenti e 3 bronzi.

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