Nadia Comaneci

Anche se sono passati quarant’anni dalle Olimpiadi di Montreal 1976 è ancora Nadia Comaneci la ginnasta indicata come modello di perfezione dagli amanti della disciplina. Con 9 medaglie complessive (5 ori, 3 argenti e 1 bronzo) la Comaneci è la quinta ginnasta più vincente nella storia delle Olimpiadi dietro a Larisa Latynina (18 medaglie: 9 ori, 5 argenti e 4 bronzi fra il 1956 e il 1964), Vera Caslavska (11 medaglie: 7 ori e 4 argenti fra il 1960 e il 1968), Agnes Keleti (10 medaglie: 5 ori, 3 argenti e 2 bronzi fra il 1952 e il 1956) e Polina Astakhova (10 medaglie: 5 ori, 2 argenti e 3 bronzi fra il 1956 e il 1964).

A 7 anni inizia ad allenarsi con in tecnico della Nazionale, Bela Karolyi. Il debutto internazionale avviene agli Europei del 1975, quando ha solo 13 anni, e per lei è un trionfo. Quattro ori, concorso individuale, parallele, trave e volteggio, e un argento, nel corpo libero. In alcune gare disputate poco dopo ottiene i primi “10”, punteggio che in passato aveva già ottenuto Vera Caslavska agli Europei del 1967. Eppure, a Montreal il tabellone non è pronto: c’è spazio solo per tre cifre, perché secondo gli organizzatori nessun atleta riuscirà a ottenere un punteggio superiore a 9,99.

Il suo primo 10,00 arriva nella fase degli obbligatori a squadre, alle parallele asimmetriche. Vista l’impossibilità di scrivere 10,00 sul tabellone la scritta che compare è un 1,00, ed è la voce dello speaker a spiegare quale sia in realtà il punteggio preso dall’atleta. A fine manifestazione i 10,00 della Comaneci saranno ben 7 (parallele asimmetriche negli obbligatori, nella competizione a squadra, nel concorso individuale e nella finale di specialità e trave negli obbligatori, nel concorso individuale e in quello di specialità) contro i tre della sua rivale Nellie Kim, un record che sarà eguagliato solo da Daniela Silivas e Yelena Shushunova nelle Olimpiadi di Seoul 1988.

Il concorso a squadre viene vinto da un’Unione Sovietica forte, e cito solo le medaglie individuali più pregiate, oltre che della Kim (per lei quattro ori olimpici in varie specialità e tre ori mondiali, compreso uno nel concorso individuale), di Olga Korbut (due ori olimpici e uno mondiale in varie specialità, oltre a un argento nel concorso individuale ai Mondiali ), di Ljudmila Turischeva (un oro nel concorso individuale alle Olimpiadi e due ai Mondiali, più altri tre ori di specialità, e di Maria Filatova (un argento mondiale nel concorso individuale e un bronzo olimpici di specialità). Seconda si piazza la Romania, terza la Germania dell’Est.

Il concorso individuale viene vinto dalla Comaneci davanti a Kim e Turischeva. Con i suoi 14 anni e 8 mesi l’atleta stabilisce un record di precocità nella conquista del titolo che non potrà più essere battuto visto che l’età minima necessaria per partecipare è stata alzata a 16 anni.

Rank Gymnast Saut de cheval.svg Barres asymétriques.svg Poutre.svg Gymnastique au sol.svg Score Prelim score Total
1st Nadia Comaneci (ROM) 9.850 10.000 10.000 9.900 39.750 39.525 79.375
2nd Nellie Kim (URSS) 10.000 9.900 9.700 9.950 39.550 39.125 78.675
3rd Ludmilla Tourischeva (URSS) 9.950 9.800 9.850 9.900 39.500 39.125 78.625
4 Teodora Ungureanu (ROM) 9.750 9.900 9.900 9.800 39.350 39.025 78.375
5 Olga Korbut (URSS) 9.800 9.900 9.500 9.850 39.050 38.975 78.025

Alle parallele oro per la Comaneci, argento per l’altra romena Teodora Ungureanu e bronzo per l’ungherese Márta Egervári.

Ancora oro per la Comaneci alla trave davanti a Korbut e Ungureanu.

L’ultima medaglia è un bronzo al corpo libero alle spalle di Kim e Turischeva.

Nuovo bottino di medaglie, anche se un po’ meno ricco, agli Europei del 1977: oro nel concorso individuale e alle parallele, argento al volteggio.

Ai Mondiali del 1978, complice una caduta alle parallele, si piazza solo quarta nel concorso individuale alle spalle di tre sovietiche: Elena Mukhina, Nellie Kim e Natalia Shaposhnikova.

Rank Gymnast Saut de cheval.svg Barres asymétriques.svg Poutre.svg Gymnastique au sol.svg Score Prelim score Total
1st Elena Mukhina (URSS) 9.900 9.900 9.850 9.950 39.600 39.125 78.725
2nd Nellie Kim (URSS) 9.900 9.900 9.900 9.950 39.650 38.925 78.575
3rd Natalia Shaposhnikova (URSS) 9.850 9.850 9.400 9.800 38.900 38.975 77.875
4 Nadia Comăneci (ROM) 9.900 9.250 9.800 9.800 38.750 38.975 77.725
5 Emilia Eberle (ROM) 9.700 9.750 9.250 9.650 38.350 38.950 77.300

L’unico oro le arriva dalla trave, dove precede la Mukhina e la connazionale Emilia Eberle. A questa medaglia si aggiungono l’argento nella competizione a squadre, con la Romania che si piazza fra l’Unione Sovietica e la Germania dell’Est, e quello al volteggio, dietro alla Kim e davanti alla tedesca Steffi Kraker.

Gli Europei del 1979 le portano maggiori soddisfazioni – e ricordo che all’epoca un Europeo aveva lo stesso valore di un Mondiale, se guardiamo le nazionalità delle atlete che vanno a medaglia sono tutte del nostro continente e di un gruppo molto ristretto di nazioni – con l’oro nel concorso individuale, al volteggio e al corpo libero e il bronzo alla trave.

Nel 1979 il calendario internazionale cambia e si disputa una nuova edizione dei Mondiali, che in precedenza erano biennali. La Comaneci fa parte della nazionale romena che per la prima volta conquista l’oro a squadre, ma si deve accontentare di quell’unico successo. Dopo essere stata la migliore delle romene negli esercizi obbligatori finisce in ospedale per avvelenamento dovuto a una ferita che le ha inferto al polso la fibbia della presa che indossava. Contro il parere dei dottori lascia l’ospedale e partecipa alla gara a squadre solo nella specialità della trave e ottiene un 9,950 che è fondamentale per assegnare la vittoria alla Romania. L’esercizio è stato modificato rispetto a quanto previsto in origine in modo da limitare al minimo l’uso della mano ferita, che infatti viene poggiata sulla trave solo in un un paio di occasioni.

Nel 1980 la Comaneci partecipa alla sua seconda Olimpiade, quella di Mosca, e sono le atlete di casa a conquistare i titoli più importanti. Il concorso a squadre viene vinto dall’Unione Sovietica davanti a Romania e Germania dell’Est, quello individuale da Elena Davydova davanti, pari merito, alla Comaneci e a Maxi Gnauck, dopo una discussione della giuria durata ben mezz’ora.

Rank Gymnast Prelim Saut de cheval.svg Barres asymétriques.svg Poutre.svg Gymnastique au sol.svg Final Total
Gold medal icon.svg Elena Davydova (URSS) 39.500 9.900 9.950 9.850 9.950 39.650 79.150
Silver medal icon.svg Maxi Gnauck (DDR) 39.675 9.700 9.950 9.800 9.950 39.400 79.075
Silver medal icon.svg Nadia Comăneci (ROM) 39.525 9.750 10.000 9.850 9.950 39.550 79.075
4 Natalia Shaposhnikova (URSS) 39.575 9.900 9.900 9.900 9.750 39.450 79.025
5 Nellie Kim (URSS) 39.475 9.700 9.850 9.950 9.450 38.950 78.425

Gli ori arrivano dalle specialità: Uno è alla trave, davanti alla Davydova e alla Shaposhnikova.

L’altro  al corpo libero a pari merito con la Kim e davanti alle due medaglie di bronzo Shaposhnikova e Gnauck.

La sua ultima competizione sono le Universiadi del 1981, da cui torna a casa con cinque ori: a squadre, individuale, nel volteggio, nelle parallele e nel corpo libero.

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