Laura Cutina

Le Olimpiadi di Los Angeles 1984 sono quelle del boicottaggio dell’Unione Sovietica e di tutti i paesi dell’Est con l’eccezione della Romania. A Mosca nel 1980 erano stati gli Stati Uniti a non presentarsi, ma all’epoca nella ginnastica una defezione degli Stati Uniti si sentiva poco, una dell’Unione Sovietica al contrario si faceva sentire su tutti i risultati. Il concorso a squadre, prevedibilmente, l’ha vinto la Romania davanti agli Stati Uniti e alla Cina, nazioni che da questo momento in poi saranno sempre da tenere presenti in un discorso medaglie.

Il titolo individuale va a Mary Lou Retton. A queste due medaglie l’atleta aggiungerà l’argento al volteggio, la specialità che a me è sempre piaciuta meno, e il bronzo alle parallele e al corpo libero.

Perché ora, dopo giorni che traccio una rapida biografia di alcune delle più grandi ginnaste della storia,  faccio un commento su quali attrezzi mi piacciano? Per inciso: nelle donne tutti tranne il volteggio. Per me è come un ace nel tennis: efficace, ma cosa c’è di bello da guardare? Io preferisco vedere qualcosa in più. Perché il concorso individuale delle Olimpiadi del 1984 è la prima volta che mi sono fermata a guardare una gara di ginnastica. Mi sono imbattuta nella gara per caso, ho deciso di fermarmi per un paio di minuti, quello che ho visto mi è piaciuto e sono rimasta fino alla fine. E, nei giorni seguenti, sono tornata a guardare le finali di specialità.

Ha vinto la Retton. Era stata lei a colpire la mia attenzione? Neanche per sogno, a me piaceva una ginnasta di cui probabilmente in Italia ben pochi ricordano il nome: Laura Cutina. Eccola al corpo libero:

Da quell’Olimpiade Laura è tornata a casa con una sola medaglia, l’oro a squadre, ma se avesse vinto il bronzo nel concorso individuale non ci sarebbe stato nulla di sconvolgente. Questa la classifica:

Rank Gymnast Prelim Vault Uneven
Bars
Balance
Beam
Floor Final Total
Gold medal icon.svg Mary Lou Retton (USA) 39.525 10.000 9.850 9.800 10.000 39.650 79.175
Silver medal icon.svg Ecaterina Szabo (ROM) 39.375 9.900 9.900 10.000 9.950 39.750 79.125
Bronze medal icon.svg Simona Păucă (ROM) 39.025 9.900 9.900 9.950 9.900 39.650 78.675
4 Julianne McNamara (USA) 39.200 9.950 10.000 9.550 9.700 39.200 78.400
5 Laura Cutina (ROM) 39.200 9.900 9.900 9.400 9.900 39.200 78.300
6 Ma Yanhong (CHI) 39.100 9.650 10.000 9.800 9.300 38.750 77.850
7 Zhou Ping (CHI) 38.675 9.750 9.800 9.800 9.750 39.100 77.775
8 Chen Yongyan (CHI) 38.675 9.700 9.800 9.850 9.700 39.050 77.725
9 Romi Kessler (SVI) 38.675 9.650 9.850 9.800 9.550 38.850 77.525
10 Kathy Johnson (USA) 39.050 9.850 9.900 9.400 9.250 38.400 77.450

Tutti punteggi alti, tranne che alla trave. Perché? Perché in uscita ha sbagliato l’atterraggio ed è caduta, prendendosi uno 0,5 secco di penalità. Senza quella detrazione il suo punteggio finale sarebbe stato di 78,900, quindi superiore al 78,675 della connazionale Simona Păucă.

Le sue parallele:

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