Simone Biles, l’interpretazione artistica e le campionesse del passato

Confermando in pieno il pronostico che la vedeva nettamente favorita, Simone Biles ha vinto il concorso individuale femminile di ginnastica artistica e si è portata a casa la medaglia più prestigiosa della disciplina. Nei prossimi giorni avrà modi di arricchire ancora di più un palmarès che già ora è impressionante:

2 ori alle Olimpiadi (le uniche due gare che ha disputato fino a questo momento), a squadre e individuale;

10 ori ai Mondiali, di cui 2 a squadre, 3 nell’individuale, 2 alla trave e 3 al corpo libero;

2 argenti ai Mondiali, entrambi al volteggio;

2 bronzi ai Mondiali, 1 al volteggio e 1 alla trave.

A partire dal suo esordio fra le senior, nel 2013, ha vinto il concorso individuale in tutte le gare a cui ha partecipato, con la sola eccezione della prima gara, l’American Cup, in cui si è dovuta accontentare dell’argento. Gli aggettivi per lei si sprecano, e in effetti quello che riesce a fare a livello tecnico e acrobatico è impressionante. Su OA Sport ho trovato un bell’articolo sulla campionessa americana: http://www.oasport.it/2016/08/ginnastica-olimpiadi-rio-2016-simone-biles-e-la-ginnasta-piu-forte-della-storia-comaneci-e-latynina-le-leggende-da-battere-o-gia-battute/rio-2016/.

Come spiega l’articolista è difficile fare paragoni fra ginnaste di epoche diverse, anche se tutti abbiamo la tendenza a cercare di fare paragoni di questo tipo in qualsiasi disciplina, e le sue capacità tecniche sono così superiori rispetto a quelle delle altre che in questo momento, a meno di improvvisi e drastici cali di forma o di infortuni, è difficile immaginare una vincitrice diversa. Questo significa che è lei la più forte?

In questo momento senza alcun dubbio, nonostante un limite che l’articolo non nasconde:

Certo per poter dire se Simone Biles sia la ginnasta più forte della storia bisogna prendere in considerazione anche altri fattori. Molti dicono che manca di artisticità e che è solo un’acrobata, ma la risposta è molto semplice: lei si è semplicemente adeguata a un codice che esalta certe doti e che pone in risalto le difficoltà di partenza.

La Biles si è adeguata, e lo ha fatto in modo straordinario, a un codice che esalta proprio le sue doti e che pone in risalto le difficoltà di partenza. La ginnastica artistica però non è solo questo, e spero che il codice di punteggio riesca a trovare un maggiore equilibrio fra l’aspetto tecnico e quello artistico.

Cambiando disciplina e passando al pattinaggio artistico, che conosco meglio, abbiamo un equilibrio molto migliore. Nell’autunno del 2015 lo spagnolo Javier Fernandez ha vinto una gara del Grand Prix, la Cup of China, battendo il cinese Jin Boyang in entrambi i programmi di gara. Mi soffermo solo sul programma corto. Fra gli elementi tecnici ci sono anche le trottole e la sequenza di passi, ma mi fermo agli elementi più spettacolari e importanti da un punto di vista tecnico: i salti.

Più avanti Fernandez, nel tentativo riuscito di confermarsi Campione del Mondo, inserirà un secondo quadruplo nel suo programma. Qui però ancora esegue un quadruplo Salchow (nemmeno perfetto, ha dovuto lavorare molto di ginocchio per non toccare il ghiaccio con il corpo, 10,5 punti), una combinazione triplo Lutz-triplo toe loop (6,0+4,3 punti) e un triplo Axel, 8,50 punti. Il punteggio tecnico, considerando tutti gli elementi e gli aggiustamenti per il grado di esecuzione (GOE, elevato quando gli elementi vengono eseguiti alla perfezione, negativo in caso di errori molto evidenti) è stato di 48,23 punti che, sommati ai 44,06 punti della presentazione, hanno dato un totale di 93,19 punti.

Jin ha presentato un programma più rischioso che comprendeva un quadruplo Lutz seguito da un triplo toe loop (13,6+4,3 punti), un triplo Axel (8,5 punti) e un quadruplo toe loop (10,3 punti). Il punteggio tecnico, e soprattutto la gara, però, non sono costituiti solo dai salti. Jin ha ottenuto 53,76 punti che, sommati ai 36,29 punti della presentazione, hanno dato un totale di 90,05 punti.

Axel triplo per entrambi, così come il triplo toe loop come secondo salto della combinazione. La differenza fra il quadruplo Salchow (10,5) di Fernandez e il quadruplo toe loop (10,3) di Jin è minima, non così per il Lutz. Quello di Fernandez è triplo, 5,5 punti, quello di Jin quadruplo, 9,0 punti. Il cinese ha guadagnato 3,5 punti su un singolo salto perché ha eseguito un salto più difficile, e curiosamente la differenza fra il punteggio tecnico di Fernandez e quello di Jin è di 5,53 punti: i 5,5 guadagnati da Jin per aver eseguito un salto quadruplo là dove il suo avversario ne ha eseguito uno triplo, meno quello 0,2 che è andato a favore di Fernandez perché un Salchow vale più di un toe loop. Di solito un confronto così diretto è impossibile perché gli elementi tecnici non sono solo i salti.

La differenza vera, quella che ha fatto vincere il programma a Fernandez, però, sta nel secondo punteggio, quello della presentazione: 44,96 punti per lo spagnolo contro i 36,29 di Jin. Questo perché almeno in quel momento Boyang Jin era ben lontano dalla morbidezza, dalla fluidità, dalle capacità interpretative di Javier Fernandez. È ancora lontano da Fernandez da questo punto di vista, anche se sta crescendo in fretta. Il pattinaggio artistico non è solo acrobatica, ma anche interpretazione.

Torniamo alla ginnastica artistica. Simone Biles è straordinaria? Sì, nessun dubbio in questo. Ha meritato pienamente la vittoria. Eppure pur con tutta l’ammirazione che ho per lei io vorrei vedere qualcosa di diverso. Gli esercizi di quest’Olimpiade non sono ancora stati caricati su youtube, questo è il corpo libero degli Olympic Trials di quest’anno. Il punteggio è stato di 15,700.

A metà gara la Biles è stata in seconda posizione, anche se per un’inezia, alle spalle di Alija Mustafina. La Mustafina in carriera vanta 1 oro, 2 argenti e 3 bronzi alle Olimpiadi (2 nel concorso individuale, di cui uno appena conquistato), 3 ori (1 nel concorso individuale), 3 argenti e 5 bronzi (1 nel concorso individuale) ai Mondiali e 5 ori (1 nel concorso individuale), 4 argenti e 3 bronzi agli Europei.

Questo è il corpo libero con cui nel 2014 la Mustafina ha vinto il bronzo di specialità (14,733 punti) alle spalle della Biles (15,333) e di Larisa Iordache (14,800):

Tecnicamente è più forte la Biles, da ammirare a me piace di più la Mustafina. A proposito di ammirare, visto che sono tutte ginnaste straordinarie ripropongo un esercizio ciascuno delle atlete citate nell’articolo che ho linkato più in su, anche se purtroppo non tutti i video sono di buona qualità.

Nadia Comaneci viene indicata come l’icona della ginnastica artistica, ma anche se l’esercizio del 10,00 storico, quello che per primo ha fatto saltare un tabellone inadatto a un punteggio perfetto, lo ha eseguito alle parallele asimmetriche, io opto per un corpo libero, per mostrare tutte le atlete nella stessa specialità. In carriera la Comaneci ha vinto 5 ori olimpici fra il 1976 e il 1980 (1 nel concorso individuale), 3 argenti (1 nel concorso individuale) e 1 bronzo, 2 ori e 2 argenti ai Mondiali e 9 ori (3 nel concorso individuale), 2 argenti e 1 bronzo agli Europei.

Qui siamo nella finale di specialità delle Olimpiadi del 1980. Anche se in un primo momento è apparso il punteggio di 9,900 poco dopo è stato modificato in 9,950. Sommato al 9,925 della qualificazione le ha dato un punteggio totale di 19,875 facendole vincere la medaglia d’oro insieme a Nellie Kim.

Di Larisa Latynina, che ha vinto ben 18 medaglie olimpiche di cui 9 d’oro (2 nel concorso individuale), 5 d’argento (1 nel concorso individuale) e 4 di bronzo, non esistono quasi video, perciò purtroppo la possiamo apprezzare solo a livello statistico. Ai Mondiali ha vinto altre 9 medaglie d’oro (2 nel concorso individuale), 4 d’argento e 1 di bronzo. Agli Europei ha vinto 7 medaglie d’oro (2 nel concorso individuale), 6 d’argento (1 nel concorso individuale) e 1 di bronzo.

Un paio di frammenti di sue esibizioni al corpo libero, specialità in cui ha vinto tre ori olimpici fra il 1956 e il 1964, un oro e un argento mondiali e due ori e un argento europei:

Svetlana Khorkina è stata l’unica ginnasta, Biles a parte, capace di vincere 3 ori nel concorso individuale, anche se i suoi non sono consecutivi: 1997, 2001 e 2003. Il conto delle medaglie alle Olimpiadi parla di 2 ori (entrambi alle parallele asimmetriche), 4 argenti (2 di squadra, 1 nel concorso individuale e 1 nel corpo libero) e 1 bronzo (a squadre). Ai Mondiali ha vinto 9 ori (3 nel concorso individuali, 5 alle parallele e 1 al volteggio), 8 argenti (1 nel concorso individuale) e 3 bronzi. Agli Europei ha vinto 13 ori (3 nel concorso individuale), 5 argenti (1 nel concorso individuale) e 2 bronzi.

Questo è l’esercizio con cui ha vinto l’argento alle Olimpiadi del 2000 con 9,812. Davanti a lei, con 9,850, Elena Zamolodchikova, alle sue spalle, con 9,712, Simona Amanar:

Kim Zmeskal, citata nell’articolo solo perché americana come la Biles, ha vinto una sola medaglia olimpica, il bronzo di squadra nel 1992, ma è stata campionessa del Mondo nel concorso individuale nel 1991. Per lei 3 ori, 1 argento e 1 bronzo ai Mondiali.

Con quest’esercizio (9,937) ha conquistato uno dei suoi ori davanti a Henrietta Onodi (9,912) e Maria Neculita e Tatiana Lysenko (terze pari merito con 9,887):

Shannon Miller fra il 1992 e il 1996 ha vinto 2 ori, 2 argenti (1 nel concorso individuale) e 3 bronzi alle Olimpiadi e 5 ori (2 nel concorso individuale), 3 argenti e 2 bronzi ai Mondiali.

Questo è il corpo libero del primo dei concorsi individuali da lei vinti. Il punteggio, 9,825, è superiore al 9,787 con cui qualche giorno dopo avrebbe vinto anche l’oro di specialità:

Mary Lou Retton ha concentrato tutti i suoi successi nelle Olimpiadi del 1984, quelle boicottate dall’Unione Sovietica e dai suoi alleati, con l’unica eccezione della Romania. Per lei 1 oro (concorso individuale), 2 argenti e 2 bronzi.

Nella gara di specialità al corpo libero con il 9,925 di qualificazione e il 9,850 della gara, per un totale di 19,775, ha dovuto accontentarsi del bronzo alle spalle di Ecaterina Szabo (19,975) e di Julianne McNamara (19,950), ma nel concorso individuale ha preso un 10,000:

Lasciamo le statunitensi e torniamo ad atlete provenienti da altri paesi. La carriera di Elena Mukhina, stoppata da un gravissimo infortunio, si concentra in soli tre anni e non ha visto nessuna partecipazione alle Olimpiadi. Fra il 1977 e il 1979 l’atleta ha vinto 3 ori (1 nel concorso individuale) e 2 argenti ai Mondiali e 4 ori, 2 argenti (1 nel concorso individuale) e 1 bronzo agli Europei.

Corpo libero ai Mondiali nel 1978:

Avevo citato Nellie Kim parlando di Nadia Comaneci, e in effetti l’associazione fra le due ginnaste è molto frequente a causa della loro rivalità. La Kim vanta 5 ori e 1 argento (nel concorso individuale del 1976) olimpici, 5 ori (1 nel concorso individuale), 4 argenti (1 nel concorso individuale) e 2 bronzi ai Mondiali e 2 ori, 3 argenti (1 nel concorso individuale) e 3 bronzi (1 nel concorso individuale) agli Europei.

E se prima avevamo visto l’oro della Comaneci nel corpo libero olimpico del 1980, ora vediamo quello della Kim, che ha fatto lo stesso punteggio della romena:

Svetlana Boginskaya per me è stata il primo caso di atleta che, pur essendo avversaria dell’atleta per cui tifavo, non potevo non ammirare profondamente. In carriera ha conquistato 3 ori olimpici, 1 argento e 1 bronzo (nel concorso individuale) fra il 1988 e il 1992, 5 ori (1 nel concorso individuale), 3 argenti (1 nel concorso individuale) e 1 bronzo ai Mondiali e 9 ori (2 nel concorso individuale) e 1 argento (nel concorso individuale) agli Europei.

Questo è il corpo libero (10,000) con cui si è assicurata l’oro nel concorso individuale ai Mondiali del 1989, beffando per la seconda volta nella stagione Daniela Silivas:

Daniela Silivas, appunto. 3 ori, 2 argenti (1 nel concorso individuale) e 1 bronzo nell’unica partecipazione olimpica nel 1988, 7 ori, 2 argenti e 1 bronzo (nel concorso individuale) ai Mondiali e 5 ori (1 nel concorso individuale), 3 argenti e 2 bronzi agli Europei. Agli Europei del 1989 all’ultima rotazione era seconda, vicinissima alla Boginskaya, quando la Boginskaya ha eseguito il suo corpo libero e con un 10,000 ha chiuso il discorso medaglia. Ai Mondiali del 1989 all’ultima rotazione era ancora seconda, vicinissima alla Boginskaya, quando la Boginskaya ha eseguito il suo corpo libero e con un 10,000 ha chiuso il discorso medaglia. C’è da stupirsi che subito dopo aver visto quel punteggio sia salita sulla trave non del tutto concentrata e sia caduta precipitando al 12° posto? Anche perché c’era l’argento delle Olimpiadi, in una gara dominata più da lei che dalla sua rivale Yelena Shushunova, che pure l’ha battuta.

Al corpo libero nel concorso individuale comunque è stata perfetta e ha ottenuto un 10,000:

Simona Amanar ha conquistato una medaglia olimpica in più, ma in due olimpiadi, fra il 1996 e il 2000. Per lei 3 ori (1 nel concorso individuale), 1 argento e 3 bronzi (1 nel concorso individuale). Ai Mondiali ha conquistato 6 ori e 4 argenti (1 nel concorso individuale), egli Europei 6 ori, 3 argenti (1 nel concorso individuale) e 3 bronzi.

Questo è l’esercizio con cui ha vinto l’argento olimpico di specialità nel 1996 con 9,850 dietro a Lilia Podkopayeva (9,887) e davanti a Dominique Dawes (9,837):

Gina Gogean alle Olimpiadi si è dovuta accontentare delle medaglie meno pregiate, 2 argenti (1 nel concorso individuale) e 3 bronzi. Ai Mondiali ha conquistato ben 9 ori , 2 argenti (1 nel concorso individuale) e 4 bronzi, agli Europei 5 ori (1 nel concorso individuale), 4 argenti (1 nel concorso individuale) e 1 bronzo.

Questo è il suo secondo oro mondiale di specialità, con un 9,88 che le ha consentito di superare Svetlana Khorkina (9,787) e Yelena Produnova (9,775):

L’articolo si ferma qui e non cita un bel po’ di altre ginnaste che hanno vinto parecchio e che in qualche modo hanno segnato un’epoca. In qualche punto ci si deve fermare, e questa lista è buona come tante altre che si potrebbero fare. Simone Biles è la più forte ginnasta di tutti i tempi? Onestamente non lo so e neppure mi interessa saperlo, anche se spesso mi diverto a guardare le statistiche. Quello che mi piace di più però, è guardare esercizi fatti bene, e tutte queste atlete sono state a modo loro straordinarie.

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