Lombardia Trophy 2016

Non ho mai avuto la pretesa, con questo blog, di seguire l’attualità. Per fortuna, altrimenti sarei sempre in terribile ritardo. Se invece seguo quello che pare a me la cosa è molto più semplice.

La stagione di pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio 2016-2017 è iniziata a fine agosto con le prime competizioni internazionali. Il Lombardia Trophy, che si è svolto fra l’8 e l’11 settembre, è stato la prima gara della Challenger Series. Per intenderci le gare più importanti sono Olimpiadi (ovviamente ogni quattro anni), Mondiali e, a seconda della nazionalità dell’atleta, Europei o Four Continents. Poi vengono le sei tappe del circuito Grand Prix, che si chiude con la finale di dicembre a cui partecipano i migliori sei atleti per ogni disciplina. Il livello appena inferiore è quello della Challenger Series, seguito dalle altre gare internazionali.

Quest’anno il Lombardia Trophy ha aperto la Challenger Series, quindi era di livello superiore rispetto allo scorso anno, il primo in cui ho portato le bambine ad assistere alle gare dal vivo.

Buone notizie: la presenza fra i partecipanti di Shoma Uno e Jason Brown.

Cattive notizie: la gara è stata spostata dal palazzetto di Sesto San Giovanni, dove si era svolta lo scorso anno, a quello di Bergamo, le modifiche del programma e il prezzo del biglietto. A Sesto San Giovanni arrivavo comodamente in metropolitana, per Bergamo ho dovuto prendere la macchina e ho dovuto girare un po’ prima di riuscire a trovare il palazzetto. Con la programmazione dello scorso anno, tutti i programmi corti senior il sabato e tutti i programmi lunghi la domenica, io, che l’anno scorso ho lavorato la domenica, il sabato con Alessia ho potuto ammirare gli atleti di tutte le discipline, mentre Ilaria è andata via con il papà dopo il programma femminile. Quest’anno non lavoravo la domenica, perciò con Alessia e Ilaria ho potuto guardare solo il libero di uomini e danza. E se l’anno scorso mi ero stupita perché non avevo pagato il biglietto – e la cosa mi era sembrata assurda, perché comunque organizzare un evento di questo tipo costa – quest’anno il biglietto era troppo elevato, 40,00 € per me (20,00 € a gara) e 20,00 € per le bambine. Se una famiglia vuole andare a vedere la gara spende un capitale, e oltretutto il piccolissimo palazzetto (a Sesto sarebbe potuto entrare molto più pubblico, perché scegliere un palazzetto così piccolo?) non aveva seggiolini ma solo fredde e dure gradinate.

Due discipline non le abbiamo viste per nulla, individuale femminile e coppie di artistico. I risultati completi della gara si  trovano qui: http://www.fisg.it/upload/result/4144/senior/index2.html.

Fra le donne ha vinto la giapponese Wakaba Higuchi, una quindicenne che ha appena iniziato a partecipare alle gare delle grandi. Ci sono buone probabilità che nei prossimi anni sentiremo ancora parlare di lei, sempre che riesca a emergere da campionati nazionali che, come quelli russi, per le ragazze che vi partecipano sono forse più difficili di un Mondiale.

Il suo programma corto è stato il migliore:

Seconda, con il terzo programma corto ma il migliore programma lungo, è stata la sudcoreana Kim Na-hyun:

Terza la statunitense Mirai Nagasu, autrice del secondo programma corto e del secondo programma lungo.

Quarta l’atleta che più ci aveva esaltate lo scorso anno, Roberta Rodeghiero. Quest’anno l’Italia in campo femminile ha due posti agli Europei e uno ai Mondiali, e con il ritorno di Carolina Kostner la Rodeghiero rischia di saltare una se non entrambe le competizioni. L’anno scorso, ricordo, è andata lei ai Mondiali perché è stata lei a ottenere i migliori risultati in campo internazionale, ma la campionessa italiana era Giada Russo. Mi sa che ai campionati italiani ci sarà una dura battaglia. La Rodeghiero ha eseguito il quinto programma corto, superata anche dall’altra sudcoreana Park So-youn:

Con il quarto programma lungo si è piazzata complessivamente quarta:

In gara c’era anche Micol Cristini, che con l’undicesimo corto e il nono libero si è piazzata complessivamente decima.

La gara delle coppie di artistico è stata dominata dalle coppie italiane.  Primi sono arrivati Nicole Della Monica e Matteo Guarise, autori del secondo programma corto ma del miglior libero.

Il corto:

Il lungo:

Autori del miglior corto, del secondo lungo e complessivamente secondi, sono stati Valentina Marchei e Ondrej Hotarek.

Il corto:

Il lungo:

Terzi (ma autori del quarto libero) Rebecca Ghilardi e Filippo Ambrosini. Lui, ricordo, l’anno scorso pattinando con Alessandra Cernuschi è arrivato 10° agli Europei. Questa perciò è una nuova coppia tutta da scoprire.

Il lungo:

La prima gara a cui abbiamo assistito (solo il programma lungo) è stata quella maschile. Un solo italiano in gara, Alessandro Fadini, dodicesimo nel corto, nel lungo e alla fine. Con lui Alessia e Ilaria hanno iniziato a fare casino – rigorosamente prima e dopo l’esercizio – sbandierando le due bandiere che ci eravamo portate dietro. Alessia si è divertita così tanto nel farlo che quando è stata la volta del pattinatore francese Simon Hocquaux ha più o meno coperto la striscia verde della bandiera con il golfino blu che ci eravamo portate dietro e si è data da fare a sbandierare anche per lui.

La gara è stata prevedibilmente dominata da Shoma Uno, autore del miglior programma corto e del secondo lungo.

Il corto:

Il lungo:

Secondo, con il secondo programma corto e il miglior libero, si è piazzato Jason Brown.

Il corto:

Il lungo:

Terzo si è piazzato Max Aaron, con il terzo programma corto e il terzo programma lungo.

La gara che ci interessava di più era quella di danza, anche perché erano presenti diverse coppie dell’Agorà. Non ho capito per quale motivo Alessia abbia sviluppato una notevole venerazione per Barbara Fusar-Poli. Ok, è stata una grande campionessa, ora è un’ottima allenatrice, ma non è la sua allenatrice, Alessia non ci pensa neppure a passare alla danza, e gli atleti in gara erano altri.

Primi, e non ci sono mai stati dubbi, Charlène Guignard e Marco Fabbri, che hanno dominato tutta la gara.

Il corto:

La danza libera:

Secondi gli inglesi Lilah Fear e Lewis Gibson. La loro danza libera:

Terzi i finlandesi Cecilia Torn-Jusseville Partanen, quarti gli statunitensi Julia Biechler-Damian Dodge, quinti Jasmine Tessari e Francesco Fioretti, anche loro dell’Agorà. Sesti dopo il programma corto, con il quarto libero sono riusciti a guadagnare un posizione. La danza libera:

Sesta una coppia polacca che sia allena all’Agorà, quella formata da Justyna Plutowska e Jérémie Flemin.

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