2° Trofeo Mr Wiki on Ice

La stagione 2016-2017 è iniziata alla fine della primavera 2016, con la scelta delle musiche. Il passaggio dal preagonismo all’agonismo, per Alessia e Ilaria, era avvenuto all’inizio di dicembre 2016, nemmeno tre settimane prima della prima gara, perciò tutto era stato fatto abbastanza in fretta e senza troppe prove. Stavolta musiche scelte in giugno: la colonna sonora di Harry Potter per Ilaria, appena diventata fan del maghetto, e un Rondò Veneziano suggerito da Simona e piaciuto ad Alessia per quest’ultima. E con le musiche le allenatrici Simona e Silvia hanno iniziato a studiare le coreografie e noi abbiamo iniziato a pensare ai costumi.

Per Alessia è stato abbastanza semplice, un abito bianco visto che la musica era Pulcinella, con un paio di profili neri cuciti sopra dalla nonna (benedetta nonna!). Elastico quello in alto, altrimenti il vestito non entrava, più carino, con un filo di paillettes, quello in basso. Guanti bianchi, i miei del matrimonio, tanto sono in pizzo super elastico, con un fiocchetto nero cucito sopra sempre dalla nonna.

Per Ilaria abbiamo dovuto lavorarci sopra. Esclusi i grembiuloni di Hogwarts – non si può pattinare con addosso roba di quel tipo – abbiamo puntato sul resto dell’abbigliamento di scuola di Hermione. Su Amazon il golf ufficiale era della taglia sbagliata, lo aveva di quella giusta un sito americano ma la spedizione mi sarebbe costata più del golf stesso, alla fine la solita nonna si è messa a sferruzzare basandosi su un disegno di Ilaria – se per caso non l’avessi detto entrambe le mie bimbe disegnano benissimo – che mostrava lo scollo a V e le righe colorate rosse e gialle. La cravatta è quella ufficiale, comprata in un raduno potterico a Lucca durante l’estate e accorciata dalla nonna perché la misura era da adulti. Quel giorno abbiamo comprato anche due bacchette magiche, anche se le bacchette in pista non si possono portare. Con Harry Potter diventato uno dei personaggi preferiti delle mie bimbe, potevo non dar loro l’opportunità di compiere magie in casa? Però mi sa che hanno imparato a mettere in ordine da Tonks, almeno a giudicare dalle condizioni della loro stanza. Camicia da maschietto – quelle delle bimbe hanno la tendenza ad avere il colletto tondo, e a noi serviva con le punte, opportunamente modificata nella parte inferiore dalla nonna in modo da trasformarla in un body e da non farla svolazzare in modi strani durante l’esercizio. La gonna è una normale gonna da pattinaggio nera. L’avrei preferita grigia, ma trovare cose grigie per bambine non è tanto semplice. Per i capelli due nastri, quello rosso più largo, quello giallo più stretto, comprati in merceria e cuciti uno sull’altro… indovinate da chi? Dalla nonna, se vogliamo le cose fatte bene è a mia mamma che mi devo rivolgere. Però se trovo un nastro rosso più largo quasi quasi glie lo faccio rifare. E forse è meglio se è più corto, l’effetto svolazzo va bene, un po’ meno se il nastro va negli occhi.

Prima gara fissata per il 20 novembre all’Ice Emotion di Oggiona Santo Stefano, lo stesso palazzetto dove avevano gareggiato lo scorso dicembre: http://www.iceemotion.it/2-trofeo-mr-wiki-on-ice/. Aspetti positivi: è vicino, visto che il programma prevedeva di far pattinare prima le tre categorie Open, poi i bambini di livello 1 e infine quelli di livello 2 – e Alessia e Ilaria erano nel livello 2 – stavolta non ci saremmo dovuti alzare prima dell’alba e io ero in turno al lavoro sabato 19 e non domenica 20. Aspetti negativi: nell’ambito di Bookcity domenica 20 nella Sala del Grechetto della Biblioteca Sormani di Milano alle ore 12,00 io, insieme alla curatrice Marina Lenti, a Paolo Gulisano e a Pia Ferrara, avrei dovuto presentare uno dei libri di cui sono co-autrice, Il fantastico nella letteratura per ragazzi. luci e ombre di 10 serie di successo. Ero già stata presente il mese prima alla presentazione svoltasi a Stranimondi, ma il prestigio della Sormani è tutta un’altra cosa. Se però contrapponiamo un libro a cui ho partecipato alle mie bimbe non c’è gara, Oggiona tutta la vita!

A mettere un po’ di thriller nella giornata ci hanno pensato gli organizzatori delle gare. Il fatto che io guardi Mondiali ed Europei in televisione dal 1989 non c’entra, delle categorie giovanili non so nulla. A quanto pare esistono più circuiti che hanno la brutta tendenza a ignorarsi, così a pochi giorni dalla gara abbiamo scoperto che nello stesso weekend si sarebbe tenuto al Forum di Assago il recupero di una gara più importante precedentemente annullata. Conseguenze? Un buon numero di atlete delle categorie Open A, B e C hanno deciso di non partecipare alla gara di Oggiona per partecipare a quella del Forum, con due strascichi notevoli sulla nostra gara. Uno slittamento molto forte sugli orari e la necessità per l’allenatrice di clonarsi. Con Silvia assente perché diversamente impegnata, Simona si è ritrovata a seguire la gara di Elisabetta e Sara al Forum, poi è venuta rapidamente a Oggiona per le atlete che aveva lì e infine è tornata al Forum per Giosiana e Manila. Io dico sempre che una passaporta mi tornerebbe molto utile, ma in questo caso mi sa che l’avrebbe gradita pure lei.

Cambio di categoria per le mie bimbe. Il regolamento dice chiaramente che il livello 1 è riservato al corsista che “si approccia per la prima volta alle gare e non ha mai montato un disco” in modo da “effettuare un programma breve, con pochi elementi da ricordare”. Quando invece “il neoatleta è capace di eseguire senza grosse difficoltà il programma ed ha un bagaglio tecnico più strutturato, ad esempio, tutti i salti semplici o quasi e tutte le posizioni base delle trottole” allora “il livello di riferimento è il 2.”

Livello 2 quindi, con difficoltà maggiori. Per Ilaria categoria Luna.

Nati nel 2010-2009 (anche se è possibile iscrivere l’atleta anche nella categoria superiore a quella relativa alla sua età), durata: 1’30’’- 2’00’’. Possono eseguire al massimo

  • Salto del tre (ripetibile)
  • 1S (ripetibile)
  • 1T (ripetibile)
  • 1Lo (ripetibile)
  • 1F (ripetibile)
  • 2 combinazione o sequenza di 2 salti a scelta tra quelli elencati
  • 2 trottole a scelta
  • Angeli e sequenza di passi

Per Alessia categoria Urano.

Nati nel 2006-2005, durata: 1’40’’-2’00’’. Possono eseguire al massimo

  • Tutti i semplici (axel incluso)
  • 2 combinazione o sequenza di 2 salti
  • 2 trottole a scelta
  • Angeli e sequenza di passi

Per Ilaria tutto più o meno ok, anche se sul suo Flip c’è ancora qualcosa da ridire, e infatti Simona non l’ha inserito nel suo programma. Conoscete le sigle, vero? S=Salchow, T=toe loop, Lo=Loop o Rittberger, F=Flip. Nella categoria di Alessia però erano consentiti anche Lutz e Axel, salti che lei ancora non sa fare, e visto che sono difficili da imparare e che per farlo serve tempo, è abbastanza facile immaginare che chi sa fare quei salti sia in grado di fare trottole in posizioni più difficili rispetto ad Alessia, di fare più giri, di mantenere l’angelo più a lungo, e che in generale sia più bravo in tutti gli elementi della pattinata. Visto questo sono passata a controllare gli iscritti. Non ho fatto chissà quali ricerche, l’unico controllo che ho fatto sui nomi delle bambine è stato quello relativo alla classifica del 4° trofeo di Natale, che si era tenuto lo scorso dicembre, e alcuni di questi nomi in quella gara non ci sono.

Per Ilaria nella categoria Luna otto avversari – c’era anche un maschio – di cui tre che lo scorso anno l’avevano battuta e due compagne d’allenamento, con Beatrice che è certamente più brava di Ilaria (vedendola pattinare regolarmente è una cosa che so senza alcun dubbio). Certo, la gara è la gara, gli errori sono sempre dietro l’angolo, ma se tutto va come dovrebbe andare chi è più forte arriva davanti.

Per Alessia nella categoria Urano tredici avversarie, di cui le due che l’avevano battuta lo scorso anno e sei che già lo scorso anno, quando lei esordiva, erano al secondo livello, e che per questo erano certamente più sicure in tutti gli elementi e con ogni probabilità erano in grado di eseguire elementi che al momento non sono alla portata di Alessia. Fra loro anche due compagne di allenamento di Alessia, e so con certezza che sono loro a essere più brave. Non solo, la categoria comprendeva nati del 2005 e del 2006 e Alessia, essendo di dicembre 2006, era la più piccola del gruppo e qualcuna aveva quasi due anni più di lei. Le differenze nel fisico fra Alessia e le quasi tutte altre – e quindi nella capacità di eseguire i singoli elementi – sono notevoli.

Fra le principianti assolute non era andata male, ma con il passaggio di livello ero convinta che le cose sarebbero state molto più difficili, e quest’elenco me ne ha dato la conferma. Magari da un anno all’altro si può superare qualcuno perché si sono fatti maggiori progressi, ma è difficile riuscirci se la differenza iniziale è tanta, come fra Alessia e Margherita Schiffini, o fra Alessia e bambine che già lo scorso anno avevano gareggiato nel secondo livello, categoria in cui lei è appena entrata. Con queste premesse ho fatto una cosa che in passato non avevo fatto: ho comprato due peluche, e per restare in tema ghiaccio ho optato per due animali polari, un pinguino e un orso bianco.

Arrivo a Oggiona con calma, a metà mattina, giusto in tempo per vedere Tommaso Soldati, il fratellino di Beatrice e Arianna, fare la sua esibizione:

Il gruppo delle Stelline, quattro bimbi in tutto, aveva la sua ragione d’essere nel fatto che tutti avevano un fratello o una sorella più grande che avrebbe gareggiato più tardi, perciò questa era una scusa per far pattinare anche loro. Compitino svolto, anche da parte di un bimbo che è caduto non so quante volte e che con ammirevole costanza si è sempre rialzato ed è andato avanti nel suo programma fino alla fine. E comunque con la mamma di Tommy abbiamo riconosciuto che tutti questi bimbi pattinano meglio di noi.

Come abbiamo ignorato le ragazze dell’Open, per arrivare con calma senza alzarci all’alba, abbiamo ignorato tutto il successivo livello 1 (Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove), pensando a cose come il pranzo al sacco, un po’ di gioco con le amiche, un po’ di ginnastica e la pettinatura. Sono notevolmente migliorata in code, l’allenamento ha giocato una parte importante anche sulla mia manualità, ma questo non significa che le code mi vengano sempre bene, specie a Ilaria che ha ancora alcuni ciuffi più corti, ultimo rimasuglio della frangia. Tanto Simona ha rifatto tutto, mentre io devo davvero ricordarmi di comprare la lacca. Al suo arrivo le abbiamo affidato le bambine e ci siamo defilati. Con noi c’erano anche i miei genitori, una volta tanto che c’era una gara vicina e non all’alba hanno deciso di venire ad assistere.

Luna.

Sara Capponi, quarta classificata (lo scorso anno nettamente prima nella categoria Mercurio, mentre Ilaria era arrivata quinta pari merito con altre due bambine):

Giorgia Filetti, quinta classificata (lo scorso anno quarta nella categoria Mercurio):

Nicholas Stola, secondo classificato:

Lily Szczepaniec, nona classificata. Lily, ho notato scrivendo questo racconto, è svizzera, il che mi ha dato la possibilità di spacciare alle bambine la gara come una gara internazionale, anche se l’unica società al di fuori della Lombardia era il Club pattinaggio Biasca, proveniente dal Canton Ticino.

Arianna Soldati, terza classificata. La musica (e io approvo, anche se in genere non sono un’amante dei film Disney, ma Merida è Merida) è quella di Brave – Ribelle. Arianna è una delle compagne di allenamento di Ilaria e, anche se non si vede perché per la sua età è molto alta, era la più piccola del gruppo, essendo nata a dicembre 2010, con la categoria Luna che comprendeva bambini del 2009-2010:

Beatrice Soldati, prima classificata. La musica è quella di La bella e la bestia (e Belle ai miei occhi si salva perché è una lettrice). Sorella maggiore di Arianna:

Camilla Di Cristofaro, sesta classificata

Ginevra Carraro, ottava classificata (lo scorso anno terza nella categoria Mercurio). Brutta caduta, deve essersi fatta abbastanza male. E nonostante il dolore e il pianto lei è andata avanti e ha terminato l’esercizio. Complimenti davvero.

Ilaria Tangari, settima classificata. Ilaria non ha visto la caduta di Ginevra, le balaustre per lei sono ancora troppo alte e certamente Simona era impegnata a darle le ultime istruzioni, però è entrata in pista avendo visto uscire una bimba in lacrime, e l’immagine non dev’essere stata bella. Io temevo la trottola bassa, che invece ha fatto bene, in compenso è arrivata una caduta sul carrellino all’indietro, elemento che non sbaglia praticamente mai. Mi ha detto che una coda del pattino le è andata nel ghiaccio, e quando capita così restare in piedi è impossibile. Mi sa anche che si è giocata un Salchow per strada, anche se credo non sia l’unica che ha mancato di fare un salto che aveva nel programma.

Finite le bimbe del gruppo Luna siamo entrate nel bar per scaldarci un po’, le piste di pattinaggio su ghiaccio in genere non sono luoghi molto caldi. Le iscritte della categoria Saturno erano così tante che sono state divise in due gruppi più piccoli a seconda dell’anno di nascita. Nelle Saturno 2007 ha vinto Cassandra Compierchio, una delle loro compagne di allenamento:

Urano.

Giulia Perotti, decima. Lo scorso anno dodicesima nella categoria Urano 2005, quindi già al secondo livello. È una delle compagne di allenamento di Alessia:

Sofia Sandri, seconda. Al momento il video del suo esercizio nonc’è.

Margherita Schiffini, quinta. Lo scorso anno nettamente vincitrice nella categoria Terra:

Madhuri Milani, prima. L’anno scorso seconda in categoria Saturno, quindi già nel secondo livello:

Alessia Tangari, tredicesima:

Irene Ripamonti, dodicesima. Lo scorso anno seconda nella categoria Terra, giusto davanti ad Alessia:

(Rebecca Bonfrate, suppongo si sia ammalata perché non è venuta).

Carola Verdelli, quarta. Lo scorso anno undicesima nella categoria Urano 2005, quindi già al secondo livello (oltre che molto più grande):

Chiara Andreoletti, terza. Lo scorso anno quarta nella categoria Saturno, quindi già al secondo livello:

Eloise Rosselli, ottava:

Giulia Strada, settima. Lo scorso anno nona nella categoria Urano 2005, quindi già al secondo livello:

Sveva Pirola, nona. Lo scorso anno settima nella categoria Saturno, quindi già al secondo livello. Compagna di allenamento di Alessia e molto più brava di lei, anche se è vero che Sveva ha iniziato a pattinare prima di Alessia. Il suo, quando ho guardato i nomi delle avversarie, era un riferimento ben preciso: se Sveva è più brava di Alessia non ci voleva molto a immaginare che lo fossero anche tutte le bambine che avevano battuto Sveva. Magari Sveva in un anno poteva averle superate, Alessia no. Il suo esercizio:

Chiara Polti, undicesima:

Valentina Ruoti, sesta:

Noi siamo andati via subito dopo la premiazione della categoria Urano, anche perché avevo un marito troppo congelato e due bimbe troppo deluse per fermarci ancora, ma la gara è andata avanti con altre categorie. Nella Nettuno Erica De Luigi, compagna di allenamento delle mie bimbe, è arrivata seconda:

Un’altra compagna di allenamento, Giada Kazi, è arrivata terza nella stessa categoria:

La parte più complicata è arrivata a casa, quando siamo passate in fase conforto. Alessia non faceva che chiedersi come avrebbe fatto, il giorno dopo, a dire il risultato alle sue amiche. Due di loro le avevano telefonato, con una aveva parlato mentre si stava vestendo, con l’altra avevo parlato io perché lei era con l’allenatrice. Mentre parlavamo Alessia non mollava il suo orsetto, così come Ilaria non si è mai allontanata dal suo pinguino. Sono passata dal suggerire bugie, come il dichiarare che avevano fatto una classifica solo delle prime cinque e piazzato tutte le altre seste pari, al farle notare che aveva difficoltà oggettive (l’età, il poco tempo da cui pattina, il fatto che il livello era davvero elevato per quella gara e che se lei fosse rimasta al livello 1 avrebbe vinto, il fatto che anche una bimba che pattina molto meglio di lei, Sveva, non si sia piazzata tanto più in alto) e al sottolineare come un risultato deludente non cambia chi è lei come persona, né il rapporto che c’è fra noi.

Mi è capitato, quando ero lì, di sentire un paio di nonni commentare “peccato che è caduta, perché era lei la più brava”, riferito a una bambina che era nettamente una delle meno brave della sua categoria e non solo per le due cadute ma anche per l’insicurezza con cui eseguiva gli elementi, e io non intendo essere così cieca solo perché le mie bimbe sono la mia vita, ma non intendo cadere nemmeno nell’opposto. C’è stata pure una mamma capace di sgridare la figlia – arrivata seconda – perché aveva sbagliato l’Axel, ma come si fa? Tutti sbagliano a volte, anche i campioni. Io ho fatto vedere ad Alessia Kurt Browning in lacrime dopo che aveva sbagliato il corto delle Olimpiadi 1994, spiegandole cosa aveva fatto prima, quali fossero state in partenza le sue aspettative di vittoria, e come avesse reagito dopo, e le ho citato Carolina Kostner, deludente sedicesima e criticatissima alle Olimpiadi 2010, nonostante le sue due precedenti medaglie mondiali, e i risultati a partire dalla stagione successiva, sempre sul podio in ogni gara che ha disputato, compresi un oro mondiale e un bronzo olimpico. E poi sono passata ad arrampicarmi sugli specchi, dimostrando un certo talento a piegare la verità ai miei scopi come una vera Aes Sedai.

Per chi non le conoscesse – è l’altro il blog in cui parlo di fantasy, non questo – le Aes Sedai sono le maghe di La Ruota del Tempo, saga creata da Robert Jordan. Quando completano il loro percorso di studi queste donne prestano tre giuramenti, uno dei quali è “non profferire parola che non sia vera”, e visto che li prestano in un modo particolare che coinvolge la magia loro letteralmente non possono dire bugie. Il che non significa che non mentano. Quando Moiraine non vuole dare il suo nome a qualcuno dice “puoi chiamarmi Lady Alys”. Non può dire “sono Lady Alys”, questa sarebbe una bugia, ma se dice che qualcuno può chiamarla così non c’è nessun problema. In effetti lei risponde quando la chiamano a quel modo quindi il nome falso svolge benissimo il suo lavoro. Perciò se alla gara è presente una società svizzera, io non sto mentendo quando dico che “possiamo definire la gara una gara internazionale”, e se le faccio notare che la classifica di danza della Cup of China (lo so, è tutto un altro livello, ma questo non c’è bisogno di precisarlo) al decimo e ultimo posto sono stati classificati i canadesi Alexandra Paul e Mitchell Islam, ritiratisi prima di scendere in pista per la danza originale ma a sorteggio già effettuato, e che quindi lei non è arrivata ultima ma tredicesima su quattordici, sto solo stiracchiando un po’ la verità.

Ho anche suggerito a entrambe di guardare i loro video dell’anno precedente. Quello che fanno gli altri lo fanno gli altri, non loro. Il pattinaggio non è una partita di tennis, in cui quello che faccio io dipende da quel che fa il mio avversario e viceversa, qui ciascuno fa il suo e vince chi fa le cose più difficili senza sbagliarle. L’obiettivo non è battere le avversarie ma migliorarsi, se ci si migliora, se si è soddisfatti di ciò che si è fatto, allora va bene, indipendentemente dalla classifica.

Questa è Ilaria undici mesi fa

Esercizio di appena un minuto, un solo salto del tre – l’altro se l’è perso per strada – angelo durato giusto il tempo di alzare il piede, trottola alta di un solo giro… Ora l’esercizio è lungo il doppio, oltre al salto del tre ci sono una combinazione toe loop-toe loop e un loop, l’angelo è tenuto per qualche secondo, anche se è un po’ traballino, ci sono due anfore, di cui una all’indietro, e due trottole più difficili, quella angelo tenuta per due giri e quella bassa decisamente più lunga. I cambiamenti sono tanti, che poi è caduta sono cose che capitano.

Questa è Alessia undici mesi fa

Anche per lei esercizio di poco più di un minuto, i salti sono un toe loop e una combinazione salto del tre-toe loop – Salchow perso per strada – trottola alta di neppure due giri, anfora con il piede decisamente basso… Adesso l’esercizio, di due minuti, comprende una combinazione toe loop-loop, un Flip, un toe loop e una combinazione salto del tre-loop, le trottole sono due, più difficili, bassa e angelo, ed entrambe tenute più a lungo. Le sue avversarie hanno fatto meglio, ok, ma il cambiamento è notevole, ed è questo, insieme al bellissimo sorriso che le ho visto ieri al termine dell’allenamento, quel che conta davvero.

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