Cadere e rialzarsi

Il pattinaggio artistico è uno sport in cui si cade. Uno sport in cui un solo errore di una frazione di secondo può costare carissimo, anche ai campioni. Una gara, fra programma corto e programma lungo, dura una manciata di minuti, e in un istante possono sfumare anni di sogni e di allenamenti. Non sempre il risultato dice chi sa pattinare meglio, a volte dice solo chi ha pattinato meglio in un singolo giorno. La vita è fatta anche di delusioni, ma il campione fa tesoro dei suoi errori, si rialza e va avanti.

Nel 1994 Kurt Browning era il favorito alle Olimpiadi. Aveva vinto quattro degli ultimi cinque campionati del Mondo, compreso l’ultimo, e nell’anno in cui non aveva vinto era comunque arrivato secondo, nonostante un infortunio alla schiena subito qualche tempo prima e da cui non si era ancora ripreso del tutto. Ha sbagliato il corto: caduta sul triplo flip, con conseguente perdita di concentrazione e trasformazione dell’Axel da doppio (all’epoca il triplo Axel nel corto era vietato tranne che nella combinazione) a singolo.

Dodicesimo posto provvisorio, il che per lui ha significato addio a ogni speranza di medaglia. Questo (tranne alcune piccole variazioni) è lo stesso programma, perfettamente eseguito qualche mese prima a Skate Canada:

Nel programma lungo delle Olimpiadi Kurt non è stato perfetto, ha piazzato qualche errorino qua e là, ma ha comunque eseguito il terzo libero di giornata, riuscendo a risalire fino alla quinta posizione. Con il vecchio sistema di punteggi scalare così tante posizioni era un’impresa difficilissima. Dopo le Olimpiadi Browning è passato al professionismo, quando ancora la distinzione fra dilettanti e professionisti era netta e i professionisti oltre alle esibizioni facevano anche gare serie. Ha conquistato tre campionati del mondo professionistici, diventando un pattinatore ancora migliore rispetto a com’era nei suoi anni da dilettante.

Non è necessario cadere per fare disastri. Nel 2009 Carolina Kostner ha avuto uno dei peggiori Mondiali della sua carriera. L’anno prima aveva conquistato l’argento, nel 2005 aveva conquistato un bronzo, era salita sul podio nelle ultime quattro edizioni degli Europei, due volte portandosi a casa addirittura l’oro, ma questo non le ha impedito di fare una gara disastrosa. Quinta dopo il programma corto, nel libero non è riuscita a eseguire correttamente neanche un salto triplo.

Quindicesimo programma libero, per un dodicesimo posto finale. Il punteggio è impietoso, 90,38, quando un paio di mesi prima agli Europei aveva ottenuto 114,06 (ma ai Mondiali dell’anno prima, con un altro programma, si era presa un 120,40). Quel libero, il migliore di giornata, le aveva consentito di risalire dal terzo al secondo posto:

L’anno successivo Carolina avrebbe riconquistato il titolo europeo prima di disputare la sua peggiore Olimpiade, sedicesimo posto con tre cadute nel libero. Sesto posto ai successivi Mondiali e poi una sfilza di podi impressionante comprendente una medaglia olimpica (bronzo, nel 2014), quattro mondiali (oro nel 2012) e cinque europee (oro nel 2012 e 2013). Fra l’altro l’ultimo bronzo è di un paio di mesi fa, dopo una lunga pausa dovuta anche a una squalifica subita per colpa del doping di un’altra persona.

Alle Olimpiadi del 2014 ha fatto un corto disastroso Mao Asada. Mao aveva già vinto l’argento alle Olimpiadi del 2010, due ori (2008 e 2010), un argento e un bronzo (2013) ai Campionati del Mondo e svariate altre medaglie importanti, compresi due ori alle ultime due edizioni delle finali di Grand Prix. Era una delle favorite, la sola donna in gara in grado di eseguire un triplo Axel, eppure quel giorno non ha azzeccato un solo elemento di salto.

Sedicesimo programma libero, con 55,51 punti. Il terzo programma libero le ha consentito di risalire fino in sesta posizione. Un mese più tardi ai Campionati del Mondo ha eseguito un programma corto perfetto, battendo con 77,88 il punteggio record stabilito da Kim Yuna alle Olimpiadi del 2010 (78,50). Vincendo anche il libero si è portata a casa il suo terzo titolo mondiale.

Meno disastrosi, almeno al momento, gli errori di Yuzuru Hanyu. È il vicecampione del mondo uscente, eppure senza nulla togliere alla bellissima prestazione dello scorso anno di Javier Fernandez ad Hanyu quel posto va stretto. Secondo libero per il giapponese, ma i 184,61 punti di quel giorno sono molto lontani dal suo record di 219,48 ottenuto quattro mesi prima nelle finali di Grand Prix, o da quella “soglia dei 200 punti” che ha scavalcato in altre due occasioni, l’ultima volta il mese scorso al Four Continents. Il libero dei Mondiali:

Lo stesso libero eseguito alla perfezione:

Fra qualche giorno inizierà la nuova edizione dei Campionati del Mondo. Spero di vedere tutti gli atleti al loro meglio, anche se so che inevitabilmente qualcuno cadrà e uscirà dalla competizione deluso. A volte si vince, a volte si perde, l’importante è rialzarsi e andare avanti.

Advertisements
This entry was posted in pattinaggio and tagged , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s