1° gara CRL Lombardia 2017 – Memorial Marlene Castillo

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Terza gara della stagione programmata all’Accademia del ghiaccio di San Donato. Non ho ancora parlato della seconda, che si è svolta in dicembre, ma l’Ice Emotion ha appena caricato i video, stavolta sono andati davvero a rilento. Non che l’Accademia del ghiaccio abbia realizzato video, ma visto che da loro non ne aspettavo il filmato l’ha fatto mio marito. Magari prima o poi scriverò qualcosa anche sulla seconda gara, anche se i tempi sono diventati un po’ assurdi. La pagina ufficiale di quest’ultima gara è questa: http://www.accademiadelghiacciosdm.eu/gara-1-cr-lombardia/.

La pista, come detto, è a San Donato, una volta tanto a 15-20 minuti da casa. Dimensioni 25×40, quindi più piccola del 30×60 su cui Alessia e Ilaria pattinano regolarmente ma più grande del 20×30 di Oggiona. Il dettaglio non è marginale, un esercizio ben strutturato occupa tutta la pista, ma se il pattinatore sbaglia, crede di avere più spazio e si schianta contro la balaustra prende una penalità e magari si fa pure male.

La gara, il Memorial Marlene Castillo, fa parte del circuito CRL; Comitato Regionale Lombardia. Non chiedetemi perché il pattinaggio artistico su ghiaccio a questo livello abbia due circuiti differenti perché non lo so, comunque rispetto al circuito Libertas delle altre volte il regolamento cambia un po’. Il regolamento si trova sul sito della FISG, o Federazione Italiana Sport Ghiaccio: http://www.fisg.it/web/upload/FIGURA%20ART%20SYS%20-%20NUOVO%20REGOLAMENTO%20GARE%20INTERSOCIALI%20-%20cf28lug2016.pdf.

Ilaria, nata il 20 giugno 2009, compirà otto anni fra qualche mese, quindi appartiene alla categoria Pulcino Giallo e probabilmente è la più piccola nella sua categoria:

PULCINO GIALLO L’atleta deve aver compiuto 7 anni. L’atleta non deve aver compiuto 8 anni prima del 1° luglio della stagione in corso.

Ad Alessia, sempre penalizzata nel circuito Libertas perché è nata il 9 dicembre 2006, e il Libertas distingue le categorie secondo l’anno solare, ha già dieci anni, ma visto che li ha compiuti dopo luglio è un’Esordiente B:

ESORDIENTI B L’atleta deve aver compiuto 9 anni. L’atleta non deve aver compiuto 10 anni prima del 1° luglio della stagione in corso.

Stabilite le categorie sono passata a vedere gli elementi richiesti. Gli elementi sono gli stessi sia per Pulcino Giallo che per Esordienti B:

Programma di due minuti.

Al massimo 3 salti di cui una sola combinazione di 2 salti, Axel e salti doppi NON permessi. Ogni salto può essere eseguito al massimo 2 volte

Al massimo 2 trottole con sigla diversa

1 ChSq minimo mezza pista con almeno 1 angelo di 3’’

Axel e salti doppi comunque non li sanno fare, il fatto che non siano consentiti va benissimo perché non ha potuto farli nessun’altra bambina, anche se una bambina che li sa fare e non può farli per regolamento finisce comunque davanti. Per imparare i salti più difficili serve tempo, e se il tempo per impararli c’è stato allora si sono imparate anche altre cose, trottole più difficili, anfore in posizione migliore, i dettagli che cambiano sono davvero tanti. Per le trottole si parla di sigla diversa, ricordo che la lingua ufficiale del pattinaggio artistico è l’inglese e che molti elementi sono indicati con una sigla. Quando parliamo di salti T significa Toe loop, S significa Salchow, Lo significa Loop (o Rittberger), F significa Flip, Lz significa Lutz e A significa Axel, mentre il numero 1, 2, 3 o 4 che precede il salto indica il numero delle rotazioni, dal salto semplice al quadruplo. Le trottole (Spin, abbreviazione Sp) si dividono in Upright spins, Sit spins e Camel spins.

Nella Upright spin il pattinatore è in piedi, con la testa in linea con la colonna vertebrale. Circa, di questo gruppo fanno parte anche le Layback e le Biellmann, ma questi sono ulteriori dettagli che tralascio o non la finisco più. Nella Sit spin il pattinatore è seduto, con il ginocchio che si trova all’altezza delle natiche. Nella Camel spin la gamba libera viene portata all’indietro e il ginocchio si trova all’altezza dell’anca. Qualche spiegazione in più (in inglese, ma le fotografie aiutano anche se non si capisce il testo) si trova qui: https://en.wikipedia.org/wiki/Figure_skating_spins.

Ilaria nel suo programma ha una Sit spin, la broken, e una Camel spin, la trottola angelo.

ChSq suppongo significhi Choreo Sequence, cioè sequenza coreografica. Detta in modo semplice, i passi.

Passiamo a quanto riguarda la classifica

Categorie con massimo 16 pattinatori (2 gruppi da 8). Nel caso si superino i 16 iscritti alla stessa categoria, questa verrà divisa in girone 1 e girone 2.

Classifica dei 2/3 degli atleti delle categorie che hanno compiuto gli 8 anni.

Nessuna classifica per le categorie che non hanno compiuto gli 8 anni (Pulcini e Propaganda).

Caduta: -0,5

Per la verità i Pulcini Gialli erano 19, sarebbero stati 20 se non ci fosse stato un ritiro, ma suppongo, visto che non hanno dato la classifica, che abbiano deciso di ignorare questo dettaglio. Le Esordienti B erano 24, quindi sono state divise in Girone 1 e Girone 2.

Infine la valutazione:

ELEMENTI

W (salto del tre, in inglese si dice Waltz jump e questo giustifica la sigla) 0,5 punti

1S (Salchov) 1 punto

1T (toe loop) 1 punto

1Lo (loop) 2 punti

1F (flip) 2 punti

1Lz (Lutz) 2 punti

1A (Axel, elemento escluso nelle categorie delle mie bimbe ma consentito in altre) 3 punti

salti doppi (esclusi nelle categorie delle mie bimbe ma consentiti in altre) 4 punti

StSq/ChSq (sequenza di passi o sequenza coreografica) 1 punto

UpSp (Uprght spin) 1 punto

SSp (Sit spin) 2 punti

CSp (Camel spin) 3 punti

CCoSp e CCoSp (trottola combinata, non ho idea di quanti giri e quante variazioni siano necessari perché una trottola possa essere definita combinata) 4 punti

per ogni livello 0,5 (e questo non ho idea di cosa sia)

GOE (grado di esecuzione, è negativo se l’elemento è fatto male, positivo se è fatto bene, ma può anche essere pari a zero se non è fatto né troppo bene né troppo male)

negativo -0,5

positivo 0,5

COMPONENTS

IMPOSTAZIONE DI BASE, SCORREVOLEZZA e COREOGRAFIA da 1 a 5 per ciascun component per le categorie Pulcini, esordienti, principianti e cadetti, da 1 a 10 per ciascun component per le categorie Novice e junior.

Se sono in grado di distinguere un salto da un altro, almeno quando sono attenta, le mie capacità di distinguere il GOE sono un po’ più scarse, e non sono in grado di valutare cose come scorrevolezza e coreografia. Vedo gli inciampi, gli sbilanciamenti, ma quanto pesano? Non sono un giudice e non ho la minima intenzione di mettermi a contestare il loro operato, sicuramente loro vedono molte più cose di me e sanno quello che fanno, io mi limito a riportare quanto indicato sulla tabella della FISG solo per far vedere quali siano i criteri di valutazione.

Appena saputa la data della gara ho dovuto mettermi d’accordo con una collega per un cambio turno, visto che lavoro sempre o il sabato o la domenica il dettaglio del giorno di gara non è secondario. La settimana per Alessia è stata un po’ pesante, quest’anno per la prima volta la sua scuola fa valutazioni quadrimestrali invece che trimestrali e nei giorni precedenti la gara ha avuto diverse verifiche.

L’orario previsto per l’ingresso in pista per il riscaldamento di Ilaria era alle 10,10, considerando la vicinanza della pista ci siamo alzati e preparati con calma e siamo arrivati senza problemi, contemporaneamente all’allenatrice, incontrata nel parcheggio. Ilaria era già vestita, l’ho pettinata sul posto perché anche se sono migliorata in code le mie code hanno comunque un’autonomia limitata nel tempo, tanto è vero che dopo la ginnastica di riscaldamento Simona ha dovuto pettinare di nuovo Ilaria. Mi sa che devo studiare ancora un po’.

Ordine di discesa in pista: nel primo gruppo

1 Magni Alice, Forum S.s.d.r.l.

2 Bolognesi Sara, Forum S.s.d.r.l.

3 De Martiis, Gaia Varese Ghiaccio

4 Carlucci Sophia, GEAS CAP

5 Martinelli Maia, ASGA Como

6 Timis Vanessa, GEAS CAP

7 Bertacco Clementina, Agorà Skating Team

8 Tangari Ilaria, Agorà Skating Team

9 Rachiele Rebecca, Varese Ghiaccio

10 Zanchettin Alessia, GEAS CAP

Nel secondo gruppo

11 Caselli Anna, ICE LAB

12 Margutti Carolina, ICE LAB

13 Di Cristoforo Camilla, Agorà Skating Team

14 Capponi Sara, ICE LAB

15 Pezzoni Carla, GEAS CAP

16 Rossi Arianna, GEAS CAP

17 Colombo Giulia, GEAS CAP

18 De Masi Alessia, Varese Ghiaccio

19 Porro Giulia, ASGA Como

20 Maietta Martina, Forum S.s.d.r.l.

Ricordo di aver visto, una volta arrivata sul posto, che uno di questi nomi era stato cancellato, ma non saprei dire quale. Per me questi sono quasi solo nomi. Camilla e Clementina sono dell’Agorà, ma visto quante bambine ci sono e quanto poco sono fisionomista io ho la tendenza a confonderle tutte fra loro, al di là del gruppo di allieve di Simona. E poi c’è Sara Capponi, che era già arrivata davanti a Ilaria le due volte che avevano partecipato alla stessa gara, anche se nella seconda di quelle gare Ilaria era caduta. Ho guardato solo gli esercizi del primo gruppo, una volta che Ilaria ha finito la sua prova e che è uscita dalla zona riservata agli atleti sono andata da lei, la pista di San Donato è gelida e mettere i pantaloni al posto della gonna era il minimo da fare per poter sopravvivere alla giornata. Una delle bimbe, come Ilaria, aveva in testa un fiocco rosso e giallo, perciò potrebbe aver pattinato pure lei sulla musica dei film di Harry Potter, ma non potrei dirlo con certezza.

La mia impressione è che la gara sia andata abbastanza bene, anche se c’è stata una caduta sulla trottola broken. Non dico che su quella trottola finisca col sedere sul ghiaccio la metà delle volte che la fa, ma piuttosto spesso non si rialza. Non ha ancora capito che se in allenamento va bene provare ad allungarla il più possibile in gara farla un giro più corta a questo livello non è un problema, ed è meglio che prendersi la penalità.

Elementi eseguiti: salto del tre (0,5 punti), combinazione toe loop/toe loop (1+1 punti), trottola bassa (2 punti), loop (2 punti), trottola angelo (3 punti), a cui va sottratta la penalità per la caduta (meno 0,5 punti). Di sequenze coreografiche (1 punto) quante ne ha fatte, una o due? E a che livello erano i suoi components? Sicuramente non a livello massimo, fra l’altro c’è stato un vistoso sbilanciamento sulla seconda anfora, ma davvero sono cose che non so valutare. Non posso nemmeno fare confronti con le altre bambine visto che il palazzetto di San Donato non carica i video su internet, e certo non sono così fanatica da filmare bambine che non conosco per fare confronti. L’unico video che ho trovato su internet è quello di Sara Capponi, suppongo caricato dai suoi genitori, con Sara che ancora una volta ha pattinato meglio di Ilaria, e questo senza neppure considerare la caduta. Il suo esercizio:

La classifica, come da regolamento, non è stata data, anche se chi ascoltava con attenzione poteva conoscerla. Prima della premiazione, fatta dando a tutti una medaglia e nessuna coppa, riservata solo ai primi tre classificati nelle categorie dei più grandi, abbiamo dovuto aspettare perché la classifica dei Pulcini gialli non era ancora pronta. Se non altro questo dettaglio prova che hanno dovuto elaborarla, anche perché le bambine non sono state chiamate né nell’ordine di discesa in pista né in quello alfabetico. Ordine di chiamata (debitamente censurato): D, M, C, M, M, P, P, B, C, R, D, T, R… le ultime sei non le so perché il filmato fatto da mio marito si interrompe, anche se loro sì sono state certamente messe tutte a pari merito. Classifica dei due terzi dei partecipanti significa che, in un gruppo di 19, vengono indicate le posizioni fino al 12 o al 13. Suppongo 13, visto che il cognome della tredicesima inizia con la R e gli altri cognomi iniziano con B, C, D, M, R, T e Z, con una di loro – non so quale – assente.

Il filmato di mio marito si interrompe perché la dodicesima bambina chiamata era Ilaria, solo che lei non ha sentito di essere stata chiamata e lui ha spento l’iPad per iniziare a urlarle (era lontana da noi e c’era molta confusione) di andare verso il podio perché era stata chiamata. Gli organizzatori non se ne sono accorti, in pista per la premiazione c’erano contemporaneamente le quattro categorie di Pulcini (maschi, rossi, verdi e gialli) che facevano di tutto, al punto che alla fine sono andata io da Ilaria che, quasi in lacrime, stava dicendo allo speaker di non essere stata chiamata. Quando le ho spiegato che invece era stata lei a non sentire il suo nome si è rasserenata e si è presa tutta felice la sua medaglia ricordo.

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Fra una gara e l’altra c’è stato il tempo per il pranzo e un po’ di giochi con le amiche, visto che in gara c’erano diverse altre alunne di Simona: Cassandra (nona nelle Esordienti A), Sveva (prima nelle Principianti A), Giulia (terza nelle Principianti A), Erica (undicesima nelle Principianti B), mentre Giada (terza nelle Cadetti) ha pattinato il giorno dopo. Al di là della gara – i programmi durano un paio di minuti – l’aspetto bello è proprio il gruppo che si è formato fra le bambine/ragazzine/ragazze, con tutte che sostengono le altre e che si divertono a stare insieme.

Alessia ha pattinato al pomeriggio, terza del secondo gruppo di riscaldamento, e in questo caso la classifica c’è:

1 Virginia Travaglia, ASGA Como

2 Matundan Mery, Agorà Skating Team

3 Elena Schilardi, ASGA Como

4 Isabella Margutti, Ice Lab

5 Giorgia Stefanin, Varese Ghiaccio

6 Esther Modena, Agorà Skating Team

7 Alessia Tangari, Agorà Skating Team

8 pari merito: Francesca Picco (GEAS CAP), Emma Navone (Agorà Skating Team), Arianna Ranieri (Ice Lab), Zoe Martinez (GEAS CAP).

Nel programma manca la seconda combinazione, tolta in giornata. Circuiti diversi hanno regolamenti diversi, e così un elemento che Alessia ha eseguito senza problemi a Oggiona qui non l’ha potuto fare. Elementi: combinazione toe loop/loop (1+2 punti), Flip (2 punti), trottola bassa (2 punti), toe loop (1 punto), trottola angelo (1 punto). La sequenza di passi l’ha eseguita? Avrebbe dovuto contenere un angelo, e Alessia ha perso subito la presa sul piede nell’anfora, di solito le viene meglio. La cosa importante è che ha battuto quattro bambine, arrivare sempre in fondo alla classifica sarebbe scoraggiante.

Sveva e Giulia, che hanno pattinato poco dopo la premiazione di Alessia, hanno avuto un sostegno notevole da parte delle compagne di squadra, che si intravedono nel video fatto dal papà di Giulia:

Prossimo appuntamento fra un paio di settimane a Piancavallo, e lì oltre alla gara c’è in programma la battaglia con le palle di neve.

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Alexei Yagudin: Winter

Primo giorno d’inverno. Quale modo migliore, nel notarlo, che riguardare il programma corto di Alexei Yagudin alle Olimpiadi del 2002?

Winter:

Yagudin, per chi non lo sapesse, quelle Olimpiadi le ha vinte, arricchendo così un palmarès che comprende anche tre ori (1998, 1999, 2000 e 2002), un argento (2001, dietro a un certo Evgeni Plushenko, atleta da lui battuto, fra l’altro, alle Olimpiadi) e un bronzo (1997)  mondiali e tre ori (1998, 1999 e 2002) e due argenti (2000 e 2001) europei.

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Oggi mi ammazzo… o forse no

Il pattinaggio artistico è uno sport in cui si cade. Lo dico spesso alle mie bimbe per consolarle quando cadono e far capire loro che non è successo nulla di terribile. Tutti cadono, anche i campioni, e qualsiasi movimento presenta rischi, anche il più banale. Chiedere, per una conferma, ad Anna Pogorilaya:

Anna, ricordo, è arrivata terza ai Mondiali della scorsa primavera, terza alle ultime due edizioni degli Europei e terza alle finali di Grand Prix disputate qualche giorno fa, quelle in cui ha eseguito quest’esercizio. Quarta dopo il corto, con un bellissimo programma lungo ha recuperato una posizione. E questa mancata caduta fa il paio con una caduta che ho visto io e che su internet non si trova. Nel 1991 sono stata alla serata inaugurale del Forum di Assago, e fra tutti i campioni ha pattinato anche una giovane promessa statunitense, e sono quasi certa che si trattasse di Nicole Bobek. Nulla da dire sul bellissimo esercizio, ammirato da tutti. La caduta, che ha colto tutti di sorpresa, è arrivata… sull’inchino finale!

Chi proprio è caduta è stata un’esultante Ashley Wagner al termine del suo programma corto degli ultimi Mondiali, anche se la televisione ha mancato il momento della caduta:

Quarta dopo il corto, alla fine la Wagner ha conquistato l’argento. Caduta sul finale – ma in questo caso l’esercizio non era ancora terminato, tanto è vero che la coppia ha ricevuto un punto di detrazione – anche per Xiaoyu Yu che, in coppia con Hao Zhang, è arrivata seconda all’ultima finale di Grand Prix:

Caduta proprio sul finale? Ne ricordo una di tanti anni fa, protagonisti i pattinatori che per primi mi hanno fatto scoprire la bellezza della danza su ghiaccio. Non è il loro esercizio più famoso, anzi questo è stato apprezzato poco, ma a me piace comunque. Loro sono i fratelli Isabelle e Paul Duchesnay, secondi nell’occasione ai Campionati Europei:

Javier Fernandez, campione del mondo nelle ultime due stagioni, è riuscito a non cadere sul quadruplo Salchow, ma sa solo lui come ha fatto:

Comunque al di là dello stato di forma da ritrovare qualcuno dovrebbe dirgli che il costume dell’anno scorso era molto più bello. Una delle cadute più strane ha visto protagonista Midori Ito. Infortunata a un piede per colpa di un brutto scontro nel riscaldamento, ha pattinato con la tenacia che la contraddistingueva e non si è scoraggiata neppure quando è volata fuori pista. Come dico sempre alle mie bimbe, dopo essere cadute ci si rialza e si prosegue come se non fosse accaduto nulla, anche se di cadute come questa spero di non vederne più.

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Missing

Visto che da più parti oggi mi ricordano Missing, il programma lungo del 1990 di Isabelle e Paul Duchesnay (che io abbia troppi contatti legati al pattinaggio?) lo ripropongo qui, insieme ad altri esercizi in qualche modo legati a quel programma.

Jane Torvill e Christopher Dean:

Christoper, ricordo, è stato il coreografo dei Duchesnay. I Duchesnay nel 1990:

I Duchesnay nel 1991:

La storia del programma: http://skateguard1.blogspot.it/2015/05/missing-story-behind-iconic-ice-dances.html.

Anche una coppia che ha pattinato sotto la bandiera italiana, quella composta da Misato Komatsubara e Andrea Fabbri, ha proposto una sua versione di Missing. Qui una loro intervista: http://www.artonice.it/?q=it/node/18854.

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2° Trofeo Mr Wiki on Ice

La stagione 2016-2017 è iniziata alla fine della primavera 2016, con la scelta delle musiche. Il passaggio dal preagonismo all’agonismo, per Alessia e Ilaria, era avvenuto all’inizio di dicembre 2016, nemmeno tre settimane prima della prima gara, perciò tutto era stato fatto abbastanza in fretta e senza troppe prove. Stavolta musiche scelte in giugno: la colonna sonora di Harry Potter per Ilaria, appena diventata fan del maghetto, e un Rondò Veneziano suggerito da Simona e piaciuto ad Alessia per quest’ultima. E con le musiche le allenatrici Simona e Silvia hanno iniziato a studiare le coreografie e noi abbiamo iniziato a pensare ai costumi.

Per Alessia è stato abbastanza semplice, un abito bianco visto che la musica era Pulcinella, con un paio di profili neri cuciti sopra dalla nonna (benedetta nonna!). Elastico quello in alto, altrimenti il vestito non entrava, più carino, con un filo di paillettes, quello in basso. Guanti bianchi, i miei del matrimonio, tanto sono in pizzo super elastico, con un fiocchetto nero cucito sopra sempre dalla nonna.

Per Ilaria abbiamo dovuto lavorarci sopra. Esclusi i grembiuloni di Hogwarts – non si può pattinare con addosso roba di quel tipo – abbiamo puntato sul resto dell’abbigliamento di scuola di Hermione. Su Amazon il golf ufficiale era della taglia sbagliata, lo aveva di quella giusta un sito americano ma la spedizione mi sarebbe costata più del golf stesso, alla fine la solita nonna si è messa a sferruzzare basandosi su un disegno di Ilaria – se per caso non l’avessi detto entrambe le mie bimbe disegnano benissimo – che mostrava lo scollo a V e le righe colorate rosse e gialle. La cravatta è quella ufficiale, comprata in un raduno potterico a Lucca durante l’estate e accorciata dalla nonna perché la misura era da adulti. Quel giorno abbiamo comprato anche due bacchette magiche, anche se le bacchette in pista non si possono portare. Con Harry Potter diventato uno dei personaggi preferiti delle mie bimbe, potevo non dar loro l’opportunità di compiere magie in casa? Però mi sa che hanno imparato a mettere in ordine da Tonks, almeno a giudicare dalle condizioni della loro stanza. Camicia da maschietto – quelle delle bimbe hanno la tendenza ad avere il colletto tondo, e a noi serviva con le punte, opportunamente modificata nella parte inferiore dalla nonna in modo da trasformarla in un body e da non farla svolazzare in modi strani durante l’esercizio. La gonna è una normale gonna da pattinaggio nera. L’avrei preferita grigia, ma trovare cose grigie per bambine non è tanto semplice. Per i capelli due nastri, quello rosso più largo, quello giallo più stretto, comprati in merceria e cuciti uno sull’altro… indovinate da chi? Dalla nonna, se vogliamo le cose fatte bene è a mia mamma che mi devo rivolgere. Però se trovo un nastro rosso più largo quasi quasi glie lo faccio rifare. E forse è meglio se è più corto, l’effetto svolazzo va bene, un po’ meno se il nastro va negli occhi.

Prima gara fissata per il 20 novembre all’Ice Emotion di Oggiona Santo Stefano, lo stesso palazzetto dove avevano gareggiato lo scorso dicembre: http://www.iceemotion.it/2-trofeo-mr-wiki-on-ice/. Aspetti positivi: è vicino, visto che il programma prevedeva di far pattinare prima le tre categorie Open, poi i bambini di livello 1 e infine quelli di livello 2 – e Alessia e Ilaria erano nel livello 2 – stavolta non ci saremmo dovuti alzare prima dell’alba e io ero in turno al lavoro sabato 19 e non domenica 20. Aspetti negativi: nell’ambito di Bookcity domenica 20 nella Sala del Grechetto della Biblioteca Sormani di Milano alle ore 12,00 io, insieme alla curatrice Marina Lenti, a Paolo Gulisano e a Pia Ferrara, avrei dovuto presentare uno dei libri di cui sono co-autrice, Il fantastico nella letteratura per ragazzi. luci e ombre di 10 serie di successo. Ero già stata presente il mese prima alla presentazione svoltasi a Stranimondi, ma il prestigio della Sormani è tutta un’altra cosa. Se però contrapponiamo un libro a cui ho partecipato alle mie bimbe non c’è gara, Oggiona tutta la vita!

A mettere un po’ di thriller nella giornata ci hanno pensato gli organizzatori delle gare. Il fatto che io guardi Mondiali ed Europei in televisione dal 1989 non c’entra, delle categorie giovanili non so nulla. A quanto pare esistono più circuiti che hanno la brutta tendenza a ignorarsi, così a pochi giorni dalla gara abbiamo scoperto che nello stesso weekend si sarebbe tenuto al Forum di Assago il recupero di una gara più importante precedentemente annullata. Conseguenze? Un buon numero di atlete delle categorie Open A, B e C hanno deciso di non partecipare alla gara di Oggiona per partecipare a quella del Forum, con due strascichi notevoli sulla nostra gara. Uno slittamento molto forte sugli orari e la necessità per l’allenatrice di clonarsi. Con Silvia assente perché diversamente impegnata, Simona si è ritrovata a seguire la gara di Elisabetta e Sara al Forum, poi è venuta rapidamente a Oggiona per le atlete che aveva lì e infine è tornata al Forum per Giosiana e Manila. Io dico sempre che una passaporta mi tornerebbe molto utile, ma in questo caso mi sa che l’avrebbe gradita pure lei.

Cambio di categoria per le mie bimbe. Il regolamento dice chiaramente che il livello 1 è riservato al corsista che “si approccia per la prima volta alle gare e non ha mai montato un disco” in modo da “effettuare un programma breve, con pochi elementi da ricordare”. Quando invece “il neoatleta è capace di eseguire senza grosse difficoltà il programma ed ha un bagaglio tecnico più strutturato, ad esempio, tutti i salti semplici o quasi e tutte le posizioni base delle trottole” allora “il livello di riferimento è il 2.”

Livello 2 quindi, con difficoltà maggiori. Per Ilaria categoria Luna.

Nati nel 2010-2009 (anche se è possibile iscrivere l’atleta anche nella categoria superiore a quella relativa alla sua età), durata: 1’30’’- 2’00’’. Possono eseguire al massimo

  • Salto del tre (ripetibile)
  • 1S (ripetibile)
  • 1T (ripetibile)
  • 1Lo (ripetibile)
  • 1F (ripetibile)
  • 2 combinazione o sequenza di 2 salti a scelta tra quelli elencati
  • 2 trottole a scelta
  • Angeli e sequenza di passi

Per Alessia categoria Urano.

Nati nel 2006-2005, durata: 1’40’’-2’00’’. Possono eseguire al massimo

  • Tutti i semplici (axel incluso)
  • 2 combinazione o sequenza di 2 salti
  • 2 trottole a scelta
  • Angeli e sequenza di passi

Per Ilaria tutto più o meno ok, anche se sul suo Flip c’è ancora qualcosa da ridire, e infatti Simona non l’ha inserito nel suo programma. Conoscete le sigle, vero? S=Salchow, T=toe loop, Lo=Loop o Rittberger, F=Flip. Nella categoria di Alessia però erano consentiti anche Lutz e Axel, salti che lei ancora non sa fare, e visto che sono difficili da imparare e che per farlo serve tempo, è abbastanza facile immaginare che chi sa fare quei salti sia in grado di fare trottole in posizioni più difficili rispetto ad Alessia, di fare più giri, di mantenere l’angelo più a lungo, e che in generale sia più bravo in tutti gli elementi della pattinata. Visto questo sono passata a controllare gli iscritti. Non ho fatto chissà quali ricerche, l’unico controllo che ho fatto sui nomi delle bambine è stato quello relativo alla classifica del 4° trofeo di Natale, che si era tenuto lo scorso dicembre, e alcuni di questi nomi in quella gara non ci sono.

Per Ilaria nella categoria Luna otto avversari – c’era anche un maschio – di cui tre che lo scorso anno l’avevano battuta e due compagne d’allenamento, con Beatrice che è certamente più brava di Ilaria (vedendola pattinare regolarmente è una cosa che so senza alcun dubbio). Certo, la gara è la gara, gli errori sono sempre dietro l’angolo, ma se tutto va come dovrebbe andare chi è più forte arriva davanti.

Per Alessia nella categoria Urano tredici avversarie, di cui le due che l’avevano battuta lo scorso anno e sei che già lo scorso anno, quando lei esordiva, erano al secondo livello, e che per questo erano certamente più sicure in tutti gli elementi e con ogni probabilità erano in grado di eseguire elementi che al momento non sono alla portata di Alessia. Fra loro anche due compagne di allenamento di Alessia, e so con certezza che sono loro a essere più brave. Non solo, la categoria comprendeva nati del 2005 e del 2006 e Alessia, essendo di dicembre 2006, era la più piccola del gruppo e qualcuna aveva quasi due anni più di lei. Le differenze nel fisico fra Alessia e le quasi tutte altre – e quindi nella capacità di eseguire i singoli elementi – sono notevoli.

Fra le principianti assolute non era andata male, ma con il passaggio di livello ero convinta che le cose sarebbero state molto più difficili, e quest’elenco me ne ha dato la conferma. Magari da un anno all’altro si può superare qualcuno perché si sono fatti maggiori progressi, ma è difficile riuscirci se la differenza iniziale è tanta, come fra Alessia e Margherita Schiffini, o fra Alessia e bambine che già lo scorso anno avevano gareggiato nel secondo livello, categoria in cui lei è appena entrata. Con queste premesse ho fatto una cosa che in passato non avevo fatto: ho comprato due peluche, e per restare in tema ghiaccio ho optato per due animali polari, un pinguino e un orso bianco.

Arrivo a Oggiona con calma, a metà mattina, giusto in tempo per vedere Tommaso Soldati, il fratellino di Beatrice e Arianna, fare la sua esibizione:

Il gruppo delle Stelline, quattro bimbi in tutto, aveva la sua ragione d’essere nel fatto che tutti avevano un fratello o una sorella più grande che avrebbe gareggiato più tardi, perciò questa era una scusa per far pattinare anche loro. Compitino svolto, anche da parte di un bimbo che è caduto non so quante volte e che con ammirevole costanza si è sempre rialzato ed è andato avanti nel suo programma fino alla fine. E comunque con la mamma di Tommy abbiamo riconosciuto che tutti questi bimbi pattinano meglio di noi.

Come abbiamo ignorato le ragazze dell’Open, per arrivare con calma senza alzarci all’alba, abbiamo ignorato tutto il successivo livello 1 (Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove), pensando a cose come il pranzo al sacco, un po’ di gioco con le amiche, un po’ di ginnastica e la pettinatura. Sono notevolmente migliorata in code, l’allenamento ha giocato una parte importante anche sulla mia manualità, ma questo non significa che le code mi vengano sempre bene, specie a Ilaria che ha ancora alcuni ciuffi più corti, ultimo rimasuglio della frangia. Tanto Simona ha rifatto tutto, mentre io devo davvero ricordarmi di comprare la lacca. Al suo arrivo le abbiamo affidato le bambine e ci siamo defilati. Con noi c’erano anche i miei genitori, una volta tanto che c’era una gara vicina e non all’alba hanno deciso di venire ad assistere.

Luna.

Sara Capponi, quarta classificata (lo scorso anno nettamente prima nella categoria Mercurio, mentre Ilaria era arrivata quinta pari merito con altre due bambine):

Giorgia Filetti, quinta classificata (lo scorso anno quarta nella categoria Mercurio):

Nicholas Stola, secondo classificato:

Lily Szczepaniec, nona classificata. Lily, ho notato scrivendo questo racconto, è svizzera, il che mi ha dato la possibilità di spacciare alle bambine la gara come una gara internazionale, anche se l’unica società al di fuori della Lombardia era il Club pattinaggio Biasca, proveniente dal Canton Ticino.

Arianna Soldati, terza classificata. La musica (e io approvo, anche se in genere non sono un’amante dei film Disney, ma Merida è Merida) è quella di Brave – Ribelle. Arianna è una delle compagne di allenamento di Ilaria e, anche se non si vede perché per la sua età è molto alta, era la più piccola del gruppo, essendo nata a dicembre 2010, con la categoria Luna che comprendeva bambini del 2009-2010:

Beatrice Soldati, prima classificata. La musica è quella di La bella e la bestia (e Belle ai miei occhi si salva perché è una lettrice). Sorella maggiore di Arianna:

Camilla Di Cristofaro, sesta classificata

Ginevra Carraro, ottava classificata (lo scorso anno terza nella categoria Mercurio). Brutta caduta, deve essersi fatta abbastanza male. E nonostante il dolore e il pianto lei è andata avanti e ha terminato l’esercizio. Complimenti davvero.

Ilaria Tangari, settima classificata. Ilaria non ha visto la caduta di Ginevra, le balaustre per lei sono ancora troppo alte e certamente Simona era impegnata a darle le ultime istruzioni, però è entrata in pista avendo visto uscire una bimba in lacrime, e l’immagine non dev’essere stata bella. Io temevo la trottola bassa, che invece ha fatto bene, in compenso è arrivata una caduta sul carrellino all’indietro, elemento che non sbaglia praticamente mai. Mi ha detto che una coda del pattino le è andata nel ghiaccio, e quando capita così restare in piedi è impossibile. Mi sa anche che si è giocata un Salchow per strada, anche se credo non sia l’unica che ha mancato di fare un salto che aveva nel programma.

Finite le bimbe del gruppo Luna siamo entrate nel bar per scaldarci un po’, le piste di pattinaggio su ghiaccio in genere non sono luoghi molto caldi. Le iscritte della categoria Saturno erano così tante che sono state divise in due gruppi più piccoli a seconda dell’anno di nascita. Nelle Saturno 2007 ha vinto Cassandra Compierchio, una delle loro compagne di allenamento:

Urano.

Giulia Perotti, decima. Lo scorso anno dodicesima nella categoria Urano 2005, quindi già al secondo livello. È una delle compagne di allenamento di Alessia:

Sofia Sandri, seconda. Al momento il video del suo esercizio nonc’è.

Margherita Schiffini, quinta. Lo scorso anno nettamente vincitrice nella categoria Terra:

Madhuri Milani, prima. L’anno scorso seconda in categoria Saturno, quindi già nel secondo livello:

Alessia Tangari, tredicesima:

Irene Ripamonti, dodicesima. Lo scorso anno seconda nella categoria Terra, giusto davanti ad Alessia:

(Rebecca Bonfrate, suppongo si sia ammalata perché non è venuta).

Carola Verdelli, quarta. Lo scorso anno undicesima nella categoria Urano 2005, quindi già al secondo livello (oltre che molto più grande):

Chiara Andreoletti, terza. Lo scorso anno quarta nella categoria Saturno, quindi già al secondo livello:

Eloise Rosselli, ottava:

Giulia Strada, settima. Lo scorso anno nona nella categoria Urano 2005, quindi già al secondo livello:

Sveva Pirola, nona. Lo scorso anno settima nella categoria Saturno, quindi già al secondo livello. Compagna di allenamento di Alessia e molto più brava di lei, anche se è vero che Sveva ha iniziato a pattinare prima di Alessia. Il suo, quando ho guardato i nomi delle avversarie, era un riferimento ben preciso: se Sveva è più brava di Alessia non ci voleva molto a immaginare che lo fossero anche tutte le bambine che avevano battuto Sveva. Magari Sveva in un anno poteva averle superate, Alessia no. Il suo esercizio:

Chiara Polti, undicesima:

Valentina Ruoti, sesta:

Noi siamo andati via subito dopo la premiazione della categoria Urano, anche perché avevo un marito troppo congelato e due bimbe troppo deluse per fermarci ancora, ma la gara è andata avanti con altre categorie. Nella Nettuno Erica De Luigi, compagna di allenamento delle mie bimbe, è arrivata seconda:

Un’altra compagna di allenamento, Giada Kazi, è arrivata terza nella stessa categoria:

La parte più complicata è arrivata a casa, quando siamo passate in fase conforto. Alessia non faceva che chiedersi come avrebbe fatto, il giorno dopo, a dire il risultato alle sue amiche. Due di loro le avevano telefonato, con una aveva parlato mentre si stava vestendo, con l’altra avevo parlato io perché lei era con l’allenatrice. Mentre parlavamo Alessia non mollava il suo orsetto, così come Ilaria non si è mai allontanata dal suo pinguino. Sono passata dal suggerire bugie, come il dichiarare che avevano fatto una classifica solo delle prime cinque e piazzato tutte le altre seste pari, al farle notare che aveva difficoltà oggettive (l’età, il poco tempo da cui pattina, il fatto che il livello era davvero elevato per quella gara e che se lei fosse rimasta al livello 1 avrebbe vinto, il fatto che anche una bimba che pattina molto meglio di lei, Sveva, non si sia piazzata tanto più in alto) e al sottolineare come un risultato deludente non cambia chi è lei come persona, né il rapporto che c’è fra noi.

Mi è capitato, quando ero lì, di sentire un paio di nonni commentare “peccato che è caduta, perché era lei la più brava”, riferito a una bambina che era nettamente una delle meno brave della sua categoria e non solo per le due cadute ma anche per l’insicurezza con cui eseguiva gli elementi, e io non intendo essere così cieca solo perché le mie bimbe sono la mia vita, ma non intendo cadere nemmeno nell’opposto. C’è stata pure una mamma capace di sgridare la figlia – arrivata seconda – perché aveva sbagliato l’Axel, ma come si fa? Tutti sbagliano a volte, anche i campioni. Io ho fatto vedere ad Alessia Kurt Browning in lacrime dopo che aveva sbagliato il corto delle Olimpiadi 1994, spiegandole cosa aveva fatto prima, quali fossero state in partenza le sue aspettative di vittoria, e come avesse reagito dopo, e le ho citato Carolina Kostner, deludente sedicesima e criticatissima alle Olimpiadi 2010, nonostante le sue due precedenti medaglie mondiali, e i risultati a partire dalla stagione successiva, sempre sul podio in ogni gara che ha disputato, compresi un oro mondiale e un bronzo olimpico. E poi sono passata ad arrampicarmi sugli specchi, dimostrando un certo talento a piegare la verità ai miei scopi come una vera Aes Sedai.

Per chi non le conoscesse – è l’altro il blog in cui parlo di fantasy, non questo – le Aes Sedai sono le maghe di La Ruota del Tempo, saga creata da Robert Jordan. Quando completano il loro percorso di studi queste donne prestano tre giuramenti, uno dei quali è “non profferire parola che non sia vera”, e visto che li prestano in un modo particolare che coinvolge la magia loro letteralmente non possono dire bugie. Il che non significa che non mentano. Quando Moiraine non vuole dare il suo nome a qualcuno dice “puoi chiamarmi Lady Alys”. Non può dire “sono Lady Alys”, questa sarebbe una bugia, ma se dice che qualcuno può chiamarla così non c’è nessun problema. In effetti lei risponde quando la chiamano a quel modo quindi il nome falso svolge benissimo il suo lavoro. Perciò se alla gara è presente una società svizzera, io non sto mentendo quando dico che “possiamo definire la gara una gara internazionale”, e se le faccio notare che la classifica di danza della Cup of China (lo so, è tutto un altro livello, ma questo non c’è bisogno di precisarlo) al decimo e ultimo posto sono stati classificati i canadesi Alexandra Paul e Mitchell Islam, ritiratisi prima di scendere in pista per la danza originale ma a sorteggio già effettuato, e che quindi lei non è arrivata ultima ma tredicesima su quattordici, sto solo stiracchiando un po’ la verità.

Ho anche suggerito a entrambe di guardare i loro video dell’anno precedente. Quello che fanno gli altri lo fanno gli altri, non loro. Il pattinaggio non è una partita di tennis, in cui quello che faccio io dipende da quel che fa il mio avversario e viceversa, qui ciascuno fa il suo e vince chi fa le cose più difficili senza sbagliarle. L’obiettivo non è battere le avversarie ma migliorarsi, se ci si migliora, se si è soddisfatti di ciò che si è fatto, allora va bene, indipendentemente dalla classifica.

Questa è Ilaria undici mesi fa

Esercizio di appena un minuto, un solo salto del tre – l’altro se l’è perso per strada – angelo durato giusto il tempo di alzare il piede, trottola alta di un solo giro… Ora l’esercizio è lungo il doppio, oltre al salto del tre ci sono una combinazione toe loop-toe loop e un loop, l’angelo è tenuto per qualche secondo, anche se è un po’ traballino, ci sono due anfore, di cui una all’indietro, e due trottole più difficili, quella angelo tenuta per due giri e quella bassa decisamente più lunga. I cambiamenti sono tanti, che poi è caduta sono cose che capitano.

Questa è Alessia undici mesi fa

Anche per lei esercizio di poco più di un minuto, i salti sono un toe loop e una combinazione salto del tre-toe loop – Salchow perso per strada – trottola alta di neppure due giri, anfora con il piede decisamente basso… Adesso l’esercizio, di due minuti, comprende una combinazione toe loop-loop, un Flip, un toe loop e una combinazione salto del tre-loop, le trottole sono due, più difficili, bassa e angelo, ed entrambe tenute più a lungo. Le sue avversarie hanno fatto meglio, ok, ma il cambiamento è notevole, ed è questo, insieme al bellissimo sorriso che le ho visto ieri al termine dell’allenamento, quel che conta davvero.

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Danza su ghiaccio: la stagione 2015-2016

Il corto di Gabrielle Papadakis e Guillaume Cizeron ai Mondiali:

Il lungo di Gabrielle Papadakis e Guillaume Cizeron ai Mondiali:

Il corto di Maia e Alex Shibutani:

Il lungo di Maia e Alex Shibutani:

Il corto di Madison Chock ed Evan Bates ai mondiali:

Il lungo di Madison Chock ed Evan Bates ai Mondiali:

Il corto di Anna Cappellini e Luca Lanotte agli Europei:

Il lungo di Anna Cappellini e Luca Lanotte ai Mondiali:

Il lungo di Kaitlyn Weaver ed Andrew Poje ai Mondiali:

Il corto di Charlene Guignard e Marco Fabbri ai Mondiali:

Il lungo di Charlene Guignard e Marco Fabbri ai Mondiali:

L’ultima volta che li abbiamo visti in gara, prima dell’Autumn International di quest’anno, è stato alle Olimpiadi del 2014. Tessa Virtue e Scott Moir sono tornati, questa è la loro danza libera alla Olimpiadi:

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Pattinaggio artistico: la stagione 2015-2016. Le coppie di artistico

Il corto di Meagan Duhamel ed Eric Radford ai Mondiali:

Il lungo di Meagan Duhamel ed Eric Radford ai Mondiali:

Il corto di Sui Wenjing e Han Cong ai Mondiali:

Il lungo di Sui Wenjing e Han Cong ai Mondiali:

Il lungo di Aliona Savchenko e Bruno Massot ai mondiali:

Il lungo di Ksenia Stolbova e Fedor Klimov alla finale di Grand Prix:

Il lungo di Ksenia Stolbova e Fedor Klimov alla finale di Grand Prix:

Il lungo di Evgenia Tarasova e Vladimir Morozov ai Mondiali:

Il corto di Tatiana Volosozhar e Maxim Trankov agli Europei:

Il lungo di Tatiana Volosozhar e Maxim Trankov agli Europei:

Il corto di Yuko Kavaguti e Alexander Smirnov alla Cup of China:

Il lungo di Yuko Kavaguti e Alexander Smirnov alla Cup of China:

Il corto di Nicole Della Monica e Matteo Guarise ai Mondiali:

Il lungo di Valentina Marchei e Ondrej Hotarek agli Europei:

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